<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837</id><updated>2012-01-01T11:14:01.793-08:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE</title><subtitle type='html'>Tutto quanto riguarda il Custode del Redentore, la sua spiritualità ed il suo culto.
Lascia un tuo commento o collabora con un tuo contributo.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>142</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6460447345324098836</id><published>2012-01-01T11:11:00.000-08:00</published><updated>2012-01-01T11:14:01.802-08:00</updated><title type='text'>LA PREGHIERA E LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-p7DLJD2IDvU/TwCwbWQ9IwI/AAAAAAAAATI/1zvUWesXFOo/s1600/s.fam.adol..jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692743912875959042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 306px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-p7DLJD2IDvU/TwCwbWQ9IwI/AAAAAAAAATI/1zvUWesXFOo/s320/s.fam.adol..jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;l’odierno incontro si svolge nel clima natalizio, pervaso di intima gioia per la nascita del Salvatore. Abbiamo appena celebrato questo mistero, la cui eco si espande nella liturgia di tutti questi giorni. È un mistero di luce che gli uomini di ogni epoca possono rivivere nella fede e nella preghiera. Proprio attraverso la preghiera noi diventiamo capaci di accostarci a Dio con intimità e profondità. Perciò, tenendo presente il tema della preghiera che sto sviluppando in questo periodo nelle catechesi, oggi vorrei invitarvi a riflettere su come la preghiera faccia parte della vita della Santa Famiglia di Nazaret. La casa di Nazaret, infatti, è una scuola di preghiera, dove si impara ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato profondo della manifestazione del Figlio di Dio, traendo esempio da Maria, Giuseppe e Gesù.&lt;br /&gt;Rimane memorabile il discorso del Servo di Dio &lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/index_it.htm"&gt;Paolo VI&lt;/a&gt; nella sua &lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/travels/sub-index/index_terrasanta_it.htm"&gt;visita a Nazaret&lt;/a&gt;. Il Papa disse che alla scuola della Santa Famiglia noi «comprendiamo perché dobbiamo tenere una disciplina spirituale, se vogliamo seguire la dottrina del Vangelo e diventare discepoli del Cristo». E aggiunse: «In primo luogo essa ci insegna il silenzio. Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile ed indispensabile dello spirito: mentre siamo storditi da tanti frastuoni, rumori e voci clamorose nella esagitata e tumultuosa vita del nostro tempo. Oh! silenzio di Nazaret, insegnaci ad essere fermi nei buoni pensieri, intenti alla vita interiore, pronti a ben sentire le segrete ispirazioni di Dio e le esortazioni dei veri maestri» (Discorso a Nazaret, 5 gennaio 1964).&lt;br /&gt;Possiamo ricavare alcuni spunti sulla preghiera, sul rapporto con Dio, della Santa Famiglia dai racconti evangelici dell’infanzia di Gesù. Possiamo partire dall’episodio della presentazione di Gesù al tempio. San Luca narra che Maria e Giuseppe, «quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme, per presentarlo al Signore» (2,22). Come ogni famiglia ebrea osservante della legge, i genitori di Gesù si recano al tempio per consacrare a Dio il primogenito e per offrire il sacrificio. Mossi dalla fedeltà alle prescrizioni, partono da Betlemme e si recano a Gerusalemme con Gesù che ha appena quaranta giorni; invece di un agnello di un anno presentano l’offerta delle famiglie semplici, cioè due colombi. Quello della Santa Famiglia è il pellegrinaggio della fede, dell’offerta dei doni, simbolo della preghiera, e dell’incontro con il Signore, che Maria e Giuseppe già vedono nel figlio Gesù.&lt;br /&gt;La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene a titolo speciale, poiché è nel suo grembo che si è formato, prendendo da lei anche un’umana somiglianza. Alla contemplazione di Gesù nessuno si è dedicato con altrettanta assiduità di Maria. Lo sguardo del suo cuore si concentra su di Lui già al momento dell’Annunciazione, quando Lo concepisce per opera dello Spirito Santo; nei mesi successivi ne avverte a poco a poco la presenza, fino al giorno della nascita, quando i suoi occhi possono fissare con tenerezza materna il volto del figlio, mentre lo avvolge in fasce e lo depone nella mangiatoia. I ricordi di Gesù, fissati nella sua mente e nel suo cuore, hanno segnato ogni istante dell’esistenza di Maria. Ella vive con gli occhi su Cristo e fa tesoro di ogni sua parola. San Luca dice: «Da parte sua [Maria] custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2, 19), e così descrive l’atteggiamento di Maria davanti al Mistero dell’Incarnazione, atteggiamento che si prolungherà in tutta la sua esistenza: custodire le cose meditandole nel cuore. Luca è l’evangelista che ci fa conoscere il cuore di Maria, la sua fede (cfr 1,45), la sua speranza e obbedienza (cfr 1,38), soprattutto la sua interiorità e preghiera (cfr 1,46-56), la sua libera adesione a Cristo (cfr 1,55). E tutto questo procede dal dono dello Spirito Santo che scende su di lei (cfr 1,35), come scenderà sugli Apostoli secondo la promessa di Cristo (cfr At 1,8). Questa immagine di Maria che ci dona san Luca presenta la Madonna come modello di ogni credente che conserva e confronta le parole e le azioni di Gesù, un confronto che è sempre un progredire nella conoscenza di Gesù. Sulla scia del beato Papa &lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/index_it.htm"&gt;Giovanni Paolo II&lt;/a&gt; (cfr Lett. ap. &lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_20021016_rosarium-virginis-mariae_it.html"&gt;Rosarium Virginis Mariae&lt;/a&gt;) possiamo dire che la preghiera del Rosario trae il suo modello proprio da Maria, poiché consiste nel contemplare i misteri di Cristo in unione spirituale con la Madre del Signore. La capacità di Maria di vivere dello sguardo di Dio è, per così dire, contagiosa. Il primo a farne l’esperienza è stato san Giuseppe. Il suo amore umile e sincero per la sua promessa sposa e la decisione di unire la sua vita a quella di Maria ha attirato e introdotto anche lui, che già era un «uomo giusto» (Mt 1,19), in una singolare intimità con Dio. Infatti, con Maria e poi, soprattutto, con Gesù, egli incomincia un nuovo modo di relazionarsi a Dio, di accoglierlo nella propria vita, di entrare nel suo progetto di salvezza, compiendo la sua volontà. Dopo aver seguito con fiducia l’indicazione dell’Angelo - «non temere di prendere con te Maria, tua sposa» (Mt 1,20) - egli ha preso con sé Maria e ha condiviso la sua vita con lei; ha veramente donato tutto se stesso a Maria e a Gesù, e questo l’ha condotto verso la perfezione della risposta alla vocazione ricevuta. Il Vangelo, come sappiamo, non ha conservato alcuna parola di Giuseppe: la sua è una presenza silenziosa, ma fedele, costante, operosa. Possiamo immaginare che anche lui, come la sua sposa e in intima consonanza con lei, abbia vissuto gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza di Gesù gustando, per così dire, la sua presenza nella loro famiglia. Giuseppe ha compiuto pienamente il suo ruolo paterno, sotto ogni aspetto. Sicuramente ha educato Gesù alla preghiera, insieme con Maria. Lui, in particolare, lo avrà portato con sé alla sinagoga, nei riti del sabato, come pure a Gerusalemme, per le grandi feste del popolo d’Israele. Giuseppe, secondo la tradizione ebraica, avrà guidato la preghiera domestica sia nella quotidianità – al mattino, alla sera, ai pasti -, sia nelle principali ricorrenze religiose. Così, nel ritmo delle giornate trascorse a Nazaret, tra la semplice casa e il laboratorio di Giuseppe, Gesù ha imparato ad alternare preghiera e lavoro, e ad offrire a Dio anche la fatica per guadagnare il pane necessario alla famiglia.&lt;br /&gt;E infine, un altro episodio che vede la Santa Famiglia di Nazaret raccolta insieme in un evento di preghiera. Gesù, l'abbiamo sentito, a dodici anni si reca con i suoi al tempio di Gerusalemme. Questo episodio si colloca nel contesto del pellegrinaggio, come sottolinea san Luca: «I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa» (2,41-42). Il pellegrinaggio è un’espressione religiosa che si nutre di preghiera e, al tempo stesso, la alimenta. Qui si tratta di quello pasquale, e l’Evangelista ci fa osservare che la famiglia di Gesù lo vive ogni anno, per partecipare ai riti nella Città santa. La famiglia ebrea, come quella cristiana, prega nell’intimità domestica, ma prega anche insieme alla comunità, riconoscendosi parte del Popolo di Dio in cammino e il pellegrinaggio esprime proprio questo essere in cammino del Popolo di Dio. La Pasqua è il centro e il culmine di tutto questo, e coinvolge la dimensione familiare e quella del culto liturgico e pubblico.&lt;br /&gt;Nell’episodio di Gesù dodicenne, sono registrate anche le prime parole di Gesù: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo essere in ciò che è del Padre mio?» (2,49). Dopo tre giorni di ricerche, i suoi genitori lo ritrovarono nel tempio seduto tra i maestri mentre li ascoltava ed interrogava (cfr 2,46). Alla domanda perché ha fatto questo al padre e alla madre, Egli risponde che ha fatto soltanto quanto deve fare il Figlio, cioè essere presso il Padre. Così Egli indica chi è il vero Padre, chi è la vera casa, che Egli non fatto niente di strano, di disobbediente. E' rimasto dove deve essere il Figlio, cioè presso il Padre, e ha sottolineato chi è il suo Padre. La parola «Padre» sovrasta quindi l'accento di questa risposta e appare tutto il mistero cristologico. Questa parola apre quindi il mistero, è la chiave al mistero di Cristo, che è il Figlio, e apre anche la chiave al mistero nostro di cristiani, che siamo figli nel Figlio. Nello stesso tempo, Gesù ci insegna come essere figli, proprio nell'essere col Padre nella preghiera. Il mistero cristologico, il mistero dell'esistenza cristiana è intimamente collegato, fondato sulla preghiera. Gesù insegnerà un giorno ai suoi discepoli a pregare, dicendo loro: quando pregate dite «Padre». E, naturalmente, non ditelo solo con una parola, ditelo con la vostra esistenza, imparate sempre più a dire con la vostra esistenza: «Padre»; e così sarete veri figli nel Figlio, veri cristiani.&lt;br /&gt;Qui, quando Gesù è ancora pienamente inserito nella vita della Famiglia di Nazaret, è importante notare la risonanza che può aver avuto nei cuori di Maria e Giuseppe sentire dalla bocca di Gesù quella parola «Padre», e rivelare, sottolineare chi è il Padre, e sentire dalla sua bocca questa parola con la consapevolezza del Figlio Unigenito, che proprio per questo ha voluto rimanere per tre giorni nel tempio, che è la «casa del Padre». Da allora, possiamo immaginare, la vita nella Santa Famiglia fu ancora più ricolma di preghiera, perché dal cuore di Gesù fanciullo – e poi adolescente e giovane – non cesserà più di diffondersi e di riflettersi nei cuori di Maria e di Giuseppe questo senso profondo della relazione con Dio Padre. Questo episodio ci mostra la vera situazione, l'atmosfera dell'essere col Padre. Così la Famiglia di Nazaret è il primo modello della Chiesa in cui, intorno alla presenza di Gesù e grazie alla sua mediazione, si vive tutti la relazione filiale con Dio Padre, che trasforma anche le relazioni interpersonali, umane.&lt;br /&gt;Cari amici, per questi diversi aspetti che, alla luce del Vangelo, ho brevemente tratteggiato, la Santa Famiglia è icona della Chiesa domestica, chiamata a pregare insieme. La famiglia è Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera. Nella famiglia i bambini, fin dalla più tenera età, possono imparare a percepire il senso di Dio, grazie all’insegnamento e all’esempio dei genitori: vivere in un'atmosfera segnata dalla presenza di Dio. Un’educazione autenticamente cristiana non può prescindere dall’esperienza della preghiera. Se non si impara a pregare in famiglia, sarà poi difficile riuscire a colmare questo vuoto. E, pertanto, vorrei rivolgere a voi l’invito a riscoprire la bellezza di pregare assieme come famiglia alla scuola della Santa Famiglia di Nazaret. E così divenire realmente un cuor solo e un'anima sola, una vera famiglia. Grazie. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Benedetto XVI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6460447345324098836?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6460447345324098836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6460447345324098836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6460447345324098836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6460447345324098836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2012/01/la-preghiera-e-la-santa-famiglia-di.html' title='LA PREGHIERA E LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-p7DLJD2IDvU/TwCwbWQ9IwI/AAAAAAAAATI/1zvUWesXFOo/s72-c/s.fam.adol..jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4636006984981296764</id><published>2011-12-14T03:17:00.000-08:00</published><updated>2011-12-14T03:21:41.546-08:00</updated><title type='text'>IL GUANELLA E SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-13ZsIVbYnXE/TuiGnBjJB3I/AAAAAAAAAS8/d81GmALNgEU/s1600/GUANELLA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685942534544099186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-13ZsIVbYnXE/TuiGnBjJB3I/AAAAAAAAAS8/d81GmALNgEU/s320/GUANELLA.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;“Vogliamo oggi lodare e ringraziare il Signore perché in san Luigi Guanella ci ha dato un profeta e un apostolo della carità”. Così ha detto papa Benedetto XVI il giorno della sua canonizzazione il 23 ottobre scorso in piazza san Pietro. Vissuto tra il 1842 e il 1915, ha fondato la congregazione dei Servi della Carità, distinguendosi per la fiducia assoluta nella Provvidenza e la predilezione verso gli anziani, gli handicappati e i ragazzi abbandonati. Don Guanella si annovera nella scia dei santi moderni della carità, di cui fa parte anche san Leonardo Murialdo. Noi qui lo vogliamo ricordare per la sua spiccata devozione a san Giuseppe. La venerazione che nutriva per il nostro santo derivava soprattutto dal fatto che san Giuseppe aveva avuto il privilegio non solo di vivere, ma anche di terminare la sua vita assistito da Gesù e da Maria, ed era dunque considerato Patrono dei moribondi. Si racconta che nei primi anni del ‘900, avendo preso a Roma una colonia agricola, andando in mezzo a quelle baracche meditava in cuor suo quello che avrebbe potuto fare per la povera gente che vi abitava. Pensò di farvi un centro d’accoglienza e di edificarvi una chiesa dedicata a san Giuseppe. Nessun Santo, meglio dello Sposo della Vergine Maria, che era Patrono dei lavoratori e costituiva l’esempio più elevato del padre delle famiglie cristiane, poteva essere invocato come protettore di quel popoloso quartiere. L’architetto era il noto Ing. Aristide Leonori. Fu così che venne costruita la Basilica di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Giuseppe_al_Trionfale" target="_blank"&gt;San Giuseppe al Trionfale&lt;/a&gt;, non lontano dal Vaticano, il cui progetto il Papa &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Pio_X" target="_blank"&gt;Pio X&lt;/a&gt; aveva sempre seguito con paterna partecipazione e con il suo soccorso finanziario. Fu terminata nel 1912. D’altra parte la chiesa dell’Immacolata al Tiburtino non era stata più intitolata al Santo, come era inizialmente previsto. L’anno seguente don Guanella fondò la “Pia Unione del Transito di san Giuseppe” per i morenti e nel 1914 la rivista “La santa Crociata in onore di san Giuseppe”, affermandosi poi come uno dei maggiori “centri giuseppini”. Si avverava il sogno di san Luigi Guanella che desiderava realizzare “un trono di grazie, da cui i moribondi di ciascun giorno, attraverso il mondo intero, ricevessero i divini soccorsi per il gran passo all’eternità”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4636006984981296764?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4636006984981296764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4636006984981296764' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4636006984981296764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4636006984981296764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/12/il-guanella-e-san-giuseppe.html' title='IL GUANELLA E SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-13ZsIVbYnXE/TuiGnBjJB3I/AAAAAAAAAS8/d81GmALNgEU/s72-c/GUANELLA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4695540618386377484</id><published>2011-11-12T08:08:00.000-08:00</published><updated>2011-11-12T08:15:44.323-08:00</updated><title type='text'>NAZARET: CITTA' DI GESU', MARIA E GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-65xXKpGFrPs/Tr6blhsJnkI/AAAAAAAAASw/fPLCAfgNoGc/s1600/SAN%2BJOSE%2B32.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674143649534418498" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 305px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-65xXKpGFrPs/Tr6blhsJnkI/AAAAAAAAASw/fPLCAfgNoGc/s320/SAN%2BJOSE%2B32.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"La pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo!" (Col 3,15). Con queste parole dell’apostolo Paolo, saluto tutti voi con affetto nel Signore. Mi rallegro di essere venuto a Nazareth, luogo benedetto dal mistero dell’Annunciazione, il posto che ha visto gli anni nascosti della crescita di Cristo in sapienza, età e grazia (cfr Lc 2,52). Ringrazio l’Arcivescovo Elia Chacour per le cortesi parole di benvenuto, ed abbraccio con il segno della pace i miei confratelli Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e tutti i fedeli della Galilea, che, nella diversità dei riti e delle tradizioni, danno espressione all’universalità della Chiesa di Cristo. Porgo un rispettoso saluto al Presidente di Israele, che ci onora della sua presenza. Desidero ringraziare in modo speciale quanti hanno reso possibile questa celebrazione, particolarmente coloro che sono stati coinvolti nella pianificazione e nella costruzione di questo nuovo teatro con il suo splendido panorama.&lt;br /&gt;Qui nella città di Gesù, Maria e Giuseppe, siamo riuniti per segnare la conclusione dell’Anno della Famiglia celebrato dalla Chiesa nella Terra Santa. Come segno promettente per il futuro, benedirò la prima pietra di un Centro internazionale per la Famiglia, che sarà costruito a Nazareth. Preghiamo affinché esso promuova una forte vita familiare in questa regione, offra sostegno ed assistenza alle famiglie ovunque, e le incoraggi nella loro insostituibile missione nella società.&lt;br /&gt;È inoltre mia speranza che questa tappa del mio pellegrinaggio attiri l’attenzione di tutta la Chiesa verso questa città di Nazareth. Abbiamo tutti bisogno, come disse qui il Papa Paolo VI, di tornare a Nazareth, per contemplare sempre di nuovo il silenzio e l’amore della Sacra Famiglia, modello di ogni vita familiare cristiana. Qui, sull’esempio di Maria, di Giuseppe e di Gesù, possiamo giungere ad apprezzare ancor di più la santità della famiglia, che, nel piano di Dio, si basa sulla fedeltà per la vita intera di un uomo e di una donna, consacrata dal patto coniugale ed aperta al dono di Dio di nuove vite. Quanto hanno bisogno gli uomini e le donne del nostro tempo di riappropriarsi di questa verità fondamentale, che è alla base della società, e quanto importante è la testimonianza di coppie sposate in ordine alla formazione di coscienze mature e alla costruzione della civiltà dell’amore!&lt;br /&gt;Nella prima lettura odierna, tratta dal Siracide, la parola di Dio presenta la famiglia come la prima scuola della sapienza, una scuola che educa i propri membri nella pratica di quelle virtù che portano alla felicità autentica e ad un durevole appagamento. Nel piano divino per la famiglia, l’amore del marito e della moglie porta frutto in nuove vite, e trova quotidiana espressione negli amorevoli sforzi dei genitori di assicurare un’integrale formazione umana e spirituale per i loro figli. Nella famiglia ogni persona, sia che si tratti del bambino più piccolo o del genitore più anziano, viene considerata per ciò che è in se stessa e non semplicemente come un mezzo per altri fini. Qui iniziamo a vedere qualcosa del ruolo essenziale della famiglia come primo mattone di costruzione di una società ben ordinata e accogliente. Possiamo inoltre giungere ad apprezzare, all’interno della società più ampia, il ruolo dello Stato chiamato a sostenere le famiglie nella loro missione educatrice, a proteggere l’istituto della famiglia e i suoi diritti nativi, come pure a far sì che tutte le famiglie possano vivere e fiorire in condizioni di dignità.&lt;br /&gt;Scrivendo ai Colossesi, l’apostolo Paolo parla istintivamente della famiglia quando cerca di illustrare le virtù che edificano "l’unico corpo", che è la Chiesa. Quali "scelti da Dio, santi e amati", siamo chiamati a vivere in armonia e in pace l’uno con l’altro, mostrando anzitutto magnanimità e perdono, con l’amore quale più alto vincolo di perfezione (cfr Col 3,12-14). Come nel patto coniugale, l’amore dell’uomo e della donna viene innalzato dalla grazia fino a divenire condivisione ed espressione dell’amore di Cristo e della Chiesa (cfr Ef 5,32), così anche la famiglia fondata sull’amore viene chiamata ad essere una "Chiesa domestica", luogo di fede, di preghiera e di preoccupazione amorevole per il bene vero e durevole di ciascuno dei propri membri.&lt;br /&gt;Mentre riflettiamo su tali realtà in questa che è la città dell’Annunciazione, il nostro pensiero si volge naturalmente a Maria, "piena di grazia", la Madre della Santa Famiglia e nostra Madre. Nazareth ci ricorda il dovere di riconoscere e rispettare dignità e missione concesse da Dio alle donne, come pure i loro particolari carismi e talenti. Sia come madri di famiglia, come una vitale presenza nella forza lavoro e nelle istituzioni della società, sia nella particolare chiamata a seguire il Signore mediante i consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, le donne hanno un ruolo indispensabile nel creare quella "ecologia umana" (cfr Centesimus annus, 39) di cui il mondo, e anche questa terra, hanno così urgente bisogno: un ambiente in cui i bambini imparino ad amare e ad apprezzare gli altri, ad essere onesti e rispettosi verso tutti, a praticare le virtù della misericordia e del perdono.&lt;br /&gt;Qui pensiamo pure a san Giuseppe, l’uomo giusto che Dio pose a capo della sua casa. Dall’esempio forte e paterno di Giuseppe, Gesù imparò le virtù della pietà virile, della fedeltà alla parola data, dell’integrità e del duro lavoro. Nel falegname di Nazareth poté vedere come l’autorità posta al servizio dell’amore sia infinitamente più feconda del potere che cerca di dominare. Quanto bisogno ha il nostro mondo dell’esempio, della guida e della calma forza di uomini come Giuseppe!&lt;br /&gt;Infine, nel contemplare la Sacra Famiglia di Nazareth, rivolgiamo lo sguardo al bambino Gesù, che nella casa di Maria e di Giuseppe crebbe in sapienza e conoscenza, sino al giorno in cui iniziò il ministero pubblico. Qui vorrei lasciare un pensiero particolare ai giovani presenti. Il Concilio Vaticano II insegna che i bambini hanno un ruolo speciale nel far crescere i loro genitori nella santità (cfr Gaudium et spes, 48). Vi prego di riflettere su questo e di lasciare che l’esempio di Gesù vi guidi non soltanto nel mostrare rispetto ai vostri genitori, ma anche nell’aiutarli a scoprire più pienamente l’amore che dà alla nostra vita il senso più completo. Nella Sacra Famiglia di Nazareth fu Gesù ad insegnare a Maria e Giuseppe qualcosa della grandezza dell’amore di Dio, suo celeste Padre, la sorgente ultima di ogni amore, il Padre da cui ogni paternità in cielo e in terra prende nome (cfr Ef 3,14-15).&lt;br /&gt;Cari amici, nella colletta della Messa odierna abbiamo chiesto al Padre di "aiutarci a vivere come la Sacra Famiglia, unita nel rispetto e nell’amore". Rinnoviamo qui il nostro impegno ad essere lievito di rispetto e di amore nel mondo che ci attornia. Questo Monte del Precipizio ci ricorda, come lo ha fatto con generazioni di pellegrini, che il messaggio del Signore fu talvolta sorgente di contraddizione e di conflitto con i propri ascoltatori. Purtroppo, come il mondo sa, Nazareth ha sperimentato tensioni negli anni recenti che hanno danneggiato i rapporti fra le comunità cristiana e musulmana. Invito le persone di buona volontà di entrambe le comunità a riparare il danno che è stato fatto, e in fedeltà al comune credo in un unico Dio, Padre dell’umana famiglia, ad operare per edificare ponti e trovare modi per una pacifica coesistenza. Ognuno respinga il potere distruttivo dell’odio e del pregiudizio, che uccidono l’anima umana prima ancora che il corpo!&lt;br /&gt;Permettetemi di concludere con una parola di gratitudine e di lode per quanti si adoperano per portare l’amore di Dio ai bambini di questa città e per educare le generazioni future nelle vie della pace. Penso in modo speciale agli sforzi delle Chiese locali, particolarmente nelle loro scuole e nelle istituzioni caritative, per abbattere i muri e per essere fertile terreno d’incontro, di dialogo, di riconciliazione e di solidarietà. Incoraggio i sacerdoti, i religiosi, i catechisti e gli insegnanti che sono impegnati, insieme con i genitori e quanti si dedicano al bene dei nostri ragazzi, a perseverare nel dare testimonianza al Vangelo, ad aver fiducia nel trionfo del bene e della verità e a confidare che Dio farà crescere ogni iniziativa destinata a diffondere il suo Regno di santità, solidarietà, giustizia e pace. Al tempo stesso riconosco con gratitudine la solidarietà che tanti nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo mostrano verso i fedeli della Terra Santa, sostenendo i lodevoli programmi ed attività del Catholic Near East Welfare Association.&lt;br /&gt;"Si faccia di me secondo la tua parola" (Lc 1,38). La Vergine dell’Annunciazione, che coraggiosamente aprì il cuore al misterioso piano di Dio, e divenne Madre di tutti i credenti, ci guidi e ci sostenga con la sua preghiera. Ottenga per noi e le nostre famiglie la grazia di aprire le orecchie a quella parola del Signore che ha il potere di edificarci (cfr At 20,32), di ispirarci decisioni coraggiose e di guidare i nostri passi sulla via della pace!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Benedetto XVI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4695540618386377484?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4695540618386377484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4695540618386377484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4695540618386377484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4695540618386377484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/11/nazaret-citta-di-gesu-maria-e-giuseppe.html' title='NAZARET: CITTA&apos; DI GESU&apos;, MARIA E GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-65xXKpGFrPs/Tr6blhsJnkI/AAAAAAAAASw/fPLCAfgNoGc/s72-c/SAN%2BJOSE%2B32.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-2118207183373434218</id><published>2011-09-12T08:24:00.000-07:00</published><updated>2011-09-13T02:37:49.882-07:00</updated><title type='text'>CENTRO STUDI SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-wfE3z5HFtsI/Tm4lw5jhYQI/AAAAAAAAASo/LqBCHPSIoGI/s1600/DSC01913.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651496104410308866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-wfE3z5HFtsI/Tm4lw5jhYQI/AAAAAAAAASo/LqBCHPSIoGI/s320/DSC01913.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;La riunione del Centro Studi san Giuseppe si è tenuta a Roma in casa generalizia sabato 10 settembre mattina 2011, con la presenza del direttore p. Angelo Catapano, di p. Pedro Olea, p. Gianfranco Verri e la prof. Stefania Colafranceschi; è intervenuto nella prima parte anche il padre generale p. Mario Aldegani.&lt;br /&gt;Si è costatata la riuscita della Giornata su san Giuseppe realizzata presso l’Istituto teologico San Pietro di Viterbo il 17 marzo scorso, con la partecipazione di studenti e docenti. Si ringrazia l’Istituto e la comunità per la bella ospitalità. Per dare maggiore risonanza all’iniziativa e perché i contributi offerti possano avere una più ampia diffusione, si ritiene opportuna la pubblicazione degli atti nella collana dei volumetti della Forper (LEM). Ci si impegna ora nella raccolta delle relazioni, a cui potrebbe seguire possibilmente la presentazione del libro stesso, magari a Viterbo. Vi si potrebbe aggiungere la catechesi giuseppina preparata da p. Pedro in occasione della GMG. A tale riguardo si vede con piacere il fatto che sia stata proposta a Madrid una riflessione anche su san Giuseppe nel contesto della Giornata Mondiale della Gioventù.&lt;br /&gt;Si pensa di continuare a collaborare nel nuovo anno con la redazione di Vita Giuseppina con pezzi sulla spiritualità giuseppina del Servo di Dio Eugenio Reffo (che speriamo prossimamente Venerabile); può essere utile sul tema il contributo del Verri all’ultimo Simposio in Polonia. Anche altre figure di personaggi (confratelli, magistero, santi, scrittori, biografi di Cristo e di Maria…) offrono spunti per ricerche e articoli. Sono da valorizzare pure le riviste La voce di san Giuseppe, Lettere giuseppine, Estudios josefinos, ecc.. Alla collezione delle immaginette sacre di san Giuseppe in DVD di p. Giuseppe Taveri si è aggiunta quella di p José Vicente Novoa dall’Ecuador.&lt;br /&gt;E’ parsa felicemente indovinata la stagione capitolare all’insegna della Parola “tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo”, uno slogan che unisce la missione educativa verso i giovani bisognosi di oggi e la nostra identità ispirata a san Giuseppe. In linea con la medesima suggestione dello smarrimento e del ritrovamento di Gesù dodicenne, si potrebbe dedicare il 2012 proprio a san Giuseppe e alla sua figura paterna di educatore, considerando che ricorrono giusto 2000 anni da quell’episodio evangelico.&lt;br /&gt;Come Centro, chiediamo espressamente al Superiore generale che inviti fraternamente tutti e singoli i sacerdoti giuseppini ad aggiungere ogni giorno nella preghiera eucaristica, dopo l’invocazione della Beata Vergine Maria, “con san Giuseppe suo sposo” (in sintonia con quanto richiesto a suo tempo dal beato Giovanni XXIII). Come proposta, si pensa di raccogliere in un fascicolo Messe proprie o devozionali esistenti (in altre congregazioni, associazioni e varie lingue) in modo da arricchire la scelta delle messe votive, o integrare gli inni della liturgia delle ore il mercoledì. Come mozione, si domanda al Capitolo generale di preparare un “calendario giuseppino” con la valorizzazione delle date di congregazione e dei santi patroni nell’anno liturgico.&lt;br /&gt;La prof. Colafranceschi ha aggiornato sul suo lavoro, competente e appassionato, sull’iconografia e il nostro santo, la collaborazione alla Confederazione confraternite, a mostre (Piombino) ed eventi. Si è concluso infine con un accenno ai temi da trattare al prossimo Simposio internazionale, previsto in Messico nel 2013.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;p. Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-2118207183373434218?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/2118207183373434218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=2118207183373434218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2118207183373434218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2118207183373434218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/09/centro-studi-san-giuseppe.html' title='CENTRO STUDI SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-wfE3z5HFtsI/Tm4lw5jhYQI/AAAAAAAAASo/LqBCHPSIoGI/s72-c/DSC01913.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5728464725180232089</id><published>2011-07-25T09:22:00.000-07:00</published><updated>2011-07-25T09:26:03.961-07:00</updated><title type='text'>GIUSEPPE IL PADRE CHE CI MANCA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-n_UkRuVSFug/Ti2ZDrvd4MI/AAAAAAAAASg/vHaTeezrkbM/s1600/padova.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5633326997470830786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 158px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-n_UkRuVSFug/Ti2ZDrvd4MI/AAAAAAAAASg/vHaTeezrkbM/s320/padova.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oggi, quando la figura del padre è indebolita e messa in discussione dalla procreazione artificiale, più volte si è sottolineato che il santo ricordato nel giorno della «festa del papà», Giuseppe, non è un padre naturale. L’indagine su questa figura evangelica e sulla sua storia nelle società cristiane è di grande interesse, come prova un’importante ricerca appena pubblicata in Francia (Paul Payan, Joseph. Une image de la paternité dans l’occident médiéval, Aubier), che parte dagli inizi della devozione allo sposo di Maria. Inizi non facili, se si osserva che come nome di battesimo quello di Giuseppe era pochissimo diffuso fra i cristiani sino alla fine del Quattrocento, quando appunto cominciò a decollare, grazie soprattutto alla propaganda dei francescani. Giuseppe è un personaggio difficile, se non imbarazzante: il dogma della perpetua verginità di Maria lo pone infatti, fin dai primi secoli del cristianesimo, nello spinoso ruolo dello sposo forzatamente casto, capo di una famiglia dove la moglie e il figlio sono entrambi molto superiori a lui.&lt;br /&gt;Per rendere credibile questa situazione l’apocrifo Protovangelo di Giacomo lo raffigura anziano, per adombrarne l’inattività sessuale, e vedovo, per spiegare in questo modo la menzione dei «fratelli» di Gesù nei Vangeli. E l’età avanzata gli è rimasta addosso, nonostante i tentativi - il più importante fu quello di Jean Gerson - di diminuirne l’età, facendo così della castità di Giuseppe una scelta non obbligata che lo avvicina spiritualmente alla Vergine. Anzi, una delle ragioni della diffidenza dei cristiani verso lo sposo di Maria sta proprio in questa sua somiglianza con un personaggio tipico delle novelle satiriche, lo sposo anziano tradito dalla giovane moglie e costretto ad allevare un figlio non suo. Versione dileggiante del ruolo di Giuseppe riproposta anche da molte opere d’arte sacra: queste lo ritraggono come un contadino goffo, che suscita il riso per la sua inabilità di artigiano, riverber andosi sull’incapacità di mantenere dignitosamente la moglie e il figlio. E sino alla fine del medioevo egli non viene mai rappresentato da solo, e sempre un po’ separato dai personaggi più importanti, Gesù e Maria.&lt;br /&gt;Soltanto dal Quattrocento, in nuove rappresentazioni della natività di Gesù, sia Maria che Giuseppe sono inginocchiati davanti al figlio, ad adorarlo nella stessa posizione. È difficile rivolgere le proprie preghiere a un uomo così umile che non sembra capace di soccorrere i fedeli come altre figure più eroiche di martiri o difensori della fede. Il culto dello sposo di Maria, padre putativo di Gesù, si sviluppa quindi solo in età moderna, quando il santo comincia a essere un modello, non solo un protettore, e non diviene davvero una devozione popolare fino all’Ottocento, quando è valorizzato anche come lavoratore in contrapposizione al socialismo dilagante. Nel 1870 Pio IX lo dichiara protettore della Chiesa universale, e nel corso del Novecento gli verranno dedicate ben due feste, il 19 marzo come patrono e modello dei padri, e il 1° maggio come artigiano, in palese contrappunto con la festa d’origine socialista. Nel cristianesimo antico Giuseppe era percepito come l’ultimo patriarca, anello di unione fra antica e nuova economia: proprio per questo è stato rappresentato spesso lontano dalla scena principale, pensoso, testimone dell’incarnazione di Cristo, ma poi anche in veste di ultimo ebreo, che come copricapo talvolta portava proprio il berretto a tre punte imposto in molte città medievali agli ebrei. Il culto di san Giuseppe, incentrato sulla sua umiltà e sul servizio a Gesù, nasce in ambiente monastico, spesso con sfumature mistiche, come in san Bernardo, che valorizza la sua intimità fisica con il figlio.&lt;br /&gt;Ma sono i francescani, nell’ambito della loro complessiva valorizzazione dell’umanità di Gesù, a proporre Giuseppe come esempio da seguire. Per loro diventa positiva la povertà della sacra famiglia e del suo umile custode, e per i loro superiori non usano il termine «abate», che significa padre, ma quello di «custode», attribuito appunto a colui che doveva custodire il piccolo Gesù e sua madre. Nel promuovere la figura di Giuseppe, più successo dei francescani ebbero però i Servi di Maria, primi a festeggiarlo il 19 marzo, poco prima della festa dell’Annunciazione: il santo costituiva infatti il modello naturale del loro ordine, che ne legittimava l’identità impedendo una fusione con altri ordini mendicanti.&lt;br /&gt;Ma il vero riscopritore dell’importanza teorica del padre putativo di Gesù fu Gerson, che influenzò l’ambiente universitario parigino del primo Quattrocento proponendolo come modello politico di pace e di unione. In un momento di forte crisi del papato, durante lo scisma d’Occidente, il teologo scrive che la Chiesa ha bisogno di nuovi punti di riferimento e di nuovi modelli di mediazione perché Pietro non sembra più sufficiente, e in un sermone pronunciato al concilio di Costanza propone Giuseppe come nuovo modello di guida politica, capofamiglia ma anche umile servitore di Gesù.&lt;br /&gt;La proposta di Gerson non ebbe seguito immediato, ma fu ripresa nel Cinquecento dai francescani, che fecero di san Giuseppe un esempio di padre spirituale, e quindi del clero, mediatore fra Dio e gli uomini. Ma, al tempo stesso, anche modello per i padri naturali in un’epoca che, dopo la svalutazione della paternità naturale di fronte a quella spirituale, aveva il problema di ricostruire in ambito cattolico il modello paterno di fronte alla Riforma che, abolendo il clero, aveva accentuato il ruolo del padre di famiglia. In questa lunga e affascinante storia Giuseppe dunque non compare mai come figura di potere, ma piuttosto si afferma come mediatore, un pacificatore che risolve situazioni complicate. E di un padre così c’è molto bisogno anche oggi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Lucetta Scaraffia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5728464725180232089?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5728464725180232089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5728464725180232089' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5728464725180232089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5728464725180232089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/07/giuseppe-il-padre-che-ci-manca.html' title='GIUSEPPE IL PADRE CHE CI MANCA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-n_UkRuVSFug/Ti2ZDrvd4MI/AAAAAAAAASg/vHaTeezrkbM/s72-c/padova.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4232344750504686530</id><published>2011-06-05T07:05:00.000-07:00</published><updated>2011-06-05T07:14:45.285-07:00</updated><title type='text'>EDUCATORI CON IL CUORE DI SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-OZlJclOgTGE/TeuOOVBG0cI/AAAAAAAAASY/C4urm0xd2Tg/s1600/img_sangiuseppe.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614737737258553794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 109px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-OZlJclOgTGE/TeuOOVBG0cI/AAAAAAAAASY/C4urm0xd2Tg/s320/img_sangiuseppe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ogni volta che si avvicina la festa di San Giuseppe, nostro Patrono, e il giorno anniversario della fondazione della nostra famiglia religiosa, mi torna sempre lo stesso pensiero e lo stesso desiderio.&lt;br /&gt;Vorrei essere in quella raccolta Cappella del Collegio Artigianelli di Torino, partecipare della preghiera e dell’ intensità dell’emozione spirituale del Murialdo e dei confratelli che gli stavano intorno a formare il primo nucleo della “Congregazione di San Giuseppe”.&lt;br /&gt;Dove siamo nati? Come siamo nati? Perché siamo nati?&lt;br /&gt;Il senso della nascita custodisce il senso della vita e credo sia particolarmente importante ricordare, cioè riportare al cuore, il momento della nascita della nostra famiglia religiosa per comprenderne la sua storia e il suo cammino.&lt;br /&gt;In special modo vorrei poter entrare nel cuore del Fondatore, nella sua straordinaria passione per la salvezza terrena ed eterna della gioventù povera ed abbandonata del suo tempo, che Egli aveva conosciuto nei quartieri poveri della Torino del suo tempo nei primi anni del suo sacerdozio; la gioventù che era diventata pienamente e totalmente la sua dopo che, nel 1866, accettò di assumere la direzione del Collegio Artigianelli.&lt;br /&gt;Perché il Murialdo, che mai aveva pensato di essere religioso e meno che meno di fondare una nuova famiglia religiosa, pochi anni dopo aver assunto la direzione del Collegio, aveva dato inizio alla Congregazione e il 19 marzo 1873 l’aveva messa sotto il Patrocinio di San Giuseppe?&lt;br /&gt;Conosciamo tutti le risposte a queste domande, le abbiamo nelle testimonianze storiche, ma esse vanno in qualche modo rese attuali e devono avere un significato esistenziale per noi.&lt;br /&gt;Dove siamo nati?&lt;br /&gt;Siamo nati come Congregazione dentro un’ istituzione educativa, dentro la sua storia e le sue difficoltà, dentro le sue vicende quotidiane… si potrebbe dire che siamo nati in mezzo ai problemi, alle lacrime e alle speranze di quegli orfani che il Collegio e l’intera Opera Artigianelli, vero “sistema educativo”, accoglievano da bambini e non abbandonavano fino a quando essi non erano preparati per entrare nella vita con una degna istruzione, una adeguata formazione e con una professione: buoni cristiani ed onesti cittadini.&lt;br /&gt;Forse mentre nella Cappella del Collegio Artigianelli, quel 19 marzo, il Murialdo, don Reffo, don Costantino e gli altri erano raccolti in preghiera, sentivano lo schiamazzo dei ragazzi nel cortile o il passaggio di qualche “squadra” nei corridoi o i rumori che venivano dai laboratori dei piccoli apprendisti. Erano quei volti, quelle voci, quei cuori il senso della loro consacrazione e della loro missione.&lt;br /&gt;Come siamo nati?&lt;br /&gt;In mezzo agli orfani, ai giovani poveri, ai piccoli lavoratori; in mezzo alle preoccupazioni per i loro problemi e il loro futuro; “addolorati” per lo sfruttamento di cui erano vittime e per aiutarli ad alleviare le loro sofferenze.&lt;br /&gt;Perché siamo nati?&lt;br /&gt;Il Murialdo ha fondato la nostra Congregazione perché l’Opera educativa degli Artigianelli avesse un futuro, una continuità e una solidità.&lt;br /&gt;Siamo nati per essere educatori cristiani dei ragazzi e di giovani più poveri, per essere la loro voce e per difenderli da ogni pericolo o sopruso, per garantire i loro diritti e aiutarli a comprendere e a compiere i loro doveri, per dare loro un aiuto nella vita, per stare dalla loro parte, per essere in mezzo a loro sempre, dedicare loro l’intera nostra esistenza: questa missione è la nostra “consacrazione”!&lt;br /&gt;Il CGXXI fa eco a tutto ciò scrivendo che la nostra profezia è vivere la compassione di Dio “ascoltando e portando a Dio il grido del giovane povero” (CGXXI 1.1.1) e “denunciare il male e agire, specialmente là dove Cristo con-fonde il suo volto con quello dei giovani poveri ed abbandonati, affinché non si perdano (ne perdantur)” (CGXXI 1.1.2).&lt;br /&gt;Uno degli obiettivi degli ultimi capitoli generali è stato quello di creare unità trai diversi elementi del progetto carismatico e, in modo particolare, fra spiritualità e missione.&lt;br /&gt;È un dato costante della nostra tradizione: il Murialdo, nel Regolamento del 1873, scriveva che la finalità della congregazione “è la santificazione dei suoi membri, mediante le opere di educazione dei giovani poveri o discoli”. (art. 1)&lt;br /&gt;Le Costituzioni del 1904 presentano la spiritualità dell’educatore giuseppino come un riconoscere “nei ragazzi da educare lo stesso Gesù Cristo Fanciullo e se stessi come compagni di ministero con S. Giuseppe, ottimo educatore”.(art. 80)&lt;br /&gt;Nel ricordo della nostra nascita, del suo preciso contesto e della sua ragione, c’è dunque chiara l’indicazione della nostra consacrazione come giuseppini, della nostra spiritualità come Famiglia del Murialdo, del nostro cammino di fronte alla realtà e ai problemi della gioventù del nostro tempo..&lt;br /&gt;Insieme alla memoria attualizzata del carisma fondazionale ci è necessaria una visione di futuro, che raccoglie con coraggio e con fiducia le sfide del tempo in cui viviamo.&lt;br /&gt;Il CGXXI ci dice al riguardo: “La nostra spiritualità ci chiama ad incarnare l’“oggi” evangelico di Cristo nel tenere fissi occhi e cuore sui giovani poveri, sollecitati a dare nuove risposte e riappropriandoci della sfida educativa con e per i giovani stessi” (CGXXI 1.2.4).&lt;br /&gt;Viviamo un tempo in cui è riemerso con forza e preoccupazione, a tutti i livelli, il tema dell’educazione.&lt;br /&gt;Ci si affanna ad affinare strumenti di analisi, a porre domande, a costruire risposte.&lt;br /&gt;Noi, congregazione di religiosi consacrati alla missione educativa, ci sentiamo pienamente coinvolti in questa questione, che è la “passione” della nostra vita.&lt;br /&gt;Ci facciamo volentieri compagni di viaggio e di ricerca di tutti coloro che nell’ affermare la priorità della questione educativa, vogliono mettersi in gioco, stare dalla parte dei giovani e costruire un futuro migliore per tutti.&lt;br /&gt;Del resto l’educazione è quel cammino che giovani e adulti abitano e percorrono insieme verso la creazione di un’esistenza più fraterna, più solidale, più creativa, più testimoniale, capace di saldare la sapienza del passato con la spregiudicatezza e la voglia creativa del futuro.&lt;br /&gt;La nostra missione educativa fra i giovani poveri alimenta e genera spiritualità; è il luogo della nostra santificazione. Ma, allo stesso tempo, per poter essere a tutti gli effetti un’autentica missione evangelizzatrice, deve essere animata da un profondo spirito religioso.&lt;br /&gt;La missione è la “forma”, il principio generatore ed unificatore della vita religiosa giuseppina e questo è particolarmente evidente nella figura di San Giuseppe, vista dall’ottica del Murialdo.&lt;br /&gt;Il nostro punto luce, la nostra guida nell’impegno ad essere educatori è il nostro patrono San Giuseppe.&lt;br /&gt;Il Murialdo enumera i “titoli che ci persuadono di scegliere per Patrono nostro San Giuseppe a preferenza di qualsiasi altro santo:&lt;br /&gt;a.- In queste nostre case la maggioranza è di operai. San Giuseppe fu l’artigiano più santo, dopo l’artigiano Dio, Gesù Cristo. Evidentemente, dunque, doveva esser prescelto a protettore degli artigiani. Tanto più che, benché discendenza di Re, scelse di esser artigiano a preferenza di ogni condizione sociale&lt;br /&gt;b.- Chi in questa casa non è artigiano, cioè i Maestri, e gli studenti, debbono in special maniera attendere alla vita interiore; all’unione interna con Gesù Cristo; e anche gli artigiani debbono, per giungere alla perfezione, applicarsi per quanto possono alla vita interiore; presenza di Dio; purità di intenzione; unione di affetti con Gesù Cristo, attuale amore di Dio; un occhio al cuore, l’altro a Dio.&lt;br /&gt;Ora a ciò occorre avere un modello da imitare e un protettore che ottenga i doni dello Spirito Santo a ciò necessari, ed ecco una seconda ragione per essere noi devoti del gran Padre putativo di Gesù. (…)&lt;br /&gt;c.- Una grazia delle più necessarie alla gioventù è quella di conoscere la sua vocazione; non solo a qual professione Dio chiami un giovane, ma specialmente conoscere se Dio, per grande ventura, non chiami qualcuno alla sublime dignità del sacerdozio, od alla avventurata sorte di essere da Dio prescelto e chiamato ad essere porzione dell’eredità di Dio in qualche Ordine o Congregazione religiosa, od almeno servire il Signore di tutto cuore anche nel secolo, ma in un celibato ispirato dalla grazia di Dio, e scelto per poter essere tutto ed unicamente di Dio. Ora il protettore e il Maestro della vocazione è il glorioso nostro san Giuseppe, il quale ebbe la missione di dirigere i primi passi di Gesù. (…) (Scritti, 7,352)&lt;br /&gt;A San Giuseppe, dunque, dobbiamo guardare per rinnovare e qualificare la nostra vocazione di consacrati educatori.&lt;br /&gt;Tra le molte proposte giunte dalle comunità e dalle province per un’icona biblica in vista del prossimo capitolo generale del 2012, v’è n’è una che mi ha colpito.&lt;br /&gt;È quella posta come titolo di questa lettera: “Figlio, tuo padre ed io, addolorati, ti cercavamo”; sono, secondo il racconto dell’evangelista Luca, le parole di Maria, quando insieme con Giuseppe, ritrova Gesù nel tempio, fra i dottori.&lt;br /&gt;Le parole di Maria aprono uno spiraglio sul cuore di Giuseppe e sulla sua responsabilità nei confronti di Gesù e forse indicano sentieri di impegno educativo per noi, figli di San Giuseppe, nelle sfide educative e nei problemi dei giovani di oggi.&lt;br /&gt;Come famiglia di consacrati educatori anche noi ‘cerchiamo il figlio’.&lt;br /&gt;L’impegno dell’educare per noi è che ogni giovane sia aiutato a scoprire la sua dignità di figlio nel Figlio, la sua vocazione terrena ed eterna.&lt;br /&gt;L’impegno dell’educare è riconoscere in ogni ragazzo o giovane il volto del Figlio e quindi avere rispetto della sua libertà, fiducia nelle sue possibilità; ma anche trattare ogni ragazzo o giovane sentendolo come figlio, riflettendo nel nostro modo di essere e di agire i comportamenti del Padre di cui parla Gesù nel Vangelo.&lt;br /&gt;Come famiglia di consacrati anche noi ‘cerchiamo il figlio’.&lt;br /&gt;Il Murialdo i poveri è andato a cercarli. Anche noi siamo chiamati a cercarli e ad essere loro vicini, dentro le difficoltà che essi vivono ogni giorno, con il pericolo di essere abbandonati, strumentalizzati o sfruttati.&lt;br /&gt;Cerchiamo ogni “figlio” che si è smarrito in questo tempo confuso: siamo nati e siamo consacrati per questa missione. Lo cerchiamo “addolorati”, anzi angosciati, con la pena di chi ha fatto diventare davvero proprio il dolore altrui, lo cerchiamo con la “compassione” evangelica.&lt;br /&gt;Come famiglia di consacrati anche noi ‘cerchiamo il figlio’.&lt;br /&gt;“Tuo Padre ed io”… lo cerchiamo insieme, come gruppo di educatori nella Famiglia del Murialdo e insieme alla sua famiglia di origine, perché la ricostruzione delle “alleanze educative” è una delle più importanti sfide dell’emergenza educativa.&lt;br /&gt;Come famiglia di consacrati educatori anche noi ‘cerchiamo il figlio’.&lt;br /&gt;Lo cerchiamo insieme a San Giuseppe: lui è il nostro patrono e il nostro esempio.&lt;br /&gt;Ci è di esempio il suo silenzio, che però è presenza.&lt;br /&gt;La presenza silenziosa di Giuseppe accanto al figlio dice della piena assunzione della responsabilità, della totale fedeltà e dedizione. Suggerisce anche la piena coerenza, necessaria all’educatore, fra parola e vita. Indica la necessità di abbandonare ogni pretesa di protagonismo o dominio sulla vita dell’altro: la responsabilità è quella di aiutare ed illuminare il cammino dell’obbedienza filiale e poi sapersi fare da parte, perché la vita del figlio fiorisca nella libertà.&lt;br /&gt;Come famiglia di consacrati educatori anche noi ‘cerchiamo il figlio’.&lt;br /&gt;Infine, e soprattutto, attraverso l’ impegno e la passione educativa cerchiamo il figlio che è in noi, il figlio che siamo noi.&lt;br /&gt;Educare significa lasciarsi educare, sentirsi costantemente in cammino, generarci e lasciarci generare ogni giorno come creature nuove, tutti insieme, figli nel Figlio.&lt;br /&gt;Rinnoviamo la gratitudine a Dio per averci chiamati ad essere “porzione dell’eredità di Dio” in questa congregazione di educatori fondata da San Leonardo Murialdo: il ricordo della nostra nascita illumini ed indirizzi il nostro cammino, il patrocinio e l’esempio di San Giuseppe ravvivino e sostengano la nostra missione quotidiana a “cercare il figlio”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;p. Mario Aldegani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Superiore generale&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4232344750504686530?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4232344750504686530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4232344750504686530' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4232344750504686530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4232344750504686530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/06/educatori-con-il-cuoredi-san-giuseppe.html' title='EDUCATORI CON IL CUORE DI SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-OZlJclOgTGE/TeuOOVBG0cI/AAAAAAAAASY/C4urm0xd2Tg/s72-c/img_sangiuseppe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1668515397357266344</id><published>2011-05-09T08:07:00.000-07:00</published><updated>2011-05-09T08:12:01.558-07:00</updated><title type='text'>UNA GIORNATA PER SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XANGhsc3d3s/TcgELcu95aI/AAAAAAAAASM/De6uM5-RRA8/s1600/danieli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604734331000841634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-XANGhsc3d3s/TcgELcu95aI/AAAAAAAAASM/De6uM5-RRA8/s320/danieli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La Giornata di studio su san Giuseppe, tenutasi il 17 marzo 2011 a Viterbo, è stata la seconda promossa dal Centro Studi san Giuseppe della congregazione dei Giuseppini del Murialdo, dopo quella che si è svolta a Roma (oratorio san Paolo) nel 2007. Gli atti della prima edizione sono raccolti nel volumetto "Riscopriamo san Giuseppe".&lt;br /&gt;La coincidenza della data con la festa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia ha riportato alla memoria il frangente in cui, dopo la breccia di Porta Pia, il papa Pio IX "stretto dalla tribolazione" proclama significativamente san Giuseppe Patrono della Chiesa universale.&lt;br /&gt;La congregazione dei Giuseppini, fondata da san Leonardo Murialdo proprio in quel periodo nel 1873, ha ricevuto fin dalle origini il nostro santo come "modello, patrono e titolare". I testi delle Regole mettono bene in risalto come il carisma spirituale ed apostolico sia improntato alla figura del Patrono. Il successore del Fondatore Eugenio Reffo si rivela vero "maestro di spiritualità giuseppina", ed è forte il suo invito a fare tutto "per amore di san Giuseppe".&lt;br /&gt;La relazione di p. Giuseppe Danieli, esperto biblista giuseppino, ha ripreso il suo ultimo libro dal titolo "Incontri con san Giuseppe nella Parola di Dio", sottolineando come sia ormai giunto il momento di chiamare "padre" san Giuseppe, senza più titubanze. E' maturo oggi il tempo di riconoscere nel nostro santo un'autentica paternità, sia nei riguardi di Cristo che nel suo compito per tutta la Chiesa.&lt;br /&gt;E' risultato di particolare interesse, tra gli altri, l'intervento di Suor Annamaria Valli, che ha presentato una chiave di lettura del libro della "Vita di san Giuseppe" della mistica Cecilia Baij (monaca benedettina del '700 vissuta nel viterbese a Montefiascone), appena pubblicato in una nuova edizione.&lt;br /&gt;Di grande fecondità si conferma l'opera artistica del giuseppino p. Gianfranco Verri, che ha potuto presentare i suoi dipinti tramite alcune poderose pubblicazioni dei suoi quadri, in specie quella sulla "Santa Famiglia", dove è in evidenza il nostro santo; si è pure segnalata la raccolta delle sue opere su san Giuseppe in DVD.&lt;br /&gt;La professoressa Stefania Colafranceschi, con la sua viva competenza e comunicativa, ha proposto tutto un excursus iconografico, come pure di tradizioni devozionali e folkloristiche, a partire dalla collezione di santini e immaginette sacre del giuseppino p. Giuseppe Taveri, anch'esse raccolte in DVD.&lt;br /&gt;E' stata letta parte della relazione inviata dal p. Tarcisio Stramare, impossibilitato ad essere presente, e infine è stato apprezzato l'intervento di Michele Parabita su san Giuseppe nell'arte presepiale.&lt;br /&gt;A conclusione, p. Angelo Catapano (direttore del Centro Studi), ha sottolineato come sia doveroso, specialmente per chi riconosce l'importanza della figura di san Giuseppe nel mistero di Cristo e della Chiesa - tanto più per chi si definisce "giuseppino" - , non fare silenzio su san Giuseppe, anche se lui è il "santo del silenzio". Non si tratta di un personaggio secondario, ma della coppia più importante della storia, che dopo quella di Adamo ed Eva, inaugura nella pienezza del tempo l'inizio della redenzione. Si propone nel 2012 un anno giuseppino, in ricordo dei 2000 anni dal ritrovamento di Gesù dodicenne al tempio, un anno sulla sua paternità educativa con lo slogan: "Figlio, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo!". Rimane quantomeno l'invito - da formalizzare almeno in congregazione - di non dimenticarsi nella preghiera eucaristica di aggiungere "con san Giuseppe suo sposo" dopo aver nominato la Beata Vergine Maria.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1668515397357266344?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1668515397357266344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1668515397357266344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1668515397357266344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1668515397357266344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/05/una-giornata-per-san-giuseppe.html' title='UNA GIORNATA PER SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-XANGhsc3d3s/TcgELcu95aI/AAAAAAAAASM/De6uM5-RRA8/s72-c/danieli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-2769275148829119890</id><published>2011-04-26T10:34:00.000-07:00</published><updated>2011-04-26T10:38:04.682-07:00</updated><title type='text'>GIORNATA A VITERBO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mc9YfvfzQ-w/TbcC5NEGy4I/AAAAAAAAASE/H0hRIkCnomA/s1600/giornata2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599947843441183618" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-mc9YfvfzQ-w/TbcC5NEGy4I/AAAAAAAAASE/H0hRIkCnomA/s320/giornata2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Centro Studi San Giuseppe ha promosso una Giornata di studi sulla figura del nostro santo, il 17 marzo. Il convegno si è tenuto a Viterbo, presso l’Istituto teologico “San Pietro”, dove ha sede il Centro stesso e la sua biblioteca.&lt;br /&gt;L’evento è stato ospitato nel salone dell'Istituto; ha partecipato la comunità giuseppina, vari docenti ed alcuni ospiti provenienti dalla diocesi di Viterbo, Roma, Taranto, Padova e Valbrembo.&lt;br /&gt;I lavori sono stati aperti dal biblista p. Giuseppe Danieli che ha presentato il suo recente volume Incontri con San Giuseppe nella Parola di Dio. In modo puntuale e qualificato, con la competenza che lo contraddistingue, p.Danieli ha svolto l’analisi esegetica di alcuni passi della Scrittura, inerenti la figura di s.Giuseppe, per una conoscenza più aderente allo spirito evangelico.&lt;br /&gt;Di particolare interesse è stata la relazione inviata da p. Tarcisio Stramare, tra i maggiori studiosi del nostro santo, Attualità di san Giuseppe nella nuova evangelizzazione. Un inedito approfondimento di sapore locale ha rappresentato l’intervento di suor Annamaria Valli, benedettina di Montefiascone, sulla Vita di San Giuseppe nel vissuto spirituale di M. Cecilia Baij. Il giuseppino p. Gianfranco Verri ha sviluppato il tema San Giuseppe nel contesto della Santa Famiglia analizzando le opere pittoriche, che figurano della sua recente pubblicazione Gesù verità e amore, incentrata sulla Vita pubblica di Gesù Cristo, Passione, morte, Resurrezione e Gloria. Sono state illustrate alcune opere e cicli pittorici che p.Verri ha realizzato affinchè “questa Parola dipinta, questo Vangelo visivo aiuti le anime a comunicare nella verità e nell’amore con Gesù, Verbo fatto carne, Parola fatta Immagine visibile dell’Invisibile Padre”.&lt;br /&gt;Nella seconda parte della Giornata, Michele Parabita ha svolto un intervento su San Giuseppe nell’arte presepiale, a partire dalle proprie riflessioni e letture inerenti la figura di s.Giuseppe. L’arte presepiale, di cui l’A. è esecutore, ha tradizionalmente ricalcato i motivi iconografici connessi agli episodi evangelici. Di questa tradizione, testimoniata in Puglia da importanti Presepi storici, si sono presentate immagini e notazioni esplicative, per inquadrarne i caratteri. In particolar modo si è analizzato il tema del Sogno, quale momento rappresentativo della missione affidata al santo; la volontà divina lo ha reso una figura dal profilo singolare, un “uomo del silenzio” che parla agli uomini di ogni tempo. E del “Sogno di S.Giuseppe” è stata quindi presentata una realizzazione plastica, di carattere presepiale, ispirata a un’opera d’arte.&lt;br /&gt;La prof. Stefania Colafranceschi ha presentato il contributo: La Collezione di p.Giuseppe Taveri, testimonianza di devozione giuseppina. La cospicua e pregevole collezione di immaginette d’epoca, che datano dall’inizio del XIX sec. ad oggi, costituisce una testimonianza documentaria ricchissima; l’iconografia è vasta e varia, spaziando dagli episodi evangelici, alle figurazioni devozionali, o riprese dai soggetti d’arte, ovvero ispirate all’arte sacra in genere, mostrando l’ampiezza di temi e motivi espressivi della religiosità popolare, che tanto partecipavano della catechesi e della vita cristiana.&lt;br /&gt;Al termine del dibattito successivo agli interventi, p. Angelo Catapano, direttore del Centro Studi, ha espresso le riflessioni conclusive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Stefania Colafranceschi&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-2769275148829119890?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/2769275148829119890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=2769275148829119890' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2769275148829119890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2769275148829119890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/04/giornata-viterbo.html' title='GIORNATA A VITERBO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-mc9YfvfzQ-w/TbcC5NEGy4I/AAAAAAAAASE/H0hRIkCnomA/s72-c/giornata2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6921266417457010465</id><published>2011-01-16T04:22:00.000-08:00</published><updated>2011-01-16T04:29:13.602-08:00</updated><title type='text'>GIORNATA DI STUDIO SU SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TTLkgNbHoHI/AAAAAAAAAR0/HY4xuFwZ2vM/s1600/roma1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562759731766337650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 221px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TTLkgNbHoHI/AAAAAAAAAR0/HY4xuFwZ2vM/s320/roma1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Centro Studi san Giuseppe&lt;br /&gt;Giuseppini del Murialdo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;17 marzo 2011&lt;br /&gt;Istituto Teologico San Pietro - VITERBO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROGRAMMA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;ore 9 Accoglienza&lt;br /&gt;ore 9.15 Presentazione e saluti&lt;br /&gt;ore 9.30 dr. P. Giuseppe DANIELI: Incontri con San Giuseppe nella Parola di Dio.&lt;br /&gt;ore 10.15 dr. P. Tarcisio STRAMARE: Attualità di San Giuseppe nella nuova evangelizzazione.&lt;br /&gt;ore 11 break&lt;br /&gt;ore 11.30 Sr Annamaria VALLI: La vita di San Giuseppe nel vissuto spirituale di M. Cecilia Baij.&lt;br /&gt;ore 12.15 p. Gianfranco VERRI: San Giuseppe nel contesto della Santa Famiglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 13 PAUSA PRANZO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 14.30 prof. Stefania COLAFRANCESCHI: La collezione del p.Taveri di Valbrembo: testimonianza di devozione giuseppina.&lt;br /&gt;ore 15 dr. Michele PARABITA: san Giuseppe nell’arte presepiale.&lt;br /&gt;ore 15.30 COMUNICAZIONI: Un Transito ritrovato della parrocchiale di Cupra Montana; "La Cavalcata di Scicli"; L'Oratorio “S. Giuseppe, il Custode della Divina Misericordia”; “Umanesimo familiare e iconografia giuseppina”; La figura di S. Giuseppe negli affreschi di Pietro Ivaldi”.&lt;br /&gt;ore 16.30 dr. P. Angelo CATAPANO: Conclusioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;SEDE: Istituto teologico San Pietro – viale Diaz 25 – 01100 VITERBO&lt;br /&gt;Per l’occasione sarà allestita una mostra giuseppina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INVITATI: giuseppini, studenti, parrocchie, religiosi e laici della diocesi di Viterbo,&lt;br /&gt;tutti gli interessati – ingresso libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INFORMAZIONI: Si prega di confermare la partecipazione entro il 10 marzo.&lt;br /&gt;Contattare p. Angelo Catapano (cell. 3403429116 – &lt;/em&gt;&lt;a href="mailto:acatapano@murialdo.org"&gt;&lt;em&gt;acatapano@murialdo.org&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;)&lt;br /&gt;Per prenotare il pranzo e per l’eventuale alloggio contattare&lt;br /&gt;p. Giambattista Nicolato (tel. 0761343134 - &lt;/em&gt;&lt;a href="mailto:gibinicolato@gmail.com"&gt;&lt;em&gt;gibinicolato@gmail.com&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6921266417457010465?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6921266417457010465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6921266417457010465' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6921266417457010465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6921266417457010465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/01/giornata-di-studio-su-san-giuseppe.html' title='GIORNATA DI STUDIO SU SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TTLkgNbHoHI/AAAAAAAAAR0/HY4xuFwZ2vM/s72-c/roma1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-8157391837029737248</id><published>2011-01-07T02:27:00.000-08:00</published><updated>2011-01-07T02:29:46.221-08:00</updated><title type='text'>CON GLI OCCHI DI SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TSbrBIqxuyI/AAAAAAAAARs/A2N0-i0wnO4/s1600/ambato2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559389194774756130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TSbrBIqxuyI/AAAAAAAAARs/A2N0-i0wnO4/s320/ambato2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Vorrei augurarvi Buon Natale, quest’anno, invitandovi a contemplarlo con gli occhi di San Giuseppe: che cosa sentì Giuseppe nel Natale, come lo visse?&lt;br /&gt;Anzitutto con atteggiamento di GRATITUDINE.&lt;br /&gt;Nulla era scontato per lui: quel figlio che nasceva a Maria era un dono anche per lui. Era un dono e una grazia essere lui il custode di quel bambino che gli veniva consegnato, come figlio da crescere e da educare.&lt;br /&gt;Era un dono, nel cuore di Giuseppe, anche il vivere quella paternità misteriosa e fuori dalle logiche umane.&lt;br /&gt;La gratitudine si alimentava di sorpresa e di meraviglia, dello stupore del semplice e del piccolo che sempre ritiene troppo grande la degnazione del Signore verso di lui, fatta non di quella umiltà fastidiosa che noi chiamiamo “pelosa”, ma della coscienza serena della propria povertà e limitatezza e, soprattutto, dell’infinita sproporzione fra la grandezza del dono e dell’evento e la propria condizione di vita.&lt;br /&gt;Penso che anche per noi questo sia un buon modo di vivere il Natale.&lt;br /&gt;Non diamo nulla per scontato.&lt;br /&gt;Perché noi, proprio noi, siamo stati fatti oggetto dal Signore di tanta predilezione, del dono della fede, di tante grazie e rivelazioni, anche del dono nuovo di questo Natale che ci viene incontro con il suo carico di luce e di speranza per la nostra vita?&lt;br /&gt;Perché Dio è buono con noi, molto più buono di quanto ci meritiamo.&lt;br /&gt;Non smettiamo di sorprenderci e di meravigliarci davanti alla grandezza del suo amore.&lt;br /&gt;Nel Natale di Giuseppe ci sono anche i dubbi, le inquietudini di un percorso di vita non facile da capire. Il Signore lo illumina, ma solo passo dopo passo. Per il resto gli ci vuole una gran fede.&lt;br /&gt;Questo del Natale è per lui un momento di gioia e di certezza, ma poi?&lt;br /&gt;Credo che questa sia la condizione del credente, la nostra condizione di vita: passi compiuti nella luce di Dio e lunghi tratti nell’incertezza del buio, nell’inquietudine o nel dubbio.&lt;br /&gt;Vivere il Natale con il cuore di san Giuseppe significa cogliere tutta la Grazia, la dolcezza e la bellezza dei momenti di luce che Dio non fa mancare alla nostra vita.&lt;br /&gt;Sono momenti di Dio: dovunque c’è bellezza, dolcezza, ricchezza vera, beatitudine, senso di vita, lì c’è presenza di Dio, perché Dio è tutto questo.&lt;br /&gt;Dobbiamo bene amministrare questi momenti, come il viandante che camminasse di notte e lamentasse il buio, benedirebbe lo scintillio di un baleno: è un momento, ma quel momento gli dà certezza che la luce c’è, che la via è quella giusta, che il camminare non è vano.&lt;br /&gt;Così è Dio: il Signore ci dà dei baleni, dei lampi che orientano il cuore, come i sogni a Giuseppe, poi ritorna quasi assente, scompare e tace. È presente però, anche se tace.&lt;br /&gt;Credo che sia proprio questo il sentimento ultimo e riassuntivo del Natale di Giuseppe: la coscienza certa e serena della presenza di Dio nella sua vita, anche nelle pieghe più misteriose o dolorose.&lt;br /&gt;Così sia il nostro Natale e questo sia il Natale di ogni giorno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;d. Mario Aldegani&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Padre generale&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-8157391837029737248?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/8157391837029737248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=8157391837029737248' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8157391837029737248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8157391837029737248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2011/01/con-gli-occhi-di-san-giuseppe.html' title='CON GLI OCCHI DI SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TSbrBIqxuyI/AAAAAAAAARs/A2N0-i0wnO4/s72-c/ambato2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1282744276777240685</id><published>2010-12-20T03:53:00.000-08:00</published><updated>2010-12-20T03:55:59.779-08:00</updated><title type='text'>GIUSEPPE L'UOMO NUOVO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TQ9ENyZZndI/AAAAAAAAARg/rpbD8Lyo_ys/s1600/mirano.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552731869228408274" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 164px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TQ9ENyZZndI/AAAAAAAAARg/rpbD8Lyo_ys/s320/mirano.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;CITTA' DEL VATICANO, domenica, 19 dicembre 2010 (ZENIT.org).- Riportiamo le parole pronunciate questa domenica a mezzogiorno da Benedetto XVI recitando la preghiera mariana dell'Angelus dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano insieme a varie migliaia di pellegrini riunite in Piazza San Pietro.&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;In questa quarta domenica di Avvento il Vangelo di san Matteo narra come avvenne la nascita di Gesù ponendosi dal punto di vista di san Giuseppe. Egli era il promesso sposo di Maria, la quale, "prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo" (Mt 1,18). Il Figlio di Dio, realizzando un’antica profezia (cfr Is 7,14), diventa uomo nel grembo di una vergine, e tale mistero manifesta insieme l’amore, la sapienza e la potenza di Dio in favore dell’umanità ferita dal peccato. San Giuseppe viene presentato come "uomo giusto" (Mt 1,19), fedele alla legge di Dio, disponibile a compiere la sua volontà. Per questo entra nel mistero dell’Incarnazione dopo che un angelo del Signore, apparsogli in sogno, gli annuncia: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati" (Mt 1,20-21). Abbandonato il pensiero di ripudiare in segreto Maria, egli la prende con sé, perché ora i suoi occhi vedono in lei l’opera di Dio.&lt;br /&gt;Sant’Ambrogio commenta che "in Giuseppe ci fu l’amabilità e la figura del giusto, per rendere più degna la sua qualità di testimone" (Exp. Ev. sec. Lucam II, 5: CCL 14,32-33). Egli – prosegue Ambrogio – "non avrebbe potuto contaminare il tempio dello Spirito Santo, la Madre del Signore, il grembo fecondato dal mistero" (ibid., II, 6: CCL 14,33). Pur avendo provato turbamento, Giuseppe agisce "come gli aveva ordinato l’angelo del Signore", certo di compiere la cosa giusta. Anche mettendo il nome di "Gesù" a quel Bambino che regge tutto l’universo, egli si colloca nella schiera dei servitori umili e fedeli, simile agli angeli e ai profeti, simile ai martiri e agli apostoli – come cantano antichi inni orientali. San Giuseppe annuncia i prodigi del Signore, testimoniando la verginità di Maria, l’azione gratuita di Dio, e custodendo la vita terrena del Messia. Veneriamo dunque il padre legale di Gesù (cfr CCC, 532), perché in lui si profila l’uomo nuovo, che guarda con fiducia e coraggio al futuro, non segue il proprio progetto, ma si affida totalmente all’infinita misericordia di Colui che avvera le profezie e apre il tempo della salvezza.&lt;br /&gt;Cari amici, a san Giuseppe, patrono universale della Chiesa, desidero affidare tutti i Pastori, esortandoli ad offrire "ai fedeli cristiani e al mondo intero l’umile e quotidiana proposta delle parole e dei gesti di Cristo" (Lettera Indizione Anno Sacerdotale). Possa la nostra vita aderire sempre più alla Persona di Gesù, proprio perché "Colui che è il Verbo assume Egli stesso un corpo, viene da Dio come uomo e attira a sé l’intera esistenza umana, la porta dentro la parola di Dio" (Gesù di Nazaret, Milano 2007, 383). Invochiamo con fiducia la Vergine Maria, la piena di grazia "adornata di Dio", affinché, nel Natale ormai prossimo, i nostri occhi si aprano e vedano Gesù, e il cuore gioisca in questo mirabile incontro d’amore.&lt;br /&gt;[Il Papa ha poi salutato i pellegrini in diverse lingue. In Italiano ha detto:]&lt;br /&gt;Saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti dalle diocesi di Ozieri, Sassari e Nuoro, come pure i ragazzi e i giovani della parrocchia di San Luigi Gonzaga in Roma. A tutti auguro una buona domenica e un sereno Natale nella luce e nella pace del Signore.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1282744276777240685?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1282744276777240685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1282744276777240685' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1282744276777240685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1282744276777240685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/12/giuseppe-luomo-nuovo.html' title='GIUSEPPE L&apos;UOMO NUOVO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TQ9ENyZZndI/AAAAAAAAARg/rpbD8Lyo_ys/s72-c/mirano.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-3039781109474509500</id><published>2010-12-05T10:32:00.000-08:00</published><updated>2010-12-05T10:37:17.417-08:00</updated><title type='text'>UNA GRAZIA PER LA NOSTRA CHIESA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TPvbygZ7ldI/AAAAAAAAARY/gMPTjAm80Iw/s1600/image015.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547269026775537106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 226px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TPvbygZ7ldI/AAAAAAAAARY/gMPTjAm80Iw/s320/image015.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Desidero testimoniare una grande grazia ottenuta dal Signore per intercessione di san Giuseppe.&lt;br /&gt;Il 9 marzo 2009 abbiamo ricevuto una diffida dai vigili del fuoco a causa di un’abbondante caduta di intonaci dai cornicioni della nostra chiesa Gesù Divin Lavoratore al rione Tamburi di Taranto. Non era la prima volta, ed eravamo giustamente preoccupati, essendo questi crolli a rischio e pericolo delle persone dalla parte della strada e anche dei bambini dalla parte interna dell’oratorio. Già da qualche anno si trascinava il problema senza trovare soluzione, a causa delle scarse risorse della nostra parrocchia, che è di periferia, popolare, operaia, e non mancano degrado e disoccupazione. Avevamo chiesto aiuto a molti, in varie direzioni e in particolare allo stabilimento siderurgico dell’ILVA, dove noi Giuseppini siamo cappellani di fabbrica da 25 anni, ma ricevendo sempre dinieghi. Il giorno dopo, il 10 marzo, cominciava la novena di san Giuseppe; alla gente abbiamo detto: preghiamo chiedendo la grazia per il restauro della nostra chiesa. E’ bastato questo ed abbiamo avuto una telefonata: viene l’ingegnere addetto per valutare il lavoro da farsi. Ed ecco che nella data del primo maggio, festa di san Giuseppe lavoratore che abbiamo eletto a festa della nostra parrocchia, arriva la notizia direttamente dal nostro vescovo: Il gruppo Riva, proprietario dell’Ilva, si fa carico dei lavori. Un intervento che si presenta notevole e complesso: restauro, manutenzione straordinaria, consolidamento, intonacatura, pulitura e pitturazione. La nostra chiesa, per quanto sia grosso modo un capannone, è ampia ed alta. Prima, da agosto a dicembre, viene sistemato l’esterno, a cominciare dai tetti, alle fiancate e alla facciata. Poi l’interno, tra settembre e novembre del 2010. Ora, grazie ai vivaci colori parietali, si presenta rivestita a nuovo: è molto più sicura, vivace e luminosa. Il 13 novembre è avvenuta l’inaugurazione presieduta dall’arcivescovo mons. Benigno Papa. Infine abbiamo fatto il pellegrinaggio al santuario di San Giuseppe Vesuviano il 20 novembre: abbiamo manifestato alla Provvidenza, tramite il nostro santo, la riconoscenza dovuta; senza di lui, non saremmo riusciti a fare nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Padre Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-3039781109474509500?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/3039781109474509500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=3039781109474509500' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/3039781109474509500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/3039781109474509500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/12/una-grazia-per-la-nostra-chiesa.html' title='UNA GRAZIA PER LA NOSTRA CHIESA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TPvbygZ7ldI/AAAAAAAAARY/gMPTjAm80Iw/s72-c/image015.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4123285089802502408</id><published>2010-11-18T08:39:00.000-08:00</published><updated>2010-11-18T08:51:31.361-08:00</updated><title type='text'>MONTREAL E BARCELLONA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TOVZOYMCvJI/AAAAAAAAARQ/oJZ493TEn_M/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540933020095265938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 147px; CURSOR: hand; HEIGHT: 196px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TOVZOYMCvJI/AAAAAAAAARQ/oJZ493TEn_M/s320/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;Arriverà un giorno&lt;br /&gt;nel quale si pubblicheranno le meraviglie&lt;br /&gt;che Dio ha operato in san Giuseppe:&lt;br /&gt;una immensa allegria&lt;br /&gt;invaderà allora la chiesa militante,&lt;br /&gt;quando conoscerà chiaramente la santità di san Giuseppe.&lt;br /&gt;Lo Spirito Santo non lascerà di muovere i cuori dei fedeli&lt;br /&gt;fino a che la chiesa non onori san Giuseppe con nuova e crescente venerazione&lt;br /&gt;innalzando chiese e altari in onore di lui;&lt;br /&gt;perché tutte queste cose sono state misticamente annunciate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                       fra Isidoro Isolano OP (1522)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si manifesti ai tuoi servi la tua opera&lt;br /&gt;E il tuo splendore ai loro figli&lt;br /&gt;Salmo 89, 16&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assisi, 09 novembre 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MONTREAL, domenica 31 ottobre 2010.&lt;br /&gt;Nello stadio che ha ospitato i Giochi Olimpici nel 1976, più di 50.000 persone, guidate dal Cardinale Jean-Claude Turcotte, Arcivescovo della città, hanno ringraziato Dio per la canonizzazione del primo santo del Canada, frère André, avvenuta il 17 ottobre in Piazza San Pietro in Vaticano.&lt;br /&gt;Con centinaia di giovani di tutte le parrocchie della Diocesi di Montreal e persone handicappate vicino all'altare, e alla presenza del Primo Ministro del Canada, e del Primo Ministro della provincia del Québec, l'Eucaristia ha visto riuniti quasi 60 Vescovi di tutta la Nazione.&lt;br /&gt;Nella sua omelia, il Cardinal Turcotte ha detto che sebbene frère André -il cui nome di battesimo era Alfred Bessette (1845-1937)- sia vissuto prima delle profonde trasformazioni degli anni Sessanta che hanno interessato la società e la chiesa canadesi, la Chiesa con la sua canonizzazione non lo presenta ai fedeli del mondo soltanto per quello che è stato, ma per ciò che il nuovo santo è per le donne e agli uomini di oggi.&lt;br /&gt;Frère André, umile fratello portinaio, diventa apostolo dei deboli e dei sofferenti e taumaturgo del corpo e dell’anima, con un riferimento preciso: san Giuseppe. Lui fa tutto a nome del suo amico e confidente di Nazareth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frère André, nous t’acclamons:&lt;br /&gt;Dieu t’ha choisi depuis toujours.&lt;br /&gt;Grand ami de saint Joseph&lt;br /&gt;Prie pour nous dans la gloire…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fratel André, noi ti acclamiamo:&lt;br /&gt;Dio ti ha scelto da sempre.&lt;br /&gt;Grande amico di san Giuseppe&lt;br /&gt;Prega per noi nella gloria…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste parole di Madeleine Dubé. OP, abbiamo cantato durante la solenne veglia di preghiera a Sant’Andrea della Valle, la vigilia della canonizzazione, a Roma. Ripetutamente, insistentemente, come gocce di pioggia dorata sul cuore –a modo di canone di Taizé- mentre sentivamo che&lt;br /&gt;Va via del tutto il miserabile humus…&lt;br /&gt;lavato in migliaia d’acque, filtrato nei canali,&lt;br /&gt;perché lasci piano sul fondo del mio solco&lt;br /&gt;la tua sabbia d’oro, dolore torchiato…&lt;br /&gt;come disse il poeta romeno Vasile Voiculescu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amore per San Giuseppe ha fatto sì che frère André costruisse la più grande basilica del Canada, e la più grande del mondo dedicata a San Giuseppe: L’Oratoire Saint-Joseph de Montréal. “Lourdes canadese” e “capitale mondiale del culto a san Giuseppe” la chiamò Giovanni Paolo II. Iniziata come un piccolo oratorio nel 1904, venne solennemente consacrata il 17 ottobre 2004, durante i festeggiamenti per il centenario dell’Oratoire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie alla sua fiducia in qualcuno di più grande, di più potente di lui fratel André poteva dare sollievo ai suoi visitatori. Spesso dava sollievo al loro corpo ma sempre al loro cuore, a coloro che sapevano accogliere nella loro vita il suo grande amico san Giuseppe. Non ha mai smesso di dire a coloro che chiedevano il suo aiuto: “pregate san Giuseppe”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una delle frequenti visite all’Oratoire da parte del beato Frédéric Jansoone OFM, francescano delle Fiandre francese -della Custodia di Terra Santa, per lunghi anni in Canada-, questi dice a frère André:&lt;br /&gt;“Ricordati che non sei che un istrumento del buon Dio per le meraviglie che si compiono qui per mezzo di san Giuseppe. Mantieniti nell’umiltà se vuoi che l’opera prosperi, e nell’obbedienza!”. Fratel André tira fuori dalla tasca una statuetta di san Giuseppe, e sorridendo all’amico, risponde: “Non c’è pericolo: ho san Giuseppe in tasca!”.&lt;br /&gt;Padre Frédéric disse poi ai numerosi terziari che lo accompagnavano: “frère André è veramente un santo. Vedrete qui grandi cose”.&lt;br /&gt;Ma fu André a dover testimoniare nella causa di beatificazione dell’amico francescano, morto nel 1916, dicendo: “Sono convinto che era un santo”. In effetti, è stato beatificato nel 1988…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BARCELONA, domenica 7 novembre 2010.&lt;br /&gt;Messa di dedicazione della chiesa e dell'altare della Sagrada Familia, “meravigliosa sintesi di tecnica, di arte e di fede”, Nell’omelia Papa Benedetto XVI, disse con commozione ai partecipanti:&lt;br /&gt;“La gioia che provo nel poter presiedere questa celebrazione si è accresciuta quando ho saputo che questo edificio sacro, fin dalle sue origini, è strettamente legato alla figura di san Giuseppe. Mi ha commosso specialmente la sicurezza con la quale Gaudí, di fronte alle innumerevoli difficoltà che dovette affrontare, esclamava pieno di fiducia nella divina Provvidenza: "San Giuseppe completerà il tempio". Per questo ora non è privo di significato il fatto che sia un Papa il cui nome di battesimo è Giuseppe a dedicarlo.&lt;br /&gt;L'iniziativa della costruzione di questa chiesa si deve all'Associazione degli Amici di san Giuseppe, che vollero dedicarla alla Sacra Famiglia di Nazaret. Da sempre, il focolare formato da Gesù, Maria e Giuseppe è stato considerato una scuola di amore, preghiera e lavoro. I patrocinatori di questa chiesa volevano mostrare al mondo l'amore, il lavoro e il servizio vissuti davanti a Dio, così come li visse la Sacra Famiglia di Nazaret.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'incarico della costruzione della Sagrada Familia Gaudì lo ricevette nel 1883, quando aveva 31 anni. Una Associazione di devoti di san Giuseppe, sorta nel 1866, voleva costruire un tempio dedicato alla Sacra Famiglia. Venne scelto Gaudì, che accettò l'incarico e si appassionò a quel lavoro, che divenne la ragione della sua vita. Il progetto iniziale venne da lui stravolto in un progetto nuovo, stupefacente, studiato nei minimi dettagli. Un'opera mastodontica, che avrebbe richiesto una montagna di soldi, ma che poteva invece contare solo sulle scarse sovvenzioni dell'Associazione di san Giuseppe. E Gaudì si aggrappò a quel santo, di cui era molto devoto. Ogni giorno lo pregava, lo proclamò amministratore della sua opera e prima di morire disse che “l'opera era stata fatta da san Giuseppe".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In certi momenti, quando i soldi mancavano del tutto, Gaudì si trasformò in mendicante. Andava per le strade di Barcellona a chiedere la carità. Molti ritenevano che fosse impazzito. Non riuscivano a concepire che un uomo del suo genio, che avrebbe potuto avere enormi ricchezze se solo si fosse applicato ai progetti che la ricca borghesia gli chiedeva, pensasse invece solo a quel 'tempio' che forse non sarebbe mai stato portato a termine. Ma lui non badava alle chiacchiere. Con l'aiuto delle offerte della povera gente, continuò a costruire. “Questo tempio verrà finito da san Giuseppe”, diceva. “Nella Sagrada Familia tutto è frutto della Provvidenza, inclusa la mia partecipazione come architetto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La causa di beatificazione di Antoni Placid Guillem Gaudì (1852-1926) è in corso…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il portinaio franco canadese e l’architetto catalano, coetanei ma sconosciuti l’uno all’altro, condividono un legame inusitatamente forte con l’ebreo Giuseppe di Nazareth.&lt;br /&gt;Che sia un segno dei tempi?&lt;br /&gt;All’uomo del XXI secolo, questi due testimoni, questi due amici del falegname nazareno, cosa indicano a un mondo post-moderno smarrito, orfano?&lt;br /&gt;La paternità? In primis, senza dubbio.&lt;br /&gt;La fiducia?&lt;br /&gt;L’amicizia?&lt;br /&gt;La propria e altrui umanità, redenta;la divinoumanità del Figlio;&lt;br /&gt;la nostra condizione –regale- di figli nel Figlio.&lt;br /&gt;Senza ombra di dubbio. Doni per l’oggi, in questo frangente periglioso della storia. Mia. Tua. Nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro, come lui, mettono i criteri di Dio e le sue scelte al primo posto. Per poi adeguare le loro scelte a quelle di Dio. E non viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O Signore, infelice passa la mia vita,&lt;br /&gt;e m’ha sfinito il Tuo misterioso gioco.&lt;br /&gt;Tu sei presente in tutto ciò che accade,&lt;br /&gt;non Ti nascondi, ma non Ti si può trovare.&lt;br /&gt;Perché le Tue lontananze non son lontano,&lt;br /&gt;sei dappertutto, perdoni, guidi, accarezzi.&lt;br /&gt;Un filo di capello da Te mi divide,&lt;br /&gt;ma, ciononostante, al di là d’ogni cosa, al di là rimani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro, come lui, non sono stati risparmiati dalle angosce e turbolenze della vita. Notti insonni, lutti, titubanze, migrazioni, smarrimenti, stanchezza, povertà sono intessute con le fibre delle loro vite; colori opachi, dimessi, sbiaditi, assieme a quelli esplosivi, raggianti, dolori carichi di speranza, come la pietra aurifera di Voiculescu:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi preparo già a schiacciarti, dolore,&lt;br /&gt;come una pietra delle venature d’oro,&lt;br /&gt;che, pesandola, pende con più forza,&lt;br /&gt;quanto più in essa tiene, nascosto, il suo tesoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In loro, come in Giuseppe, la fede riesce vittoriosa, non ostante tutto: le inverosimili pretese della fede, come la cantano i padri siriaci:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe dormì e l’angelo arrivò:&lt;br /&gt;la voce gli fornisce i raggi di luce,&lt;br /&gt;e egli accolse il Misericordioso&lt;br /&gt;che spogliandosi della gloria e indossando un corpo&lt;br /&gt;volle essere avvolto in fasce&lt;br /&gt;per rivestire Adamo di quella gloria dalla quale si era spogliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…. . …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Y asi, todos entienden que José calla&lt;br /&gt;porque el Verbo divino es su Palabra!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così tutti capiscono che Giuseppe tace&lt;br /&gt;Perché il Verbo divino è la sua Parola!, come scrisse la poetessa messicana suor Juana Inés de la Cruz.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe, il padre che deve esaurire tutto se stesso nel rappresentare, nella famiglia di Nazareth, il volto del unico Padre: la Sua provvidenza, la Sua energia, le Sue decisioni.&lt;br /&gt;Padre perché deve aiutare Gesù a sperimentare sulla terra, alla maniera umana, la “filialità” che Egli da sempre sperimenta così bene e così perfettamente in cielo.&lt;br /&gt;Padre perché deve difenderLo in questo mondo al posto del Padre celeste che comincia ad “abbandonarlo” nelle nostre mani e per nostro amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il santo fratel André e il servo di Dio Antoni Gaudì si sono affidati completamente alla guida di san Giuseppe. Come il loro patrono, loro non vissero abbastanza per vedere il frutto compiuto delle loro opere: Giuseppe non vide la vita osannata del Messia cresciuto come suo figlio; loro non videro le loro basiliche finite. Ma nella comunione dei santi, le cose stanno diversamente. Nell’ oggi dell’eternità loro sono nostri contemporanei.&lt;br /&gt;Giuseppe continua in noi –come allora fece con André e Antoni- il suo compito paterno di plasmarci figli nel Figlio, tanto quanto Maria sua Sposa lo fa come madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accolgo lui, e il suo compito nella mia vita?&lt;br /&gt;Accolgo oggi quello che scaturisce dal mio battesimo, l’essere membro della famiglia di Dio, figlio nella famiglia di Nazareth, figlio nel Figlio?&lt;br /&gt;Scegli di fidarti, di lasciarti fare, di lasciarti educare, di lasciarti guidare?&lt;br /&gt;Sì, lo scelgo, sì con la grazia di Dio, lo voglio: credo, Signore, viene in aiuto della mia incredulità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come il pastore lavora con cura&lt;br /&gt;Il legno per lo zufolo, scavandone il midollo,&lt;br /&gt;puliscimi, Signore, liberami dal cuore duro,&lt;br /&gt;dalla mia coscienza senza bontà, dal mio testardo irrigidirmi.&lt;br /&gt;Sturami l’indole, l’anima e il mio cuore ripieno…&lt;br /&gt;Quando, puro, svuotato dalle passioni, mi porterai alle labbra,&lt;br /&gt;scorra libero in me il soffio del Tuo Spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole di un inno-preghiera della poetessa Sabina Maduta, non possono essere rivolte a Giuseppe?&lt;br /&gt;Rallegrati, tu, che sollevi i dolori senza rimedio,&lt;br /&gt;Rallegrati, tu, protettore dell’orfano e del povero,&lt;br /&gt;Rallegrati, tu, che sopporti i persecutori pagani,&lt;br /&gt;Rallegrati, tu, opera buona compiuta nel silenzio,&lt;br /&gt;Rallegrati, tu, che indossi povere vesti,&lt;br /&gt;Rallegrati, tu, osannante alle cose celesti e sante,&lt;br /&gt;Rallegrati, tu, vaso azzurro di luce e di grazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia pochezza, rendo testimonianza che è tutto vero: ho toccato con le mie mani e ho contemplato con i miei occhi e ho sperimentato sulla mia pelle e quella della mia famiglia -e dei miei amici più cari –nel mio cuore e negli avvenimenti della mia vita da consacrato, che è tutto vero: Giuseppe si prese –si prende- cura di me, come di suo figlio. Continuamente.&lt;br /&gt;Quanto operato a Montréal da lui tramite frère André ho sperimentato che è vero: ed è per tutti e per ognuno. E’ l’invito ad occupare il posto vuoto a tavola con i Tre, come nell’icona della Trinità di Rublev: siamo attesi!&lt;br /&gt;Lo splendore di bellezza e di misericordia che si riversa sulla Chiesa e sul mondo con più profusione che dalle vetrate infiammate delle due basiliche, è tutto vero.&lt;br /&gt;Sono frate minore conventuale perché questo splendore mi afferrò, grazie a san Giuseppe, padre della Provvidenza, come mi insegnò a chiamarlo Madre Teresa di Calcutta quando mi portò in convento, al Sacro Convento di Assisi.&lt;br /&gt;San Giuseppe –lo scoprii più tardi- è Patrono del nostro Ordine, il solo tra quelli francescani ad averlo scelto e proclamato tale già nel 1741.&lt;br /&gt;Nulla è a caso. Tutto a una sua voce. Ed io levo la mia, in grata testimonianza.&lt;br /&gt;In fede&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;fra Guglielmo Ioseph Spirito OFM Conv&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4123285089802502408?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4123285089802502408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4123285089802502408' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4123285089802502408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4123285089802502408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/11/montreal-e-barcellona.html' title='MONTREAL E BARCELLONA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TOVZOYMCvJI/AAAAAAAAARQ/oJZ493TEn_M/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1788701321723183462</id><published>2010-10-29T07:26:00.000-07:00</published><updated>2010-10-29T09:45:15.768-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE NELLE IMMAGINETTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TMr59aKTNdI/AAAAAAAAARI/F4MfbQRGiig/s1600/copertina+dvd1.pdf.bak.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5533509925567935954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 215px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TMr59aKTNdI/AAAAAAAAARI/F4MfbQRGiig/s320/copertina+dvd1.pdf.bak.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ stato realizzato un DVD su san Giuseppe nelle immaginette sacre a cura del Centro Studi san Giuseppe dei Giuseppini del Murialdo. Si tratta di una preziosa raccolta curata negli anni dal confratello padre Giuseppe Taveri. E’ molto varia, presenta immagini dalle più antiche alle più moderne, con più di 3000 raffigurazioni, tra santini, biglietti e cartoline, con riproduzioni note o rare, di maggiore o minore valore, semplici o merlettate, fatte in occasione di svariate ricorrenze. Per lo più vengono donate quando si ricevono i sacramenti, soprattutto la prima comunione e la cresima, oppure in anniversari di matrimonio o di sacerdozio. Si riproducono famose opere pittoriche, si fanno montaggi o disegni appositi, anche se non sempre il risultato è di buon gusto. Al di là degli hobby da collezione e della curiosità, l’interesse va principalmente al personaggio, attorno a cui ruota tutta la raccolta: ossia san Giuseppe. Lo si può seguire nelle varie fasi della su vita: dallo sposalizio con la Madonna, al sogno che gli rivela il Figlio divino, alla nascita di Gesù, alla Famiglia di Nazaret, alla fuga in Egitto, alla bottega di falegname, alla preghiera, al pellegrinaggio al tempio e alla sua morte. Sono numerose pure le immagini che riguardano il suo patrocinio, su tutta la Chiesa, sulle famiglie, sui lavoratori, gli educatori… Tra i soggetti più diffusi ci sono quelli natalizi, ma anche l’accompagnamento del nostro santo alla vita di fede e ai sacramenti è interessante, come pure di attualità il suo accostamento al mondo del lavoro, agli emigrati e ai sofferenti. E’ dunque una raccolta che merita essere presentata e che fa emergere la figura di san Giuseppe nella devozione popolare. In una visione complessiva e più approfondita si può cogliere anche la sua funzione e la sua importanza per la Chiesa di ieri, di oggi e di domani.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Copia del DVD è disponibile a richiesta presso p. Angelo Catapano – piazza Gesù Divin Lavoratore 2 – 74123 Taranto (&lt;/em&gt;&lt;a href="mailto:acatapano@murialdo.org"&gt;&lt;em&gt;acatapano@murialdo.org&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;).&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1788701321723183462?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1788701321723183462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1788701321723183462' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1788701321723183462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1788701321723183462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/10/san-giuseppe-nelle-immaginette.html' title='SAN GIUSEPPE NELLE IMMAGINETTE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TMr59aKTNdI/AAAAAAAAARI/F4MfbQRGiig/s72-c/copertina+dvd1.pdf.bak.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5478906374637223651</id><published>2010-10-07T00:19:00.000-07:00</published><updated>2010-10-07T00:27:54.378-07:00</updated><title type='text'>CENTRO STUDI SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TK12SvoPHZI/AAAAAAAAAQg/QpEgYb-nqWE/s1600/img_sangiuseppe.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5525202382248418706" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 109px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TK12SvoPHZI/AAAAAAAAAQg/QpEgYb-nqWE/s320/img_sangiuseppe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Il Centro Studi san Giuseppe (della Congregazione dei Giuseppini del Murialdo) si è incontrato in casa generalizia a Roma il 4 settembre 2010.&lt;br /&gt;Guardando a quanto si è realizzato, ci si è compiaciuti della pubblicazione lo scorso anno con la LEM, del prezioso libro “Incontri con san Giuseppe nella Parola di Dio” di p. Giuseppe Danieli, vero “concentrato” di bibbia, spiritualità e giuseppinità; è da diffondere ad ampio raggio; ringraziamo l’autore che, come sappiamo, è tra gli iniziatori del nostro centro e dei simposi giuseppini da almeno quarant’anni a questa parte. In occasione del suo 50° di sacerdozio, p. Gianfranco Verri ha pubblicato un volume ricco ed elegante (420 pagine), che raccoglie un’abbondanza di tavole tratte dalle sue opere, col titolo “La S. Famiglia di Gesù”; le immagini sono introdotte da testi omiletici dell’autore in cinque lingue (italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo); la presentazione è del cardinale F. Angelini. E’ da segnalare pure il testo del giuseppino Marcionei da Silva pubblicato in Brasile “Giuseppe nel mistero dell’Incarnazione” (José no mistério da Incarnaçào); l’autore ha tenuto pure un corso giuseppino online nell’ambito della “formazione a distanza”; anche questo in effetti può essere un settore da valorizzare ed è già prevista la collaborazione di p. Pedro Olea nell’anno accademico p.v.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda gli atti del X° simposio sono ancora in fase di stampa; quando saranno pubblicati ne prenderemo delle copie per le comunità; pensiamo che la proposta di inserire in ogni preghiera eucaristica “con san Giuseppe suo sposo” dopo la menzione della Beata Vergine Maria, possa essere attuata – innanzitutto e doverosamente – all’interno della congregazione e delle nostre opere giuseppine; si chiede al superiore generale di favorire tale attuazione.&lt;br /&gt;Si intende continuare la collaborazione con le nostre riviste (Vita giuseppina, Voce di S. Giuseppe, Lettere giuseppine, Estudios josefinos…) e con altri mezzi di comunicazione (Osservatore Romano, Radio Vaticana, Radio Maria…), o altri centri (Iosephologie, mostre ecc.). Basterebbe ad esempio riproporre alcune tavole del Verri con un breve commento. Interessanti ed appassionate risultano le ricerche iconografiche della prof. ssa Colafranceschi (l’Artigiano al lavoro…).&lt;br /&gt;La raccolta di santini e immaginette del giuseppino p. Giuseppe Taveri è ormai pronta: è stata trasferita su DVD e può essere opportunamente diffusa agli interessati attraverso un certo numero di copie; si possono richiedere a &lt;a href="mailto:taranto@murialdo.org"&gt;taranto@murialdo.org&lt;/a&gt; (piazza Gesù Divin Lavoratore 2 – 74123 Taranto).&lt;br /&gt;Si intende proporre ogni 4 anni, a metà tra i simposi internazionali, un convegno giuseppino promosso dal nostro centro studi. Il primo è stato fatto a Roma presso l’oratorio San Paolo nel 2007. Il prossimo è stato ipotizzato nella prima metà di marzo del 2011 presso l’Istituto San Pietro di Viterbo, con la collaborazione della diocesi e dell’istituto teologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;p. Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5478906374637223651?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5478906374637223651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5478906374637223651' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5478906374637223651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5478906374637223651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/10/centro-studi-san-giuseppe.html' title='CENTRO STUDI SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TK12SvoPHZI/AAAAAAAAAQg/QpEgYb-nqWE/s72-c/img_sangiuseppe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-977747356481339244</id><published>2010-09-10T00:43:00.000-07:00</published><updated>2010-09-10T00:59:52.772-07:00</updated><title type='text'>UN SILENZIO ASSAI ELOQUENTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TInlXgm9sfI/AAAAAAAAAQY/fTPFj7Kn_uI/s1600/DSCN1846.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515191410744996338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TInlXgm9sfI/AAAAAAAAAQY/fTPFj7Kn_uI/s320/DSCN1846.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Ogni sera alle ore 18.30 (ora solare 17.30) si recita il rosario con Maria e Giuseppe, assicura il dépliant. Chi del resto potrebbe condurre a Maria meglio di Giuseppe, suo sposo e padre legale di Gesù?&lt;br /&gt;Parliamo dunque del santuario di San Giuseppe che si erge maestoso a San Giuseppe Vesuviano, grosso centro a venti chilometri da Napoli e dieci da Pompei, santuario sorto proprio sulla scia di quello della Madonna del rosario voluto dal beato Bartolo Longo.&lt;br /&gt;Oltretutto padre Angelo Catapano, sacerdote giuseppino redattore del periodico del santuario, ci invita a segnalarlo in questa nostra rubrica "tanto più che questo anno ricorre il cinquantenario della dedicazione dell' altare maggiore, tra i più importanti in onore del santo". Si tratta infatti di un sontuoso altare eretto nel 1955, con il trono che accoglie la bella statua del santo patrono.&lt;br /&gt;L'interno è arioso e luminoso. Suddiviso in tre navate da colonne di granito, è arricchito da vivaci dipinti parietali, in particolare quelli che raffigurano lo sposalizio e la morte di san Giuseppe.&lt;br /&gt;Ma si può ben dire che è tutto il santuario nel suo complesso che, innalzato a cominciare dal 1896 su una chiesa risalente al 1622, risulta tra i più belli dedicati allo sposo di Maria. Fu realizzato grazie al fondatore don Giuseppe Ambrosio ed è custodito dai padri giuseppini del Murialdo i quali, impegnati con particolare attenzione ai giovani, alla famiglia e al mondo del lavoro, ne diffondono il messaggio anche attraverso il mensile La voce di san Giuseppe edito da ben 103 anni.&lt;br /&gt;La monumentale facciata, in stile neoclassico rinascimentale, fu completata nel 1926 in pietra di travertino. L'armonia architettonica è impreziosita dal gruppo marmoreo centrale con lo sposalizio di Giuseppe e dalla serie di statue che svettano in alto verso il cielo.&lt;br /&gt;La cupola, imponente e ardita, con la croce che arriva a cinquanta metri di altezza, domina il panorama vesuviano. Fu inaugurata nel 1908.&lt;br /&gt;Il santuario è facilmente raggiungibile in auto dalle grandi arterie autostradali A 1- A3- A 16- A30 e in treno con la Circumvesuviana da Napoli-Piazza Garibaldi. Il pellegrino troverà un'oasi di pace, accolto dal silenzio di san Giuseppe, un silenzio più armonioso delle armonie festivaliere e più eloquente di tutti i bla-bla dei grandi comunicatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pierino Di Eugenio&lt;br /&gt;(L’Eco di san Gabriele, maggio 2005)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-977747356481339244?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/977747356481339244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=977747356481339244' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/977747356481339244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/977747356481339244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/09/un-silenzio-assai-eloquente.html' title='UN SILENZIO ASSAI ELOQUENTE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TInlXgm9sfI/AAAAAAAAAQY/fTPFj7Kn_uI/s72-c/DSCN1846.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-9178450968647173801</id><published>2010-08-08T03:52:00.000-07:00</published><updated>2010-08-08T03:57:22.169-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE AD IMPERIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TF6NY4TnLjI/AAAAAAAAAQI/C7yG5PIOyis/s1600/imperia.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502991253264346674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TF6NY4TnLjI/AAAAAAAAAQI/C7yG5PIOyis/s320/imperia.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo santuario di san Giuseppe ad Imperia si trova più precisamente nel rione della Fondura a Porto Maurizio, davanti alla linea ferroviaria Savona-Ventimiglia. Quando nel 1918 gli Oblati di san Giuseppe di Asti giunsero in questo lembo della Liguria, trovarono in quel sito una piccola chiesina dedicata a san Giuseppe, edificata nella seconda metà dell’Ottocento per iniziativa di una pia signora del luogo. Per la precisione, questa era già una seconda chiesetta dedicata al medesimo santo, dato che ne esisteva una antecedente demolita per il passaggio della ferrovia. Intorno a tale cappella cominciò presto a fiorire la devozione a san Giuseppe, come pure svariate opere di apostolato: oratorio, associazioni e infine un grande collegio convitto. Oggi da lontano si nota la grande scritta che vi campeggia “Istituto S. Giuseppe”. Per il fabbisogno del quartiere e della valle adiacente, si pensò di costruire accanto alla vecchia cappella una chiesa più grande e così venne posta la prima pietra nel 1931. Appena due anni dopo l’edificio, progettato in stile composito e linee armoniche dall’ing. Sicari, veniva consacrato dal Vescovo di Albenga, ancora privo di intonaco e di volta. La facciata, in mattoni rossi, presenta al centro il rosone e in alto nel pinnacolo centrale la statua bianca di san Giuseppe col Bambino. Una svelta cupola ottagonale copre la crociera. Negli anni seguenti l’interno si è arricchito di ornamenti e dipinti, che danno un tono di eleganza e misticismo. Possiede un originale pavimento in graniglia e un grazioso altare in marmi policromi. Nella pala e alla parete interna della facciata si trovano belle raffigurazioni del Patrono, opera di Piero Dalle Ceste, della scuola Reffo di Torino. Il dipinto dell’altare maggiore raffigura san Giuseppe seduto che porta sulle ginocchia il bambino Gesù che benedice i fedeli rappresentati in ginocchio. Nel 1975 la chiesa è stata eretta a parrocchia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-9178450968647173801?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/9178450968647173801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=9178450968647173801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/9178450968647173801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/9178450968647173801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/08/san-giuseppe-ad-imperia.html' title='SAN GIUSEPPE AD IMPERIA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TF6NY4TnLjI/AAAAAAAAAQI/C7yG5PIOyis/s72-c/imperia.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-7402131488520079337</id><published>2010-07-06T09:00:00.000-07:00</published><updated>2010-07-06T09:02:21.452-07:00</updated><title type='text'>FONTANA DI SANGIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TDNTeMjDGgI/AAAAAAAAAQA/6AOvCUZ2OFE/s1600/DSCN1850.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490824148924176898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TDNTeMjDGgI/AAAAAAAAAQA/6AOvCUZ2OFE/s320/DSCN1850.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="10070504"&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Il Papa inaugura la fontana di San Giuseppe nei Giardini Vaticani&lt;br /&gt;CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 5 luglio 2010 (ZENIT.org).- Riportiamo di seguito il discorso che Papa Benedetto XVI ha pronunciato questo lunedì mattina presiedendo nei Giardini Vaticani l'inaugurazione della Fontana intitolata a San Giuseppe.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;* * *&lt;br /&gt;Signori Cardinali,Venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,Illustri Signori e Signore!&lt;br /&gt;E’ per me motivo di gioia inaugurare questa fontana nei Giardini Vaticani, in un contesto naturale di singolare bellezza. E’ un’opera che va ad incrementare il patrimonio artistico di questo incantevole spazio verde della Città del Vaticano, ricco di testimonianze storico-artistiche di varie epoche. Infatti, non solo i prati, i fiori, le piante, gli alberi, ma anche le torri, le casine, i tempietti, le fontane, le statue e le altre costruzioni fanno di questi Giardini un unicum affascinante. Essi sono stati per i miei Predecessori, e sono anche per me uno spazio vitale, un luogo che volentieri frequento per trascorrere un po’ di tempo in preghiera e in serena distensione.&lt;br /&gt;Nel rivolgere a ciascuno di voi il mio cordiale saluto, desidero manifestare viva riconoscenza per questo dono, che mi avete offerto, dedicandolo a san Giuseppe. Grazie per questo delicato e cortese pensiero! E’ stata un'impresa impegnativa, che ha visto la collaborazione di molti. Ringrazio anzitutto il Signor Cardinale Giovanni Lajolo anche per le parole che mi ha rivolto e per l'interessante presentazione dei lavori svolti. Con lui ringrazio l’Arcivescovo Mons. Carlo Maria Viganò e il Vescovo Mons. Giorgio Corbellini, rispettivamente Segretario Generale e Vice-Segretario Generale del Governatorato. Esprimo vivo apprezzamento alla Direzione dei Servizi Tecnici, al progettista e allo scultore, ai consulenti e alle maestranze, con un pensiero speciale per i Coniugi Hintze e per il Signor Castrignano, di Londra, che hanno generosamente finanziato l'opera, come pure per le Suore del Monastero di San Giuseppe in Kyoto. Una parola di gratitudine alla Provincia di Trento, ai Comuni e alle Ditte trentine, per il loro contributo.&lt;br /&gt;Questa fontana è intitolata a san Giuseppe, figura cara e vicina al cuore del Popolo di Dio e al mio cuore. I sei pannelli di bronzo che la impreziosiscono, evocano altrettanti momenti della sua vita. Desidero brevemente soffermarmi su questi. Il primo pannello rappresenta lo sposalizio tra Giuseppe e Maria; è un episodio che riveste grande importanza. Giuseppe era della stirpe reale di Davide e, in virtù del suo matrimonio con Maria, conferirà al Figlio della Vergine – al Figlio di Dio – il titolo legale di "figlio di Davide", adempiendo così le profezie. Lo sposalizio di Giuseppe e Maria è, perciò, un evento umano, ma determinante nella storia di salvezza dell’umanità, nella realizzazione delle promesse di Dio; ha perciò anche una connotazione soprannaturale, che i due protagonisti accettano con umiltà e fiducia.&lt;br /&gt;Ben presto per Giuseppe arriva il momento della prova, una prova impegnativa per la sua fede. Promesso sposo di Maria, prima di andare a vivere con lei, ne scopre la misteriosa maternità e rimane turbato. L’evangelista Matteo sottolinea che, essendo giusto, non voleva ripudiarla, pertanto decise di licenziarla in segreto (cfr Mt 1,19). Ma in sogno – come è raffigurato nel secondo pannello - l’angelo gli fece comprendere che ciò che avveniva in Maria era opera dello Spirito Santo; e Giuseppe, fidandosi di Dio, acconsente e coopera al piano della salvezza. Certo, l’intervento divino nella sua vita non poteva non turbare il suo cuore. Affidarsi a Dio non significa vedere tutto chiaro secondo i nostri criteri, non significa realizzare ciò che noi abbiamo progettato; affidarsi a Dio vuol dire svuotarsi di sé, rinunciare a se stessi, perché solo chi accetta di perdersi per Dio può essere "giusto" come san Giuseppe, può conformare, cioè, la propria volontà a quella di Dio e così realizzarsi.&lt;br /&gt;Il Vangelo, come sappiamo, non ha conservato alcuna parola di Giuseppe, il quale svolge la sua attività nel silenzio. E’ lo stile che lo caratterizza in tutta l’esistenza, sia prima di trovarsi di fronte al mistero dell’azione di Dio nella sua sposa, sia quando - consapevole di questo mistero – è accanto a Maria nella Natività - rappresentata nella terza formella. In quella santa notte, a Betlemme, con Maria e il Bambino, c’è Giuseppe, al quale il Padre Celeste ha affidato la cura quotidiana del suo Figlio sulla terra, una cura svolta nell’umiltà e nel silenzio.&lt;br /&gt;Il quarto pannello riproduce la scena drammatica della Fuga in Egitto per sottrarsi alla violenza omicida di Erode. Giuseppe è costretto a lasciare la sua terra con la sua famiglia, in fretta: è un altro momento misterioso nella sua vita; un’altra prova in cui gli è richiesta piena fedeltà al disegno di Dio.&lt;br /&gt;Poi, nei Vangeli, Giuseppe appare solo in un altro episodio, quando si reca a Gerusalemme e vive l’angoscia di smarrire il figlio Gesù. San Luca descrive l’affannosa ricerca e la meraviglia di ritrovarlo nel Tempio – come appare nella quinta formella -, ma ancor più lo stupore di sentire le misteriose parole: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" (Lc 2,49). E’ questa duplice domanda del Figlio di Dio che ci aiuta a capire il mistero della paternità di Giuseppe. Ricordando ai propri genitori il primato di Colui che chiama "Padre mio", Gesù afferma il primato della volontà di Dio su ogni altra volontà, e rivela a Giuseppe la verità profonda del suo ruolo: anch’egli è chiamato ad essere discepolo di Gesù, dedicando l'esistenza al servizio del Figlio di Dio e della Vergine Madre, in obbedienza al Padre Celeste.&lt;br /&gt;Il sesto pannello rappresenta il lavoro di Giuseppe nell’officina di Nazaret. Accanto a lui ha lavorato Gesù. Il Figlio di Dio è nascosto agli uomini e solo Maria e Giuseppe custodiscono il suo mistero e lo vivono ogni giorno: il Verbo incarnato cresce come uomo all’ombra dei suoi genitori, ma, nello stesso tempo, questi rimangono, a loro volta, nascosti in Cristo, nel suo mistero, vivendo la loro vocazione.&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, questa bella fontana dedicata a san Giuseppe costituisce un simbolico richiamo ai valori della semplicità e dell’umiltà nel compiere quotidianamente la volontà di Dio, valori che hanno contraddistinto la vita silenziosa, ma preziosa del Custode del Redentore. Alla sua intercessione affido le attese della Chiesa e del mondo. Insieme alla Vergine Maria, sua sposa, egli guidi sempre il mio e il vostro cammino, affinché possiamo essere strumenti gioiosi di pace e di salvezza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-7402131488520079337?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/7402131488520079337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=7402131488520079337' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7402131488520079337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7402131488520079337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/07/fontana-di-sangiuseppe.html' title='FONTANA DI SANGIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TDNTeMjDGgI/AAAAAAAAAQA/6AOvCUZ2OFE/s72-c/DSCN1850.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-7260643206282688909</id><published>2010-06-06T08:17:00.000-07:00</published><updated>2010-06-06T08:23:27.979-07:00</updated><title type='text'>L'UOMO GIUSTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TAu9Y4mjItI/AAAAAAAAAPw/I2qCLWDEHPw/s1600/artigianelli.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5479681606834922194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 225px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TAu9Y4mjItI/AAAAAAAAAPw/I2qCLWDEHPw/s320/artigianelli.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo volume raccoglie, a cura della Pia Unione del Transito di san Giuseppe a Roma, molti editoriali di Ezio Cova apparsi sulla rivista “La santa crociata in onore di S. Giuseppe”. Si tratta di ricchi spunti di riflessione e meditazione sul nostro santo. La prima parte è intitolata “conoscere e venerare san Giuseppe”. Si spiega come pregare il santo, si invita alla sua devozione, ci si domanda perché lo si venera, ci si sofferma sull’eccellenza del suo nome. Si presenta san Giuseppe come figlio di Davide, sposo della Beata Vergine Maria, munifico protettore, modello dei cristiani e dei lavoratori, patrono della Chiesa. Si enunciano le sue virtù: fede, carità, speranza, giustizia, silenzio, castità, prudenza, fortezza, temperanza. La seconda parte porta il titolo “un santo al servizio di Dio e degli uomini”. Ecco alcuni aspetti evidenziati: il fabbro che lavorò nell’ombra con Dio, un grande educatore, il segreto della santità, il cuore di un padre, nella luce della Trinità, la preghiera per i morenti, grandezza e potere d’intercessione… Nella terza parte si parla della devozione dei santi per san Giuseppe, in particolare S. Bernardo, S. Teresa, S. Francesco di Sales, B. Luigi Guanella, B. Giovanni XXIII, S. Pio da Pietrelcina, S. Josemaria de Balaguer… In appendice vengono presentati alcuni dei principali santuari di san Giuseppe nel mondo: in Italia, Spagna, Francia, Polonia, Canada e Argentina. Stranamente non viene ricordato il nostro santuario di S. Giuseppe Vesuviano. E’ bella e significativa la preghiera introduttiva: “O San Giuseppe, quante preghiere salgono a Te da questa terra! Ma queste spesso riguardano solo gl’interessi della nostra vita terrena. Sembra quasi che noi vogliamo piegare Dio al nostro servizio, per soddisfare i nostri interessi umani. Quante ansie e preoccupazioni per la nostra vita! Sovente ci visita e ci tormenta la malattia. Ci sono i contrasti e i malintesi che nascono tra le persone di famiglia. Manca il lavoro, non si trova la casa e scarseggia il necessario per la vita. I figli non studiano, si allontanano dalla famiglia, oppure non trovano il lavoro e diventano cattivi. C’è un lutto in famiglia oppure si ha paura che le cose non vadano più bene. Ed ecco che affiorano i dubbi, i malintesi, le invidie, i torti e le ingiustizie che avvelenano l’ambiente intorno a noi. Allora ci si sente soli, avviliti, e l’ombra della disperazione ci assale. E’ bene, allora, che noi ci rivolgiamo a Te, o S. Giuseppe, perché Tu presenti le nostre preghiere al Signore, Tu che sei tanto buono e potente sul cuore del tuo Figlio Gesù. Ma, quando ti rivolgiamo queste preghiere, aiutaci a purificare le nostre intenzioni. Il regno di Dio, al quale noi tendiamo, non consiste nella salute, nel benessere, nella felicità propria e della famiglia o nell’appagamento dei desideri terreni, per quanto legittimi. Dobbiamo tendere ai beni che sono al di là di questa vita terrena. S. Giuseppe, aiutaci ad adattare la nostra volontà a quella del Signore. Egli ci ama e sa quello che giova per il nostro vero bene. O Giuseppe, noi non pretendiamo da te dei miracoli, ma ti supplichiamo perché il Signore non ci provi al di là delle nostre forze. Insegnaci a pregare come hai pregato tu: con fede, con umiltà e con tanta perseveranza…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;EZIO COVA, Giuseppe l’uomo giusto, Editrice Nuove Frontiere, Roma, pp. 222&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-7260643206282688909?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/7260643206282688909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=7260643206282688909' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7260643206282688909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7260643206282688909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/06/luomo-giusto.html' title='L&apos;UOMO GIUSTO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/TAu9Y4mjItI/AAAAAAAAAPw/I2qCLWDEHPw/s72-c/artigianelli.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1666539353262222485</id><published>2010-05-16T07:55:00.000-07:00</published><updated>2010-05-16T08:04:29.469-07:00</updated><title type='text'>PROCIDA E S. GIUSEPPE VESUVIANO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S_AJZ7abwMI/AAAAAAAAAPo/lITmM-7goqo/s1600/procida_aa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471883888305094850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 318px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S_AJZ7abwMI/AAAAAAAAAPo/lITmM-7goqo/s320/procida_aa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel 2006 questa nostra piccola rivista parrocchiale("Il campanile") compie il suo cinquantesimo compleanno. Essa comparve nel 1956, primo anno del mio compito di parroco di San Giuseppe alla Chiaiolella in Procida. Allora aveva la forma del giornale, ma suscitò tuttavia consensi e simpatie e portava il titolo la "Voce di San Giuseppe"; ma ecco che dopo appena qualche anno mi arrivò una lettera da San Giuseppe Vesuviano, nella quale mi si diceva benevolmente, ma con decisione: "Signori, ma come vi permettete di intitolare così questa pubblicazione, mentre noi già da diversi anni inviamo in tutto il mondo 'La voce di San Giuseppe' "? Non ci tolleravano né come figli, né come nipotini. Tacque così la nostra "Vocina". Mentre eravamo alla ricerca di un nuovo titolo, ci venne incontro l'indimenticabile concittadino, avv. Mimì Ferara, che ci suggerì: "Il Campanile di San Giuseppe". Detto, fatto, ormai da tutti è così conosciuta da decenni in Italia e fuori. Basti dire che le Ricerche internazionali di Montreal (Canada) ci hanno scritto dolenti perché in quel Centro mondiale di studi giuseppini mancano alcune copie del Campanile (lettera del P. Gauthier). Questo che sto per dire può sembrare una polemichetta (... ma non sono così stupido!) col celebre Santuario di San Giuseppe Vesuviano, alle falde dello "sterminatore Vesevo". Quel tempio ha le sue origini da oltre qualche secolo ed era in un quartiere di Ottaviano, una trentina di chilometri da Napoli e nove chilometri da Pompei, dove operava l'avv. Bartolo Longo che incoraggiava il prete di San Giuseppe Vesuviano e lo aiutava nella costruzione del grande Santuario di San Giuseppe, che gareggia con quello del Trionfale a Roma e un poco anche con quello mondiale canadese. E siamo arrivati al centro del nostro dire: l' ammirabile figura di prete, che fu D. Peppino Ambrosio (1871&amp;shy;-1957). Prete sognatore, camminatore infaticabile, apostolo di San Giuseppe, che con B. Longo pensava di poter irradiare da questa zona campana il modello degli sposi cristiani: Maria e Giuseppe.&lt;br /&gt;Questo ideale lo rese infaticabile pellegrino in Italia, in Francia, in Spagna, in Austria e nell' America del nord e del sud alla raccolta di fondi per la costruzione del!' attuale Santuario e delle annesse opere sociali. Oggi la basilica è affidata, sempre per decisione di don Peppino, ai padri Giuseppini del Murialdo, che hanno pagato questo privilegio col martirio di un confratello fucilato dai nazisti, mentre si adoperava per mettere in salvo tanti cittadini. Sono lieto di portare a conoscenza che molte delle "lirette" che gli furono necessarie venivano da Procida. Ricavo dal suo diario le tante date in cui sbarcò dalla nostra Isola per tendere la sua mano per amore di San Giuseppe: 1936, 1937, 1938, 1941, 1950, 1951, 1952. Si impresse nella mia fantasia di ragazzetto, ma già con alcuni grilli per la testa, l'immagine di questo "grosso prete" con ampia sottana nera che girava per le nostre strade e stradette. Oggi abbiamo anche noi il Santuario di San Giuseppe, piccolo, ma Santuario. Concludo con la bella notizia del gemellaggio compiuto negli anni passati con San Giuseppe Vesuviano e suggellato da reciproci pellegrinaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Don Michele Ambrosino&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1666539353262222485?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1666539353262222485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1666539353262222485' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1666539353262222485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1666539353262222485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/05/procida-e-s-giuseppe-vesuviano.html' title='PROCIDA E S. GIUSEPPE VESUVIANO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S_AJZ7abwMI/AAAAAAAAAPo/lITmM-7goqo/s72-c/procida_aa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-8743441188813382550</id><published>2010-04-25T10:56:00.000-07:00</published><updated>2010-04-25T11:02:37.428-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE A SEREGNO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S9SDDOwEZHI/AAAAAAAAAPg/LHSmc88Xz_8/s1600/seregno.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464136339429811314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S9SDDOwEZHI/AAAAAAAAAPg/LHSmc88Xz_8/s320/seregno.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al centro di Seregno, operosa cittadina in provincia di Milano, e precisamente in piazza della Concordia, si erge con imponenza monumentale la Basilica di san Giuseppe. Si tratta di una chiesa “collegiata” risalente al 1781 e consacrata cent’anni dopo nel 1881 dal patriarca Paolo Angelo Ballerini, che riposa nella sua tomba all’interno della chiesa. E’ stata elevata alla dignità di “basilica romana minore” esattamente un secolo dopo nel 1981. Queste date scandiscono il suo sviluppo, in cui vengono coinvolti nel tempo eminenti cardinali: il card. Schuster e il card. Montini (poi Paolo VI), il card. Martini e il card. Wojtyla (poi Giovanni Paolo II). Pensiamo che quest’ultimo già nel 1963 era in rapporto con tale chiesa a cui regala una reliquia di san Floriano, visita più volte il luogo da arcivescovo di Cracovia ed infine da Papa concede il titolo di basilica e vi si reca in viaggio pastorale nel 1983. Una sua statua all’ingresso sulla piazza evidenzia questo legame. L’impegno dei fedeli, con la guida dei “prevosti” che si sono succeduti nel tempo, hanno portato all’edificazione graduale dell’artistico tempio. Chiamato da sempre “la Rotonda” per la sua pianta circolare, ha raddoppiato la sua somiglianza al Pantheon di Roma con l’elevazione della facciata nel 1944. Realizzata su disegno dell’architetto O. Cabiati, questa infatti si presenta in stile neoclassico con un pronao costituito da sei possenti colonne con capitello ionico, sulle quali si innalza un ampio timpano decorato da mosaici. A partire dagli anni ’60 e ’70 anche l’interno è stato completamente rinnovato, su progetto dell’arch. L. Brambilla. Una vasta cupola centrale, che arriva all’altezza di 38 metri, ed una più piccola nella parte absidale coprono l’edificio. Una serie di colonne, rivestite di lucido marmo giallo di Verona, danno un tono elegante a tutto l’ambiente. E’ stato restaurato anche l’altare maggiore e il presbiterio. Una cappella laterale è dedicata al patrono, con una pala d’altare ottocentesca di L. Sabatelli che raffigura il Transito di san Giuseppe. E’ interessante quanto si legge nel “breve pontificio” per l’elevazione a basilica : “Nel lungo succedersi dei secoli la Chiesa cattolica ha sempre attribuito il debito onore e culto alla memoria dei Santi: essi infatti sono non soltanto gli amici più fedeli di Dio, che Cristo predilige, ma anche i patroni, solleciti della nostra sorte e del destino eterno degli uomini. Quando poi si tratta di san Giuseppe, lo sposo della Beata Vergine Maria, al quale i testi sacri cantano tante lodi, sempre più si accrescono e l’amore e la devozione appassionata dei fedeli… Confidiamo che la dignità conferita al tempio non solo accresca nel popolo la venerazione verso san Giuseppe, ma anche sia di maggior gloria a Dio, a lode del quale deve compiersi ogni cosa”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-8743441188813382550?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/8743441188813382550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=8743441188813382550' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8743441188813382550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8743441188813382550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/04/san-giuseppe-seregno.html' title='SAN GIUSEPPE A SEREGNO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S9SDDOwEZHI/AAAAAAAAAPg/LHSmc88Xz_8/s72-c/seregno.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6357933564716155955</id><published>2010-03-18T04:15:00.000-07:00</published><updated>2010-03-18T04:19:15.978-07:00</updated><title type='text'>ICONA DEL CREDENTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S6IMJPQYPtI/AAAAAAAAAPY/xU49AREXZpQ/s1600-h/portoalegre2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449931851925307090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 228px; CURSOR: hand; HEIGHT: 308px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S6IMJPQYPtI/AAAAAAAAAPY/xU49AREXZpQ/s320/portoalegre2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;San Giuseppe tra fortuna ufficiale e dimenticanza di fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.1 Corre sempre il rischio di essere dimenticato, tralasciato, messo in disparte. Eppure: il nome di Giuseppe (con tutte le possibili inflessioni) è il più diffuso in Italia e quello di Giuseppina è terzo dopo Maria e Anna. 500 parrocchie in Italia sono a lui intitolate e un centinaio di cattedrali in 45 nazioni (Dati da Vita Pastorale, marzo 2005, 73).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.2 Inoltre san Giuseppe è stato oggetto di grandi riconoscimenti: Patrono della Chiesa universale (Pio IX, 1870); protettore del Concilio Vaticano II (Giovanni XXIII, 1961). Se poi ricordiamo i santi suoi devoti, abbiamo nomi di primo piano: Agostino, Tommaso, Teresa d’Avila, San Francesco di Sales. Senza nominare tutti i fondatori e le fondatrici che a lui hanno affidato la famiglia religiosa da essi fondata. Ultimamente: don Giussani consigliava di dire tre gloria in onore di San Giuseppe di fronte a particolari problemi; la beata Madre Teresa di Calcutta, lo ha voluto compatrono della sua congregazione accanto a Maria Immacolata. Forse per chi è giovane, e magari tanto devoto di san Giuseppe, risulta difficile iscriversi al sodalizio della Buona Morte dei Gesuiti o alla unione, fondata da don Guanella, del Transito di San Giuseppe, patrono della buona morte. Si sa però che anche i giovani muoiono…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.3 Anche chi lo loda alla fine rischia di emarginarlo. Quando si insiste su alcune caratteristiche così lontane e diverse rispetto alla cultura attuale, (silenzioso, obbediente, vita nascosta ed umile), alla fine si fa nascere l’idea che è un personaggio lontano, difficile. Che cosa ci può dire un “tipo” così? Nulla o poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse c’è il punto di partenza da chiarire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.1 Di chi parliamo? Di un personaggio e basta? Di un certo uomo vissuto tanto tempo fa coinvolto in una vicenda strana e complessa? Tutto questo può avere interesse ma non credo che ci serva più di tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.2 Parliamo di un credente, di un uomo interpellato nella sua fede e nel legame tra la fede e la vita; per questo lo sentiamo vicino perché in lui scopriamo alcuni passaggi del credere che sono anche i nostri, che sono di qualsiasi credente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni tratti di una fede adulta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.1 “Stava pensando a queste cose” (Mt 1,20): il dubbio che purifica la fede e ci mette di fronte al mistero; bisogna pensare, riflettere, farci interpellare dalla realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.2 “Non temere” (Mt 1,20): la fede come fiducia ed affidamento, perché si mette in ascolto; un pensare che non chiude in se stessi ma che si apre ad una luce diversa, esterna a noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.3 “Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,21): la fede è accettare che la propria piccola storia (due fidanzati di un piccolo paese) faccia parte di una grande storia (la storia della salvezza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.4 “Prese con sé la sua sposa” (Mt 1,24): la fede condivisa, la fede come il mistero profondo di unione e di comunione tra Giuseppe e Maria, e di loro come “coppia” davanti al Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.5 “Suo padre e sua madre si stupivano di quello che si diceva di Lui”(Lc 2,33): la fede è cammino, è “peregrinatio fidei”; perché non fa perdere lo stupore che Gesù è sempre un poco diverso da come noi lo vorremmo incasellare nei nostri concetti, nelle nostre idee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sappiamo quando e come Giuseppe morì. Pare che in lui si compia la parola del vangelo: “Così anche voi quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare (Lc 17,10)”. Se hai compiuto il tuo compito di fronte a Dio, la fede è anche lasciare il campo a chi deve venire dopo di te e che è più importante di te. La tua gioia sta nella fedeltà e nel compimento della vocazione ricevuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine c’è una ultima caratteristica che ce lo rende compagno di viaggio: egli stesso, pur così vicino e partecipe del mistero della redenzione, è un redento, un salvato. Il 19 marzo siamo nel clima della Pasqua e c’è uno tempo-spazio che ci interroga e al quale pensiamo poco, anche perché è difficile pensarlo: Gesù che scende agli inferi (lo diciamo nel “credo degli Apostoli”), il redentore che porta la vittoria sulla morte anche a coloro che nella morte giacciono da tempo ma che hanno atteso, annunciato, operato per la sua venuta. Tra questi c’è anche San Giuseppe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Giuseppe, Redemptoris Custos: custodire Gesù, farLo crescere, dentro e attorno a noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Giuseppe: icona del credente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tullio Locatelli&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6357933564716155955?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6357933564716155955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6357933564716155955' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6357933564716155955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6357933564716155955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/03/icona-del-credente.html' title='ICONA DEL CREDENTE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S6IMJPQYPtI/AAAAAAAAAPY/xU49AREXZpQ/s72-c/portoalegre2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-731825932191683923</id><published>2010-03-01T00:41:00.001-08:00</published><updated>2010-03-01T00:46:04.792-08:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE IN INDIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S4t-ZEccHNI/AAAAAAAAAPQ/39W3pfRwKBE/s1600-h/india.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443583543762230482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S4t-ZEccHNI/AAAAAAAAAPQ/39W3pfRwKBE/s320/india.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Su di una lingua di terra fra il mare Arabico e le lagune, nella località di Kannamaly, vicino alla città di Cochin, nello stato indiano del Kérala, sorge una chiesa dedicata a S. Antonio, che è uno dei più frequentati luoghi di pellegrinaggio della diocesi di Cochìn. I fedeli giungono, a decine di migliaia, soprattutto il 19 marzo, in occasione della festa di san Giuseppe, venerato in un semplice santuario accanto alla chiesa principale. Essi invocano il custode di Gesù contro le varie malattie e possibili calamità, sicuri che li accoglierà fra le sue braccia, come era solito prendere Gesù.&lt;br /&gt;La chiesa di Kannamaly ha una storia secolare. Il primo edificio risale al 1745, ma fu ben presto spazzato via dalle onde dell’oceano Indiano. Nel 1796 venne costruita una nuova chiesa, con annessi canonica e cimitero; anche questa però, dopo poco più di un secolo, nel 1905, dovette subire la furia del mare. Questa volta la violenta tempesta, oltre ai danni materiali, provocò anche molte vittime, e il successivo insorgere del colera per poco non sterminò l’intero villaggio. Nel cimitero non c’era più spazio per seppellire i morti.&lt;br /&gt;Per il p. Suarez, il parroco, fu un’esperienza da spezzare il cuore; vedendo le sofferenze della sua gente, egli organizzò campi di soccorso, e pregò intensamente per ottenere l’aiuto di Dio. Un giorno, il 17 marzo, mentre pregava, il parroco ebbe una forte esperienza mistica, che gli fece perdere i sensi. Il giorno dopo egli si rivolse ai suoi fedeli: “Miei cari, quasi tutti i parrocchiani sono morti. Abbiamo perso i nostri cari. Le nostre case sono diventate luogo di lamenti, come tombe. Tutti noi abbiamo subìto la furia della natura. Presto o tardi il colera ucciderà anche noi, non abbiamo più speranza. Domani è il 19 marzo, festa di san Giuseppe, il patrono della buona morte. Miei cari e amati fedeli, venite in chiesa, domani, e portate il vostro pranzo. Celebreremo la Messa e poi mangeremo il nostro ultimo pasto insieme nello spiazzo davanti alla parrocchia; quindi potremo morire in pace, sotto la protezione di san Giuseppe.”&lt;br /&gt;La gente fece come il parroco aveva detto, ma, prodigiosamente, dopo quel pasto comunitario nessuno più morì, e l’epidemia cessò. Gli abitanti del villaggio attribuirono a san Giuseppe la loro salvezza e lo proclamarono loro protettore. Ora si trattava di ricostruire la chiesa. I lavori ebbero inizio nel 1907, e fu deciso di dedicarla a S. Antonio perché la sua immagine era l’unico oggetto che non era stato spazzato via dalle onde nel 1905. Essi pensavano che la forza della natura aveva potuto prendersi tutto, ma non era stata abbastanza potente da spezzare l’affetto di S. Antonio per la gente di Kannamaly, e che dunque S. Antonio avrebbe preservato dal mare la nuova chiesa.&lt;br /&gt;Ma nonostante questo, la chiesa di Kannamaly è principalmente frequentata dai devoti di san Giuseppe. Ogni anno sono moltissimi a radunarsi il 19 marzo, e mangiare il riso benedetto e offerto a tutti. Si crede che questo cibo di san Giuseppe protegga da tutte le malattie. La devozione continua a diffondersi, anche nel resto dell’anno, e la preghiera di fronte alla statua di san Giuseppe, conservata nel piccolo santuario davanti alla chiesa, è ormai ininterrotta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Eugenio Beni&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-731825932191683923?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/731825932191683923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=731825932191683923' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/731825932191683923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/731825932191683923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/03/su-di-una-lingua-di-terra-fra-il-mare.html' title='SAN GIUSEPPE IN INDIA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S4t-ZEccHNI/AAAAAAAAAPQ/39W3pfRwKBE/s72-c/india.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5578840995544013967</id><published>2010-01-09T11:18:00.000-08:00</published><updated>2010-01-09T11:20:55.484-08:00</updated><title type='text'>ANNUNCIO A GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S0jXAAD4hBI/AAAAAAAAAPI/CYZ-VluKfOg/s1600-h/sgb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424822146184021010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 171px; CURSOR: hand; HEIGHT: 160px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S0jXAAD4hBI/AAAAAAAAAPI/CYZ-VluKfOg/s320/sgb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La melodia di White Christmas può essere anche gradevole, ma il Natale nella sua genesi profonda non potrà mai essere "bianco" a livello etnico; eventualmente potrà esserlo solo a livello climatologico (ho anch'io in mente una Betlemme di molti anni fa tutta innevata). Fino a prova contraria, infatti, i protagonisti di quell'evento erano semiti e non certo ariani, la loro pelle era olivastra, i loro profili somatici erano simili a quelli degli arabi o degli israeliani nati nell'attuale Vicino Oriente. Ebbene, all'interno di quella famiglia semita vorremmo ora mettere in primo piano colui che nella tradizione è rimasto quasi sempre sullo sfondo, sì, proprio il capofamiglia, Giuseppe, un nome chiaramente ebraico che significa «Dio aggiunga!» o «che egli raduni!». È un nome portato da altri sei personaggi biblici, tra i quali il più celebre è quel figlio di Giacobbe che fece fortuna in Egitto divenendo da schiavo viceré, così da trasformarsi secoli dopo nel protagonista del fluviale romanzo Giuseppe e i suoi fratelli di Thomas Mann.La presenza del nostro Giuseppe, il padre legale e non naturale di Gesù, è nei Vangeli esile: affiora nella genealogia di Cristo; appare come il promesso sposo di Maria (Luca 1, 27), sarà menzionato durante la nascita di Gesù a Betlemme (Luca 2,4-5), farà qualche altra fugace apparizione nei primi giorni del neonato, acquisterà rilievo durante la vicenda di clandestino e migrante in Egitto, riemergerà dal silenzio anni dopo quando occhieggerà nelle parole di sua moglie, Maria, in occasione della "fuga" del figlio dodicenne nel tempio di Gerusalemme tra i dottori della Legge («tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo», Luca 2, 48), e sarà ricordato con sarcasmo dai suoi concittadini di Nazaret, quando di fronte ai successi del figlio ironizzeranno: «Ma costui non è il figlio di Giuseppe..., il figlio del falegname?» (Luca 4, 22; Matteo 13, 55). Ci sono, però, due scene nelle quali Giuseppe è protagonista. Sono le uniche e riguardano proprio il Natale.Rievochiamo la prima: è la cosiddetta «annunciazione a Giuseppe» ed è narrata dall'evangelista Matteo (1, 18-25). Leggiamola insieme: «Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi". Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù».Per capire il comportamento iniziale di Giuseppe nei confronti di Maria, dobbiamo entrare, almeno sommariamente, nel mondo delle usanze matrimoniali dell'antico Israele. Il matrimonio comprendeva due fasi ben definite. La prima – denominata qiddushin, cioè «consacrazione», perché la donna veniva «consacrata» al suo sposo – consisteva nel fidanzamento ufficiale tra il giovane e la ragazza che solitamente aveva dodici o tredici anni. La ratifica di questo primo atto comportava una nuova situazione per la donna: pur continuando a vivere a casa sua all'incirca per un altro anno, essa era chiamata e considerata già «moglie» del suo futuro marito e per questo ogni infedeltà era ritenuta un adulterio. La seconda fase era chiamata nissu'in (dal verbo nasa', ossia «sollevare, portare») in quanto ricordava il trasferimento processionale della sposa che veniva «portata» nella casa dello sposo, un avvenimento che fa da sfondo alla parabola di Gesù che ha per protagoniste le ancelle di un festoso corteo nuziale notturno (si veda Matteo 25, 1-13). Questo atto suggellava la seconda e definitiva tappa del matrimonio ebraico. Il racconto che abbiamo letto sopra si colloca, allora, nella prima fase, quella del fidanzamento-«consacrazione»: «Prima che andassero a vivere insieme col trasferimento alla casa di Giuseppe, Maria si trovò incinta».Giuseppe è di fronte a una scelta drammatica. Il libro biblico del Deuteronomio era chiaro e implacabile: «Se la giovane non è stata trovata in stato di verginità, allora la faranno uscire all'ingresso della casa del padre e la gente della sua città la lapiderà a morte, perché ha commesso un'infamia in Israele, disonorandosi in casa del padre» (22, 20-21). Nel giudaismo successivo, però, aveva preso strada un'altra norma più moderata, quella che imponeva il ripudio. Come si è spiegato, trattandosi già di una vera e propria «moglie», si doveva celebrare un divorzio ufficiale con tutte le conseguenze civili e penali per la donna. È curioso ricordare che a Murabba'at, nei pressi del Mar Morto, è venuto alla luce anni fa un atto di ripudio del 111 d.C., scritto in aramaico e riguardante due sposi che si chiamavano Maria e Giuseppe.&lt;br /&gt;Ma ritorniamo a Giuseppe e alla sua decisione. Egli deve «ripudiare» Maria a causa della legge che lo obbliga a questo; essendo uomo «giusto», cioè obbediente alla legge dei padri, egli si mette su questa strada amara, ma, essendo uomo «giusto», che secondo il linguaggio biblico significa anche mite, misericordioso, buono, lo vuole fare nella forma più delicata e più attenta per la donna. Sceglie la via «segreta», senza denunzia legale, senza processo e clamore, alla presenza dei soli due testimoni necessari per la validità dell'atto di divorzio, cioè la consegna del cosiddetto «libello di ripudio». Certo, la nostra sensibilità ci fa subito dire: che ne sarebbe stato di Maria? La risposta è purtroppo chiara e inequivocabile: sarebbe stata un'emarginata totale, rifiutata da tutti, accolta forse solo dal clan paterno assieme al figlio illegittimo che avrebbe generato. È nota a tutti, infatti, la triste situazione della donna nell'antico Vicino Oriente. Ma lasciamo da parte questa ipotesi irreale e ritorniamo a Giuseppe e al suo dramma interiore, per altro non lontano da quello vissuto da tante coppie di fidanzati.La sua oscura tensione è, all'improvviso, squarciata da una luce: l'angelo nella Bibbia è per eccellenza il segno di una rivelazione divina come il sogno (se ne contano cinque nel Vangelo dell'infanzia di Gesù secondo Matteo) è il simbolo della comunicazione di un mistero. «Non temere di portare Maria a casa tua», completando così anche la seconda fase del matrimonio (nissu'in), dice l'angelo a Giuseppe. Ed è qui che scatta la grande rivelazione del mistero che si sta compiendo in Maria: «Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo». È questa la sorpresa straordinaria che dovrà sconvolgere la vita di Giuseppe, sorpresa molto più forte di quella di avere la propria donna incinta di un altro uomo. Si apre, allora, per Giuseppe una vita nuova e una missione unica. Egli, che è «figlio di Davide» (è l'unica volta nei Vangeli in cui questo titolo non viene applicato a Gesù), dovrà trasmettere la linea ereditaria davidica al figlio di Maria nella qualità di padre legale. Potremmo dire che, come Maria è colei per mezzo della quale Gesù nasce nel mondo come figlio di Dio, Giuseppe è colui per mezzo del quale Gesù nasce nella storia come figlio di Davide.La paternità legale o «putativa» in Oriente era molto più normale di quanto possiamo immaginare. Esemplare è il caso del «levirato» (dal latino levir, cognato) così formulato nel Deuteronomio: «Quando uno dei fratelli di un clan morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto verrà presa in moglie dal cognato; il primogenito che essa metterà al mondo, andrà sotto il nome del fratello morto perché il nome di questi non si estingua in Israele» (25, 5-6). In altre parole, il padre reale di questo figlio è il cognato, ma il padre legale resta il defunto che attribuisce al neonato tutti i diritti ereditari. Come padre ufficiale di Gesù, Giuseppe esercita il diritto di imporre il nome riconoscendolo giuridicamente.Nella Bibbia il nome è il compendio simbolico di una persona, è la sua carta d'identità: perciò, anche se si hanno delle eccezioni (è Eva a chiamare «Set» il suo secondo figlio), è il padre a dichiarare il nome del figlio e Giuseppe sa già che per il figlio di Maria c'è un nome preparato da Dio. «Gesù» è l'equivalente di Giosuè, e a livello di etimologia popolare e immediata significa «Il Signore salva», come è spiegato dall'angelo: «Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».Anche san Pietro in un suo discorso registrato dagli Atti degli Apostoli afferma: «In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati» (4, 12). A un'analisi più filologica «Gesù» significa letteralmente «Il Signore aiuta» o «Il Signore dà la vittoria», un senso abbastanza vicino a quello tradizionale.Nella narrazione di Matteo c'è un ultimo dato da decifrare. È nella frase finale, quella della nascita di Gesù, che letteralmente suona così: «Giuseppe prese con sé la sua sposa e non la conobbe prima che gli partorisse il figlio». Sappiamo che nella Bibbia il verbo «conoscere» è un eufemismo per alludere all'atto matrimoniale. Sulla frase per secoli si è accesa un'aspra discussione teologica riguardante la verginità perpetua di Maria e la presenza nei Vangeli dei cosiddetti «fratelli e sorelle di Gesù».In realtà il testo di Matteo nel suo tenore originale non affronta la questione, dal momento che in italiano, quando si dice che una cosa non succede «fino a» un certo tempo, si suppone di solito che abbia luogo dopo: Giuseppe non ha avuto rapporti con Maria fino alla nascita di Gesù, ma in seguito avrebbe potuto averli. In greco, invece, e nelle lingue semitiche si vuole mettere l'accento solo su ciò che avviene fino alla scadenza del «finché»: Giuseppe non ebbe rapporti con Maria, eppure nacque Gesù. Il tema fondamentale è, perciò, quello della concezione verginale di Maria. Il Cristo non nasce né da seme umano né da volere della carne, ma solo per lo Spirito di Dio che opera in Maria vergine. Corretta è allora la traduzione che ci propone la Bibbia ufficiale italiana da noi sopra adottata e che risuonerà anche nella liturgia natalizia: «Senza che Giuseppe la conoscesse, Maria partorì un figlio».Parlavamo prima di due scene in cui Giuseppe è protagonista. Alla seconda – che abbiamo già avuto occasione di presentare in passato proprio su queste pagine – dedichiamo solo un cenno. La famiglia di Gesù si iscrive subito nel lungo elenco che giunge fino ai nostri giorni e che comprende i profughi, i clandestini, i migranti. Ecco, infatti, quando il bambino Gesù ha pochi mesi, Giuseppe in marcia con lui e con la sposa Maria attraverso il deserto di Giuda per riparare in Egitto, lontano dall'incubo del potere sanguinario del re Erode. Anche in questo caso siamo proprio agli antipodi di quel «Natale bianco» assurdamente prospettato da certe attuali ignoranze religiose e da isterie xenofobe. Il Natale cristiano ha, in verità, per protagonisti una famiglia di fuggiaschi e migranti con la loro storia di sventure. «Il cristianesimo – scriveva nei suoi quaderni il filosofo Wittgenstein – non è una dottrina, non è una teoria di ciò che è stato e sarà nell'anima umana, ma la descrizione di un evento reale nella vita dell'uomo».Vorremmo, allora, far risuonare a suggello di questo «Natale di Giuseppe» le parole – forse un po' oratorie e magniloquenti ma dalla sostanza inequivocabile – di uno scrittore "scandaloso" come Curzio Malaparte che in un articolo del Natale 1954 ammoniva: «Tra pochi giorni è Natale e già gli uomini si preparano alla suprema ipocrisia... Vorrei che il giorno di Natale il panettone diventasse carne dolente sotto il nostro coltello e il vino diventasse sangue e avessimo tutti per un istante l'orrore del mondo in bocca... Vorrei che la notte di Natale in tutte le chiese del mondo un povero prete si levasse gridando: Via da quella culla, ipocriti, bugiardi, andate a casa vostra a piangere sulle culle dei vostri figli. Se il mondo soffre è anche per colpa vostra, che non osate difendere la giustizia e la bontà e avete paura di essere cristiani fino in fondo. Via da questa culla, ipocriti! Questo bambino, che è nato per salvare il mondo, ha orrore di voi!».&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Gianfranco Ravasi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5578840995544013967?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5578840995544013967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5578840995544013967' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5578840995544013967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5578840995544013967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2010/01/annuncio-giuseppe.html' title='ANNUNCIO A GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/S0jXAAD4hBI/AAAAAAAAAPI/CYZ-VluKfOg/s72-c/sgb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4980103009575560816</id><published>2009-12-11T11:19:00.000-08:00</published><updated>2009-12-11T11:24:03.825-08:00</updated><title type='text'>BUON AVVENTO CON SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SyKcEgDHg9I/AAAAAAAAAPA/8DSBQ-Fed40/s1600-h/P5280052.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414061303189177298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SyKcEgDHg9I/AAAAAAAAAPA/8DSBQ-Fed40/s320/P5280052.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;All’inizio dell’Avvento condivido con voi alcuni pensieri che mi sono nati dentro alla lettura del libro di don Giuseppe Danieli sulla figura di San Giuseppe.&lt;br /&gt;Un cammino di fede con una domanda fondamentale. A me sembra che alla fine della lettura sorga una domanda per il lettore che si è fatto partecipe della vicenda raccontata. “Io credo che Dio intervenga nella storia? Nella storia personale di ciascuno di noi? Nella storia di un popolo? Nella storia?”. Maria e Giuseppe vi hanno creduto, facendo essi stessi una “peregrinatio fidei”, come ha detto Giovanni Paolo II. Mi pare che la domanda sia inevitabile anche perché lo stesso metodo dell’autore la suggerisce: il confronto continuo tra quello che sta avvenendo oggi a Giuseppe e Maria con quanto è avvenuto ad altri personaggi biblici. La domanda fa sì che la loro storia sia un riflesso della storia di ciascuno, secondo una lettura dell’esistenza che parte da Dio che può intervenire e di fatto interviene, e da parte di ciascuno di noi che ha bisogno di ascoltare per percepire questa presenza e di un cammino per imparare a rispondervi.&lt;br /&gt;Oltre certo devozionismo. Non è questa l’intenzione dell’autore, è una mia libera interpretazione. L’autore “rimane”, “insiste” su i testi biblici, senza pescare altrove e sono questi testi che ci offrono la giusta immagine ed identità di Maria e Giuseppe. Mi pare che questa identità abbia sempre alcune caratteristiche: giovani, fidanzati, vergini, sposi, genitori (padre e madre). Siamo oltre ad un certo devozionismo che “riduce” le caratteristiche di tali personaggi rischiando di non essere fedeli alla totalità della loro persona, della loro vicenda umana e religiosa, così come ci viene consegnata dai vangeli. Nel Natale di qualche anno fa entrando in una chiesa parrocchiale ho visto al centro della chiesa un bellissimo Bambino Gesù e accanto a Lui in adorazione la Madre, una vera regina. Però: ma perché questo Bambino è già orfano e la bella Signora è già vedova? Immagini e preghiere che oggi hanno una certa fortuna, anche in casa nostra, mi pare che qualche domanda potrebbero (dovrebbero) porre a se stessi.&lt;br /&gt;Una conoscenza più profonda perché più umana del mistero dell’incarnazione. A me sembra che il vero protagonista della vicenda sia Gesù, tutto concorre e prende senso alla luce del mistero della incarnazione. Ma soprattutto si rimane nuovamente meravigliati sull’incontro della realtà umana e della realtà divina, dell’intreccio di naturale e soprannaturale, di come la nostra umanità pur ferita e lontana possa essere chiamata in causa da Dio come necessaria collaboratrice per il disegno di salvezza. Nel testo risalta una umanità pensosa e partecipe, preoccupata e gioiosa. Interessante: i vari personaggi si incontrano tra di loro e, spesso, sembra essere questo il luogo in cui meglio si incontrano con Dio e si mettono a servizio del piano dell’incarnazione. Gesù si fa uomo in questo contesto di umanità, da qui la meraviglia e lo stupore, ma anche il mistero inteso come invito alla riscoperta di una umanità generosa, ubbidiente, che diventa grande perché umile.&lt;br /&gt;Giuseppe “parla”. Siamo abituati a dire che Giuseppe è l’uomo del silenzio, ma alla fine della lettura mi sento di dire che Giuseppe parla, eccome parla. Le parole non scritte, non tolgono nulla al dire di una testimonianza che sento valida anche per noi oggi. E non è questo il miglior parlare? Dunque lasciamolo parlare, almeno noi giuseppini, perché sia ancora vero che sia sentito, percepito, accolto come punto di riferimento per un cammino umano e spirituale, da consacrati, a servizio di quel mistero dell’incarnazione che in primis fu affidato a Giuseppe e a Maria, e che oggi è affidato a noi.&lt;br /&gt;Buon Avvento, con san Giuseppe. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;p. Tullio Locatelli&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4980103009575560816?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4980103009575560816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4980103009575560816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4980103009575560816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4980103009575560816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/12/buon-avvento-con-san-giuseppe.html' title='BUON AVVENTO CON SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SyKcEgDHg9I/AAAAAAAAAPA/8DSBQ-Fed40/s72-c/P5280052.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-3720522082195877138</id><published>2009-10-28T11:07:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T11:13:37.339-07:00</updated><title type='text'>X SIMPOSIO INTERNAZIONALE SU SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SuiJuWGeR0I/AAAAAAAAAO4/SciNzRAppWo/s1600-h/JMKJ.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397715582703257410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 198px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SuiJuWGeR0I/AAAAAAAAAO4/SciNzRAppWo/s320/JMKJ.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ogni quattro anni – ormai è un appuntamento sempre più consolidato – si tiene il Simposio internazionale su san Giuseppe. Cominciando dal 1970 a Roma, si è giunti alla decima edizione. Il precedente si è svolto in Germania a Kevelaer, il prossimo si terrà nel 2013 in Messico a Guadalajara. Analogamente ai congressi mariologici, ci sono dunque anche quelli di Josefologia. Quest’anno è stato realizzato a Kalisz in Polonia dal 27 settembre al 4 ottobre 2009. Nella cornice di una città polacca tra le più antiche, presso il santuario di san Giuseppe più noto in quella nazione, accolto presso il seminario diocesano, si è aperto il congresso con una solenne celebrazione e l’inaugurazione del nuovo centro “jozefologiczne” davanti al quale è stata collocata un’imponente statua del nostro santo. Condottoda tale centro e promosso dai vari centri studi giuseppini nel mondo, relatori ed esperti sono arrivati da Italia, Spagna, Francia, Germania, Polonia, Messico, Stati Uniti, Canada, Cile, Salvador, Angola, India…&lt;br /&gt;Un consistente spazio è stato dedicato ogni giorno alla preghiera e alle concelebrazioni eucaristiche in santuario, presiedute da vari vescovi. Si è creata un’atmosfera straordinaria di solennità, devozione e raccoglimento. Indovinato l’affidamento quotidiano davanti al venerato quadro di san Giuseppe e della Santa Famiglia delle diverse categorie (suore, sacerdoti, confraternite,associazioni e lavoratori, sposi e figli, seminaristi e giovani). Anche il dono delle reliquie del beato fratel Andrea di Montreal e dei genitori Martin di santa Teresina è stato significativo. In due serate si sono esibiti due concerti ; l’inno composto per l’occasione ha accompagnato i lavori con la sua dolce musica ed il ritornello: “anche a noi basta una parola nel sogno, anche a noi un angelo il cuore risveglia, solo restaci accanto,Giuseppe santo, dopo Maria il più umile degli uomini”.&lt;br /&gt;Guidato da p. Andrea Laton, il simposio si è svolto in due sessioni scientifiche giornaliere, con un’intensa carrellata di una sessantina di relazioni nelle varie lingue, di cui alcune in traduzione simultanea. Il primo intervento è stato quello di Giovanni Paolo II, in video, col suo discorso nella storica visita a Kalisz nel 1997, in cui ha sottolineato l’importanza di san Giuseppe e del suo santuario, ha rivelato di pregare ogni giorno il santo prima e dopo la Messa, ha invitato a difendere come lui la vita fin dal concepimento. Relazione di apertura è stata quella del noto studioso giuseppino p. Tarcisio Stramare “a vent’anni dalla Redemptoris Custos”, esortazione apostolica che rimane pietra miliare della josefologia. Il tema generale del Simposio riprende infatti il titolo dell’ultimo capitolo di questa lettera pontificia: San Giuseppe “patrono dellaChiesa del nostro tempo”. S. E. Zygmunt Zymoswski dal Vaticano è intervenuto su san Giuseppe “negli scritti e nella vita di Benedetto XVI”. Tra le altre relazioni segnaliamo: suor Regina Kolinko (“modello di vita spirituale e patrono per le persone consacrate”), suor Dolores Siuta (“uomo dell’ottimismo cristiano e della gioia evangelica”), p. Giuseppe Piccinno (“il patrocinio di san Giuseppe nella storia del culto cristiano”), p. Gabriel Rodriguez (nella storia e nella poesia), p. Enrique Llamas (teologia e patrocinio), Krysztof Konecki (“nella riforma del concilio Vaticano II”), p. Guglielmo Spirito (“nell’Ordine dei FratiMinori Convemntuali”), Wojciech Hanc (“la dimensione ecumenica del culto di san Giuseppe alla luce dei dialoghi tra le confessioni”), p. José de Jesus Maria (nella storiografia), Daniel Picot (nelle apparizioni)…&lt;br /&gt;Anche il Centro studi dei Giuseppini del Murialdo è stato presente con le relazioni di p. Angelo Catapano (“san Giuseppe nelle rappresentazioni cine-televisive del nostro tempo”), p. Pedro Olea (“evangelio morisco de Bernabé”), Luis Fernandez (nel dibattito esegetico), Stefania Colafranceschi (patrocinio, intercessione e gloria, attraverso l’iconografia devozionale in Italia), Salvatore Fischetti (“di madre in figlia: aspetti della ritualità devozionale nella Puglia meridionale”); p. Gianfranco Verri ha inviato il suo contributo (“il patrocinio di san Giuseppe negli scritti del Servo di dio don Eugenio Reffo”).&lt;br /&gt;Il pellegrinaggio al santuario mariano di Lichen, imponente ed elegante, e l’escursione al termine del congresso, con tappe a Czestochowa (Madonna di Jasna Gora), Auschwitz(campo di concentramento), Wadowice (terra natale di Karl Wojtyla), Cracovia (santuario carmelitano di san Giuseppe e nuovo santuario della Divina Misericordia) e Varsavia, hanno coronato il congresso di ulteriori apporti.&lt;br /&gt;Nel messaggio finale del Simposio si è lanciato l’impegno di chiedere alle conferenze episcopali nazionali che introducano in tutte le preghiere eucaristiche il nome di san Giuseppe, aggiungendo dopo Maria la dizione “con san Giuseppe suo sposo”, secondo quanto stabilito a suo tempo da Giovanni XXIII. Onorarlo nella Messa ed invocare la sua intercessione, da parte dei fedeli, è il minimo che si può fare per non dimenticare il Custode del Redentore e riconoscere anche oggi - ogni giorno e in tutto il mondo - che san Giuseppe è “patrono della Chiesa del nostro tempo”. Sappiamo bene che davanti alle sfide odierne è quanto mai opportuno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-3720522082195877138?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/3720522082195877138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=3720522082195877138' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/3720522082195877138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/3720522082195877138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/10/x-simposio-internazionale-su-san.html' title='X SIMPOSIO INTERNAZIONALE SU SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SuiJuWGeR0I/AAAAAAAAAO4/SciNzRAppWo/s72-c/JMKJ.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5716359866307749103</id><published>2009-09-20T08:41:00.000-07:00</published><updated>2009-09-20T08:47:32.244-07:00</updated><title type='text'>SIMPOSIO INTERNAZIONALE</title><content type='html'>NIEDZIELA / DOMENICA&lt;br /&gt; 27. 09. 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanktuarium Świętego Józefa Kaliskiego&lt;br /&gt;Santuario Di San Giuseppe Di Kalisz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Plac Św. Józefa 7 / Piazza S. Giuseppe, 7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16.00 – Inauguracja X Międzynarodowego Kongresu Józefologicznego / Inaugurazione X.mo Congresso Internazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przedstawienie i powitanie uczestników Kongresu:&lt;br /&gt;Presentazione e saluto dei partecipanti al Congrresso:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ks. dr Andrzej Latoń, prezes Polskiego Studium Józefologicznego&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Złożenie relikwii Błogosławionego Brata Andrzeja z Kanady Cosegna dei reliqui del beato fr. andrea da canada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Słowo Daniela Picot, Centrum Józefologiczne w Montrealu&lt;br /&gt;Parola di Daniel Picot, Centro di S. Giuseppe in Montreal&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hymn Kongresu / Inno del Congresso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EUCHARYSTIA / EUCARISTIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przewodniczenie i homilia / Presidenza e omelia: J. E. Ks. Bp / S.E. Mons. Stanisław Napierała, Biskup Kaliski / Vescovo di Kalisz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Śpiew/ Canto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chór Chłopięco–Męski Bazyliki Kaliskiej – Marek Łakomy&lt;br /&gt;Towarzystwo Śpiewacze Lira. Św. Gotard, Kalisz – Józef Czerniak&lt;br /&gt;Chór Radość, Gorzyce Wielkie – Stanisław Furmanek&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centrum Józefologiczne / Centro di  s. Giuseppe&lt;br /&gt;ul. Złota 144&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18.00 – Poświęcenie  nowego budynku „Centrum Józefologicznego”&lt;br /&gt;              Benedizione del nuovo edificio „Centrum Józefologiczne”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wyższe Seminarium Duchowne / Seminario Maggiore&lt;br /&gt;ul. Złota 144&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19.00 – Agapa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PONIEDZIAŁEK / LUNEDÌ&lt;br /&gt;28. 09. 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.30 – Jutrznia / Lodi&lt;br /&gt;9.00 – Sesja naukowa / Sessione scientifica&lt;br /&gt;Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:&lt;br /&gt;Ks. Prof. Wojciech Hanc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Święty Józef – Patron na nasze czasy. Kaliskie przesłanie Jana Pawła II / San Giuseppe – patrono per i nostri tempi. Il messaggio di Giovanni Paolo II dal Santuario di Kalisz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. O. Tarcisio Stramare, Italy, A vent’anni dalla “Redemptoris custos” / Po dwudziestu latach od “Redemptoris Custos”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ks. Abp / S.E.  Zygmunt Zimowski, Vaticano, Św. Józef w twórczości i życiu Benedykta XVI / San Giuseppe nei scritti e nella vita di Benedetto XVI°&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Jakub Tomalak – kompozytor Hymnu 10. Międzynarodowego Kongresu Józefologicznego, Prezentacja teledysku "Rozmowa ze świętym Józefem" / Compositore dell'inno del X Congresso Internazionale di Iosephologia, La Presentazione del CD intitolato "Il Colloquio con San Giuseppe".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanktuarium / Santuario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.00 – Konferencja józefologiczna / Confrenza su S.Giuseppe:                Ks. / Don Daniel Foucher, Francja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12.00  EUCHARYSTIA / EUCARISTIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:&lt;br /&gt;                   Ks. Abp / S.E. Zygmunt Zimowski&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zawierzenie Sióstr Zakonnych Świętemu Józefowi&lt;br /&gt;Affidamento delle Suore a S. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Śpiew / Canto: Chór Sióstr Świętego Józefa – S. Efraima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica&lt;br /&gt; Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:&lt;br /&gt; O. Prof. Tarcisio Stramare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Mons. Roberto Balmori Cinta, MJ, Mexico, El patrocinio de san José en la vida religiosa / Patronat św. Józefa w życiu zakonnym&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. S. Regina Kolinko, Poland,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. P. Johannes Stöhr, Germany, Der hl. Josef und das Miteinander von tätigem und beschaulichem Leben / Święty Józef – życie zarazem czynne i kontemplacyjne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. P. Alfredo Monreal Sotelo, Mexico, Marco histórico y devoción a san José en Zapotlán, el Grande, Jalisco, Méx. / Historyczny przykład i nabożeństwo do św. Józefa w Zapotlán, el Grande, Jalisco, Meksyk&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. S. Dolores Siuta, CSSJ, Poland, Święty Józef człowiekiem optymizmu chrześcijańskiego i ewangelicznej radości / San Giuseppe – uomo dell’ottimismo cristiano e della gioia evangelica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19.30 – Koncert Reprezentacyjnego Zespołu Artystycznego Wojska Polskiego / Concerto del Gruppo Artistico dell’Esercito Polacco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WTOREK / MARTEDÌ&lt;br /&gt;29. 09. 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.30 – Jutrznia / Lodi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centrum Józefologiczne / Centro di  s. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.00 – Sesje naukowe / Sessioni scietifiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sekcja I  [Tłum. na język polski / Traduz. in polacco&lt;br /&gt;                 Aula parter / Aula piano terra&lt;br /&gt;                 Animator: Ks. dr Zbigniew Cieślak&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. P. Piccinno Giuseppe, Italy, Il patrocinio di San Giuseppe nella storia del culto cristiano / Opieka Świętego Józefa w historii kultu chrześcijańskiego&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2. P. Angelo Catapano, CSJ, Italy, San Giuseppe nelle rappresentazioni cine-televisive del nostro tempo / Św. Józef we współczesnej produkcji kinematograficznej i telewizyjnej&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. P. Gianfranco Verri, CSJ, Italy, Il patrocinio di san Giuseppe negli scritti del Servo di Dio don Eugenio Reffo / Opieka św. Józefa w pismach Sługi Bożego ks. Eugeniusza Reffo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;4. P. Ignacio Soler, Spain, La educación de Jesucristo / Wychowanie Jezusa Chrystusa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sekcja II  [jęz. hiszpański/spagnolo]    Aula II p. / Aula II piano&lt;br /&gt;                  Animator: Ks. dr Jarosław Jasianek&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. P. Gabriel Rodríguez Celis, MJ, Chile, El Patrono de la Iglesia a lo largo de la historia y la poesía /Patron Kościoła poprzez historię i poezję&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. P. Fernando Díaz Oliva, MJ, Mexico, San José es el Primer Misionero ‘Ad gentes’, llevando a Jesús y a María a tierras paganas / Święty Józef jest Pierwszym Misjonarzem “Ad gentes”, przynoszącym Jezusa i Maryję pogańskim ziemiom&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. P. José Humberto Juárez Villeda, Mexico, La sagrada compañía de san José, breve recorrido histórico en el magisterio y devoción de la Iglesia / Święte towarzystwo św. Józefa, krótki rys historyczny w nauczaniu i pobożności Kościoła&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. P. Tomás Gerardo Bravo Zamora, MJ, Mexico, San José, patrono del educador de hoy / Święty Józef patronem współczesnego wychowawcy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanktuarium / Santuario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.00 – Świadectwo / Testimonianza:&lt;br /&gt;              O. Joseph-Marie Verlinde, Francja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12.00 – EUCHARYSTIA / EUCARISTIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przewodniczenie i homilia / Preisdenza ed omelia:&lt;br /&gt;           Ks. Bp / S. E. Marek Jędraszewski&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zawierzenie Kapłanów Świętemu Józefowi&lt;br /&gt;Affidamento dei Sacerdoti a S. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica&lt;br /&gt;              Przewodniczący sesji / presidente della sessione:&lt;br /&gt;              P. José de Jesús María, OCD, Spain&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. P. Enrique Llamas, OCD, Spain, Teología y patrocinio de san José en la Iglesia / Teologia i opieka św. Józefa w Kościele&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Ks. Krzysztof Konecki, Poland, Św. Józef w reformie liturgicznej Soboru Watykańskiego II / San Giuseppe nella riforma del Concilio Vaticano II&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. P. German Rovira, Germany, Der hl. Josef, Schutzpatron der Arbeit / Św. Józef – Patron pracy i pracowników&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Hno. Miguel Angel Aguilar Manríquez, MJ, Mexico, Exigencias éticas del patronato de san José / Etyczne implikacje opieki św. Józefa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. P. Ambrosio García Moreno, MJ, Mexico, San José en Aparecida (V Conferencia del Episcopado Americano) / Św. Józef w Aparecida (V Konferencja Episkopatu Latynoamerykańskiego)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ŚRODA / MERCOLEDÌ&lt;br /&gt;30. 09. 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.30 – Jutrznia / Lodi&lt;br /&gt;Centrum Józefologiczne / Centro di S. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.00 – Sesje naukowe / Sessioni scientifiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sekcja I  [Tłum. jęz. pol. i włoski / Traduz. in polacco e italiano]&lt;br /&gt;     Aula parter / Aula piano terra&lt;br /&gt;               &lt;br /&gt;                 Animator: Ks. dr Zbigniew Cieślak&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. P. Matthew Spencer, o.s.j., USA, St. Joseph in Chant: Some Features of the Twentieth Century Repertoire of Chants for St. Joseph / Św. Józef w chorale gregoriańskim: niektóre cechy repertuaru chorałowego z dwudziestego wieku ku czci św. Józefa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Ks. Lucjan Balter, Św. Józef jako człowiek głębokiej wiary i wzór zawierzenia Bogu (niepokoje Józefa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. P. Guglielmo Spirito, OFM Conv., Argentina/Italy, Il Patrocinio  di San Giuseppe sull’Ordine dei Frati Minori Conventuali / Opieka św. Józefa u Braci Mniejszych Konwentualnych&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Carolyn C. Wilson, USA, Sanctus Joseph Nutritor Domini:  A Triptych Attributed to Jan Gossaert Considered as Evidence of Early Hapsburg Embrace of St. Joseph’s Cult / Sanctus Joseph Nutritor Domini:  Tryptyk przypisany Janowi Gossaertowi rozpatrywany jako wczesny dowód kultu św. Józefa podjętego przez ród Habsburgów&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sekcja II  [język hiszpański / spagnolo]&lt;br /&gt;       Aula II p./ Aula II piano&lt;br /&gt;                   Animator: Ks. dr Jarosław Jasianek&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. P. Enrique Patron Apreza, MJ, Mexico, Los Colegios Josefinos bajo la protección de san José / Kolegia Józefickie pod opieką Świętego Józefa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. P. José de la Luz García Espejel, MJ, Mexico, Patrono de México hoy /  Patron Meksyku dzisiaj&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3. P. Pedro Olea, CSI, Italy, La figura de San José en el “Evangelio Morisco de Bernabe” / Postać św. Józefa w “Evangelio Morisco de Bernabe”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. P. Luis Fernández de Eribe Zulueta, CSJ, Spain, San José en el debate exegético / Święty Józef w debacie egzegetycznej&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanktuarium / Santuario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.00 – Świadectwo / Testimonianza:&lt;br /&gt;             O. Joseph-Marie Verlinde, Francja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12.00 – EUCHARYSTIA / EUCARISTIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:&lt;br /&gt;           Ks. Abp / S. E. Stanisław Gądecki&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zawierzenie Bractw, stowarzyszeń i ludzi pracy Świętemu Józefowi&lt;br /&gt;Affidamento di Fraternite, Associazioni e Mondo di Lavoro a S. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica&lt;br /&gt;            Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:&lt;br /&gt;            O. Prof. Enrique Llamas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Ks. Wojciech Hanc, Poland, Ekumeniczny wymiar świętojózefowego kultu w świetle międzywyznaniowych dialogów doktrynalnych / La dimensione ecumenica del culto di San Giuseppe alla luce dei dialoghi dottrinali tra le confessioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Archim. Sergiusz Gajek, SEOD, (Bielorussia), Józef Sprawiedliwy w doświadczeniu pastoralnym Białoruskiej Cerkwi Greckokatolickiej (dziś) / Giuseppe il Giusto – nell’esperienza pastorale della Chiesa Greco-Cattolica Bielorussa (oggi) +&lt;br /&gt;O. Aliaksandr Audzeyuk, (Germany/Bielorussia), Niektóre ikony Józefa Sprawiedliwego w Kościołach (katolickich) tradycji bizantyjskiej / Alcune icone di San Giuseppe il Giusto nelle Chiese cattoliche di rito bizantino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Christian-Michel Doublier-Villette, France, Saint Joseph du Saint-Sauveur, "l'homme de la situation" hier comme aujourd'hui, notre protecteur, aujourd'hui comme hier / Święty Józef Świętego Zbawiciela, "człowiek jakiego trzeba" tak wczoraj jak i dzisiaj, nasz opiekun, dzisiaj jak i wczoraj&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4. Stefania Colafranceschi, Italy, Patrocinio, intercessione e gloria. Caratteri del patrocinio celeste di san Giuseppe attraverso l’iconografia devozionale in Italia / Patronat, wstawiennictwo i chwała. Charakter niebieskiej opieki św. Józefa we włoskiej ikonografii pobożnościowej&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. P. Albert Perrier, France, La figure de saint Joseph à travers statues et vitraux contemporains / Postać św. Józefa poprzez figury i witraże w sztuce współczesnej&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CZWARTEK / GIOVEDÌ&lt;br /&gt;1. 10. 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DZIEŃ WOLNY OD OBRAD / GIORNO LIBERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.30 – Jutrznia / Lodi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8.45 – Pielgrzymka do Sanktuarium w Licheniu /&lt;br /&gt;             Pellegrinaggio al santuario in licheń&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13.00 – Obiad / Pranzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.00 – Powrót do Kalisza / Ritorno a Kalisz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanktuarium / Santuario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17.30 – Konferencja / Conferenza:&lt;br /&gt;           O. Joseph-Marie Verlinde, Francja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Złożenie relikwii Błogosławionych Zelii i Ludwika Martin, rodziców św. Teresy od Dzieciątka Jezus /&lt;br /&gt;Consegna delle Reliquie dei Beati Zelia e Ludovico Martin, Genitori di S. Teresa da Gesu’ Bambino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Słowo Kustosza Bazyliki z Lisieux – Ks. Prał. Lagoutte / Parola del Custode della Basilica di Lisieux – Mons. Lagoutte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18.30 – EUCHARYSTIA / EUCARISTIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:&lt;br /&gt;                    Ks. Bp / S. E. Stanisław Stefanek&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zawierzenie małżeństw, rodzin i dzieci Św. Józefowi&lt;br /&gt;Affidamento degli Sposi e Figli a S. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Śpiew / Canto: Chór Katedralny / Coro della Cattedrale Canticum z Kalisza – Krzysztof Niegowski&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20.00 – Agapa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PIĄTEK / VENERDÌ&lt;br /&gt;2. 10. 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.30 – Jutrznia / Lodi&lt;br /&gt;Centrum Józefologiczne / Centro di S. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.00 – Sesje naukowe / Sessioni scientifiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sekcja I  [Tłum. na język polski / Traduz. in polacco]&lt;br /&gt;                 Aula parter / Aula piano terra&lt;br /&gt;                 Animator: Ks. dr Jan Grzeszczak&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Annarosa Dordoni, Italy, Un protettore per la “nostra infelicissima città”. Note sul culto giuseppino a Bergamo nel Cinquecento / Obrońca „naszego doświadczanego miasta”. Uwagi na temat kultu św. Józefa w XV-wiecznym Bergamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Salvatore Fischetti, Italy, Di madre in figlia: aspetti della ritualità devozionale per san Giuseppe nella Puglia meridionale /&lt;br /&gt;Z matki na córkę: aspekty pobożnościowego rytuału ku czci św. Józefa w południowej Apuli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Patrick Verlinden, France, « Joseph » - Protecteurs du Corps de Jésus / « Józef » - Opiekunowie Ciała Jezusa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. O. Aleksander Jacyniak, SJ, Poland, Święty Józef, patron dobrej śmierci / San Giuseppe, patrono della buona morte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sekcja II  [Tłum. na język polski / Traduz. in polacco]&lt;br /&gt;                  Aula I p./ Aula II piano&lt;br /&gt;                  Animator: Ks. dr Jarosław Jasianek&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. P. Pedro de la Noi, Chile, San Jose patrono de la Iglesia, hoy a la luz de la filosofia y de los padres de la Iglesia / Św. Józef jako opiekun Kościoła w świetle filozofii i Ojców Kościoła&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. P. José de Jesús María, OCD, Spain, El patrocinio de san José en la historiografía / Opieka św. Józefa w historiografii&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Mons. Hermenegildo Ramírez Sánchez, MJ, Mexico, El fundamento teológico del patronato de san José / Teologiczne podstawy opieki św. Józefa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. P. Joaquín Ferrer Arellano, Spain, Los tres corazones unidos de Jesús, María y José, la trinidad de la tierra, imagen perfecta de la Trinidad del Cielo y camino de retorno savífico al Corazón del Padre / Trzy zjednoczone serca: Jezusa, Maryi i Józefa, trójca ziemska, doskonały obraz Trójcy Niebieskiej i zbawczej drogi powrotu do Serca Ojca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanktuarium / Santuario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.00  Świadectwo / Testimonianza:&lt;br /&gt;           O. Joseph-Marie Verlinde, Francja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12.00  EUCHARYSTIA / EUCARISTIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:&lt;br /&gt;                    Ks. Bp / S. E. Wiesław Mering&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zawierzenie seminarzystów Świętemu Józefowi&lt;br /&gt;Affidamento dei Seminaristi a S. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica&lt;br /&gt;Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:&lt;br /&gt;P. Ambrosio García Moreno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. P. Joseph-Marie Verlinde, France, Saint Joseph – Patron pour notre temps / Święty Józef – patron na nasze czasy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Daniel Picot, Canada, Récits d’apparitions de saint Joseph : un Protecteur puissant à l’œuvre dans l’Église et le monde / Opowiadania o objawieniach św. Józefa: potężny Obrońca działający w Kościele i świecie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. P. Luiz Roberto Teixeira Di Lascio, Brazil, San José – Patrón de nuestro tiempo / Święty Józef – Patron na nasze czasy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. P. Larry Toschi, o.s.j., USA, The Mystery of the Circumcision and Naming of Jesus / Misterium Obrzezania i nadania imienia Jezusowi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. P. Yannick Bonnet, France, St Joseph, modèle du chef de famille, protecteur / Św. Józef – wzór głowy rodziny i opiekuna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOBOTA / SABATO&lt;br /&gt;3. 10. 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.30 – Jutrznia / Lodi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.00 – Sesja naukowa / Sessione scientifica&lt;br /&gt;            Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:&lt;br /&gt;           O. Larry Toschi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. P. Daniel Foucher, France, La paternité de Joseph indispensable pour structurer l’équilibre humain de Jésus / Ojcostwo Józefa jako niezbędny czynnik w procesie kształtowania ludzkiej dojrzałości Jezusa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Mons. Peter von Steinitz, Germany, Der Hl. Josef - Vorbild für die Jugend von heute? / Święty Józef – wzór dla dzisiejszej młodzieży?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Gilles de Christen, France, Le mystère d’enveloppement et le mystère du cœur accordé de Joseph (cf. Luc 1,27) / Tajemnica opieki i tajemnica oddanego serca Józefa (por. Łk 1,27)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Christian Gaumy (France), "St Joseph le très oublié dans la musique classique occidentale contemporaine" (illustrations musicales) / Św. Józef – wielki nieobecny we współczesnej muzyce klasycznej na Zachodzie (ilustracje muzyczne)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanktuarium / Santuario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.00  Świadectwo / Testimonianza:&lt;br /&gt;           O. Joseph-Marie Verlinde, Francja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12.00  EUCHARYSTIA / EUCARISTIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:&lt;br /&gt;                Ks. Bp / S. E. Teofil Wilski&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zawierzenie młodzieży Świętemu Józefowi&lt;br /&gt;Affidamento dei Giovani a S. Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Śpiew / Canto: Chór Duszpasterstwa Akademickiego z Kalisza                         Coro Studentesco di Kalisz – Jakub Tomalak&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.15 – Sesja naukowa / Sessione scientifica&lt;br /&gt;            Przewodniczący sesji / Presidente della sessione:&lt;br /&gt;            P. Gabriel Rodríguez Celis, MJ, Chile / Salvador&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Marie-José Bénéjam-Bontems, France, La font Saint Joseph du Bessillon / Źródło Święty Józef z Bessillon&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. P. Félix Ochayta, Spain, La figura y misión de san José en la vida y escritos de santa Edith Stein / Postać i misja św. Józefa w życiu i pismach św. Edyty Stein&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Sandra de Arriba, Spain, Custodio del Redentor e iconografía / Opiekun Odkupiciela w ikonografii&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. S. Adriana Amparo López Cruz, HHJ, Angola, San José en Angola  / Św. Józef w Angoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Ks. Jan Przybyłowski, Poland, Św. Józef – ewangeliczny świadek Jezusa Chrystusa / San Giuseppe - l'evangelico testimone di Gesù Cristo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19.30 – Koncert symfoniczny / Concerto sinfonico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NIEDZIELA / DOMENICA&lt;br /&gt;4. 10. 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminarium / Seminario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.30 – Jutrznia / Lodi&lt;br /&gt;Ratusz&lt;br /&gt;10.00 – Wizyta u Prezydenta Miasta / Visita dal Sindaco della Città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanktuarium / Santuario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.00 – Zakończenie X Kongresu Józefologicznego /&lt;br /&gt;             Chiusura del X.mo Congresso&lt;br /&gt;            &lt;br /&gt;EUCHARYSTIA / EUCARISTIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Przewodniczenie i homilia / Presidenza ed omelia:&lt;br /&gt;Ks. Abp / S. E. Józef Kowalczyk, Nuncjusz / Nunzio Ap.&lt;br /&gt;in Polonia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Śpiew / Canto:&lt;br /&gt;Chór Chłopięco-Męski Bazyliki Kaliskiej z Kalisza  -&lt;br /&gt;Marek Łakomy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Młodzieżowy Chór Katedry Kaliskiej Cantate Deo – Katarzyna Kubera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chór Konkatedralny p.w. św. Grzegorza z Ostrowa Wlkp. –  Magdalena Nowicka&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16.00 – Początek pielgrzymki: Jasna Góra – Oświęcim – Wadowice              – Kraków /&lt;br /&gt;   Pellegrinaggio: Czestochowa – Auschwitz – Wadowice - Cracovia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5716359866307749103?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5716359866307749103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5716359866307749103' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5716359866307749103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5716359866307749103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/09/simposio-internazionale.html' title='SIMPOSIO INTERNAZIONALE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4876970920066155802</id><published>2009-08-18T07:26:00.000-07:00</published><updated>2009-08-18T07:33:36.115-07:00</updated><title type='text'>SENZA DIRE UNA PAROLA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Soq7DYAeDtI/AAAAAAAAAOw/k33BXPfovcU/s1600-h/s.fam.rag..jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5371311172251160274" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 237px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Soq7DYAeDtI/AAAAAAAAAOw/k33BXPfovcU/s320/s.fam.rag..jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fa simpatia questo volumetto sottotitolato: “Giuseppe di Nazareth, padre di Gesù”. L’autore accompagna il lettore ad entrare con arguta intelligenza nell’avventura di san Giuseppe, come in un romanzo dove gli eventi che si susseguono ti portano a scoprire la bellezza e la grandezza del personaggio. Veramente all’inizio pare non accorgersene neanche lui della singolarità e dell’importanza della sua storia. L’originale angolo di visuale del racconto ce lo presenta appena arrivato all’altra Vita, accolto nel Limbo “nel seno di Abramo”, mentre tutti gli domandano notizie del Figlio di Dio sceso sulla terra. Giuseppe delude i suoi ascoltatori perché, a parte il prodigio della sua nascita, non gli pare di avere granché da narrare. L’ordinarietà della sua esistenza con Maria e con Gesù, di anni e anni di lavoro e di vita familiare a Nazaret, lascia tutti di stucco… “senza dire una parola”! Sì, la giovinezza, il fidanzamento, l’angoscia, i sogni, il matrimonio, il viaggio a Betlemme, la fuga in Egitto, il ritorno in Galilea, l’episodio dello smarrimento a Gerusalemme… ma poi la vita prosegue fino alla sua morte nella più sconcertante normalità. Ecco però che altri portano gli aggiornamenti di ciò che capita sulla terra. Si riporta un’esclamazione di Gesù, orgoglioso di dichiararsi “figlio del carpentiere” che gli si riferisce: “mio padre era come Dio in terra per me”! Si riporta il fatto dell’inizio della sua missione nella sinagoga di Nazaret e come Gesù si rivela come Messia. A questo punto Giuseppe “pur nella sua disarmante semplicità è ritenuto una delle massime anime”. Le notizie sul Figlio giungono sempre più veloci: la predicazione, i miracoli, la passione e la morte, la discesa agli inferi e la risurrezione. Ora “in Cielo c’è un seggio favoloso preparato per Giuseppe. L’uomo semplice che non si ritiene degno di onori ed attenzioni capisce solo ora di essere stato, in vita, il rappresentante addirittura di Dio Padre per il Messia”. In effetti si rivela davvero uno “strano santo” il nostro, tanto grande eppure così scarso in pubblicità. Non è un capo che fa pesare la sua autorità, è piuttosto un padre di famiglia che non pretende rispetto ma si fa amare. “In lui non si cerca l’autorevolezza del capo, ma l’autorità divina che rappresenta. Gesù e Maria hanno davanti Giuseppe, ma scorgono ed ossequiano l’Eterno”. E’ il santo della provvidenza, a cui ricorrere per ogni necessità, come una volta si andava dall’antico patriarca suo omonimo in Egitto. Molte anime eccelse lo hanno capito nel corso dei secoli: Teresa d’Avila, Bernardino da Siena, Francesco di Sales, Pio IX, Giovanni XXIII… Gesù dichiara il Battista come il più grande e poi aggiunge “ma il più piccolo nel Regno di Dio è più grande di lui”. Possiamo dire che proprio san Giuseppe è “il più piccolo”. Conclude l’autore: “Questa sua qualità lo fece amare in modo speciale dall’Eterno Divin Padre che lo volle suo inimitabile rappresentante in terra. L’Eterno Figlio si compiacque di eleggerlo padre terreno. Il progetto della Redenzione voleva un uomo come lui”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;FRANCESCO DE AGOSTINI, Senza dire una parola, Padova, pp. 120.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4876970920066155802?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4876970920066155802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4876970920066155802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4876970920066155802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4876970920066155802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/08/senza-dire-una-parola.html' title='SENZA DIRE UNA PAROLA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Soq7DYAeDtI/AAAAAAAAAOw/k33BXPfovcU/s72-c/s.fam.rag..jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1912777663852514484</id><published>2009-07-19T11:10:00.000-07:00</published><updated>2009-07-19T11:14:57.822-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE NEL SETTECENTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SmNiel6X9BI/AAAAAAAAAOo/6G11W3z_uMc/s1600-h/sangiuseppe2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360236259213571090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 220px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SmNiel6X9BI/AAAAAAAAAOo/6G11W3z_uMc/s320/sangiuseppe2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;All’inizio del Settecento San Giuseppe conta circa 2000 abitanti. Per le accresciute esigenze della popolazione, a sinistra della chiesetta del 1624, dove attualmente c’è il monumento ai caduti, viene costruito un “oratorio”, luogo di preghiera e di riunione della confraternita o Congrega dello Spirito Santo. Istituita nel 1712 dal parroco don Domenico Jovino, impegna gli iscritti in pratiche di pietà e di carità a favore dei vivi e dei defunti. La sua attività continua anche oltre il 1906, quando per l’eruzione del Vesuvio crolla il tetto e la cappella viene distrutta.&lt;br /&gt;Dopo un secolo, la vecchia chiesa parrocchiale del Seicento risulta insufficiente. Il parroco successivo don Ludovico Boccia prende in mano la situazione e con il contributo dei fedeli edifica una nuova chiesa più ampia sul lato attuale di via Roma (nel sito della navata destra dell’odierno santuario). Essendo i due ambienti in posizione adiacente, ne escono fuori come due navate: quella del ‘600 a sinistra più piccola e coperta con travi, quella del ‘700 a destra più grande e lunga, a cui è addossato in fondo un campanile di 30 metri e l’abitazione del parroco. La facciata dà sulla piazza che spesso viene adibita a mercato; il portone d’ingresso è sormontato da un rosone ottagonale e da un timpano con la croce sulla sommità. Si innalza pure una cupola alta 25 metri. Si usufruisce del sotterraneo per le tombe dei sacerdoti e dei defunti.&lt;br /&gt;Nel 1746 il vescovo diocesano mons. Troiano Caracciolo del Sole consacra il nuovo altare maggiore, realizzato in stile barocco con ricchi intarsi di marmo. La porticina del tabernacolo è abbellita da due putti che vi si affacciano. Ai lati due angioletti (grandi quasi un metro) fanno corona sostenendo i candelieri: ora si possono trovare esposti all’ingresso della “sala degli angeli” presso il centro giovanile. Questo altare svolgerà la sua funzione per oltre due secoli, quando verrà sostituito cinquant’anni fa da quello attuale del santuario. La volta è dipinta da Nerfotti con scene della Sacra Famiglia. Gli altari laterali sono quattro, dedicati alla Madonna del Carmine e della Cintura, ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria e a sant’Anna.&lt;br /&gt;Aumentata la popolazione che supera i 6000 abitanti, nel 1775 viene staccata da S. Giuseppe la parrocchia di S. Gennarello e il parroco del tempo don Nicola Volino sobilla i fedeli opponendosi alla decisione, tanto che viene addirittura imprigionato. Nel 1784 il pittore nolano Angelo Mozzillo, che ha lasciato molte opere nelle chiese della zona, esegue la pala dell’altare principale dedicato a san Giuseppe. Vi si raffigura la gloria del Patrono in Paradiso, che presenta il fanciullo Gesù nell’atto di salutare e benedire, viene incoronato alla presenza del Padre Eterno e dello Spirito Santo in forma di colomba, ed è servito dagli angeli che porgono la corona di fiori e portano il bastone fiorito. Non c’è che dire: davvero un soggetto originale e solenne, che gioca sul chiaroscuro e sembra richiamare la maestà delle divinità pagane del mondo classico. E’ una tela pregevole, che oggi si può ammirare sulla parete di fondo dell’abside del santuario, proprio dietro il Trono di san Giuseppe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1912777663852514484?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1912777663852514484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1912777663852514484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1912777663852514484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1912777663852514484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/07/san-giuseppe-nel-settecento.html' title='SAN GIUSEPPE NEL SETTECENTO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SmNiel6X9BI/AAAAAAAAAOo/6G11W3z_uMc/s72-c/sangiuseppe2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5784610997930358627</id><published>2009-07-04T00:14:00.000-07:00</published><updated>2009-07-04T00:25:59.100-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE A BISCEGLIE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Sk8Dmg-MIqI/AAAAAAAAAOg/M1l1FQFPGL0/s1600-h/bisceglie.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354502442187498146" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Sk8Dmg-MIqI/AAAAAAAAAOg/M1l1FQFPGL0/s320/bisceglie.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Conosciuta piuttosto come “Opera don Uva”, questa chiesa è un Tempio notevole che si vede da lontano e domina col suo campanile elevato il panorama della cittadina di Bisceglie (Bari) che si affaccia sul mare: forse non molti lo sanno, ma è un santuario dedicato a san Giuseppe. Il fondatore, don Pasquale Uva, l’ha “inaugurato” con la sua morte, avvenuta nel 1955. Affascinato dall’opera del Cottolengo, ha ricreato per i diseredati e per i malati mentali dell’Italia meridionale diverse cittadelle della carità, con ospedali psichiatrici, con il nome di “Casa della Divina Provvidenza”. Già dal 1931 proclama san Giuseppe Patrono della sua opera e pensa di edificargli un maestoso santuario nella città natale. C’è chi lo critica per il presunto spreco di risorse economiche occorrenti alla costruzione e sottratte alla cura dei malati da lui raccolti a migliaia. Ma si riconosce che proprio san Giuseppe si fa “provvidenza” per i ricoverati e per lo sviluppo dell’opera. Nel 1937 si pone la prima pietra; il discorso commemorativo viene tenuto dall’arcivescovo di Bari mons. Marcello Mimmi. Diventato in seguito cardinale a Napoli, nel 1955 presenzierà pure alla consacrazione dell’altare maggiore del santuario di S. Giuseppe Vesuviano. I lavori, sospesi durante la guerra, procedono alacremente dal 1948. Lo stile architettonico riprende le linee, severe e solenni, della tipica arte romanica pugliese. La facciata è movimentata dal portale, da due finestre bifore e dal rosone. Accanto a sinistra si erge la torre campanaria a 5 ordini che raggiunge i 55 metri d’altezza. L’interno (di metri 35 x 28,30) è a tre navate in forma di croce. Al centro, ben visibile si eleva l’altare con il baldacchino, come nella tradizione delle antiche basiliche. In fondo all’abside (profonda 14 mt) in una vetrata è raffigurato il Patrono san Giuseppe; a lui è dedicato anche un altare laterale con una pala in mosaico che lo pone in cima a una vetta verso cui si dirigono i santi della carità. Nel 1983 furono realizzate le porte di bronzo dei tre ingressi frontali della basilica, che opportunamente rammentano le sette opere di misericordia corporali e quelle spirituali. Risulta tra le più vaste chiese pugliesi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5784610997930358627?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5784610997930358627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5784610997930358627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5784610997930358627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5784610997930358627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/07/san-giuseppe-bisceglie.html' title='SAN GIUSEPPE A BISCEGLIE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Sk8Dmg-MIqI/AAAAAAAAAOg/M1l1FQFPGL0/s72-c/bisceglie.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-233999570279976992</id><published>2009-06-13T03:54:00.000-07:00</published><updated>2009-06-13T03:58:53.160-07:00</updated><title type='text'>LA FAMIGLIA DI NAZARET</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SjOGXrXh6OI/AAAAAAAAAOY/LPFEU8EzNvE/s1600-h/s.famiglia3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346764923955439842" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 252px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SjOGXrXh6OI/AAAAAAAAAOY/LPFEU8EzNvE/s320/s.famiglia3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;La spiritualità, che è la strada per la santità, è dono di Dio; dono che Egli fa ad ogni persona, donna o uomo, perché possa realizzare se stessa e compiere la 'missione' che Dio assegna a ciascuno per il bene di tutti.&lt;br /&gt;Tante sono le sfaccettature della spiritualità giuseppina e murialdi&amp;shy;na; molti i valori morali e spirituali che la rendono un 'ca&amp;shy;risma'(= dono) per tutti i cristiani, che si sentono attratti da esso e che in esso trovano il senso dell'esistenza.&lt;br /&gt;Si possono così enumerare: fede assoluta in Dio Amore misericordioso - abbandono filiale alle disposizioni della sua Provvidenza paterna - fiducia nella intercessione di Maria, che Gesù Cristo ci ha donato come madre - devozione eucaristi&amp;shy;ca, come radice, sostegno e modello di vita cristiana...&lt;br /&gt;Ma, forse, si può trovare la sintesi, la ' icona' (= imma&amp;shy;gine viva) della nostra spiritualità nella Famiglia di Naza&amp;shy;ret. Là vissero insieme per trent'anni i personaggi più illu&amp;shy;stri, essenziali della vita cristiana: Gesù, Maria, Giuseppe.&lt;br /&gt;E quale fu lo stile e la sostanza di quella loro esisten&amp;shy;za; sulla quale dobbiamo e possiamo modellare la nostra? La risposta ce la dà il vangelo (il buon annuncio, che dà senso e valore alla vita).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria fu la donna, semplice, aperta a Dio, desiderosa so&amp;shy;lo di capire e compiere la volontà di Dio. Ella è completamen&amp;shy;te disponibile; ma non fatalista: vuole capire che cosa l'an&amp;shy;gelo dell'annunciazione le comunica; perciò fa domande. Quando non comprende le parole o le azioni del Figlio; le ripone nel suo cuore, e vi riflette.&lt;br /&gt;E ' ricca di femminilità : di sensibilità, di intuizione e di sollecitudine. Si mette di libera iniziativa in cammino per aiutare la cugina Elisabetta; si attiva per rendere meno disa&amp;shy;gevole la nascita del Figlio; 'fa lieta la sua casa di una limpida gioia' (come canta la liturgia); intuisce i diversi stati d'animo dello sposo e accorre e soccorre con delicatezza e tenerezza femminile, sponsale...&lt;br /&gt;E' la madre; che rispetta il segreto del Figlio e la sua missione universale di salvezza, pur non comprendendo sempre né appieno; ma gli sta accanto nei momenti difficili della vi&amp;shy;ta, fino alla crocifissione, e poi sta maternamente accanto ai suoi discepoli nei primi anni della vita della Chiesa, perché questo le ha chiesto il Figlio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe fu, ed è per sempre nella storia della redenzio&amp;shy;ne, l'uomo 'giusto', che visse nell'adesione personale alla volontà di Dio e nell' osservanza delle leggi del suo popolo:&lt;br /&gt;il popolo dell'Alleanza. L'uomo che era ben consapevole dei propri limiti e della pochezza del suo essere, per questo ha bi&amp;shy;sogno che Dio gli faccia sapere che proprio lui è chiamato ad essere lo sposo della madre di Dio e capo di quella nuova, i&amp;shy;nedita Famiglia.&lt;br /&gt;E’ l’uomo che si assume le sue responsabilità e le affronta con tutta l’energia e le capacità della sua personalità: nella decisione di far nascere Gesù a Betlemme, nella fuga in Egitto e nel ritorno a Nazaret.&lt;br /&gt;E' l'uomo che svolge davvero, con intelletto e cuore di padre, il suo ruolo di educatore del Figlio. Mentre Maria insegna a Gesù a mangiare, a camminare, a tenersi pulito, a parlare; Giuseppe gli insegna a conoscere la storia del suo popolo, a pregare, a lavorare, a capire e amare la gente del suo villaggio...&lt;br /&gt;E' l'uomo che sta accanto a Maria con cuore di sposo: l'accompagna nel suo andare a Betlemme; cerca di alleggerirne i disagi in occasione della nascita di Gesù; la protegge e le dà sicurezza nel tempo dell' esilio e poi durante tutta la permanenza a Nazaret.&lt;br /&gt;E non dimentica mai che egli è a servizio di Gesù e di sua madre, come gli ha fatto intendere Simeone; che è a capo di una famiglia nella quale il centro è il Figlio; che il com&amp;shy;pito più importante spetta alla madre. Sa, e accetta con ri&amp;shy;spetto religioso e riconoscenza, con amore pienamente umano e spirituale, di essere sempre e solo il ' servo di Jahvé'. E quando non serve più, sparisce dalla scena, lasciandola totalmente al Figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù in questa famiglia, per tutto il tempo - lungo una trentina d'anni - è 'soggetto ad essi', sia per le necessità fisiche e materiali, sia per l'educazione civile e religiosa, sia per il lavoro e le relazioni sociali, Ma è sempre anzitut&amp;shy;to fedele al Padre, perché sa di essere stato da Lui 'mandato per fare la sua volontà'.&lt;br /&gt;Per questo si ferma a Gerusalemme all'insaputa dei suoi; per questo afferma pubblicamente: "Mia madre, i miei fratelli e sorelle sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la met&amp;shy;tono in pratica". Egli ama soprattutto il Padre e proprio per questo ama i suoi genitori; e ama tutte le persone, e tiene sempre aperto lo sguardo, il cuore per mettersi a disposizione di ognuno, specialmente dei più deboli e poveri e bisognosi di comprensione e di aiuto. E' fedele fino alla morte alla voca&amp;shy;zione e missione che gli è stata affidata dal Padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aldo Marengo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-233999570279976992?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/233999570279976992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=233999570279976992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/233999570279976992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/233999570279976992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/06/la-famiglia-di-nazaret.html' title='LA FAMIGLIA DI NAZARET'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SjOGXrXh6OI/AAAAAAAAAOY/LPFEU8EzNvE/s72-c/s.famiglia3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-8404184196901892431</id><published>2009-06-02T23:56:00.001-07:00</published><updated>2009-06-03T00:01:43.598-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE LAVORATORE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SiYfyibceBI/AAAAAAAAAOQ/qSlFMlUwDGY/s1600-h/gius.lav.g2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342992961017509906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SiYfyibceBI/AAAAAAAAAOQ/qSlFMlUwDGY/s320/gius.lav.g2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nel 1955 il papa Pio XII fissa al primo maggio la festa di san Giuseppe artigiano, come patrono degli operai e di tutti i lavoratori. Oggi per la liturgia è solo memoria facoltativa. Invece è un’ottima occasione per richiamare il senso cristiano del lavoro e guardare al nostro santo.&lt;br /&gt;Pensando alla vita di san Giuseppe, per la maggior parte dei suoi anni lo troviamo nella bottega di Nazaret impegnato nel lavoro quotidiano, senza tirarsi indietro davanti alla fatica. Con le sue mani e con il sudore della fronte, facendo il carpentiere, sostiene la propria famiglia e procura alla sposa e al figlio il necessario per vivere. Va incontro ai bisogni della gente, che in paese e fuori lo chiama per le sue necessità… c’è da costruire, da aggiustare, da incollare, da riparare… Non lavora per arricchirsi, magari disonestamente e a scapito degli sprovveduti, ma è contento della sua povertà. E’ risaputo che Gesù, passando gli anni e diventando un ragazzo, impara nella bottega il mestiere del padre, tant’è che più tardi la gente, vedendo le sue opere, si domanderà: “non è il figlio del carpentiere?”, e più direttamente: “non è costui il carpentiere?”. Vanno insieme a raccogliere la legna, si passano gli arnesi, si aiutano nei lavori pesanti, spazzano e risistemano la bottega, si danno una mano in ogni cosa…&lt;br /&gt;Giuseppe ci si presenta come il modello dei lavoratori. Tanto alto e grande è il compito affidatogli da Dio quanto umile e nascosta è la sua esistenza. Non gli piace farsi sentire e accampar diritti, ma darsi da fare in silenzio e semplicità. Non ambisce successi e non si affanna per i beni del mondo, ma è felice dell’essenziale. “Santifica e nobilita il suo lavoro continuamente indirizzandolo a Dio”. Davvero lavoratore perfetto: “egli che sostentò la sua e la vita di Gesù e di Maria col lavoro delle proprie mani; egli che seppe rimanersene oscuro l’intera vita in una bottega, nell’esercizio di virtù tanto più sublimi quanto più ignorate dagli uomini; egli che nell’arte sua istruì il Creatore del mondo, fatto per amor nostro umile artigianello sotto la disciplina del fabbro di Nazaret”. Giuseppe ci insegna dunque l’amore al lavoro, la sua importanza nel contesto della dignità umana e del progetto divino della creazione. Se ne ricava uno spirito di laboriosità, una coscienza della professione, una fedeltà al dovere, un’attenzione al momento presente da vivere in pienezza. Ben a ragione allora si è dedicata al nostro santo la festa dei lavoratori il primo maggio.&lt;br /&gt;Il lavoro più delicato per Giuseppe rimane però non quello del mestiere, ma quello dell’educatore. Impresa certo non facile e che lo caratterizza più intimamente: è artigiano ed è esempio dei lavoratori, ma è principalmente “custode del redentore” (come lo definisce Giovanni Paolo II nella sua esortazione apostolica) e modello degli educatori. A ben guardare proprio nella bottega di Nazaret troviamo l’ispirazione profonda dell’arte educativa. Indubbiamente i padri di famiglia vi si possono rispecchiare, ma anche gli insegnanti e gli istruttori, i responsabili dell’infanzia e dell’adolescenza. Anzi proprio chi non è legato da parentela con l’educando trova in Giuseppe un riferimento assai significativo. Da lui i genitori possono imparare il giusto esercizio di quella paternità a cui nella nostra società spesso si sfugge. A lui possono rifarsi tutti coloro che sono impegnati nel mondo dell’educazione e dell’accoglienza dei minori. Non è fuori luogo affermare che qui si trova il paradigma ideale sia della famiglia che dell’adozione e dell’affido, come pure del compito educativo nel senso più ampio del termine. Si direbbe che c’è da operare una doppia identificazione: noi in Giuseppe e i figli in Gesù. Diciamo pure che agli educatori spetta di fare la parte di Giuseppe e di riconoscere Gesù in coloro che sono affidati alle loro cure. Non a torto il nostro santo viene quindi invocato come “ottimo educatore”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-8404184196901892431?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/8404184196901892431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=8404184196901892431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8404184196901892431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8404184196901892431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/06/san-giuseppe-lavoratore.html' title='SAN GIUSEPPE LAVORATORE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SiYfyibceBI/AAAAAAAAAOQ/qSlFMlUwDGY/s72-c/gius.lav.g2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-313532032129404215</id><published>2009-05-17T11:27:00.000-07:00</published><updated>2009-05-17T11:30:35.943-07:00</updated><title type='text'>IL CUSTODE DEL MESSIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/ShBXkG8HGnI/AAAAAAAAAOI/VBXvJgCBDNQ/s1600-h/gius.ges%C3%B9.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336861836283681394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 229px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/ShBXkG8HGnI/AAAAAAAAAOI/VBXvJgCBDNQ/s320/gius.ges%C3%B9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ di particolare interesse questo libro di Vincenzo Brosco, che porta come sottotitolo: “Leggere il Vangelo con la Tòrah”. Propone dunque in forma originale una possibile lettura giudaica di san Giuseppe, pienamente inserito nella tradizione degli ebrei osservanti, personaggio evangelico spesso trascurato dall’esegesi biblica. Mentre l’evangelista Matteo si preoccupa di innestare il Kèrigma di Cristo nell’alveo dell’intera storia della salvezza a partire dall’Antico Testamento, si è poi prodotto come un “protoscisma” dei cristiani dal contesto storico culturale in cui è nato. I vangeli apocrifi, spesso con aneddoti fantasiosi, hanno riempito un vuoto di analisi storica che ha influito anche sull’immagine di san Giuseppe; lo sposo di Maria viene così presentato casto a causa della propria età avanzata e di quella acerba della sua sposa. Mentre Giuseppe è l’uomo “giusto” completamente immerso nella spiritualità giudaica, sia in riferimento a tutto il filone di cosa significa la “giustizia” sia al matrimonio. Sul primo versante si giunge a dichiarare: “In Giuseppe di Nazareth, l’ebreo e il cristiano, di ogni luogo e tempo, trovano la descrizione più perfetta della giustizia rivelata nel Vangelo di Cristo Gesù” (p. 142). Anche il tema dello sposalizio va affrontato in consonanza con la mentalità e gli usi del tempo. Tale attenzione fa propendere l’autore verso “l’ipotesi del sospetto” nel dubbio che assale in quel frangente lo sposo di Maria. Afferma infatti: “Giuseppe è un giovane innamorato di Maria, vuole vivere con lei e in breve arco di tempo vuole condurla a casa sua e generare con lei dei figli. Dobbiamo essere onesti e spogliarci di qualsiasi condizionamento, e cominciare a pensare che molto probabilmente nei primi due capitoli di Luca e Matteo non v’è traccia di alcun proposito di verginità né in Maria né tantomeno in Giuseppe” (p. 104). Si riscopre in tal modo nei due sposi una santità meno ideale e più reale, oltre che più legittimata dall’ambiente storico e rituale. Sono da considerare “le quattro notti di Giuseppe” in analogia alla tradizione targumica delle notti fondamentali del popolo di’Israele: la rivelazione della verginale maternità di Maria, la fuga in Egitto, il ritorno in Israele, la nuova vita in Galilea. Si ripercorre il sacrificio di Abramo, il tempo della schiavitù egiziana, la notte della liberazione con Mosè, l’insediamento nella terra promessa. Giuseppe è “l’icona del Padre” nel suo effettivo esercizio della paternità, nella circoncisione e nell’imposizione del nome, nella presentazione del figlio al tempio, nell’accompagnamento di Gesù alla crescita, alla Tòrah e al lavoro. Con la sua morte pare scomparire nel nulla: tutto è compiuto, il Figlio esce allo scoperto e inizia la sua missione, Giuseppe ha concluso la propria come “custode del Messia”. La sua esemplarità vale per tutta la Chiesa: “A imitazione di Giuseppe i cristiani sono chiamati ad essere i custodi e i garanti della fede dei fratelli” (p. 147). E’ un testo che in sintesi può offrire diversi spunti per una seria catechesi biblica, utile per la predicazione e la meditazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;V. BROSCO, Il custode del Messia, edizioni Chirico, Napoli, pp. 155.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-313532032129404215?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/313532032129404215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=313532032129404215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/313532032129404215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/313532032129404215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/05/e-di-particolare-interesse-questo-libro.html' title='IL CUSTODE DEL MESSIA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/ShBXkG8HGnI/AAAAAAAAAOI/VBXvJgCBDNQ/s72-c/gius.ges%C3%B9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4002478020614176142</id><published>2009-05-01T00:02:00.000-07:00</published><updated>2009-05-17T11:27:25.274-07:00</updated><title type='text'>IL VANGELO DI GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Sfqf0htt07I/AAAAAAAAAOA/OpM_HrjhZEw/s1600-h/verri4.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330748833698534322" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 233px; CURSOR: hand; HEIGHT: 310px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Sfqf0htt07I/AAAAAAAAAOA/OpM_HrjhZEw/s320/verri4.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Senza dubbio l’unico Vangelo è quello annunciato da Gesù ed è quello che annuncia innanzitutto la sua morte e risurrezione. La “Buona Notizia”, che supera ogni altra (per quanto bella o brutta possa essere), è la salvezza portata da Cristo con la sua Pasqua. I Vangeli secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni ci proclamano tale verità in modo inequivocabile: sono essi stessi la Parola del Signore. C’è però un impegno missionario che ogni cristiano si assume in quanto tale: diventare “vangelo vivente” nel suo ambiente. Nell’arco dei secoli i santi stessi possono essere rappresentati come il Vangelo dispiegato nel tempo e nello spazio.&lt;br /&gt;Così si può dire che c’è anche un “vangelo di san Giuseppe”: quello che lui racconta con la sua vita e quello che noi trasmettiamo di lui. A ben guardare, se c’è un personaggio genuinamente evangelico e intimamente legato al mistero dell’incarnazione, questo è proprio Giuseppe, insieme alla sua sposa Maria. E’ un messaggio stupendo quello che il vangelo di Giuseppe ci comunica, in cui pare dirci a chiare lettere: “ecco, ti porto Gesù, il Salvatore, accoglilo, proteggilo, ascoltalo; fallo crescere nella tua esistenza, nella tua famiglia, nella tua comunità, nella società; custodisci la sua presenza, le sue Parole, meditale nel tuo cuore e mettile in pratica; difendilo davanti a chi non crede, lo rifiuta o lo calpesta; non perderlo mai e se ti succede cercalo e ritrovalo; sii come un padre che ha cura del figlio più caro; sii per lui come un fratello e un figlio, umile e docile ai suoi insegnamenti; lavora alla costruzione del suo Regno di giustizia e di amore; abbandonati tra le sue braccia e scegli di vivere con lui per tutta l’eternità. Ti porto Maria, la mia sposa: prendila con te per sempre, nella tua casa; fatti accompagnare da lei in ogni momento, fin sotto la croce, fino all’ora della morte, come sposa che non ti dimentica, come madre che non ti abbandona”.&lt;br /&gt;C’è un impegno che abbiamo nella Chiesa, ed è quello di diffondere il vangelo di san Giuseppe, di promuovere la sua figura e il suo modello di santità. E’ un dono e una responsabilità, a cui richiamarci ed essere fedeli, a partire da noi stessi e dal nostro cammino di fede. Sui passi di Giuseppe è nostro compito annunciare quanto è fondamentale seguire la volontà di Dio, essere attenti giorno e notte alla sua voce, attuarla con fedeltà facendo sempre ciò che è giusto. Se c’è una Parola di Gesù, che può ben rappresentare lo spirito di san Giuseppe, dichiarato “giusto” dal Vangelo, è proprio “Padre sia fatta la tua volontà”! E’ nostro preciso dovere accogliere Maria, e attraverso lei, Gesù stesso. La Parola che Giuseppe rilancia, e che ha permesso si realizzasse grazie anche alla sua disponibilità, è “il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”. E’ proprio la nostra missione, sull’esempio di san Giuseppe che porta Gesù in braccio, quella di presentare Cristo al mondo e di dare con coraggio la nostra testimonianza alla sua Parola: “io sono la luce del mondo”. E’ nostro obiettivo difendere la famiglia, darci da fare per il mondo del lavoro, combattere le ingiustizie e le discriminazioni, cercare Dio e il suo Spirito piuttosto che il profitto e il consumismo, con la Parola che ci guida: “beato chi ha fame e sete di giustizia”.&lt;br /&gt;E’ stato detto che se anche per assurdo sparissero tutti i libri del Vangelo dalla terra, noi cristiani potremmo annunciare lo stesso il Vangelo con i fatti della nostra vita che ridicono le Parole del Signore. Altri hanno parlato del “quinto vangelo” che ognuno dei credenti ha da comunicare. Non è fuori luogo allora rilanciare il percorso tracciato dal nostro santo, che supera un discorso di semplice devozione. Non è un fatto marginale della storia della salvezza o da trascurare in tempo quaresimale. “Il vangelo di Giuseppe” ci prepara a vivere in pienezza sia Natale che Pasqua: in profondità ci innesta nel mistero di Cristo e della Chiesa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4002478020614176142?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4002478020614176142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4002478020614176142' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4002478020614176142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4002478020614176142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/05/senza-dubbio-lunico-vangelo-e-quello.html' title='IL VANGELO DI GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Sfqf0htt07I/AAAAAAAAAOA/OpM_HrjhZEw/s72-c/verri4.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4670990116990340058</id><published>2009-04-22T01:18:00.000-07:00</published><updated>2009-04-22T01:22:00.591-07:00</updated><title type='text'>LA FESTA DI SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Se7TmCp3C1I/AAAAAAAAAN4/CMbOfWDo9dE/s1600-h/6.s.fam.mensa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327428059726809938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 241px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Se7TmCp3C1I/AAAAAAAAAN4/CMbOfWDo9dE/s320/6.s.fam.mensa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quella di san Giuseppe è una delle ricorrenze più popolari, più tradizionali e più sentite. Il nome del santo, il cui significato è "Dio ha aggiunto", è sicuramente uno dei più comuni ed infatti sono moltissimi in Italia e all'estero coloro che il 19 marzo festeggiano il proprio onomastico.&lt;br /&gt;Cercando nell'origine storica della ricorrenza, si giunge al 1349 allorché un sacerdote di Parma, Donnino Raimondi, istituì un "beneficio", in cui tra l'altro si stabiliva che "si deve rendere onore a S. Giuseppe il giorno 26 luglio".&lt;br /&gt;Cinquant'anni dopo, nel 1399, i Francescani nel Capitolo Generale dell'Ordine, tenuto ad Assisi, decisero di celebrare ogni anno la festa di san Giuseppe fissandola al giorno 19 marzo, giorno in cui venne confermata in seguito da Papa Sisto V, anch'egli francescano.&lt;br /&gt;Nel 1621 Papa Gregorio XV rese la festa obbligatoria e di precetto, mentre nel 1726&lt;br /&gt;Papa Benedetto XIII aggiunse il nome di san Giuseppe nella litania dei santi.&lt;br /&gt;Infine Papa Pio IX, 1'8 dicembre 1870, in un momento piuttosto difficile per l'umanità e per la Chiesa, proclamò san Giuseppe Patrono della Chiesa Universale.&lt;br /&gt;A sua volta, parlando del fiducioso ricorso dei fedeli a san Giuseppe, papa Leone XIII così si espresse: "...La Sacra Famiglia che S. Giuseppe resse e governò con autorità di padre, era l’inizio della Chiesa... Su questa famiglia... egli esercita un'autorità paterna, appunto perché è lo sposo di Maria e il padre di Gesù...'. Allo stesso santo inoltre dedicò un'enciclica, la "Quamquam Pluries", e sempre Leone XIII compose la famosa e bella preghiera « A te, o beato Giuseppe...».&lt;br /&gt;Altri pontefici incrementarono sempre più la-devozione verso il santo sposo di Maria Vergine: Pio XII, che nel 1955 istituì per il primo maggio la festività di san Giuseppe artigiano; papa Giovanni XXIII, che nel 1961 inserì il nome di Giuseppe, dopo quello di Maria, nel canone della Messa e dichiarò inoltre l'umile falegname di Nazareth patrono speciale del Concilio Ecumenico Vaticano II.&lt;br /&gt;Da ultimo l'attuale Giovanni Paolo II, il 15 agosto 1989, indirizzò alle comunità cristiane l'esortazione apostolica "Redemptoris Custos", riguardante appunto la figura e la missione di san Giuseppe.&lt;br /&gt;Il nostro santo, com'è noto, è anche patrono di varie città e paesi non soltanto italiani.&lt;br /&gt;Sotto l'aspetto liturgico, c'è poi da ricordare che il più antico "ufficio" in onore del santo&lt;br /&gt;risale al XIII secolo ed era praticato a Liegi, nell'abbazia benedettina di san Lorenzo.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la devozione dei cristiani nei confronti di san Giuseppe, c'è da dire che egli fu venerato fin dai primi secoli. Non si conoscono tuttavia rappresentazioni figurate del santo che siano sicuramente anteriori al IV secolo, al quale appartengono le più antiche che ce lo presentano sempre insieme a Gesù e alla Madonna nelle scene evangeliche.&lt;br /&gt;La più antica immagine di san Giuseppe sarebbe quella incisa sulla pietra sepolcrale di una certa Severa, conservata nel museo romano al Laterano e che può forse risalire al II secolo. Il Patriarca vi è effigiato nel gruppo del presepe, mentre si appoggia al suo bastone e distende la mano verso il Bambino in atteggiamento di difesa.&lt;br /&gt;Le figure che appartengono al IV secolo si rinvengono nelle sculture dei sarcofagi trovati nelle catacombe e nelle antiche basiliche e principalmente in due scene: cioè in quella della nascita di Gesù, alla quale san Giuseppe assiste come un devoto spettatore, col suo bastone ricurvo in mano, e in quella dell'adorazione dei Magi.&lt;br /&gt;In quest’ultima, egli sta al fianco della Vergine o dietro al suo trono; oltre al bastone ( che vuole indicare il viaggio da lui intrapreso da Nazaret a Betlem), indossa di solito la tunica corta, cosa che lo fa riconoscere come artigiano.&lt;br /&gt;Nel grande mosaico della basilica romana di S. Maria Maggiore, che risale alla prima metà del V secolo, opera di Giacomo Turriti, Giuseppe si presenta in una scena nuova: all'arrivo cioè della Sacra Famiglia in Egitto, dove si vedono gli abitanti del paese che si fanno incontro agli eccezionali Viaggiatori.&lt;br /&gt;Sopra una pisside in avorio del V secolo o del principio del VI, è rappresentato il trasferimento dei due santi coniugi di Nazaret a Betlem: la Vergine è seduta su di un asino guidato da un angelo e si appoggia con confidenza ed affetto alla spalla di Giuseppe, il quale le cammina rispettosamente a lato.&lt;br /&gt;Nell'atto di questa scena è rappresentato il sogno di Giuseppe, durante il quale egli viene&lt;br /&gt;avvertito da un angelo di prendere con sé la Madonna senza alcun timore.&lt;br /&gt;Così abbiamo rappresentati sulle antiche sculture cristiane tutti quegli episodi che le&lt;br /&gt;Sacre Scritture ci narrano.&lt;br /&gt;In merito poi alla maniera di raffigurare san Giuseppe, dobbiamo distinguere i monumenti&lt;br /&gt;del III, del IV e del V secolo da quelli di età posteriore.&lt;br /&gt;Nei monumenti più antichi egli appare di solito giovane e senza barba, vestito con una breve tunica, raramente barbato e di forme senili; in quelli più recenti, invece predominano le immagini del santo in età senile e con un lungo mantello; modo di effigiarlo, questo, che perpetuatosi e divenuto tradizionale nel medioevo, ha continuato in genere fino ai tempi nostri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gualtiero Sabatini&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4670990116990340058?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4670990116990340058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4670990116990340058' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4670990116990340058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4670990116990340058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/04/la-festa-di-san-giuseppe.html' title='LA FESTA DI SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Se7TmCp3C1I/AAAAAAAAAN4/CMbOfWDo9dE/s72-c/6.s.fam.mensa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-7251481178052771738</id><published>2009-04-05T11:02:00.000-07:00</published><updated>2009-04-05T11:07:33.558-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE E IL CARD. BALLESTRERO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SdjzUrMUsiI/AAAAAAAAANw/DHn4KuxWA1M/s1600-h/s.famiglia5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321270496255586850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 305px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SdjzUrMUsiI/AAAAAAAAANw/DHn4KuxWA1M/s320/s.famiglia5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il carmelitano p. Giuseppe Caviglia ha raccolto in questo volumetto alcuni scritti del cardinale Anastasio Ballestrero sul nostro santo. Ci sono articoli da lui pubblicati ancora da giovane sul bollettino “Ite ad Ioseph” del santuario di san Giuseppe al Deserto di Varazze (dove è maturata la sua vocazione e ha voluto essere sepolto), una novena di san Giuseppe e in appendice una poesia dal titolo “La penna di santa Teresa”. Una sua prima riflessione riguarda “i diritti di sposo in san Giuseppe”. E’ uno scritto interessante, che sottolinea in modo originale e senza remore, il suo diritto come marito all’amore della sua sposa, al rispetto e alla riverenza da parte di Maria. Ecco il suo ragionamento: “E’ chiaro che il Santo ha nei riguardi della Vergine tutti i diritti che uno sposo ha sulla propria sposa. Non si può però e non si deve confondere il diritto e il suo uso; per cui è altrettanto vero che il nostro Patriarca non usò di tutti i suoi diritti coniugali ed anzi, all’esercizio di alcuni rinunziò con una perpetua verginità. Tuttavia nessuno può farci credere che Giuseppe abbia rinunciato anche ad essere amato da Maria; come neppure possiamo dubitare che Maria non abbia amato e prediletto il suo vergine sposo. Di qui un ineffabile titolo di grandezza per lui: quello di aver fatto battere il cuore di Maria in un modo particolare. E se la Vergine ha potuto e può ancora oggi amare Giuseppe in modo tanto grande e umano, chi può dubitare della sua bontà, della sua santità, della sua grandezza?”. Mettendosi alla scuola di san Giuseppe si scopre il suo legame con l’incarnazione e la redenzione, con l’Eucaristia e la Trinità. Lo si riconosce maestro eccezionale di fede, speranza, carità, obbedienza, purezza, povertà, prudenza e giustizia. La sua santità eccelle davanti a quella di tutti i santi. “A mio parere, san Giuseppe occupa nell’eternità il posto più alto dopo Gesù e Maria, ma vicinissimo al loro: questa trinità terrena non può essere separata neppure in cielo”. Da qui scaturiscono alcune conseguenze in Paradiso. “Questa altissima posizione arricchisce il falegname di Nazaret di un potere di intercessione senza confronti”! Ballestrero evidenzia il patrocinio di san Giuseppe su tutta la Chiesa, in particolare sul mondo del lavoro e sull’Ordine del Carmelo a cui appartiene. Ripercorre il suo cammino di fede: la vocazione, la docilità al progetto di Dio, la fedeltà, lo spirito di preghiera, il suo silenzio umile, operoso e contemplativo. Si sofferma sulla sua missione e lo invoca: guardiamo a te, ci affidiamo a te, vogliamo imparare da te, ti preghiamo per ritrovare il Signore… "Quando hai saputo le meraviglie che Dio operava nella tua vergine sposa, non le hai rivelate a nessuno. Hai custodito tutto nel segreto del cuore, come Maria che conservava dentro di sé il mistero del Figlio suo. Voglio percorrere la tua strada, col desiderio di entrare nell’intimo del mistero di Nazaret, mistero che è anticipazione del Paradiso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;G. CAVIGLIA, San Giuseppe e il cardinale Ballestrero, edizioni OCD, pp. 144.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-7251481178052771738?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/7251481178052771738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=7251481178052771738' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7251481178052771738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7251481178052771738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/04/san-giuseppe-e-il-card-ballestrero.html' title='SAN GIUSEPPE E IL CARD. BALLESTRERO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SdjzUrMUsiI/AAAAAAAAANw/DHn4KuxWA1M/s72-c/s.famiglia5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6234448590850205049</id><published>2009-03-26T00:45:00.000-07:00</published><updated>2009-03-26T00:49:45.665-07:00</updated><title type='text'>SENTIRSI FIGLI DI GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Scszi5MkPPI/AAAAAAAAANo/NZ9gF45NDDs/s1600-h/10patrono.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317400459603098866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 212px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Scszi5MkPPI/AAAAAAAAANo/NZ9gF45NDDs/s320/10patrono.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;La Chiesa celebra la Solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa universale&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;◊ La Chiesa celebra oggi la Solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa universale. Figura sulla quale poco riferiscono i Vangeli, offre tuttavia una grande testimonianza di vita cristiana. Accettando il mistero dell’Incarnazione, Giuseppe emerge come uomo di fede, premuroso nei riguardi della sposa e del Figlio, coraggioso nelle difficoltà, umile ed infaticabile lavoratore. Su di lui si sbizzarriscono gli apocrifi, mai accettati dalla Chiesa perché frutto di fantasie popolari volte a legare eventi prodigiosi alla vita di quel discendente di Davide chiamato a condividere il sì di Maria. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al microfono di Tiziana Campisi, padre Angelo Catapano, giuseppino, direttore del Centro Studi San Giuseppe di Roma, suggerisce come guardare a San Giuseppe secondo la Tradizione della Chiesa cattolica:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://62.77.60.84/audio/ra/00154340.RM"&gt;&lt;/a&gt;R. – E’ il modello di tutti gli educatori, di coloro che sono vicini ai ragazzi, ai giovani di oggi. E’ il santo giusto, il modello del giusto, potremmo dire così, riprendendo la definizione del Vangelo di Matteo. E’ colui che insegna la vera giustizia, che è l’impegno a fare quello che Dio vuole. E’ il santo inserito al centro del mistero dell’Incarnazione proprio per questa sua disponibilità a fare quello che Dio gli domanda addirittura nei suoi sogni e che gli sconvolge tutta la vita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;D. – In particolare la figura di Giuseppe richiama quella del genitore, la figura paterna. Che cosa suggerisce oggi ai padri?&lt;br /&gt;R. – Veramente tanto. Oggi noi soffriamo degli attacchi alla famiglia e soprattutto alla paternità, anche quando si parla di coppie di fatto, di fecondazione artificiale, ed emerge questa assenza del padre e del senso dell’autorità, del rispetto, dell’obbedienza, dell’ascolto di una generazione verso l’altra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;D. – Come recuperare dalla Tradizione la devozione a San Giuseppe? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;R. - E’ importante per tutta la Chiesa riconoscere in lui quel titolo di Patrono della Chiesa universale e sentirci, in qualche modo, una famiglia legata nel soprannaturale dalla fede e in cui vogliamo vedere, nell’amore vicendevole, il riflesso della Santa Famiglia costituita da Gesù, Maria e Giuseppe. Ogni cristiano, ogni credente, dovrebbe sentirsi figlio di Giuseppe e figlio di Maria, e sentire tutti e due accanto a noi come compagni di viaggio nel mondo di oggi. Vogliamo custodire Cristo in noi, vogliamo difendere Gesù nel mondo, anche davanti alla scristianizzazione odierna, e abbiamo proprio bisogno di un modello come Giuseppe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(Radio Vaticana, 19.3.2009)&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6234448590850205049?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6234448590850205049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6234448590850205049' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6234448590850205049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6234448590850205049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/03/sentirsi-figli-di-giuseppe.html' title='SENTIRSI FIGLI DI GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Scszi5MkPPI/AAAAAAAAANo/NZ9gF45NDDs/s72-c/10patrono.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6978400327297857967</id><published>2009-03-18T00:49:00.001-07:00</published><updated>2009-03-18T00:53:19.269-07:00</updated><title type='text'>UNA GUIDA INSOSTITUIBILE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/ScCn6XA2KMI/AAAAAAAAANg/K_jO3VlY7mY/s1600-h/14.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314432181349001410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 262px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/ScCn6XA2KMI/AAAAAAAAANg/K_jO3VlY7mY/s320/14.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non c’è presepio, nemmeno il più piccolo, in cui non ci sia. Eppure la tentazione di considerarlo una specie di “controfigura” resta sempre dietro l’angolo. Invece san Giuseppe è una guida insostituibile per entrare davvero nel mistero dell’incarnazione. Vale la pena, dunque, provare a riscoprire tutto lo spessore di questa figura. “Giuseppe non è un personaggio secondario nel grande avvenimento della nascita del Salvatore; vi ebbe una parte vera, positiva e fondamentale”, commenta padre Agostino Montan, docente alla Pontificia Università Lateranense, che da buon Giuseppino del Murialdo col padre putativo di Gesù ha un debito particolare. “Collocare Giuseppe nel presepe – spiega – significa ricordare a tutti il suo modo di servire umile e maturo, significa ricordare la sua partecipazione alla vicenda straordinaria della salvezza. San Bernardo amava dire che la grandezza di Giuseppe di Nazareth è consistita nel fatto di aver custodito i più preziosi tesori di Dio Padre, il Verbo incarnato e la sua santissima Madre”. Personaggio centrale. Ma nei Vangeli non pronuncia nemmeno una parola. “Il suo è un silenzio che non accettiamo facilmente – risponde padre Montan -. Ci infastidisce. Giovanni Paolo II, nell'esortazione apostolica del 1989 Redemptoris custos sulla figura e la missione di San Giuseppe, riflette a lungo su questo silenzio e ne offre una spiegazione interessante. Quello di Giuseppe, annota il Papa al numero 25, è un silenzio che svela in modo speciale il profilo interiore della sua figura. E’ l'uomo dell'interiorità, l'uomo capace di vivere in una profonda contemplazione. In quotidiano contatto col mistero divino, supera inquietudini e paure. Fa quanto gli viene chiesto dall’Angelo dimostrando una disponibilità del tutto simile a quella di Maria». Ed è un atteggiamento che lo porta lontano. «Questa sua capacità d'interiorità&amp;shy; - continua il religioso - fa entrare Giuseppe nel giusto rapporto con gli uomini e con le cose. Non è un .visionario, ma un uomo giusto, favorito da una singolare vocazione più che da sogni meravigliosi. Giusto cioè credente: sa vedere la presenza di Dio anche negli avvenimenti più inspiegabili della storia». In silenzio, dunque, ma non in disparte. «Rivolgendosi a Giuseppe Dio sa di parlare con lo sposo della Vergine di Nazareth - aggiunge padre Montan -. Il legame sponsale tra Maria e Giuseppe non è mai messo in questione. Non è un semplice espediente per risolvere qualche problema pratico; va preso in tutta la sua verità, come direttamente prestabilito da Dio. Giuseppe non si è trovato per caso a essere padre di Gesù. Egli entra a far parte di una nuova famiglia che trae origine solo dall'iniziativa divina». E’ dentro questo rapporto che il mistero del Natale ci invita a entrare. E allora è bello accostarsi al presepe con lo sguardo di Giuseppe. Scoprire che anche nella nostra vita c'è un Gesù Bambino da prendere in braccio e custodire. Magari dopo qualche notte non troppo tranquilla. «In san Giuseppe - conclude Montan - si trovano i tratti evangelici che sono richiesti ai cristiani e alla Chiesa di tutti i tempi: ascolto della Parola di Dio e disponibilità assoluta a servire fedelmente la volontà salvifica di Dio, rivelata in Gesù».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Bernardelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;(Avvenire) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6978400327297857967?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6978400327297857967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6978400327297857967' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6978400327297857967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6978400327297857967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/03/una-guida-insostituibile.html' title='UNA GUIDA INSOSTITUIBILE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/ScCn6XA2KMI/AAAAAAAAANg/K_jO3VlY7mY/s72-c/14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5171727271093169991</id><published>2009-03-06T23:49:00.001-08:00</published><updated>2009-03-06T23:52:50.627-08:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE A GENOVA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SbInXAFVCyI/AAAAAAAAANY/R-QcKsiEEZo/s1600-h/genova.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310350186736061218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 239px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SbInXAFVCyI/AAAAAAAAANY/R-QcKsiEEZo/s320/genova.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;C’è una bella chiesa di san Giuseppe a Genova, di costruzione recente, nel quartiere di Quarto, località Priaruggia. E’ ubicata in posizione alquanto nascosta, stretta tra viuzze e palazzi, ma entrandovi desta sorpresa per l’effetto armonioso che ha acquisito con i lavori di restauro eseguiti nel 2000. L’ampia navata è abbellita dalle fasce a righe chiare e scure dei pilastri, secondo la tipica tradizione genovese. Un ciclo di grandi quadri, dipinti dal giuseppino Gianfranco Verri, è disposto sulla parte superiore delle pareti laterali. Vi si rappresentano le tappe principali della vita di san Giuseppe, a cominciare dall’annunciazione dell’angelo e dallo sposalizio con Maria, al Natale, alla circoncisione e agli altri eventi della sua storia; vi troviamo quindi raccolta “la via di Giuseppe”, l’itinerario che il nostro santo ha percorso e che propone come modello di santità a tutta la Chiesa. Il tutto converge verso l’altare e il presbiterio, il tabernacolo e il crocifisso. Nell’abside, in alto al centro, ha trovato opportuna collocazione anche un’originale statua di san Giuseppe. E’ opera di Guido Galletti in marmo bianco di Carrara, modellata nel 1969. Raffigura il nostro santo che in forma dinamica porta Gesù sorreggendolo sulla spalla e guardandolo, mentre il Bambino saluta con la mano, fiero e contento. Sulla base è scolpito in latino: “Mostraci, o Giuseppe, il re della Chiesa universale” (Regem universae Ecclesiae ostende nobis Joseph). L’immagine è quanto mai eloquente di come il nostro santo rappresenti “l’ostensorio vivente” del Signore. La chiesa, rinnovata, potrebbe diventare santuario diocesano di san Giuseppe. Commenta il parroco don Giuseppe Bernardini: "La proposta di istituire la nostra chiesa quale santuario cittadino dedicato a San Giuseppe ha una fonte assai autorevole in quanto è stata suggerita dallo stesso cardi&amp;shy;nale Arcivescovo. Io ho solamente colto il suggerimento ricor&amp;shy;dando che San Giuseppe di Priaruggia è già la chiesa commemorativa del Conci&amp;shy;lio Ecumenico Vaticano II per volere del cardinale Giuseppe Siri. In quest'otti&amp;shy;ca, il titolo di Santuario completerebbe, inoltre, quel paziente lavoro di approfon&amp;shy;dimento teologico che conti&amp;shy;nua oramai da molti anni e che si è già concretizzato, nell'azione pastorale, nella pubblicazione del commen&amp;shy;to alla "Redemptoris custos", nella realizzazione dei quadri della chiesa raffi&amp;shy;guranti la Sacra Famiglia, e nel coinvolgimento di tanti fedeli, anche al di fuori della parrocchia, soprattutto con l'iniziativa, che si ripete ogni anno, dell'invio delle lettere a tutte le persone residenti in città che portano il nome di Giuseppe il cui momento culminante è l'invito a parte&amp;shy;cipare alle celebrazioni in onore del Santo patrono il 19 marzo. La proposta della istituzione della chiesa a santuario cittadino, inoltre, per la nostra città che è dedi&amp;shy;cata a Maria, penso sia un segno di completamento, in quanto San Giuseppe è anch'egli patrono di Genova già dalla metà del 1600”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5171727271093169991?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5171727271093169991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5171727271093169991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5171727271093169991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5171727271093169991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/03/san-giuseppe-genova.html' title='SAN GIUSEPPE A GENOVA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SbInXAFVCyI/AAAAAAAAANY/R-QcKsiEEZo/s72-c/genova.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6405332657308272877</id><published>2009-02-23T07:04:00.000-08:00</published><updated>2009-02-23T07:07:12.999-08:00</updated><title type='text'>SPOSO E PADRE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SaK7hx8BEZI/AAAAAAAAANQ/rw8IXig_sAE/s1600-h/7.gius.lav.g..jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306009500011008402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 125px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SaK7hx8BEZI/AAAAAAAAANQ/rw8IXig_sAE/s320/7.gius.lav.g..jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dio é infinitamente sapiente e potente e non senza una ragione profonda sceglie per i suoi fini un mezzo a preferenza di un altro. Noi non possiamo giudicare la sua opera; ma&lt;br /&gt;piuttosto dobbiamo ricercare i motivi per i quali sceglie una via piuttosto che un'altra. Potremmo domandarci: perché Dio volle che il suo Divin Figlio, Nostro Redentore e Salvatore, nascesse da una Vergine sposata a san Giuseppe? Anzitutto perché anch'Egli doveva concorrere collaborando all'opera di REDENZIONE.&lt;br /&gt;San Tommaso d'Aquino scrive: ”Quando Dio elegge e destina alcuno a qualche opera grande, lo apparecchia e lo dispone in modo che sia idoneo a quell'opera cui é destinato. San Giuseppe doveva entrare in questa economia della Provvidenza. Scelto a Sposo della Madre di Dio, e Padre verginale e legale di Gesù, doveva essere arricchito di tali grazie da essere degno della sua missione”.&lt;br /&gt;Altro ammirabile dono, che san Gluseppe ha ricevuto da Dio é l'essere stato predestinato a compagno di Maria e testimone della sua verginità. Maria è dopo Gesù, il primo oggetto della compiacenza divina. Dice il Padre Suarez: Dio ama di più la Beata Vergine da sola che tutti gli altri santi. E' per l'amore che le portava che la scelse fra tutte le donne e la elevò all'altissima dignità di Madre del Verbo e Corredentrice degli uomini. Ma, per lo stesso amore che Dio aveva per Maria, doveva provvedere al suo bene e al suo onore. E per fare ciò di chi si servì? Si servì di san Giuseppe, facendolo suo sposo. Affinchè le fosse compagno inseparabile, sostegno , conforto, difensore, testimone veritiero, custode fedele ed assertore della divina maternità. e perfetta verginità. di Lei".&lt;br /&gt;San Giuseppe sorpassa in santità i Patriarchi, tutti i Santi e gli Apostoli e anche tutti gli Angeli del cielo. San Giuseppe, essendo stato elevato alla dignità più alta dopo quella della Madre di Dio, era giusto che da Dio fosse predestinato anche ad avere sulla terra un’abbondanza tale di grazie da superare qualunque altro santo, all'infuori di Maria, e occupare nella gloria del cielo, il primo seggio, dopo quello della sua sposa Santissima.&lt;br /&gt;San Giuseppe fu predestinato sopra i Patriarchi e i Profeti. Avendo pertanto sorpassato in santità l'antico Giuseppe, il più santo tra i Patriarchi, ne viene di conseguenza che Egli sia il più grande di tutti i Profeti e maggiore dei Patriarchi e superiore anche a San Giovanni Battista.&lt;br /&gt;Fu maggiore dell'antico Giuseppe, perché questi non fu che una figura profetica di lui, e la figura é sempre inferiore all'oggetto figurato. Fu pure superiore a tutti i profeti, poiché nessuno ebbe vita così intima con Dio come Egli col Verbo incarnato. Da questa divina predestinazione subito comprendiamo l'eccelsa dignità di san Giuseppe.&lt;br /&gt;San Giuseppe è grande, è importante nel piano salvifico di Dio perché "sposo della Madre del Redentore". Dice Paolo VI (1966) "Questo é il segreto della grandezza di san Giuseppe… l'aver fatto della sua vita un servizio, un sacrificio, al mistero dell'incarnazione e alla missione redentrice che ci é congiunta".&lt;br /&gt;San Giuseppe é inoltre ESEMPLARE come sposo e come padre. La vera devozione deve infatti portare all’imitazione. Dice ancora Paolo VI "Non ci basti invocare: dobbiamo imitare. Che Cristo abbia voluto essere protetto da un semplice artigiano nell'umile nido della vita familiare ci insegna che ognuno può così proteggere Cristo nel regno delle pareti domestiche e nel. mondo del lavoro".&lt;br /&gt;Esemplare come padre: per il figlio si sacrifica (Egitto); rispetta la vocazione del figlio, pur non comprendendola (tra i dottori); accetta e compie una missione impensabile, educare, formare e crescere il Figlio di Dio, (era loro sottomesso) esercita una vera autorità che é ancora una volta "donazione". Ama Gesù e perciò a Lui si dona totalmente. Che ne pensano i genitori possessivi e, di contro, mancanti di autorità?&lt;br /&gt;Come sposo di Maria è COLLABORATORE ALL'OPERA DI REDENZIONE. Su questo aspetto della sua vita e della sua missione, come è per Maria Vergine, si fonda la nostra devozione. E come é avvenuto per la Vergine dopo il Concilio Vaticano II, anche per S. Giuseppe dobbiamo insistere su questo fondamento.&lt;br /&gt;La Vergine accetta la collaborazione all'opera redentrice del Fig1io di Dio, con il suo “sì” all'Annunciazione, e san Giuseppe con i1 suo: "Fece come l'angelo gli aveva ordinato". E come per Maria, anche per Giuseppe la collaborazione alla redenzione avviene nel1a fede. Né Maria, né Giuseppe, con la loro accettazione, sapevano precisamente quello cui andavano incontro,&lt;br /&gt;ma si fidavano della parola di Dio, e si abbandonavano fiduciosi alla Sua volontà. San Giuseppe collaborò agli inizi della Redenzione, noi siamo chiamati e quindi dobbiamo collaborare alla sua diffusione. "Andate in tutto il mondo..; Fate mie discepole tutte le nazioni" (Mt 28).&lt;br /&gt;Che San Giuseppe diventi per tutti un singolare maestro nel servire la missione salvifica di Cristo, compito che nella Chiesa, spetta a ciascuno e a tutti: la missione é per tutti, anche se non per tutti allo stesso modo. C'é chi va fisicamente - i missionari - , c'é chi va spiritualmente; S. Teresa di Gesù Bambino è Patrona delle missioni, pur non essendo mai stata in terra di missione, ma il suo cuore bruciava di ardente amore missionario, e c'è chi va missionario nel suo ambiente di famiglia, di parenti, di lavoro, di svago.&lt;br /&gt;Anche questo "andate" é cammino di fede: "C'è chi semina e chi miete". Siamo invitati a seminare, il raccoglitore é Dio, Egli vuole la salvezza di tutti gli uomini: raccoglierà certamente anche se noi non lo vedremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paolo Borella&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6405332657308272877?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6405332657308272877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6405332657308272877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6405332657308272877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6405332657308272877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/02/sposo-e-padre.html' title='SPOSO E PADRE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SaK7hx8BEZI/AAAAAAAAANQ/rw8IXig_sAE/s72-c/7.gius.lav.g..jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1904177578310233073</id><published>2009-02-10T11:51:00.000-08:00</published><updated>2009-02-10T12:05:14.900-08:00</updated><title type='text'>CITTA' DI SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SZHd4wMs5MI/AAAAAAAAANI/Gr5C-IPv0og/s1600-h/DSCN1802.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301262203472372930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SZHd4wMs5MI/AAAAAAAAANI/Gr5C-IPv0og/s320/DSCN1802.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le ansie e le giuste preoccupazioni che accompagnano l’inizio del terzo millennio, per cui siamo solidali con i dolori del mondo intero, sia a causa dei cataclismi naturali che per la violenza dell’uomo, il cristiano proprio perché tale non può perdere la speranza. Sappiamo di essere nelle mani di Dio e quindi in buone mani, sotto la protezione del nostro santo e quindi non abbiamo paura.&lt;br /&gt;San Giuseppe ci porta Gesù, il Salvatore, e ci guida alla salvezza che viene da Lui. Ha protetto a suo tempo la santa Famiglia e anche oggi protegge la Chiesa dalla “strage degli innocenti” che in vari modi e in tanti luoghi si rinnova. Siamo fortunati di poter contare sul suo patrocinio, tanto più noi che dal Seicento, qui ai piedi del Vesuvio, abbiamo preso il nome da lui: a partire da quella chiesetta che gli è stata dedicata nel 1622 all’attuale santuario eretto in suo onore; dal paesello di una volta, terra di campagna, all’attuale cittadina, Comune capofila del distretto del suo territorio. Lo sviluppo della popolazione, commerciale e produttivo, ha portato il nostro centro a distinguersi come “città del commercio”. In una fase di crisi economica, che colpisce anche la nostra zona, è auspicabile un rilancio delle aziende e delle industrie locali, migliori servizi per la popolazione, maggiore cura della viabilità e innanzitutto della vivibilità. Il nostro Patrono, nel cui nome veniamo identificati, ci aiuti a liberarci dai mali della vita presente, a rinnovare nella fede e nell’amore le famiglie e la comunità civile ed ecclesiale. Ci insegni a ritrovare il senso dell’esistenza e di un lavoro intraprendente all’insegna della giustizia e della solidarietà.&lt;br /&gt;Rimanga nostra preziosa eredità, e risalti maggiormente in futuro, che siamo la “città di san Giuseppe”. Sono passati oltre cinquant’anni dall’edificazione dell’altare e del “Trono”, altrettanti dalla morte del fondatore mons. Giuseppe Ambrosio. Il Vescovo diocesano dell’epoca dichiarò esplicitamente: “In fraterna gara di pietà e di apostolato con il servo di Dio Bartolo Longo, realizzatore della Città di Maria, alla città natale, che già ne portava il nome, diede il crisma e l’aureola religiosa di Città di san Giuseppe”. All’opera straordinaria di don Peppino e a tutti coloro che vi hanno contribuito dobbiamo la realizzazione di quello che è il monumento per eccellenza della nostra cittadina, luogo che è sempre stato il “cuore” della nostra comunità fin dal suo sorgere. Tuttora quando i sangiuseppesi dai rioni vanno al centro dicono: “andiamo a san Giuseppe”, intendendo chiaramente la chiesa con la piazza davanti. Ora ci si augura un rilancio del santuario, che riqualifichi l’immagine della nostra cittadina, con opportune iniziative di animazione e strutture di sostegno, a cominciare dalle necessità di manutenzione e di restauro. Dovrebbe crescere al riguardo l’attenzione dei cittadini e dell’amministrazione pubblica. Ci si compiace del progetto comunale di risistemazione della piazza centrale e degli spazi adiacenti il santuario. Basterebbe imparare almeno un po’ dalla vicina Pompei, come a suo tempo ha fatto pure il nostro fondatore.&lt;br /&gt;In Italia, oltre S. Giuseppe Vesuviano, c’è solo un altro Comune che si intitola a san Giuseppe; è più piccolo e si trova in provincia di Palermo: si chiama S. Giuseppe Jato. La città più grande che porta il suo nome risulta essere San José in California (USA) che conta oltre un milione di abitanti. Sarebbe interessante fare una ricerca sulla “toponomastica giuseppina”. Quel che però conta di più è che tutti gli amici del nostro santo si sentano come una famiglia e una grande città, i cui componenti sebbene dispersi nel mondo siano accomunati nell’amore e nella protezione di san Giuseppe: cittadini di tante nazioni che ritrovano nel modello di Nazaret lo spirito che affratella e il riferimento comune, abitanti di lingue e razze diverse che imparano da san Giuseppe ad essere il popolo di Dio, ad accogliere Maria per sempre nella propria casa, Gesù come il Signore e Salvatore. Gente operosa che lavora per la costruzione della città terrena ma con lo sguardo rivolto al Cielo. Siano sempre più così, in umiltà e semplicità, in carità e fraternità, i “cittadini di san Giuseppe”!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1904177578310233073?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1904177578310233073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1904177578310233073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1904177578310233073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1904177578310233073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/02/citta-di-san-giuseppe.html' title='CITTA&apos; DI SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SZHd4wMs5MI/AAAAAAAAANI/Gr5C-IPv0og/s72-c/DSCN1802.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6261391108894310126</id><published>2009-02-01T07:24:00.000-08:00</published><updated>2009-02-01T07:28:53.732-08:00</updated><title type='text'>MISTERI DELLA VITA NASCOSTA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SYW_VSYhNdI/AAAAAAAAANA/0GA-zt6f7jY/s1600-h/2.sposalizio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297850909104092626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 246px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SYW_VSYhNdI/AAAAAAAAANA/0GA-zt6f7jY/s320/2.sposalizio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ opportuno riportare la presentazione che fa a questo libro, indirizzato piuttosto agli studiosi, l’autore stesso, Tarcisio Stramare, degli Oblati di san Giuseppe.&lt;br /&gt;Il mio interesse scientifico – scrive - per i racconti evangelici dell’infanzia e della vita nascosta di Gesù risale all'inizio dei miei studi presso il Pontificio Istituto Biblico, dove lo stimato p. Max Zerwick aveva scelto come tema del suo corso di esegesi del N.T. proprio Luca I-II. Il passaggio a Matteo I-II avvenne solo più tardi, occasionato e richiesto da una conoscenza più approfondita della figura e della missione di san Giuseppe, chiave della Cristologia e, tuttavia, grande assente nei trattati teologici. Basti dire che, nonostante due trienni di frequenza presso la Pontificia Università Gregoriana e il Biblico per la Licenza e il Dottorato, è stato solo un provvidenziale contatto con i Centri di Studio su san Giuseppe di Valladolid e di Montréal e con le loro prestigiose riviste Estudios Josefinos e Cahiers de Joséphologie, difficilmente presenti nelle nostre biblioteche, a farmi scoprire l'importanza del ruolo di san Giuseppe ai fini dell' incarnazione.&lt;br /&gt;A questa luce e con l'aiuto degli strumenti dell'esegesi ho potuto "rivisitare" gli stessi testi evangelici, rileggendoli come "misteri della vita di Cristo”, nei quali e dei quali san Giuseppe è stato appunto il "ministro". E’ la stessa linea seguita dall'Esortazione apostolica Redemptoris custos di Giovanni Paolo II. Riguardo agli argomenti, ho sviluppato soprattutto Matteo I-II, ritenendo Luca I-II già sufficientemente studiato. Con l'attenzione sempre rivolta ai misteri della vita di Cristo, ho evidenziato, tuttavia, in Luca i misteri della presentazione di Gesù al tempio, della circoncisione, del nome di Gesù e quello meno noto dell'iscrizione del Bambino all'anagrafe. In Matteo lo studio si è fatto puntiglioso per quanto riguarda il mistero dell'incarnazione, comune anche a Luca, ma visto da Matteo soprattutto in relazione al titolo di "Cristo", compromesso dal concepimento verginale; ciò spiega il largo spazio concesso alla genealogia e al racconto della vocazione di Giuseppe. Una particolare attenzione è stata prestata ai misteri salvifici presenti nella visita dei magi, nel ritorno di Gesù dall'Egitto e nella sua dimora a Nazaret.&lt;br /&gt;L'analisi dei fatti, nei quali è contenuto il mistero, evidenzia da sola quanta parte dei compiti verso Gesù - sociali, cultuali ed educativi - attribuiti normalmente a Maria, siano stati assolti, invece, da Giuseppe, perché naturalmente connessi al suo stato di sposo e di padre. Impossibile, dunque, sostenere quanto qualcuno ha scritto, che "la persona di Giuseppe non ha nessun rilievo nel racconto evangelico e quindi nessuna relazione con Gesù". Nella storia della salvezza san Giuseppe ha avuto la sua parte di "ministro della salvezza"; ha adempiuto perfettamente la sua parte, come la Chiesa apostolica gli ha riconosciuto; non può essere messo da parte, come invece la trattazione teologica continua a fare. I racconti evangelici dell'infanzia e della vita nascosta di Gesù ne hanno giustamente conservato e tramandato il ricordo, perché il mistero in essi contenuto aveva avuto bisogno per realizzarsi della sua "obbedienza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TARCISIO STRAMARE, Vangelo dei Misteri della vita nascosta di Gesù, Sardini, pp. 320&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6261391108894310126?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6261391108894310126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6261391108894310126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6261391108894310126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6261391108894310126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/02/misteri-della-vita-nascosta.html' title='MISTERI DELLA VITA NASCOSTA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SYW_VSYhNdI/AAAAAAAAANA/0GA-zt6f7jY/s72-c/2.sposalizio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6939712377320060479</id><published>2009-01-12T23:50:00.000-08:00</published><updated>2009-01-12T23:59:33.240-08:00</updated><title type='text'>L'ALTARE DI SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SWxJ09rQKmI/AAAAAAAAAME/zImiSy76Krw/s1600-h/DSCN1846.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290684836511492706" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SWxJ09rQKmI/AAAAAAAAAME/zImiSy76Krw/s320/DSCN1846.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il cinquantenario della consacrazione dell’altare maggiore del santuario di san Giuseppe Vesuviano, che ricorre il 18 marzo 2005, arriva dopo altrettanti anni di fatiche e peripezie, in gran parte sulle spalle del fondatore mons. Giuseppe Ambrosio. Il nostro don Peppino infatti sognava la sua realizzazione già da cinquant’anni prima, quando ne ideò il primo disegno l’ing. Francesco Foschini. Ostacoli di vario genere e precedenze date ad altri lavori portano alla fine ad un’attesa incredibile di tanti lunghi anni. Ci si mette anche il fatto che non si pensa di fare un altare qualunque, ma qualcosa di monumentale e di regale, degno del Patrono che deve accogliere ed onorare. Certo non deve sfigurare, a coronamento di tutta la costruzione a tre navate, della cupola elevata e della magnifica facciata. Anche l’organo a canne, installato dopo la guerra nel 1948, sembra approntato per suonare e cantare il giorno solenne della sua inaugurazione. In qualcuno emerge l’idea di accontentarsi di qualcosa di più modesto, ma non è questo il pensiero di don Ambrosio, che negli anni ’50, a ottant’anni suonati, si imbarca finalmente nella sua attuazione. Si trova l’architetto giusto nel prof. Mariano Iervolino, fratello del più noto onorevole Angelo Raffaele, impegnato sulla scena politica del tempo e padre di Rosa Russo attuale sindaco di Napoli. Ne vien fuori un progetto che desta ammirazione per l’eleganza delle proporzioni e la raffinatezza della composizione. Per l’esecuzione ci si avvale della ditta napoletana Vincenzo Esposito che vi lavora con perizia. In effetti appare estrema la cura dei dettagli e dell’insieme. L’architetto si mette personalmente alla ricerca della tipologia e della policromia dei marmi, vari e preziosi, in modo da raggiungere un effetto scenografico sontuoso e delicato nel medesimo tempo. Bisogna riconoscere che la ricercatezza dei particolari non distoglie dall’armonia del risultato globale, tra l’altro in buona sintonia con l’abside e il presbiterio.&lt;br /&gt;Sull’esempio di Pompei si pensa di innalzare l’altare davanti e il “Trono” sul retro. Il costo per completare l’opera è considerevole, considerata la penuria del contesto socioeconomico e la somma occorrente che si aggira sui 20 milioni delle lire di allora, all’incirca 250.000 euro di oggi. Per don Peppino è una realizzazione che merita ogni sacrificio, per la quale non bisogna badare a spese. Si impegna allora a battere cassa e cercare quanto serve per pagare via via i materiali e i lavori. Dal 1953 la malattia non gli permette nemmeno di muoversi e di fare quel che ha sempre fatto, andando a trovare personalmente devoti e benefattori in giro per il mondo. Deve limitarsi a scrivere o a mandare qualche persona di fiducia e ad invogliare gli amici e i lettori tramite “La voce di san Giuseppe”. Non potendo muoversi dalla sua cameretta, presso la casa di riposo da lui istituita, si dedica principalmente alla preghiera. E’ favorito dal fatto che la sua stanza comunica con il coro della chiesa. La comunicazione che ha col Padre Eterno e col suo speciale protettore san Giuseppe in realtà è straordinaria. Si è conservato un suo biglietto autografo che la dice lunga su tale rapporto. Il primo febbraio del 1955 scrive: “Stanotte S. Giuseppe mi ha ispirato di disporre a marzo la benedizione del Trono”. Da tempo ha instaurato col suo santo un dialogo da amico, per cui è abituato a parlargli a tu per tu, a raccomandargli ogni cosa, ad ascoltarlo nelle sue ispirazioni… anche nei sogni! Ed ecco che così viene stabilita la data: il 18 marzo si fa la consacrazione da parte del Vescovo diocesano alla presenza del cardinale Marcello Mimmi di Napoli, il giorno dopo la celebrazione della Messa al nuovo altare con il ricordo del suo sessantesimo di sacerdozio. Una data un po’ anticipata sulla conclusione dei lavori, in quanto mancano ancora i mosaici, ma affrettata proprio per permettere a don Peppino la sua partecipazione, a causa dell’età avanzata e della preoccupante malattia che lo affligge.&lt;br /&gt;Alla fine il giorno tanto atteso arriva e si procede con grande festa all’inaugurazione. Quali i sentimenti del fondatore? E’ lui stesso ad esprimerli con efficacia: “Quel Trono e quell’Altare io l’aspettavo, se mi è permesso un paragone, con un po’ di quell’ansia santa con cui il vecchio profeta Simeone aspettava la venuta del Messia. Quel Trono e quell’Altare sono sempre stati il sogno più bello e l’anelito più possente della mia vita. Ed ora che vecchio anch’io, nella pallida luce crepuscolare della mia giornata, a quella festa mi vedo vicino che darà realtà al mio sogno e termine al mio insistente anelito, io dal profondo del cuore innalzo l’inno più fervido del mio ringraziamento a Dio”. L’opera risulta pregevole ed originale; viene apprezzata sia dalla Soprintendenza alle Belle Arti che dalla Commissione centrale di Roma per l’arte sacra. Il nostro santuario quindi racchiude al suo interno questo tesoro, di cui può vantarsi e a cui richiamare i fedeli. Per don Giuseppe Ambrosio è stata l’ultima impresa, prima di morire, quella dettata dalla sovrabbondanza dell’amore e della gratitudine di un’intera vita per san Giuseppe. Crediamo pure che gli sia valsa come un’eccellente presentazione per il Cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6939712377320060479?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6939712377320060479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6939712377320060479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6939712377320060479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6939712377320060479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/01/laltare-di-san-giuseppe.html' title='L&apos;ALTARE DI SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SWxJ09rQKmI/AAAAAAAAAME/zImiSy76Krw/s72-c/DSCN1846.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4757350248522880665</id><published>2009-01-02T01:51:00.000-08:00</published><updated>2009-01-02T01:52:55.947-08:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE A MILANO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SV3j7Z5Ow-I/AAAAAAAAAL8/a6U9-1yO9A8/s1600-h/milano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286632147305546722" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SV3j7Z5Ow-I/AAAAAAAAAL8/a6U9-1yO9A8/s320/milano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Anche Milano ha il suo santuario giuseppino, non lontano da piazza Duomo, proprio dietro il celebre Teatro della Scala, di recente riaperto al pubblico.&lt;br /&gt;Questa chiesa, iniziata verso il 1607, è dell'architetto Francesco Maria Righini. La chiesa è ottagonale. La facciata si presenta armoniosa, è a due ordini, divisi da trabeazioni orizzontali, sostenute da colonne a mezzo, innestate nelle pareti, e termina con una fronte a cuspide ottusa e con acroteri ai lati inferiori. Le statue delle quattro nicchie, S. Pietro e S. Paolo nel piano inferiore e i due S. Giovanni nel superiore, sono opera dello scultore L. Scorzini, eseguite verso il 1834; come dello stesso autore è la bella Santa Famiglia in bassorilievo posta sul portale.&lt;br /&gt;Nell'interno della chiesa l'ottagono esterno prende l'aspetto di un quadrato ad angoli mozzi che finisce a cupola; a ciascun angolo due alte colonne di granito liscio sostengono i grandi archi su cui si appoggia la cupola medesima. Negli intercolonni angolari sono nicchie con statue di Isaia, Geremia, Daniele ed Ezechiele.&lt;br /&gt;Il primo altare a destra reca una tela di Giulio Cesare Procaccini, raffigurante il Transito di S. Giuseppe. Il seguente è dedicato alla Sacra Famiglia, dipinto dal Lanzani.&lt;br /&gt;Il primo altare a sinistra ha una tela di Melchiorre Gherardini, raffigurante lo Sposalizio di Maria Vergine. Il secondo reca un S. Giovanni Battista predicante, del Montaldo. Dietro l'altare maggiore sta una statua marmorea di S. Giuseppe, attorniata da due altre simboleggianti l'una la Castità e l'altra la Verginità.&lt;br /&gt;E’ un tempio elegante e accogliente, che favorisce il raccoglimento e la preghiera, da secoli punto di riferimento della devozione dei milanesi a san Giuseppe.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4757350248522880665?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4757350248522880665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4757350248522880665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4757350248522880665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4757350248522880665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2009/01/san-giuseppe-milano.html' title='SAN GIUSEPPE A MILANO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SV3j7Z5Ow-I/AAAAAAAAAL8/a6U9-1yO9A8/s72-c/milano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-140815688825834163</id><published>2008-12-23T02:28:00.000-08:00</published><updated>2008-12-23T02:32:55.082-08:00</updated><title type='text'>CON GLI OCCHI DI GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SVC-N0-P__I/AAAAAAAAAL0/XHnkfvLg1K0/s1600-h/ambato2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282931507672907762" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SVC-N0-P__I/AAAAAAAAAL0/XHnkfvLg1K0/s320/ambato2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a pensare e a rivivere il Natale come San Giuseppe l’ha visto e vissuto. Che cosa vide San Giuseppe nel Natale?&lt;br /&gt;Vide anzitutto Maria, la sua tenerezza e il suo amore di Madre: la contemplò nella sua maternità. Vi sono molte raffigurazioni che ci mostrano San Giuseppe in questa contemplazione: quasi chino e adorante su Maria che tiene in braccio il bambino. Per noi vedere il Natale con gli occhi di san Giuseppe significa contemplare il Figlio in braccio alla Madre. Un bambino è nato per noi, è in braccio a sua madre; E’ il figlio di Dio, l’Emanuele; è la Via unica, la Verità assoluta, la Vita eterna. Sarà con noi per sempre: è il Salvatore di tutti.&lt;br /&gt;Vide la semplicità, la povertà nella quale il bambino viveva; si accorse una volta ancora che il destino di quel bambino, se era di grandezza, non era della grandezza di questo mondo. Lui stesso si accorse ancora una volta di essere un povero, non un uomo dei palazzi e dei poteri, ma uno di quelli che non contano; e quel bambino, quel figlio di Maria, era in fondo un emarginato, uno che nasceva “fuori dalla città”, in un accampamento di pastori, presagio di un percorso di vita e di un destino che lo avrebbero portato a morire ancora fuori dalla città, sul colle del Calvario.&lt;br /&gt;Non è mai inutile, neppure per noi, guardando il Natale con gli occhi di San Giuseppe, ricordarci di questo particolare: la grandezza del Vangelo passa per vie assai diverse da quelle del pensare comune: i primi ad adorare Gesù sono dei pastori, gente un po’ nomade senza una gran fede e senza una grande onorabilità nell’establishment della religione del tempo, e l’ultimo a riconoscerlo, ce lo ricordiamo, è un ladrone, condannato a morire in croce. Questo allarga di molto gli orizzonti e i criteri di giudizio, e, qualora ce ne dimenticassimo, condizionati dal modo di pensare del mondo, ci ricorda con chiarezza da che parte dobbiamo stare se vogliamo essere più sicuri di stare dalla parte di Gesù e di poterlo più facilmente incontrare.&lt;br /&gt;Che cosa sentì Giuseppe nel Natale, con che cuore lo visse? Anzitutto con atteggiamento di gratitudine. Nulla era scontato per lui: quel Figlio che nasceva a Maria era un dono anche per lui. Era un dono ed una grazia essere lui il custode di quel bambino che gli veniva consegnato come Figlio da crescere e da educare. Era un dono, nel cuore di Giuseppe, anche il vivere quella paternità misteriosa e fuori dalle logiche umane.&lt;br /&gt;La gratitudine si alimentava di stupore e meraviglia, della sorpresa del semplice e del piccolo che sempre ritiene troppo grande la degnazione del Signore verso di lui, sorpresa fatta non di quella umiltà fastidiosa, che noi chiamiamo “pelosa”, ma della coscienza serena della propria povertà e limitatezza e, soprattutto, dell’infinita sproporzione fra la grandezza del dono e dell’evento e la propria condizione di vita. Penso che anche per noi questo sia un buon modo di sentire il Natale. Non diamo nulla per scontato. Perché noi, proprio noi, siamo fatti oggetto dal Signore di tanta predilezione, del dono della fede, della vocazione, della famiglia religiosa a cui apparteniamo, di tante grazie e rivelazioni, anche del dono nuovo ad attuale di questo Natale, che ci è venuto incontro con il suo carico di luce e di speranza per la nostra vita? Perché Dio è buono con noi, molto più buono di quanto ci meritiamo. Non smettiamo di sorprenderci e di meravigliarci davanti alla grandezza del suo amore.&lt;br /&gt;Nel Natale di Giuseppe ci sono anche i dubbi , le fatiche e le inquietudini di un percorso di fede e di vita non facile da capire. Non è tanto chiaro il cammino che lo attende. Il Signore lo illumina, ma solo passo dopo passo. Per il resto ci vuole una gran fede. Questo è per lui un momento di gioia e di certezza, ma poi? Credo che questa sia la condizione del credente, la nostra condizione di vita: passi compiuti nella luce di Dio e lunghi tratti nell’incertezza del buio, nell’inquietudine o nel dubbio. Vivere il Natale con il cuore di San Giuseppe significa anzitutto cogliere tutta la Grazia, la dolcezza e la bellezza di questi momenti di luce che Dio non fa mancare alla nostra vita. Questi momenti di felicità e di facilità sono momenti di Dio. Dovunque c’è bellezza, dolcezza, ricchezza vera, beatitudine, senso di vita, lì c’è presenza di Dio perché Dio è tutto questo. Dobbiamo bene amministrare questi momenti, come il viandante che camminasse di notte e lamentasse il buio, benedirebbe lo scintillio di un baleno. E’ un momento, ma quel momento gli ha dato la certezza che la luce c’è, che la via è quella giusta, che il camminare non è vano. Così è l’economia di Dio: il Signore dà dei baleni, dei lampi, delle folgori che orientano il cuore, come i sogni a San Giuseppe: dà un avvertimento ed un orientamento: è il tocco di Dio, che indica come dobbiamo camminare. Poi Dio ritorna quasi assente: scompare e tace. Questo amico vigilante non parla più; è presente e tace. Non importa. Se abbiamo goduto bene dei momenti buoni, non temiamo i momenti oscuri. Non sono pericolosi. Non saranno momenti di pienezza, ma di desiderio, di fedeltà, di amore non affettivo ma effettivo; saranno i documenti che provano che vogliamo amare il Signore anche se non ci dà i suoi doni. Vogliamo Lui, non i suoi doni. Infine in un cielo che non ha nome, in una ebbrezza che non ha confini, in una luce che non ha paragoni, l’ultimo dono è Lui stesso.&lt;br /&gt;E credo che sia proprio questo il sentimento ultimo e riassuntivo del Natale di San Giuseppe: la coscienza certa e serena della presenza di Dio nella sua vita, in ogni piega, anche la più misteriosa e dolorosa dei suoi giorni. Così sia il nostro Natale; e questo sia il Natale di ogni giorno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mario Aldegani&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-140815688825834163?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/140815688825834163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=140815688825834163' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/140815688825834163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/140815688825834163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/12/con-gli-occhi-di-giuseppe.html' title='CON GLI OCCHI DI GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SVC-N0-P__I/AAAAAAAAAL0/XHnkfvLg1K0/s72-c/ambato2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1732159966576688557</id><published>2008-12-16T00:03:00.000-08:00</published><updated>2008-12-16T00:09:26.337-08:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE NEL SEICENTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SUdhezWT-6I/AAAAAAAAALs/I5bU-YoDBys/s1600-h/image007.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280296269922958242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 315px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SUdhezWT-6I/AAAAAAAAALs/I5bU-YoDBys/s320/image007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Alla fine del Cinquecento, San Giuseppe Vesuviano era aperta campagna, con poche decine di coloni addetti all’agricoltura e disperse masserie. All’inizio del Seicento la zona veniva indicata “terra di Ottaviano” e la località veniva chiamata “ai Boccia”, perché era il cognome di alcune famiglie che avevano cominciato a stabilirsi nel luogo. Appunto uno di questi Boccia, un certo Scipione, il 4 settembre del 1622 dona il terreno “di sessanta passi in quadro” per la costruzione di una chiesetta dedicata a san Giuseppe. Ricordiamo che appena l’anno prima il papa Gregorio XV aveva dichiarato festa di precetto per tutta la Chiesa il 19 marzo in onore di san Giuseppe. Ed ecco che nel 1624 vi si può già celebrare la Messa. Viene tramandato come un evento prodigioso il fatto che nel 1675 una statua di san Giuseppe, che i vicini abitanti di Striano stanno portando al loro paese, trova invece il suo posto nella nostra chiesetta. Non solo: il luogo stesso da allora comincia ad essere chiamato “San Giuseppe”. Attorno alla chiesa in effetti nasce e si identifica l’intera comunità cittadina.&lt;br /&gt;(foto antica statua di san Giuseppe)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La statua presenta san Giuseppe come “padre di Gesù”; il suo atteggiamento è chiaramente di protettore di quel Figlio divino che abbraccia e stringe a sé; il Bambino, in piedi sullo sgabello, si rivolge a lui e pare presentarlo ai fedeli; gli sguardi si incontrano ed esprimono affetto ed intesa. Tale statua, che verrà sostituita nel 1895 da quella attuale del nostro santuario, va a finire prima in una casa privata e poi risulterà distrutta a causa dei bombardamenti nella seconda guerra mondiale. Aumentati gli abitanti, che passano gradualmente dai mille ai duemila, nel 1683 il vescovo diocesano di Nola erige la chiesa come parrocchia. Sulla copertina del primo registro parrocchiale dei battezzati si disegna una raffigurazione stilizzata del Patrono; nella destra ha il bastone e ai piedi il Vesuvio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altare centrale di questa primitiva chiesetta, che possiamo immaginare ubicata approssimativamente nel sito della navata centrale dell’odierno santuario, è dedicato alla Madonna della Speranza, rappresentata in un apposito quadro. A sinistra troviamo prima l’altare della Madonna della Misericordia, con la statua dell’Annunziata, e poi quello del Crocifisso, con la statua dell’Addolorata, forse le stesse attualmente presenti nella cappella a loro dedicata della navata sinistra. La chiesa, coperta con travi, in seguito viene dotata di altre due statue di valore, tuttora esposte alla venerazione dei fedeli in santuario. Sono di ottima fattura di scuola napoletana sei-settecentesca, restaurate negli anni ’80 e ravvivate nei colori. Sembra di trovarsi davanti a persone vive, che puoi veramente incontrare sui tuoi passi; pensiamo ad esempio all’arte del presepio napoletano di quel periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La statua dell’Immacolata, è affascinante nella sua veste regale, con tunica bianca e velo azzurro; l’espressione è di grande tenerezza; con le mani sembra indirizzare al suo figlio Gesù e al suo sposo Giuseppe; i piedi schiacciano il serpente infernale, dominano sul globo terrestre e le nubi, sugli astri e la luna, sugli angeli stessi. La statua di sant’Anna ce la presenta con Maria tranquilla e beata tra le sue braccia; raffigurata piuttosto anziana e con le rughe, con gli occhi guarda comprensiva il devoto e con il gesto della mano invita ad avvicinarsi e ad aver fiducia. Entrando in santuario oggi le possiamo ammirare a sinistra nella cappella frontale e nella prima nicchia laterale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1732159966576688557?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1732159966576688557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1732159966576688557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1732159966576688557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1732159966576688557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/12/san-giuseppe-nel-seicento.html' title='SAN GIUSEPPE NEL SEICENTO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SUdhezWT-6I/AAAAAAAAALs/I5bU-YoDBys/s72-c/image007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-920562027386158378</id><published>2008-12-04T08:48:00.000-08:00</published><updated>2008-12-04T09:02:38.678-08:00</updated><title type='text'>IO HO UN SOGNO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/STgNGWz2m6I/AAAAAAAAALk/kwmSyt2Rc28/s1600-h/DSCN1813.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275981366317980578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/STgNGWz2m6I/AAAAAAAAALk/kwmSyt2Rc28/s320/DSCN1813.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chi rinuncia ai propri sogni è costretto a morire. Sto parlando di un sognare che non è ad occhi aperti e a braccia conserte. Sto pensando al sogno di un ideale per cui si lotta e ci si batte. “Io ho un sogno” (“I have a dream”) diceva Martin Luther King nella sua profetica azione di pace contro il razzismo. Giustamente c’è chi dice che “amare è sognare”; solo allora si può credere a un mondo diverso, a una possibilità che diventa realtà.&lt;br /&gt;A ben vedere il sognatore per eccellenza è proprio il nostro san Giuseppe. Non è proprio per lui – puntualmente in sogno – che si realizzano cose incredibili? Non aveva altre cose da fare che pensare che proprio nella sua casa si sarebbero compiute le antiche promesse, in un modo che spiazza ogni immaginazione? Eppure nella sua notte, mentre dorme, il buio è rischiarato da una luce impensata. Dice bene il salmo126: “se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori, invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare la sera e vi guadagnate il pane con fatica, il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno”! Inattesa, arriva nei suoi sogni una voce chiara e inconfondibile: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere in sposa Maria”. Il nostro santo, disorientato per i suoi piani che vengono sconvolti e per l’evidenza di ciò che appare agli occhi umani, da questo momento non ha più paura e sa ciò che deve fare. Prima pensava addirittura a come attuare il ripudio richiesto dalla legge. Ora invece sa che prendere Maria come sposa e Gesù come figlio è la singolare volontà di Dio per la sua vita.&lt;br /&gt;“Il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo” gli vien detto in sogno. Ed ecco che Giuseppe è disposto a credere all’incredibile. Sa bene che per Dio nulla è impossibile. Con gli occhi del cuore e con la grazia dello Spirito vede l’invisibile e accetta con amore quanto il Signore gli domanda. Giuseppe dunque si sveglia, fa come l’angelo gli ha ordinato e prende Maria in casa sua. Indubbiamente un momento da lui lungamente sognato e corteggiato. Al bimbo che nasce a Betlemme, come vero padre, secondo la voce ascoltata in sogno, impone il nome di Gesù. E’ quanto mai verosimile che Giuseppe, ormai con cognizione di causa, vagheggi e sogni la salvezza messianica portata dal Salvatore che egli stesso presenta al tempio a Gerusalemme. Dopo la visita dei Magi, ancora una volta in sogno, gli appare l’angelo che gli sussurra: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Erode sta cercando il bambino per ucciderlo. Tu devi rimanere là, fino a quando io ti avvertirò”. Giuseppe dunque si alza e nottetempo fugge in Egitto. Una fuga che mette tutto a rischio e che farebbe infrangere i sogni di chiunque, davanti alla cruda realtà. Viene a sapere della persecuzione di Erode e della strage degli innocenti a cui è scampato, persecuzione e strage che diventano simbolo di ogni altra tragedia del mondo, ma il nostro santo non perde coraggio e fiducia.&lt;br /&gt;Con fede, da vero uomo giusto, fa la sua parte contro l’ingiustizia umana e spera nell’aiuto di Dio, finché nuovamente sente quella voce nei suoi sogni: “Alzati, prendi il bambino e sua madre e torna con loro nella terra d’Israele, perché ormai sono morti quelli che cercavano di far morire il bambino”. Che cosa c’è di più preoccupante della paura della morte e della perdita del figlio più prezioso e amato? Chi non spera più e non crede ai sogni, quantomeno non si sposterebbe e si chiuderebbe in se stesso. Per san Giuseppe no, c’è da combattere, da difendere e proteggere: che vita magnifica gli si prepara davanti e che avventura meravigliosa lo aspetta! Si rialza con decisione, prende ciò che ha di più caro (il figlio e la madre) e torna in Israele. “Informato da un sogno” - ovviamente – evita di andare in Giudea e si trasferisce a Nazaret in Galilea. Lì avrà tutto il tempo di mettersi a scuola di quel figlio che cresce per scoprire nuovi sogni e ben più ampi orizzonti. Guardando dal Cielo alla Chiesa e al mondo perturbato di oggi, san Giuseppe ben può dire “io ho un sogno”… e noi ben possiamo credergli ed aiutare ad attuarlo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-920562027386158378?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/920562027386158378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=920562027386158378' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/920562027386158378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/920562027386158378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/12/io-ho-un-sogno.html' title='IO HO UN SOGNO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/STgNGWz2m6I/AAAAAAAAALk/kwmSyt2Rc28/s72-c/DSCN1813.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-486791426526875048</id><published>2008-11-26T11:03:00.000-08:00</published><updated>2008-11-26T11:12:24.061-08:00</updated><title type='text'>UNA PATERNITA' DISCRETA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SS2e-aVfcWI/AAAAAAAAALc/mYszdou_Ua8/s1600-h/sangiusart.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273045533779259746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 187px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SS2e-aVfcWI/AAAAAAAAALc/mYszdou_Ua8/s320/sangiusart.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ un libro che introduce nella spiritualità di san Giuseppe, conducendo il lettore alla scoperta di un mistero a cui ci si affaccia gradualmente. L’autore considera lo sviluppo progressivo dell’emergere della figura di san Giuseppe nella storia, per una pedagogia divina che porta dalla “lunga notte” dei primi secoli al “levar del giorno” nel XV secolo, con il grande cambiamento operato da Bernardino da Siena, Jean Gerson, Isidoro Isolani e Teresa d’Avila, per passare poi da Leonardo di Porto Maurizio e Alfonso de’ Liguori, fino all’Ottocento col papa Pio IX. Tra il Cinquecento e il Seicento c’è “un secolo meraviglioso”, in cui si affermano le grandi intuizioni grazie al Carmelo, a san Francesco di Sales e a mons. Olier. L’autore Doze, cappellano al santuario di Lourdes, pone in risalto pure l’apporto di Bernadette, che entrata in convento a Nevers dice alle consorelle: ”non sapete che adesso mio padre è Giuseppe?”; richiamata perché prega Maria davanti a una statua di san Giuseppe risponde: “la Santa Vergine e san Giuseppe sono perfettamente d’accordo e in cielo non vi sono gelosie”! La logica della sua preghiera a Maria e a Giuseppe è stringente: “crescete in me Gesù, crescetelo come a Nazaret”. E’ attratta da quel luogo della Galilea, per tutto quel mondo spirituale che evoca: trent’anni in cui i tre personaggi più importanti della terra vivono nascosti; è quanto lei decide nel farsi suora: “sono venuta per nascondermi”. Andare da Giuseppe è il desiderio di Maria, scendere da Gerusalemme a Nazaret è il simbolo del cammino percorso da Gesù a 12 anni e proposto a tutti. Passare per il nascondimento e per quella morte di cui Giuseppe è specialista (morire a se stessi per far crescere Gesù) è il modello della più autentica conversione. San Giuseppe è l’ombra del Padre eterno, la nube biblica che avvolge l’Onnipotente e la sua scelta di vivere in mezzo agli uomini. E’ il tempo paterno sulla terra, l’uomo del mercoledì (il quarto giorno della creazione in cui appaiono i “due grandi luminari”), il mistero più nascosto: ossia la sua paternità discreta, condizione per la maternità di Maria e la presenza dello Spirito di Cristo nell’uomo. E’ l’aquila (Ap 12,14) che dal cielo protegge la Chiesa, come sulla terra ha protetto la sua Famiglia. La Chiesa deve scoprire e proclamare la singolare paternità di Giuseppe, come ha fatto con la maternità di Maria. Occorre riconoscersi chiaramente come “figli di Giuseppe”, imparare da lui la via del silenzio, la notte della fede, l’arte dell’espirare. In conclusione: “PER ANDARE DOVE NON SAPETE, cioè per entrare in quello spazio sconosciuto e molto ben custodito rappresentato da quei 18 anni in cui Gesù, Dio-Bambino è divenuto il Figlio dell’Uomo, in cui è elaborato tutto il Vangelo; per penetrare nel luogo e nel tempo di ogni meraviglia, PASSATE PER DOVE NON SAPETE, cioè diventate figli e figlie di quest’uomo silenzioso, nascosto, invincibile, che soltanto Maria conosce davvero e ci mostra. Vedrete che egli possiede il segreto di ogni luce, di ogni stabilità, perché la Parola venuta attraverso Maria a lui è stata affidata” (p. 234).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ANDRE’ DOZE, Giuseppe – Una paternità discreta, Edizioni PIEMME, pp. 240&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-486791426526875048?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/486791426526875048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=486791426526875048' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/486791426526875048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/486791426526875048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/11/una-paternita-discreta.html' title='UNA PATERNITA&apos; DISCRETA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SS2e-aVfcWI/AAAAAAAAALc/mYszdou_Ua8/s72-c/sangiusart.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4883420210516690554</id><published>2008-11-14T23:56:00.000-08:00</published><updated>2008-11-15T00:02:06.973-08:00</updated><title type='text'>IL RITROVAMENTO DI GESU'</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SR6BLY-pn7I/AAAAAAAAALU/D0eNMjnfA3w/s1600-h/8.ritrovam..jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268790646753828786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 171px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SR6BLY-pn7I/AAAAAAAAALU/D0eNMjnfA3w/s320/8.ritrovam..jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;Luca 2,40-52&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1. Anche in questo episodio S . Luca usa 1' espressione “i suoi genitori”, includendo evidentemente S . Giuseppe, che viene chiamato da Maria stessa “tuo padre”. Lei ben sapeva che suo figlio era nato per opera di Spirito Santo, ma sapeva ugualmente bene che Giuseppe aveva cuore e cure di padre per Gesù.&lt;br /&gt;2. L'evangelista accomuna i due genitori nella medesima decisione di condurre Gesù, che ha raggiunto l'età maggiorenne secondo la mentalità ebraica, a Gerusalemme; li accomuna nella convinzione che Egli stia con la parte della carovana in cui nessuno di loro si trova; li accomuna nella medesima ansia angosciosa. della ricerca, del ritorno frettoloso a Gerusalemme, nel drammatico dubbio circa la sua incolumità; nello stupore (il testo originale dice: sbalorditi!) di vederlo tranquillamente seduto ad ascoltare i dottori della legge, a chiedere spiegazioni, a rispondere alle loro domande. Soltanto Maria, la madre, gli rivolge però la parola, un' accorata domanda. Ma nessuno dei due riesce a capire la risposta che il figlio dà alla madre, che “serba tutte queste cose nel suo cuore”, come certamente anche S. Giuseppe.&lt;br /&gt;3. L'Incarnazione del Verbo di Dio in Gesù comporta il suo inserimento in tutte le realtà umana e quindi nella storia di un popolo, quello ebraico, e in una famiglia costituita secondo le tradizioni locali, concrete. La Santa Famiglia non solo pregava insieme, come tutti gli Ebrei, nelle ore fissate dalla tradizione, ma tutta la vita quotidiana era animata dai movimenti discrete e precisi di Maria, che provvedeva con intelligente e solerte attenzione alla casa e alle necessità dello sposo e del figlio; era allietata dalla presenza di Giuseppe, e Gesù, che insieme lavoravano in casa e nella strada, chiacchierando tra loro, scambiandosi sguardi d'intesa, risatine o canticchiando serenamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa dicono queste cose per la vita familiare?&lt;br /&gt;- Anzitutto viene richiamata la necessità di inserire la famiglia nella vita e abitudini del proprio popolo, della gente tra cui si vive. Si fa parte di una comunità, regolata da precise leggi e obblighi; non ci si può considerare individui, né gruppo familiare estraneo o indifferente.&lt;br /&gt;- Forse l'episodio mostra come i genitori di Gesù gli lasciassero una certa libertà di scelta e di iniziativa autonoma, che comporta sempre dei rischi...&lt;br /&gt;- Ancora una volta i genitori sono richiamati alla realtà che i figli non appartengono loro in esclusiva: essi hanno la responsabilità, spesso pesante e non sempre chiaramente determinata, di far crescere i figli secondo il progetto che Dio ha. su di loro. E questa realtà, per tanti aspetti misteriosa, li sottopone a dubbi, incertezze e anche a possibili errori di valutazione.&lt;br /&gt;- Non raramente i figli superano le attese e i desideri dei genitori: essi vengono così a trovarsi dinanzi a realtà che li trascendono e sfuggono alla loro programmazione...&lt;br /&gt;- Una domanda: qual è il clima abituale della vostra famiglia? sereno? teso? freddo?... Cosa fare per migliorarlo, e renderlo sempre più vivibile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il matrimonio di Maria e Giuseppe.&lt;br /&gt;L'essenza del matrimonio è la mutua donazione totale di sé al coniuge: fisica, morale, spirituale... finché morte non li separi.&lt;br /&gt;Il fine del matrimonio è duplice: la mutua integrazione nell'affrontare la vita (=condivisione di progetti e di esecuzione, vicendevole appoggio...) e la procreazione ed educazione della prole.&lt;br /&gt;Ora, Maria e Giuseppe mirarono e raggiunsero l’essenza del matrimonio.&lt;br /&gt;Circa il fine distinguiamo:&lt;br /&gt;- non procrearono per unione fisica, ma Maria generò per opera di Spirito Santo;&lt;br /&gt;- insieme operarono per la crescita e l'educazione del figlio,&lt;br /&gt;- si sostennero vicendevolmente nell'affrontare le vicissitudini dell'esistenza.&lt;br /&gt;L'intervento dello Spirito Santo sposta l'attenzione allo Spirito stesso.&lt;br /&gt;Chi è? E' l’amore sostanziale, vicendevole, libero, gioioso, mutuo del Padre e del Figlio, che nella distinzione delle Persone fa sì che siano un solo Dio!&lt;br /&gt;Cosa fa? Unisce senza annientare né confondere, in uno scambio libero, gioioso, totale, gratuito il Padre e il Figlio. Essi si danno reciprocamente in piena libertà e gratuità.&lt;br /&gt;Questo stesso effetto lo produce in Maria - nella quale fa concepire il Figlio - e in S. Giuseppe - al quale consegna (annunciazione dell'angelo!) la sposa da amare e integrare - e il figlio, da crescere ed educare, in un domo vicendevole totale, gioioso e gratuito.&lt;br /&gt;Il centro della loro vita è il Figlio, ma reciprocamente essi stessi sono l'uno/a per l'altro/a nel comune - anche se diverso – senso della vita: il Figlio!&lt;br /&gt;Nel matrimonio di Maria e Giuseppe si realizza pienamente il progetto iniziale della creazione dell'uomo: uomo e donna, a immagine della Trinità.&lt;br /&gt;In esso si realizza pienamente il dono dello Spirito Santo “riversato nei nostri cuori” (Rom 5,5).&lt;br /&gt;In esso si realizza pienamente la preghiera di Gesù nell'ultima cena: “siano come noi una cosa sola” (Gv 17,22). Qui perciò possono trovare motivi e fonte di riflessione e di imitazione sia le persone sposate, sia quelle consacrate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aldo Marengo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4883420210516690554?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4883420210516690554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4883420210516690554' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4883420210516690554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4883420210516690554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/11/il-ritrovamento-di-gesu.html' title='IL RITROVAMENTO DI GESU&apos;'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SR6BLY-pn7I/AAAAAAAAALU/D0eNMjnfA3w/s72-c/8.ritrovam..jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-968037852681856992</id><published>2008-11-05T00:53:00.001-08:00</published><updated>2008-11-05T00:55:12.888-08:00</updated><title type='text'>LA PRESENTAZIONE DI GESU'</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SRFfU2XYO-I/AAAAAAAAALM/KNVqeLgZrds/s1600-h/4.presentaz..jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265094251168414690" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SRFfU2XYO-I/AAAAAAAAALM/KNVqeLgZrds/s320/4.presentaz..jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;1.- Anzitutto viene sottolineato per ben quattro volte che la presentazione di Gesú al tempio avviene per osservare le prescrizioni della legge mosaica; non per nulla S. Giuseppe ' detto 'uomo giusto', cioè pienamente ligio allo spirito e alla lettera della legge del suo popolo.&lt;br /&gt;2.- S. Luca nomina poi per due volte la presenza dello Spirito Santo, come aveva già fatto nell'annunciazione di Maria e nella visita a S. Elisabetta.&lt;br /&gt;3- L'evangelista poi non esita ad usare le parole “i genitori” per indicare non solo la madre, ma anche S. Giuseppe, e di chiamarli “i1 padre e la madre di Gesù”: veri genitori, anche se Maria aveva concepito per opera di Spirito Santo; veri padre e madre di Gesù. La paternità di S. Giuseppe viene qui affermata a chiare lettere; era vera paternità di donazione totale al figlio: mente, volontà, cuore, sentimenti, presenza attiva di assistenza, custodia, educazione.&lt;br /&gt;4.- Curioso è poi il fatto che Simeone dopo aver benedetto i genitori, si rivolge soltanto a Maria, sua madre, lasciando da parte il padre; cosa tanto più strana perché contraria alla tradizione del popolo ebraico, che riconosceva solo nel padre l'autorità sulla famiglia. S. Giuseppe si stupisce delle parole pronunciate da Simeone, ed è portato a riflettere sul ruolo che gli compete in questa famiglia: il centro è il bambino, ..vicino a lui anzitutto la madre; a sé tocca di assistere i due con la sua presenza e attività sponsale e paterna. Di questo è ben conscio, ed è riconoscente per il ruolo assegnatogli da Dio: nessun uomo potrebbe desiderare di meglio!&lt;br /&gt;5.- Gesù viene qui presentato come salvezza per tutti i popoli, oltre che gloria del suo popolo. E' una visione, che supera i normali orizzonti della mentalità ebraica, che considerava tutti gli altri popoli come esclusi dalla salvezza del Messia. Anche per questo i due “padre e madre si stupivano delle cose che si dicevano”.&lt;br /&gt;6.- Inoltre a Maria vien predetto: a te una spada trafiggerà l'anima; profezia ancora oscura, ma drammatica, che colpisce profondamente non solo il cuore di Maria, ma anche quello del suo sposo Giuseppe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa significa per noi questo episodio della vita della santa famiglia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Che la nostra vita, dono gratuito di Dio, sta meglio nelle sue mani che nelle nostre, che perciò - a imitazione di Maria SS.ma e S. Giuseppe, dobbiamo offrirla volontariamente a Lui, perché Lui possa compiere in noi e per nostro mezzo il suo progetto di amore per tutti. Questo credette e così operò anche san Leonardo Murialdo.&lt;br /&gt;- Che la volontà di Dio, espressa attraverso i comandamenti e soprattutto 1'insegnamento e la vita di Gesù come ci viene descritta nel vangelo; è il nostro bene, anzi il meglio per noi. Dio è più intelligente di noi, e sa meglio di noi ciò che ci conviene, e ci vuole più bene di quanto ce ne vogliamo noi. Anche san Leonardo si lasciò guidare da queste convinzioni e ne fece il programma delle sue scelte.&lt;br /&gt;- Che i ruoli dei genitori sono diversi; ognuno deve rendersi conto di quello che spetta a lui, e rispettare quello che spetta all'altro/a.&lt;br /&gt;- Che i figli hanno un proprio destino-missione, che non tocca ai genitori stabilire, ma accettare e favorire, e che talora esige dolorose rinunce e distacchi.&lt;br /&gt;- Che la vita, anche quella dei nostri cari, non è sempre facile, né destinata a raccogliere ovunque e sempre, da tutti, comprensione e consensi. E questo impone una linea educativa realistica, che esclude una soverchia preoccupazione per offrire ai figli tutto il meglio, voler eliminare tutti gli ostacoli dalla loro esistenza; e obbliga a togliere ogni illusione dalla mente dei figli circa il loro avvenire concreto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Aldo Marengo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-968037852681856992?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/968037852681856992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=968037852681856992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/968037852681856992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/968037852681856992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/11/la-presentazione-di-gesu.html' title='LA PRESENTAZIONE DI GESU&apos;'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SRFfU2XYO-I/AAAAAAAAALM/KNVqeLgZrds/s72-c/4.presentaz..jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4715427961541807920</id><published>2008-10-29T01:16:00.000-07:00</published><updated>2008-10-29T01:20:06.944-07:00</updated><title type='text'>AMATO MA NON STIMATO - Intervista a p. Stramare</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SQgcg8sp1eI/AAAAAAAAALE/79upX3k9Nfc/s1600-h/brasile.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262487516957234658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 241px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SQgcg8sp1eI/AAAAAAAAALE/79upX3k9Nfc/s320/brasile.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Quali aspetti della “teologia giuseppina” sono maggiormente attuali?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per la verità, c’è ancora chi obietta che è esagerato parlare di “teologia giuseppina”, dando per scontato che la figura di san Giuseppe è del tutto “marginale” nella storia della salvezza. Rispondiamo subito a questa tanto errata quanto diffusa convinzione, suffragata dalla totale assenza di san Giuseppe nei manuali di teologia, che, proprio al contrario, pochi personaggi appartengono, invece, come san Giuseppe alla “sacra dottrina” e a quanto in essa “è ordinato a Dio”, secondo il pensiero di san Tommaso, il quale, seguendo il procedimento del vangelo secondo Matteo, ne considera la presenza e il ruolo proprio trattando “l’entrata del Figlio di Dio nel mondo”, all’interno dei misteri della vita di Cristo.&lt;br /&gt;Origene compendia la missione di san Giuseppe, definendolo “l’ordinatore della venuta del Signore”; da parte sua, san Giovanni Crisostomo gli riconosce il titolo di “ministro della salvezza”. Altro che figura “insignificante”, come qualche teologo dilettante si ostina a qualificarlo. Nessuna preoccupazione, dunque, di non essere “cristocentrici”, come oggi giustamente si esige, se ci occupiamo di san Giuseppe!&lt;br /&gt;Precisato questo, è facile comprendere come i differenti aspetti della “teologia giuseppina”, essendo strettamente connessi al mistero dell’Incarnazione, fondamento della Redenzione, siano al centro del Cristianesimo e, perciò, tutti attuali. E’ chiaro che, se ci riferiamo all’ambito pastorale, sono più urgenti quelli che riguardano la famiglia, il matrimonio e la paternità, realtà assunte dal Figlio di Dio nell’incarnazione per essere purificate e santificate. Non ne ha trattato ampiamente Giovanni Paolo II nell’Esortazione apostolica “Redemptoris custos”, ossia “Il custode del Redentore”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’esortazione apostolica “Redemptoris custos” deve ancora essere valorizzata?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’esortazione apostolica “Redemptoris custos” fu scritta nel 1989, ossia quindici anni fa. La sua importanza nell’insegnamento dottrinale di Giovanni Paolo II è sufficientemente sottolineata dal titolo, “Il custode del Redentore”, che colloca la figura e la missione di san Giuseppe nella stessa linea della “Redenzione”, propria delle grandi encicliche programmatiche: “Redemptor hominis”, “Redemptoris mater” e “Redemptoris missio”. A giudicare dai risultati si può dire che essa non solo non è stata valorizzata, ma che neppure è conosciuta. Chiunque se ne può rendere facilmente conto senza andare tanto lontano, controllando semplicemente quanto è stato fatto nella propria diocesi. Il “Movimento Giuseppino” , che ha creato un apposito “Meeting Point: Redemptoris custos” per facilitarne la conoscenza e lo studio, è ben documentato in proposito. Ai ripetuti inviti rivolti in tutte le direzioni, tutti hanno risposto esprimendo la loro… grande personale devozione verso san Giuseppe, ma nessuno (l’eccezione conferma la regola) è andato oltre. “Amato, ma non stimato” sembra la logica conclusione. Un serio bilancio di un esperto studioso di san Giuseppe, lo spagnolo José de Jesus Maria, intitolava così la sua relazione sull’esortazione apostolica: “Fracasos de la Redemptoris custos”. Questo severo giudizio deve far riflettere soprattutto coloro che, a qualsiasi titolo, si professano “giuseppini”. Abbiamo fatto ciascuno la propria parte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa si può fare per una più diffusa riscoperta del nostro Santo nella Chiesa?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La riscoperta deve avvenire sia dal punto di vista dottrinale che da quello della vita cristiana.&lt;br /&gt;Dal punto di vista della vita cristiana, tutta la Chiesa, che è stata sensibilizzata dal Concilio Vaticano II a servire l’ “economia della salvezza”, della quale Giuseppe fu “speciale ministro”, deve imparare da questo “singolare maestro a servire la missione salvifica di Cristo, compito che nella Chiesa spetta a ciascuno e a tutti: agli sposi ed ai genitori, a coloro che vivono del lavoro delle loro mani o di ogni altro lavoro, alle persone chiamate alla vita contemplativa come a quelle chiamate all’apostolato”. La riscoperta di san Giuseppe non può che promuovere il continuo impegno della Chiesa nel “ritrovare la propria identità nell’ambito del disegno redentivo”. San Giuseppe, infatti, è indissociabile dalla Chiesa allo stesso modo che è indissociabile da Gesù.&lt;br /&gt;Dal punto di vista dottrinale, la vera conoscenza di san Giuseppe dipende da quella dei “misteri” della vita nascosta di Gesù. La “Redemptoris custos” ne ha fatto il perno della teologia di san Giuseppe e il “Catechismo della Chiesa Cattolica” ne ha evidenziato l’importanza, sottolineando che “tutta” la vita di Cristo è “rivelazione, mistero e ricapitolazione”. L’esegesi dei Vangeli deve essere più attenta ai “fatti” nei quali il “mistero” è contenuto; da parte sua, la riflessione teologica e la liturgia devono illustrare il mistero e viverlo. Il compito non è facile, ma inevitabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In che modo un santuario dedicato a san Giuseppe può offrire oggi un valido servizio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se i “Centri di studio” sono come i “laboratori”, dove si valutano i materiali e si confezionano i prodotti, i Santuari possono essere visti come i luoghi, “vetrine e negozi”, dove i prodotti sono successivamente presentati e offerti ai consumatori. Coloro i quali separano la “pastorale” dallo “studio” fanno, dunque, un cattivo servizio al loro “gregge”. Ai Santuari è affidato, infatti, il difficile compito di trasferire la dottrina nella vita cristiana attraverso una predicazione più mirata e la scelta di quelle pratiche di pietà più idonee ad esprimere la fede. La “devozione popolare” è pur sempre “devozione”, ossia volontà di dedicarsi prontamente alle cose che riguardano il servizio di Dio. Come “educare” tale volontà senza il supporto di una appropriata catechesi? Di qui la necessità di un fondamento esegetico in linea con il magistero della Chiesa, di una iconografia che renda visibili i misteri della vita di Cristo, e di un canto nutrito da un testo che contenga il messaggio cristiano. Predicazione, arte e musica sono tre componenti pastorali che non possono essere lasciate all’improvvisazione e al gusto personale: esse debbono rispecchiare la “sacra doctrina”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4715427961541807920?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4715427961541807920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4715427961541807920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4715427961541807920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4715427961541807920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/10/amato-ma-non-stimato-intervista-p.html' title='AMATO MA NON STIMATO - Intervista a p. Stramare'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SQgcg8sp1eI/AAAAAAAAALE/79upX3k9Nfc/s72-c/brasile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5980368338532113789</id><published>2008-10-20T23:56:00.000-07:00</published><updated>2008-10-21T00:06:12.029-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE A BURGOS</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SP1_WH0MAgI/AAAAAAAAAK8/hWxTrq3LmD4/s1600-h/cefalu2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259499957870395906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SP1_WH0MAgI/AAAAAAAAAK8/hWxTrq3LmD4/s320/cefalu2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un bassorilievo in una cappella del seminario di San Giuseppe in Spagna a Burgos mi ha sorpreso. La sua realizzazione è profondamente popolare, ci dà uno schema, una sintesi, sia di quanto si rappresenta davanti allo spettatore sia dell’intenzione particolare dell’autore. Lo schema di un’opera d’arte popolare come questa è così candida e felicemente tenera, da afferrare l’attenzione di chi guarda, perché si fa comprensibile con linee facilmente interpretabili. Il quadro, recentemente restaurato, emana gioia, attraverso molteplici colori senza gamme irritanti. Difficilmente si può allontanare la vista da un invito così cordiale.&lt;br /&gt;I personaggi cesellati sono evidenti, Maria e il Bambino con occhi di nero tizzone dirigono il loro sguardo al nostro Giuseppe; loro sono pacificamente seduti, lui in ginocchio con il busto inclinato verso avanti guarda il Bambino. Maria con il suo petto avvolge e con le sue braccia stringe il Bambino posato sul suo grembo, che cerca con il braccio disteso quanto Giuseppe offre: giocattoli naturali, un uccellino e il suo nido, attirano l’attenzione del Bambino.&lt;br /&gt;Giuseppe di fronte all’Incarnato (il roseo Bambino) ha la fisionomia di un giovane padre, offre in ginocchio, afferrando con una mano il bordo anteriore di uno sgabello, (inginocchiatoio o altare) in atteggiamento di alzarsi verso il Bambino. Si nota la tensione, l’attrazione mutua, i tre sguardi s’incrociano, bracci stesi, quello del bambino e Giuseppe che offre il regalo facendo il gesto di avvicinarsi e mettersi in piedi. Nel fondo del quadro c’è un’aureola scintillante in campo celeste dietro Maria vergine, che indica la sua maternità. Due alberi si elevano, il cipresso e il rovere, tutti e due si collocano agli estremi, uno punta verso l’alto, l’alto tronco e rami si piegano ad arco. Il cipresso punta verso Dio, dietro la Maternità e il Bambino Divino, il rovere dà ombra a Giuseppe, e porta tagli di potatura: l’umano si piega perché spunti il Divino.&lt;br /&gt;Nell’arte, dal rinascimento, San Giuseppe appare in ombra vicino al Bambino e a Maria, centro della rivelazione. Benché l’ombra cada su Giuseppe, qui tutto indica lui; di fronte all’attrazione abituale della tenerezza di una madre col suo Bambino, il loro sguardo e quello spettatore cerca il terzo personaggio nella sua posizione insolita, nei suoi gesti e nella sua inclinazione. Tutta la scena traspira affetto, condiscendenza, gioco e colore, dono reciproco.&lt;br /&gt;Osservando questo quadro devozionale mi è rimasta questa figura, è un’immagine che aiuta; il candore riflesso, l’offerta e lo sguardo ci pongono nella linea della confidenza. All’inizio delle attività ordinarie possiamo sentire l’ombra dell’abitudine, dell’insufficienza di non poter raggiungere quelle mete verso le quali, nonostante tutto, non desistiamo. Possiamo iniziare di nuovo, stabilendo un clima di attenzione verso l’altro, d’inclinazione e cortesia, un ambiente simile a quello di Nazaret ci può andare molto bene là dove si conservano i segreti della fede nella semplicità di una vita….&lt;br /&gt;I compromessi possono giungere a infastidirci sotto il peso dei giorni e delle urgenze; non è poca cosa considerare la grazia e il gioco, fra una mano che offre un uccellino e un animo sorpreso e infantile; è l’allegoria di una “famiglia-nido”, e di un “bambino-uccellino” che sta già desiderando volare…… &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Luis Fernandez&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5980368338532113789?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5980368338532113789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5980368338532113789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5980368338532113789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5980368338532113789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/10/san-giuseppe-burgos.html' title='SAN GIUSEPPE A BURGOS'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SP1_WH0MAgI/AAAAAAAAAK8/hWxTrq3LmD4/s72-c/cefalu2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-3808085645061536667</id><published>2008-10-14T07:17:00.000-07:00</published><updated>2008-10-14T07:24:22.439-07:00</updated><title type='text'>PUBBLICAZIONI GIUSEPPINE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SPSqnrHnpdI/AAAAAAAAAK0/lk3915BStQA/s1600-h/vetrata.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257014263614514642" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SPSqnrHnpdI/AAAAAAAAAK0/lk3915BStQA/s320/vetrata.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;PREGHIERE A SAN GIUSEPPE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un bel volume illustrato (con tavole di Musio), alla sua seconda edizione, che si presenta come una bella raccolta di invocazioni al nostro santo, curata da Giuseppe Brioschi.. Nessun santo – si afferma in copertina – può avere tanti meriti per ottenere da Gesù grazie, come san Giuseppe. Nessuno potrà mai dire a Gesù: “Io ti diedi da mangiare col mio sudore, ti procurai il vestito, io ti diedi da bere”. Nessun santo potrà mai dire a Gesù come Giuseppe: “Io ti ho educato, ancora bambino, ti portai con queste mie braccia, ti nascosi in Egitto e là ti liberai dalla morte spietata a cui Erode tentava di condannarti. Io in una parola fui il tuo custode, il tuo padre davidico”. Come Gesù non può negare i favori che ha ricevuto da san Giuseppe, così non sa negargli niente di ciò che lui gli chiede. Se poi Giuseppe chiede qualche grazia a Dio per mezzo di Maria, che cosa potrà mai negare Maria di ciò che le chiede il suo sposo, e Gesù di ciò che gli chiede sua Madre? Ecco la misteriosa scala attraverso cui salgono a Dio le nostre preghiere e discendono esaudite. Preceduta dalla presentazione di T. Stramare, la pubblicazione si divide in quattro parti, ognuna in riferimento a un documento pontificio. La Chiesa onora san Giuseppe, con la lettera apostolica “Le voci” di Giovanni XXIII, presenta il nostro santo come Patrono della Chiesa, dei sacerdoti, dei lavoratori e dei moribondi. La Chiesa prega san Giuseppe, con l’enciclica “Quamquam pluries” di Leone XIII, propone le preghiere A te o beato Giuseppe, i sette dolori-gioie, il sacro manto, tridui, settenari, novene, suppliche. La Chiesa si affida a san Giuseppe, con l’esortazione “Neminem fugit”, riporta la consacrazione alla Santa Famiglia. Infine, la Chiesa imita san Giuseppe, con la lettera apostolica “Redemptoris custos” di Giovanni Paolo II, raccoglie i testi della Liturgia delle ore della solennità di san Giuseppe.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LECTIO DIVINA SU SAN GIUSEPPE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un altro volumetto della medesima editrice ha come autore Giovanni Sgreva, che propone una serie di riflessioni in forma di novena. E’ interessante come viene sottolineato che dove si onora Maria non si può fare a meno di accogliere pure in modo singolare la figura di san Giuseppe: “Se poi aggiungiamo che là dove c’è un’opera di Maria, essa agisce sempre in unità con san Giuseppe, perché sono indissolubilmente uniti in tutto, allora anche nella preghiera si è legati in modo indissolubile, oltre che a Maria, anche allo sposo Giuseppe” (cf. p. 7). Giorno per giorno si può imparare dal nostro santo: la fede, l’umiltà, l’obbedienza, la pazienza, la purezza, il silenzio, l’abbandono, la difesa dal maligno, la provvidenza. Il testo riporta infine le preghiere del Sacro Manto in linguaggio aggiornato e la “Redemptoris custos” in appendice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;EDITRICE SHALOM, via san Giuseppe 57 – 60020 Camerata Picena (AN)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-3808085645061536667?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/3808085645061536667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=3808085645061536667' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/3808085645061536667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/3808085645061536667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/10/pubblicazioni-giuseppine.html' title='PUBBLICAZIONI GIUSEPPINE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SPSqnrHnpdI/AAAAAAAAAK0/lk3915BStQA/s72-c/vetrata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-8000564067099023514</id><published>2008-10-07T00:45:00.000-07:00</published><updated>2008-10-07T00:50:35.620-07:00</updated><title type='text'>IMMAGINE DELLA CHIESA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SOsUj_9PfYI/AAAAAAAAAIk/W_Amr9qKnVE/s1600-h/vivo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254315998954093954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SOsUj_9PfYI/AAAAAAAAAIk/W_Amr9qKnVE/s320/vivo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Giuseppe merita un posto di rilievo nella spiritualità della comunità cristiana. Non solo la sua è una proposta di ampio respiro nell’itinerario di fede, ma è come una “porta” che ci fa entrare nello spirito della Chiesa, che si specchia nella Santa Famiglia. Capo di questa Famiglia, come sappiamo, è proprio Giuseppe, motivo per cui è proclamato anche oggi “Patrono della Chiesa universale”. Un patrocinio che è esercizio di paternità sui credenti, di singolare intercessione sul Figlio, di modello per ogni condizione di vita. Soprattutto è passaggio di ingresso nella Famiglia di Dio, figura e immagine della Chiesa nel mondo.&lt;br /&gt;C’ è un’interessante riflessione del teologo protestante Karl Barth, secondo il quale san Giuseppe sarebbe da preferire a Maria stessa quale prototipo dell’essenza e della funzione della Chiesa. Il giuseppino biblista p. Giuseppe Danieli osserva: “realmente, san Giuseppe ebbe il compito di custodire, difendere, nutrire, educare Gesù (non generarlo): e questo è eminentemente il compito della Chiesa oggi”. In effetti il Custode del Redentore ci si presenta come “immagine” del popolo di Dio e del singolo cristiano, chiamato in ogni tempo a portare e a difendere la presenza di Cristo nel mondo. Il compito oggi non è tanto quello di generarlo, perché il Risorto è vivo e operante tutti i giorni, fino alla fine del mondo, quanto piuttosto quello di custodirlo e di proteggerlo, davanti all’opposizione dichiarata, o all’indifferenza e alla scristianizzazione, quello di farlo crescere nella vita della comunità cristiana. Una testimonianza tanto più esigita dal confronto e dal dialogo necessario con chi non crede, appartiene ad altra Chiesa o religione. Il dialogo infatti non esime dal difendere la propria identità, cultura e tradizione, nel reciproco rispetto.&lt;br /&gt;Non si tratta di una pia devozione, magari superata o per le vecchiette di una volta, ma di riconoscere dunque in san Giuseppe l’immagine della Chiesa, il prototipo di quel ruolo fondamentale che consiste nel presentare e portare Gesù. E’ fuor di dubbio che ci sia bisogno nell’attuale società di essere fedeli a tale compito per ogni cristiano. Il mondo laicista che non accetta nemmeno il dato di fatto delle “radici cristiane” del nostro popolo, deve far pensare. Se poi la Chiesa stessa è attaccata e la sua dottrina viene ritenuta dagli opinionisti che vanno per la maggiore retrograda sulle sue posizioni, è il momento di rifarsi maggiormente al suo Protettore, che è il protettore di Cristo stesso. Non per niente la proclamazione del patrocinio di san Giuseppe da parte di Pio IX avviene in uno dei momenti più difficili della sua storia. Opportunamente Giovanni Paolo II, nella sua esortazione apostolica “Redemptoris Custos”, sottolinea la “perdurante attualità” bimillenaria del nostro santo e la necessità del ricorso alla sua intercessione; portando il suo esempio personale, ha confidato di invocarlo ogni giorno, specie al termine della Messa.&lt;br /&gt;Vedere dunque in san Giuseppe, insieme alla sua Sposa, l’immagine stessa della Chiesa, ci induce a scoprire in lui, nel suo modello di santità, il nostro “dover essere”. Ci porta a impostare la nostra esistenza, come un suo “poter essere”. L’arricchimento che ci dona tale scoperta è straordinario. L’esempio di tanti santi e suoi devoti, fino al fondatore del santuario di San Giuseppe Vesuviano don Giuseppe Ambrosio, è una garanzia. A questo punto, occorre provare per credere. Per parte nostra lo scegliamo come il migliore compagno di viaggio. Ci auguriamo che il Custode del Redentore, pienamente inserito nel mistero di Cristo e della Chiesa, trovi più spazio in ciascuno e in ogni comunità ecclesiale, nella predicazione e nella catechesi, in modo da riconoscere in lui quella che è l’essenza della propria funzione, e da assegnare a lui il posto che gli spetta nella spiritualità cristiana del presente e del futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-8000564067099023514?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/8000564067099023514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=8000564067099023514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8000564067099023514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8000564067099023514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/10/immagine-della-chiesa.html' title='IMMAGINE DELLA CHIESA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SOsUj_9PfYI/AAAAAAAAAIk/W_Amr9qKnVE/s72-c/vivo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4083456312351434282</id><published>2008-09-29T23:46:00.000-07:00</published><updated>2008-09-29T23:56:41.200-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE A TRENTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SOHNOPhmEZI/AAAAAAAAAIc/R7Rs88IFCC4/s1600-h/trento.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251704285060010386" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SOHNOPhmEZI/AAAAAAAAAIc/R7Rs88IFCC4/s320/trento.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Già dal 1934 si pensa di costruire nella zona periferica della parrocchia del Duomo di Trento, dove si è accresciuta la popolazione, una nuova chiesa “in onore di san Giuseppe”. La devozione al nostro santo era assai diffusa tra i fedeli trentini, ma si era notato che nessuna chiesa gli era stata dedicata. Per questo si scelse di intitolargli la nuova chiesa che doveva sorgere nel cuore della Diocesi, perché divenisse il centro spirituale della devozione giuseppina e quindi il “santuario diocesano” del grande santo, Protettore della Chiesa universale, della famiglia e dei lavoratori. Si formò quindi un comitato che provvide innanzitutto a dotare la zona di una cappella provvisoria, in seguito con funzione di parrocchia, ma solo dopo la guerra si riprese con maggiore determinazione il progetto che venne infine completato negli anni ‘50 e inaugurato nel 1958, “nel nome di san Giuseppe Operaio”, la cui festa era stata proclamata da Pio XII il 1 maggio.&lt;br /&gt;Il Tempio, che si presenta con moderna linea architettonica, è notevole; basta pensare che la lunghezza è di 53 metri, la larghezza di 25, l’altezza della facciata di 27 e del campanile di 50. Nell’insieme è informato a un piacevole gusto neoromanico. La facciata, rivestita in pietra bianco/grigia martellata nella sua mole massiccia e squadrata, è movimentata dal triplice arco degli ingressi e da un ampio rosone che all’interno presenta una maestosa raffigurazione di san Giuseppe che, amorevole e paterno, vigila ed assiste . Chi dunque entra in chiesa se lo trova alle spalle; e non è male sapere di avere il santo giusto che “ci protegge alle spalle”… L’ampia navata si presenta capiente e accogliente. Domina nel presbiterio l’altare e la grande croce; è interessante che ai piedi del Crocifisso, oltre Maria e Giovanni, è raffigurato al centro san Giuseppe. L’immagine del nostro santo in apoteosi, richiamata nel bronzo del tabernacolo e ai piedi della croce, ne fa dunque un presente, non un assente o un invisibile, nella vita personale e comunitaria di coloro che vi si raccolgono in preghiera.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4083456312351434282?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4083456312351434282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4083456312351434282' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4083456312351434282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4083456312351434282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/09/san-giuseppe-trento.html' title='SAN GIUSEPPE A TRENTO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SOHNOPhmEZI/AAAAAAAAAIc/R7Rs88IFCC4/s72-c/trento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-7942389389876199627</id><published>2008-09-16T00:52:00.000-07:00</published><updated>2008-09-16T00:58:57.944-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE AD ALTAMURA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SM9nNTREACI/AAAAAAAAAIU/3Q19L6lGeEM/s1600-h/9.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246525569117716514" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SM9nNTREACI/AAAAAAAAAIU/3Q19L6lGeEM/s320/9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;E' antichissima la devozione degli altamurani verso il loro Patrono S. Giuseppe. La città di Altamura situata nel cuore della Murgia , nell'entroterra barese, ma allo stesso tempo a pochi passi dalla Basilicata, conta più di 60.000 abitanti. Ogni anno accoglie turisti e visitatori che si recano principalmente ad ammirare la bella ed importante cattedrale. Il sacro edificio, fatto costruire da Federico Il di Svevia tra gli anni 1232 e 1242, è dedicato alla Vergine Assunta e presenta esternamente una facciata con due campanili, un portale quattrocentesco con preziosi bassorilievi posti sul timpano e un magnifico rosone a raggi con ghiera scolpita. All'interno, la cattedrale è suddivisa in tre ampie navate, conserva capitelli e sculture originali, un interessante coro ligneo della metà del' 500 e una riproduzione in pietra locale del presepe, risalente al 1587, ad imitazione forse di quello esistente nella vicina cattedrale di Matera. Dopo queste doverose e brevi notizie storiche, c'è da aggiungere che sotto Federico II la città venne ripopolata e denominata Alta Augusta.&lt;br /&gt;Ma come è nata e si è propagata nel cuore degli altamurani la devozione verso S. Giuseppe? Il popolare Santo fu proclamato Patrono della città il 27 febbraio 1638, ma già nel 1400 nella cattedrale troviamo un altare dedicato a S. Giuseppe. Fu infatti Federico di Aragona, già principe di Altamura dal 1485 al 1495, il quale lasciando il suo regno per andare in esilio in Francia, inviò la seguente disposizione:" Il Re mantiene sotto la giurisdizione dell’Arciprete di Altamura, mons. Francesco Rossi, l'altare di S. Giuseppe con le sue rendite, esistenti nella Chiesa Maggiore di regio patronato". Allo stesso mons. Rossi si deve l'ampliamento della cattedrale e la posa dello stemma aragonese avvenuto dopo la morte del re Ferdinando I, padre di Federico.&lt;br /&gt;Nel 1527 il nuovo arciprete mons. Niccolò Sapio fece costruire all'interno della cattedrale la cappella in onore di S. Giuseppe, di cui era molto devoto lo stesso Federico; fu ingrandita nel 1653 quand'era arciprete lo spagnolo Giovanni Montero Olivares. Un anno più tardi venne collocata sull'altare la bella e semplice statua di S. Giuseppe, opera di un discepolo di Gian Lorenzo Bernini, lo scultore romano Giacomo de Micci. La cappella che custodisce il SS. Sacramento, fu completata nel 1711 con il ciborio, ricco di una cornice decorata da angioletti in marmo bianco; nella stessa occasione venne installato uno splendido paliotto ad intarsio policromo. Il gruppo marmoreo del Santo, posto all'interno di una nicchia, comprende anche il Bambino Gesù, che il Santo stesso sostiene per la mano, mentre nella sinistra mostra un giglio, simbolo della sua purezza. Fu realizzata grazie alle offerte della popolazione come è ricordato nell'iscrizione alla base della statua stessa: " A Giuseppe, sposo della Vergine Madre di Dio Cristo Redentore, al senza dubbio il più potente di tutti i Santi, la Città di Altamura perciò dedica a suo Sovrano Patrono 1654".&lt;br /&gt;C'è da ricordare che nel passato esisteva nella stessa cattedrale la cosiddetta "Congrega" di S. Giuseppe, un sodalizio che contribuì notevolmente all'arricchimento dell'architettura religiosa di tutta la città. Nel 1742 il Capitolo della cattedrale ricevette in dono dall'artista napoletano Ignazio Nassi, un busto d'argento raffigurante il Santo, che veniva recato in processione dai maestri sartori. Il pregevole lavoro, settant'anni più tardi, fu purtroppo venduto e col ricavato si provvide a restaurare la parte muraria dell'altare maggiore che presentava diverse e pericolose lesioni. Nella seconda metà del'700 la cappella di S. Giuseppe venne rivestita in marmo dall'artista Crescenzio Trinchesi, pure napoletano. Nel 1836 Altamura, invasa dal colera e dalla peste, fu liberata grazie all'intercessione di S. Giuseppe invocato dai cittadini, i quali in segno di ringraziamento e gratitudine acquistarono poi una statua in legno policromo fatta eseguire a Venezia. Sul Corso principale, in prossimità dell'antica porta Fontana de Barda, chiamata attualmente porta Bari, c'è un'edicola dedicata a S. Giuseppe; una lapide commemora il terzo centenario della proclamazione dell'umile falegname di Nazareth a Patrono della città; questa l'iscrizione: "Al glorioso Patriarca S. Giuseppe, proclamato nel 1638 celeste Patrono, questa storica città di Altamura, dopo solenni feste tricentenarie fu pubblicamente riconsacrata dal Vescovo Domenico Dell'Aquila e dal Podestà Avv. Vincenzo Nota l'l1 maggio 1938 - XVI. Presenti clero autorità cittadinanza e numerosi Vescovi Pugliesi Lucani.".&lt;br /&gt;In varie case di Altamura, c'è tuttora l'usanza di dedicare al Santo Patrono un piccolo altare domestico e, nel giorno della sua festa liturgica, distribuire il pane ai poveri. Ai giorni nostri, il 19 marzo, la statua lignea del Santo viene recata in processione per le strade del centro cittadino e specialmente nei cosiddetti "claustri", le zone più antiche di Altamura ove erano le caratteristiche costruzioni in tufo. Il corteo religioso richiama ogni anno tanti devoti e tanta gente ed ha luogo in forma penitenziale in quanto la ricorrenza cade sempre in quaresima. I festeggiamenti proseguono e si concludono poi nella cattedrale, presso la quale gli altamurani si ritrovano tutti insieme a pregare il venerato e amato loro Patrono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gualtiero Sabatini&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-7942389389876199627?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/7942389389876199627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=7942389389876199627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7942389389876199627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7942389389876199627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/09/san-giuseppe-ad-altamura.html' title='SAN GIUSEPPE AD ALTAMURA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SM9nNTREACI/AAAAAAAAAIU/3Q19L6lGeEM/s72-c/9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5937524249707132927</id><published>2008-09-06T00:29:00.000-07:00</published><updated>2008-09-06T00:40:21.130-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE A NAZARET</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SMIzFKqXYAI/AAAAAAAAAIM/vu77380fDI4/s1600-h/P5280343.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242809080067088386" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SMIzFKqXYAI/AAAAAAAAAIM/vu77380fDI4/s320/P5280343.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nella presentazione delle chiese e dei santuari dedicati a san Giuseppe, hanno indubbiamente un posto di rilievo i luoghi della Terra santa. Andare in quei posti in cui lui è vissuto, insieme a Maria e a Gesù, ricordare in quegli ambienti i fatti della sua esistenza e rivivere in qualche modo proprio lì i vangeli dell’infanzia, è certo il migliore pellegrinaggio che si possa fare. A Betlemme, nella basilica della Natività, accanto alla grotta della mangiatoia, si trova la cappella dedicata a san Giuseppe. Nell’Egitto cristiano sono diversi i luoghi che ambiscono l’onore di aver ospitato la Santa Famiglia nel suo esilio: Il Cairo, Eliopoli, Matarieh... Nei dintorni di Gerusalemme si ricorda il luogo dove sotto una quercia si sarebbe riposata la Santa Famiglia e anche quello dove Giuseppe e Maria si sarebbero accorti di aver smarrito Gesù. Nella Valle di Giosafat un sepolcro viene ritenuto da una tradizione non documentata quello di san Giuseppe. E’ comunque a Nazaret, in Galilea, che si concentrano i ricordi del nostro santo, sia sotto la basilica dell’Annunciazione che poco distante in quella che è appunto chiamata la chiesa di san Giuseppe. Passata dai giudeo-cristiani ai Gentili e all’occupazione musulmana, è stata prima costruita dai Crociati, poi abbattuta, infine è andata in mano ai Francescani che con l’intervento del p. Viaud all’inizio del secolo scorso hanno rimesso in luce le rovine sottostanti, che fanno supporre l’identificazione del luogo che già nel 670 Arculfo citò come la casa di san Giuseppe, il luogo della “nutrizione” ovvero “dove Gesù era stato nutrito”. Si tratta di scavi e occorre pensare che le case erano per lo più degli spazi ricavati nelle rocce. In questi sotterranei, a cui si può accedere come in una cripta attraverso la chiesa, ci sono diversi vani, un pozzo e una vasca, con resti paleo-cristiani, usati forse anticamente per il battesimo. Sulla facciata troviamo una nicchia che racchiude un bel gruppo statuario che raffigura la santa Famiglia. All’interno ci sono diverse opere interessanti, affreschi e quadri ad olio riguardanti san Giuseppe. Nelle vetrate lo vediamo rappresentato come Patrono della Chiesa, Specchio di pazienza e nella fuga in Egitto. Sotto la mensa troviamo scritto in latino: “hic erat subditus illis” (qui era loro sottomesso). Basta questa frase a rendere quanto mai sacro e significativo quel luogo dove, ci si può facilmente immaginare, sono vissuti Gesù, Giuseppe e Maria, e rimane indimenticabile. Ci fa piacere che da alcuni anni il nostro santuario di San Giuseppe Vesuviano custodisce come reliquia preziosa una piccola pietra della Casa di Nazaret, suggello visibile di uno spirituale gemellaggio nel nome del nostro santo che unisce la terra del Vesuvio con quella di Galilea.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5937524249707132927?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5937524249707132927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5937524249707132927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5937524249707132927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5937524249707132927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/09/san-giuseppe-nazaret.html' title='SAN GIUSEPPE A NAZARET'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SMIzFKqXYAI/AAAAAAAAAIM/vu77380fDI4/s72-c/P5280343.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-8239935139188364520</id><published>2008-08-27T00:51:00.000-07:00</published><updated>2008-08-27T01:03:31.555-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE A BRESCIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SLUJ7pktJcI/AAAAAAAAAIE/AFlJDjHQCYk/s1600-h/brescia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239104661892179394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SLUJ7pktJcI/AAAAAAAAAIE/AFlJDjHQCYk/s320/brescia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Proprio dietro Piazza della Loggia, nel centro storico di Brescia, si trova la chiesa di san Giuseppe, la cui costruzione è iniziata nel 1519. La facciata settecentesca rimane alquanto nascosta dato che sbuca a sorpresa in un vicoletto; sopra l’ingresso c’è il rosone e in cima tre curiosi pinnacoli. Più ancora sorprende l’interno, davvero imponente con la sua pianta basilicale a tre navate suddivise da colonne alte e possenti. Il presbiterio con l’altare maggiore è notevolmente sopraelevato sulla cripta. L’impronta francescana si nota sia dalla severità delle linee architettoniche sia dalla devozione ai santi espressa nelle dieci cappelle laterali. E’ corredata da una serie di affreschi e dipinti che non guastano la vastità e l’austerità dell’ambiente. Dedicata a san Giuseppe, patrono degli artigiani, pare un sacrario un po’ di tutte le arti, con i patroni dei vari mestieri e le tombe di personaggi illustri. C’è ad esempio S. Lucio, protettore dei casari e dei salumieri, S. Martino de Porres protettore dei barbieri e dei parrucchieri, S. Crispino patrono dei calzolai e dei pellettieri, S. Omobono patrono dei sarti, il beato Francesco Arrigoni degli studenti ecc. In effetti tutto il quartiere doveva essere ricco di botteghe e di commercio, le cui associazioni di categoria venivano rappresentate nella chiesa. Nella grande pala dell’abside, opera di Antonio Cappello del 1719, è raffigurato san Giuseppe a sinistra e san Francesco a destra; in alto l’Immacolata e l’eterno Padre. Nella sesta cappella a sinistra, dedicata al nostro santo, lo troviamo ancora insieme alla Madonna, S. Sebastiano e S. Rocco; si tratta di un dipinto di Luca Mombello del 1580. Nella galleria del terzo chiostro del convento annesso, mentre una volta stavano sulle pareti della navata centrale, sono collocate otto tele di vari autori che hanno per soggetto la vita di san Giuseppe; precisamente: l’annunciazione, la visitazione, il sogno di S. Giuseppe, la nascita di Gesù, la purificazione di Maria, l’adorazione dei Magi, la fuga in Egitto, la morte di S. Giuseppe. Vicino al portone d’ingresso troviamo esposta infine una statua del Patrono con Gesù adolescente in atteggiamento da lavoro. Questa chiesa, forse non molto nota, risulta in effetti tra le più grandi ed antiche esistenti in Italia in onore del nostro santo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-8239935139188364520?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/8239935139188364520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=8239935139188364520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8239935139188364520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8239935139188364520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/08/san-giuseppe-brescia.html' title='SAN GIUSEPPE A BRESCIA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SLUJ7pktJcI/AAAAAAAAAIE/AFlJDjHQCYk/s72-c/brescia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6530678022077480118</id><published>2008-08-20T00:05:00.000-07:00</published><updated>2008-08-20T00:14:42.951-07:00</updated><title type='text'>IL SANTUARIO DI SORRENTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SKvEAaAQoJI/AAAAAAAAAH8/nFUhNci-eJs/s1600-h/sorrento.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236494503007789202" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SKvEAaAQoJI/AAAAAAAAAH8/nFUhNci-eJs/s320/sorrento.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nella bella Sorrento, da sempre cantata da poeti e scrittori per le sue bellezze, per il suo caratteristico affacciarsi sul mare del golfo di Napoli e dell’isola di Capri, c’è una “perla” che ci interessa particolarmente per il fatto che ci accomuna per molteplici versi al nostro santo. La devozione a san Giuseppe ha avuto su quel territorio un notevole impulso grazie alla confraternita dei Giuseppini ivi istituita il 19 marzo 1873, nella stessa data della fondazione a Torino della congregazione dei Giuseppini del Murialdo. Più o meno nel medesimo periodo della statua di san Giuseppe nel nostro santuario, pure qui prende il suo posto una nuova statua di san Giuseppe, modellata anch’essa in legno dall’artista napoletano Pedace, curiosamente molto simile a quella che due secoli prima aveva preso il suo posto a S. Giuseppe Vesuviano. Nelle due raffigurazioni infatti si presenta il Bambino Gesù che ritto su di uno sgabello si rivolge verso il suo padre terreno e lo abbraccia affettuosamente. Pare che un modello simile più antico si trovasse precedentemente nel Duomo di Napoli. Quando nel 1896 si pone la prima pietra a S. Giuseppe Vesuviano, anche a Sorrento si decide di erigere un Tempio allo Sposo di Maria. E così nel 1905 lo vediamo già costruito ad unica navata nella sua parte grezza e anch’esso benedetto dal Papa Pio X. Nella zona collinare di Sant’Agnello, tra gli uliveti e gli aranceti, troviamo dunque il bel santuario di san Giuseppe. Nel 1920 si avvia il bollettino “Ite ad Joseph” che tuttora pubblica qualche numero all’anno. Nel 1933 si inaugura un grandioso organo da concerto. Nel 1937 si avvia la facciata, completata solo vent’anni dopo (ci è voluto altrettanto anche per quella monumentale di S. Giuseppe Vesuviano!), che si presenta con due torri campanarie e un portale con la lunetta dedicata al Patrono e sormontata dalle statue dei santi apostoli Pietro e Paolo. Le decorazioni dell’interno, iniziate con l’abside negli anni ’20, vengono completate con la serie di affreschi del pittore veronese A. Pegrassi solo negli anni ’50, con bei dipinti raffiguranti nel soffitto lo sposalizio, il Transito e la gloria di san Giuseppe, e poi ancora nell’abside il sogno di san Giuseppe, la nascita di Gesù, la fuga in Egitto e la Santa Famiglia. Nel 1970 l’altare maggiore e il Trono giungono all’attuale sistemazione. Nel 1991 infine si allestiscono le vetrate policrome. La confraternita, con quasi 400 membri, è tuttora fiorente e non manca la sentita partecipazione del popolo, specie in occasione della festa del Patrono e dei riti della Settimana santa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6530678022077480118?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6530678022077480118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6530678022077480118' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6530678022077480118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6530678022077480118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/08/il-santuario-di-sorrento.html' title='IL SANTUARIO DI SORRENTO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SKvEAaAQoJI/AAAAAAAAAH8/nFUhNci-eJs/s72-c/sorrento.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5257586020101135925</id><published>2008-08-13T02:29:00.000-07:00</published><updated>2008-08-13T02:32:12.377-07:00</updated><title type='text'>NELLA TUA VIA LA NOSTRA VIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SKKp6M2AimI/AAAAAAAAAH0/14F1k8kADOE/s1600-h/3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233932534303197794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SKKp6M2AimI/AAAAAAAAAH0/14F1k8kADOE/s320/3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cammino di fede, che già nella terminologia indica quel percorso che in qualità di cristiani abbiamo da fare, ci si presenta davanti Gesù risorto, maestro e modello di vita che intendiamo seguire. Non siamo come gli altri che non credono e magari non sanno dove andare. Noi seguiamo Cristo, che dice espressamente: “Io sono la via”. Noi abbiamo il Vangelo e quello desideriamo vivere. Nei secoli che si sono succeduti, la spiritualità cristiana si è arricchita di proposte e di carismi; i santi e i fondatori hanno rilanciato al mondo le Parole del Signore, quelle che nelle varie epoche storiche era più necessario riascoltare.&lt;br /&gt;Anche san Giuseppe presenta con la sua vita un carisma, quello che chiamiamo “lo spirito giuseppino”. A ben guardare, troviamo nella via che egli ha percorso un itinerario tracciato in qualche modo e misura anche per noi, che intendiamo accogliere il suo stile e il suo modello di santità. Per quanto costellata di alcuni avvenimenti eccezionali e perfino singolari, vediamo che a grandi linee la sua via può essere anche la nostra. Diciamo anzi che l’esempio di san Giuseppe, in qualità di Patrono di tutta la Chiesa, non è solo uno stile specifico, che come tale è esposto al rischio di essere ridotto ad appannaggio di qualche comunità (fosse pure una congregazione che si fregia di averlo come titolare), ma è una linea di santità propria del cristianesimo e dell’ecclesiologia. Non può mancare alla Chiesa, si afferma giustamente, la dimensione istituzionale né quella carismatica. Non le può mancare il profilo petrino né quello mariano. Non le deve mancare, aggiungiamo noi, nemmeno quello giuseppino. Non per niente troviamo la storia di Giuseppe intrecciata con quella di Gesù e Maria; non per niente il primo bozzetto di Chiesa si rispecchia in quella Famiglia di Nazaret, vista da molti come l’immagine terrena della Trinità celeste. Non c’è poi da credere che, essendo il nostro santo un uomo di poche parole, abbia poco da dire alla Chiesa e al mondo di oggi. Non esiste quindi solo la “Via Crucis” o la “Via Mariae”; c’è anche la “Via di Giuseppe”, da fare nostra. E allora ripercorriamo la sua avventura, imparando quelle che possono essere come le tappe essenziali della vita e del cammino di fede. Eccone un rapido schema.&lt;br /&gt;L’Annunciazione: come san Giuseppe che cambia i suoi sogni e i suoi progetti per quelli di Dio, intraprendiamo “la via giusta”, facendo quello che il Signore vuole da noi e rispondendo alla vocazione a cui ci chiama. Lo sposalizio: come Giuseppe che sposa Maria e intesse con lei una nuova vita, prendiamo anche noi la Madonna per sempre nella nostra casa, e diamo senso alla nostra esistenza mettendo l’amore al primo posto, per Dio e per il prossimo. Il Natale: come Giuseppe fa spazio a Gesù nella sua vita, prendendolo come figlio e vivendo per Lui, accogliamo il Signore che viene, che si fa presente nella nostra storia personale e in quella del mondo intero. La presentazione: come Giuseppe porta Gesù al Tempio, dove viene riconosciuto “luce per tutte le genti e gloria del suo popolo”, presentiamo Cristo al mondo di oggi, la luce del suo Vangelo, la salvezza da Lui portata. La fuga in Egitto: come Giuseppe che, vero e proprio custode del Redentore, protegge e difende Gesù, portandolo in salvo in esilio, difendiamo il Signore e la fede in Lui davanti all’odierna indifferenza e alla persecuzione. La santa Famiglia: come Giuseppe in trent’anni con Gesù e Maria ha vissuto nella semplicità della convivenza familiare, impariamo a costruire relazioni fraterne verso quell’ideale di “ben unita famiglia” che ci viene rappresentato. La bottega di Nazaret: come Giuseppe lavora nella quotidianità e nella povertà, nel silenzio e nel nascondimento, siamo fedeli al nostro lavoro in umiltà e carità, portando avanti il compito affidatoci, contenti dell’essenziale. Lo smarrimento: come Giuseppe cerca Gesù instancabilmente finché lo ritrova, non ci scoraggiamo nelle difficoltà e nei momenti di abbandono, cerchiamo sempre quello che vale di più e riscopriamo la presenza del Signore. La morte: come Giuseppe lascia questa terra tra le braccia di Gesù e di Maria, ci prepariamo all’ultima ora, alla nostra morte, affidandoci interamente a Dio, invocando nella preghiera Gesù, Giuseppe e Maria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;Angelo Catapano&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5257586020101135925?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5257586020101135925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5257586020101135925' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5257586020101135925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5257586020101135925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/08/nella-tua-via-la-nostra-via.html' title='NELLA TUA VIA LA NOSTRA VIA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SKKp6M2AimI/AAAAAAAAAH0/14F1k8kADOE/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1761623409001655518</id><published>2008-08-02T00:32:00.000-07:00</published><updated>2008-08-02T00:44:00.981-07:00</updated><title type='text'>ESSERE GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SJQQJgJBGtI/AAAAAAAAAHs/AVEeIVTNh0c/s1600-h/GIF%2520SAN%2520GIUSEPPE.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229822822716611282" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SJQQJgJBGtI/AAAAAAAAAHs/AVEeIVTNh0c/s320/GIF%2520SAN%2520GIUSEPPE.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di santi in questo tempo sembra di parlare di cose d’altri tempi e di devozioni che oggi non è più il caso di ripresentare. In effetti alcune forme devozionali appaiono oggettivamente antiquate o superate, quantomeno “fuori centro” perché scarsamente legate a Cristo e alla Parola di Dio, fondate molto spesso su superstizione e miracolismo e poco sulla vita sia del santo che del devoto. Ma bisogna aggiungere che non è certo questo il caso di san Giuseppe.&lt;br /&gt;Il nostro santo ci appare giustamente come chi più di ogni altro ha messo Cristo al centro della propria esistenza. Nel suo caso non ci troviamo in qualche oscuro passo dal dato storico incerto o in un fronzolo devozionale che poco ha a che fare col Signore della storia. Ci troviamo invece “nella pienezza del tempo”, nel momento in cui Dio – secondo l’espressione della preghiera liturgica del 19 marzo – “ha voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe”. Basta riferirci al Vangelo e vediamo che insieme a Maria, ha avuto la grazia eccezionale di preparare la nascita di Gesù, di stargli vicino per trent’anni, di conoscerlo, amarlo e servirlo in ogni giorno della sua vita, di difenderlo e aiutarlo a crescere nel medesimo tempo come figlio suo e Figlio di Dio. A volte alcuni santi li ammiriamo perché hanno avuto un’apparizione diretta o qualche esperienza forte con il Signore; pensiamo a san Cristoforo o a sant’Antonio raffigurati col bambino Gesù o ad altri, ma davvero impallidiscono nel confronto con quanto ha vissuto san Giuseppe nella sua famiglia a Nazaret con quel Figlio e con quella Sposa. Chi in fin dei conti è più “evangelico e cristocentrico” di lui?&lt;br /&gt;Non è da sottovalutare l’importanza dei santi oggi e in particolare della centralità di san Giuseppe nel mistero di Cristo e della Chiesa. Il papa Giovanni Paolo II nei suoi 25 anni di pontificato ha messo bene in risalto il ruolo dei santi anche nella nostra epoca. In più occasioni ha evidenziato il compito di san Giuseppe, ha confidato di invocarlo ogni giorno e ha firmato la lettera apostolica “Redemptoris Custos”, vero e proprio compendio sulla figura del nostro santo. Indubbiamente va pregato e invocato in tutte le necessità, lui che è Padre del Figlio Dio e Sposo della Madre di Dio, Immagine del Padre celeste e Capo della Santa Famiglia, Intercessore potente e Amico provvidente, Patrono della buona morte e di tutta la Chiesa. Ma soprattutto va imitato per tanti motivi. Basta scorrere le litanie: Specchio di pazienza e di vita interiore, giglio di purezza, umiltà e carità, modello di laboriosità e di vita nascosta, esemplare nella volontà di Dio e nell’amore a Gesù e a Maria, protettore delle famiglie e dei genitori, sostegno dei lavoratori, dei consacrati e degli educatori, conforto dei poveri, dei sofferenti e degli oppressi…&lt;br /&gt;La cosa più bella, nell’imitazione di Maria e anche di san Giuseppe, è mettersi sempre più sui loro passi, in modo da diventare il più possibile un “prolungamento della loro presenza” nel mondo. Se siamo autentici amici e devoti di san Giuseppe, veri “giuseppini” di nome e di fatto, abbiamo davanti l’obiettivo di “essere Giuseppe”, affidandogli ogni giorno la nostra vita, così da caratterizzarla sempre più con quelle qualità che riconosciamo in lui e per le quali lo invochiamo. Opportunamente la Regola dei Giuseppini invita ad essere “riconoscenti al Signore per essere stati scelti a continuare nella Chiesa il suo spirito e la sua missione”. Di don Giuseppe Ambrosio (fondatore del santuario di San Giuseppe Vesuviano) si attesta che a suo tempo per molti la sua visita periodica diventava l’appuntamento benedetto della visita di san Giuseppe stesso nella loro casa. Chissà sia questo il momento buono per imparare maggiormente ad “essere Giuseppe” negli ambienti in cui viviamo. E’ questo il nostro augurio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;Angelo Catapano&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1761623409001655518?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1761623409001655518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1761623409001655518' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1761623409001655518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1761623409001655518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/08/essere-giuseppe.html' title='ESSERE GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SJQQJgJBGtI/AAAAAAAAAHs/AVEeIVTNh0c/s72-c/GIF%2520SAN%2520GIUSEPPE.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6909599369401321111</id><published>2008-07-25T07:46:00.000-07:00</published><updated>2008-07-25T07:49:36.618-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE AD ASTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SInn7wL3EJI/AAAAAAAAAHk/NGKpoyKMTWs/s1600-h/asti.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226963856273117330" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SInn7wL3EJI/AAAAAAAAAHk/NGKpoyKMTWs/s320/asti.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La chiesa, casa madre degli Oblati di san Giuseppe, risalente a un secolo fa, si presenta in stile composito che richiama neogotico e romanico. La facciata, a mattoni scoperti, ha un bel portale d’ingresso sormontato da una nicchia contenente la statua del Patrono e un curioso campanile centrale. L’interno è a tre navate, suddivise da colonne e archi, su cui corre un elegante matroneo. L’altare maggiore presenta una bella pala con la raffigurazione di san Giuseppe che presenta il bambino Gesù, di cui è autore Piero Dalle Ceste della scuola Reffo di Torino. Commenta il Verri: “E’ concepito come una grande icona. Il santo ha la maestà d’un sovrano e sostiene come vivente ostensorio il Bambino Gesù. Al vertice del fondale d’oro raggiante, una corona regale è sostenuta da due angeli. Altri angeli disposti simmetricamente ai lati reggono testi sacri e simboli del santo”. La crociera e le navate laterali sono arricchite da vari dipinti, in buona parte opera di Franco Verri, Giuseppino del Murialdo. A sinistra è collocata in una cappella la tomba del santo fondatore mons. Giuseppe Marello. E’ un luogo raccolto e ben curato, che favorisce la preghiera e la meditazione. Caro alla congregazione degli Oblati, questo santuario rimane il cuore del “movimento Giuseppino”, che da qui viene rilanciato, centro di devozione e di irradiazione del carisma marelliano. Organo di stampa e diffusione è il periodico “Joseph”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6909599369401321111?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6909599369401321111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6909599369401321111' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6909599369401321111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6909599369401321111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/07/san-giuseppe-ad-asti.html' title='SAN GIUSEPPE AD ASTI'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SInn7wL3EJI/AAAAAAAAAHk/NGKpoyKMTWs/s72-c/asti.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-7219140635948055436</id><published>2008-07-18T01:12:00.000-07:00</published><updated>2008-07-18T01:19:00.448-07:00</updated><title type='text'>S. FAMIGLIA A BARCELLONA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SIBR4evZb2I/AAAAAAAAAHc/ScXzXA5ZbRc/s1600-h/la_sagrada_familia_barcelona_563_751.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224265598516162402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SIBR4evZb2I/AAAAAAAAAHc/ScXzXA5ZbRc/s320/la_sagrada_familia_barcelona_563_751.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Tempio della Sacra Famiglia a Barcellona in Spagna vanta una storia straordinaria, costruita pietra su pietra e ancora non completata. Ne è ispiratore il beato Giuseppe Manyanet, fondatore dei “Figli della Sacra Famiglia”. Il giorno di san Giuseppe del 1882 viene posta la prima pietra di quello che sarà un imponente monumento “espiatorio” in onore della Santa Famiglia e in particolare di san Giuseppe. L’estroso architetto Antonio Gaudì lega la sua stessa esistenza al compimento dell’opera (ci lavorerà per 43 anni) e presenta un progetto grandioso a croce latina e pianta basilicale, con 5 navate (3 nella crociera), cibori fino a 170 metri d’altezza, 3 facciate ognuna con 4 torri campanarie alte circa 100 metri (rappresentanti i 12 apostoli). Nel 1894 realizzata la cripta si inizia l’ardita facciata della Natività, posta a levante con i pinnacoli svettanti al cielo e 3 portali raffiguranti le virtù teologali; più tardi al centro vi saranno collocate le statue raffiguranti Giuseppe e Maria e la nascita del Bambino Gesù. Segue un periodo di stasi per la morte di Gaudì nel 1926 in un incidente, poi la guerra civile e la dittatura franchista. Nel 1954 si avvia la costruzione della facciata della Passione, ultimata nel 1976, a cui deve seguire ancora quella della Gloria.&lt;br /&gt;Il completamento dell’intera opera, che merita da sola la visita alla città catalana di Barcellona in Spagna, è tuttora in corso; le impalcature e le gru si confondono ormai da un secolo con le parti terminate. L’architettura originale, di ispirazione neogotica e naturalistica, ritenuta un esempio riuscito di “medioevo moderno”, con le sue forme plastiche e le sue linee geometriche, i suoi simbolismi e i suoi colori, ne fanno un mosaico e un monumento unico al mondo. Il 150° anniversario della nascita di Gaudì ha richiamato nel 2002 i riflettori su questo genio di architetto, che si è fatto povero per amore e ha dato la sua vita per quest’opera d’arte e di fede. Negli ultimi anni si era adattato addirittura a vivere nel cantiere; non amava mettersi in mostra ed era convinto che l’artista dovesse essere come un monaco. E’ cresciuta la sua fama di santità ed è stata l’occasione per aprire il suo processo di beatificazione. Non gli mancavano di certo carità e devozione. Anche nei riguardi del nostro santo nutriva un amore spiccato, tanto da fargli ripetere l’espressione, davanti all’impresa intrapresa, di dimensioni e di costi tali che diventa difficile concludere: “solo san Giuseppe in persona riuscirà a portare a termine quest’opera!”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-7219140635948055436?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/7219140635948055436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=7219140635948055436' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7219140635948055436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7219140635948055436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/07/s-famiglia-barcellona.html' title='S. FAMIGLIA A BARCELLONA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SIBR4evZb2I/AAAAAAAAAHc/ScXzXA5ZbRc/s72-c/la_sagrada_familia_barcelona_563_751.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-7918051343809734001</id><published>2008-07-10T08:04:00.000-07:00</published><updated>2008-07-10T08:11:01.678-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE AL TRIONFALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SHYler4XClI/AAAAAAAAAHU/5b1Su0slMqw/s1600-h/roma.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221402027088087634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SHYler4XClI/AAAAAAAAAHU/5b1Su0slMqw/s320/roma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’incontro tra il beato Luigi Guanella, fondatore dei Servi della Carità, con il Papa Pio X porta alla posa della prima pietra nel 1909 del più grande Tempio di san Giuseppe a Roma, che viene edificato nel quartiere Trionfale, nei pressi del Vaticano. Sappiamo come il medesimo Pontefice – non dimentico del suo nome di battesimo (Giuseppe Sarto) - è particolarmente vicino anche al nostro santuario di S. Giuseppe Vesuviano e al suo fondatore, nei difficili anni del suo sorgere e nell’avvio dell’accoglienza agli orfani. Il periodo storico della sua edificazione infatti è più o meno lo stesso, o appena una decina d’anni dopo. Questa chiesa romana, la cui costruzione il Papa Pio X aveva sempre seguito con paterna e amorevole partecipazione – si racconta che sovente ne osservava i lavori dall’alto delle Mura Vaticane - nonché con il suo continuo soccorso finanziario, fu inaugurata nel 1912. L’architetto autore del progetto e direttore dei lavoratori era Aristide Leonori, assai noto per la sua competenza artistica e per i suoi sentimenti religiosi; chiamato più tardi per il campanile di Pompei, verrà anche a S. Giuseppe. Come primo parroco fu nominato don Aurelio Bacciarini, ora Servo di Dio. La “Pia Unione del Transito di S. Giuseppe” venne eretta canonicamente nel 1913 e l’anno seguente il Papa la approvò come “primaria”, cui avrebbero dovuto aggregarsi le altre Pie Unioni similari che fossero sorte nel mondo. Solo attraverso alcuni decenni, tra soste nelle opere di abbellimento e alterne imprese nei lavori di completamento e ampliamento, il Tempio è venuto assumendo l’aspetto attuale, che si presenta con un interno a tre navate particolarmente arioso e sontuoso, grazie alle offerte degli associati alla Pia Unione sviluppatisi in tutto il mondo.&lt;br /&gt;Si segnalano le tappe principali: la decorazione del presbiterio e del soffitto eseguita da Conti negli anni ’20; il quadro della morte di san Giuseppe nell’abside dipinto dal Ballerini; la facciata, l’altare maggiore, le cappelle del Sacro Cuore e della Madonna della Provvidenza, e il prolungamento della chiesa tra gli anni ’30 e ’50; la composizione dei mosaici parietali e dell’arco trionfale, l’allestimento dell’organo (anni ‘60); la costruzione della crociera, gli altari a S. Pio X e al beato Guanella, le pitture di Consadori (anni ‘70). Paolo VI ha dato al santuario il titolo di diaconia cardinalizia e di basilica minore. Nel quartiere e a Roma la chiesa è punto di riferimento specialmente per la processione e la festa del Patrono; è tuttora diffusa la tradizione popolare delle frittelle e dei bigné di S. Giuseppe. La Pia Unione dei morenti ha compiuto il suo novantesimo di fondazione e conta decine di migliaia di iscritti. Il sostegno della congregazione dei Guanelliani non è venuto meno. La rivista mensile “La santa Crociata in onore di san Giuseppe”, con la sua notevole tiratura, diffonde ampiamente nel mondo la devozione al nostro santo. Qui si è svolto anche il VI Simposio di studi su san Giuseppe. Risulta questo dunque uno dei centri di “irradiazione giuseppina” più importanti, sia in Italia che a livello internazionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-7918051343809734001?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/7918051343809734001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=7918051343809734001' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7918051343809734001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/7918051343809734001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/07/san-giuseppe-al-trionfale.html' title='SAN GIUSEPPE AL TRIONFALE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SHYler4XClI/AAAAAAAAAHU/5b1Su0slMqw/s72-c/roma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-2200728633774439522</id><published>2008-06-30T08:18:00.000-07:00</published><updated>2008-06-30T08:25:45.019-07:00</updated><title type='text'>MONTREAL</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SGj6kfIH_YI/AAAAAAAAAHM/fiZLoaJWw-A/s1600-h/montreal.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217695673046531458" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SGj6kfIH_YI/AAAAAAAAAHM/fiZLoaJWw-A/s320/montreal.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il più grande santuario di san Giuseppe è stato innalzato nel secolo scorso a Montréal in Canada, per la forte devozione verso il nostro santo di un religioso umile e povero della Congregazione della Santa Croce. Si tratta di fratel Andrea Bessette, vissuto dal 1845 al 1937 e beatificato nel 1982, immortalato anche nel transetto del nostro santuario di S. Giuseppe Vesuviano dal dipinto di Favaro. Un po’ come per padre Pio, molta gente accorreva da tutte le parti “all’Oratorio” (inteso secondo l’etimologia come luogo di preghiera) per incontrarlo, raccomandare i malati e pregare san Giuseppe. Il suo compito era di fare semplicemente da portinaio di un collegio, ma la porta da lui aperta conduceva ognuno e ogni problema alla confidenza sconfinata in Dio e nell’intercessione del nostro santo, con il quale aveva instaurato una vera e propria amicizia. Il moltiplicarsi delle guarigioni, nel corpo e nello spirito, per più di trent’anni gli ottennero (insieme a persecuzioni) fama di uomo di Dio e di taumaturgo. I miracoli che avvenivano erano da lui attribuiti apertamente al santo del suo cuore: “S. Giuseppe può sanare le ferite, può far camminare gli storpi, può far vedere i ciechi, può far alzare i paralitici…”! In segno di fede e per lenire le sofferenze si è diffusa la pratica dell’olio di san Giuseppe.&lt;br /&gt;Nel 1896 – da notare la coincidenza con la posa della prima pietra del nostro santuario – si acquista il terreno dove edificare una chiesa in onore dello Sposo di Maria. Nel 1904 si costruisce una prima cappella, ma già tre anni dopo viene realizzata un’ampia cripta abbellita da artistiche vetrate sugli episodi della vita di san Giuseppe; tra gli anni ’20 e gli anni ’60 in posizione elevata sulla collina, che si sale con gradinate da un esteso piazzale, è stata edificata in mezzo al verde l’attuale grande basilica, sormontata da una cupola imponente (con stile ispirato al Brunelleschi), capace di contenere oltre 2000 persone. Per i numerosi “ex voto” per grazia ricevuta, si allestisce un’intera Cappella votiva, dove brillano 10.000 lampade davanti alla statua di san Giuseppe, invocato nei suoi appellativi: Speranza dei malati, Patrono dei morenti, Modello dei lavoratori, Protettore della Chiesa, Sostegno delle famiglie, Terrore dei demoni, Custode dei vergini, Consolatore degli afflitti. Sulla montagna nel 1951 si sono disposte le stazioni in marmo della Via Crucis. Recentemente si è aperto pure un museo, che raccoglie oggetti preziosi, pitture e presepi. La rivista “L’Oratoire” tiene legati i devoti sparsi nel mondo. La Basilica di san Giuseppe a Montréal ben suggella visibilmente il patrocinio speciale del nostro santo sul Canada, che risale storicamente già al Seicento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-2200728633774439522?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/2200728633774439522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=2200728633774439522' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2200728633774439522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2200728633774439522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/06/montreal.html' title='MONTREAL'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SGj6kfIH_YI/AAAAAAAAAHM/fiZLoaJWw-A/s72-c/montreal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1794525685295362408</id><published>2008-06-17T00:34:00.000-07:00</published><updated>2008-06-17T00:41:26.829-07:00</updated><title type='text'>RISCOPRIAMO SAN GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SFdp6L7y2mI/AAAAAAAAAHA/l05mGziWCM8/s1600-h/F.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212751542061554274" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SFdp6L7y2mI/AAAAAAAAAHA/l05mGziWCM8/s320/F.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A cura del Centro Studi san Giuseppe, la Libreria Editrice Murialdo (LEM) ha pubblicato gli atti della Giornata di studio su san Giuseppe svoltasi lo scorso anno a Roma. Ne è scaturito un libro vario nei contenuti e negli autori, nel medesimo tempo divulgativo e di interesse per gli studiosi. Ecco i capitoli che lo costituiscono: Vangelo dei misteri della vita nascosta di Gesù (Tarcisio Stramare), San Giuseppe nel cinema (Angelo Catapano), San Giuseppe educatore nell’iconografia (Stefania Colafranceschi), Una presenza di paternità per l’uomo postmoderno (Guglielmo Spirito), Oratorio su san Giuseppe (Marco Frisina). E’ stato aggiunto anche lo studio su san Giuseppe negli scritti di san Leonardo Murialdo (Pedro Olea) ed è corredato dalle immagini relative alla ricerca della prof.ssa Colafranceschi. L’intento della Giornata, come pure della presente pubblicazione, è quello ambizioso di un “rilancio” della figura di san Giuseppe nella Chiesa italiana, dato che appare alquanto trascurato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell’introduzione p. Tullio Locatelli scrive: “Qualche volta pensando a san Giuseppe si ha l’impressione di trattare di un santo un poco declassato: assente nella preghiera eucaristica, la sua solennità religiosa non è più festa civile; noi stessi lo conosciamo poco e siamo perfino incerti su come chiamarlo: si può ancora chiamarlo padre putativo di Gesù o è meglio usare il termine di “custode del redentore”? Poco o appena citato in tanti documenti ufficiali della Chiesa ai vari livelli, dimenticato anche quando sarebbe proprio il caso di nominarlo. Ma non esprimiamo giudizi sugli altri; anche noi che ci diciamo suoi devoti, che ci fregiamo del suo nome, nella denominazione delle nostre congregazioni religiose, forse ce ne ricordiamo poco: se contiamo i canti che sappiamo su san Giuseppe riusciremo a nominare dieci titoli? Ma soprattutto rimaniamo un poco confusi se volessimo rispondere a quanto della riflessione teologica, dal Concilio ad oggi, è entrato a far parte del nostro bagaglio di “giosefologia”. Dobbiamo pur riconoscere che forse la povertà della riflessione teologica, biblica, che getti nuova luce sulla figura e la missione di san Giuseppe, ha isterilito un poco la nostra preghiera e quasi spento il canto in onore del nostro santo. Certo san Giuseppe non è una figura che si possa trattare con facilità; è difficile parlare di un uomo del silenzio e della ubbidienza nella fede; è difficile parlare del vigile sognatore del Vangelo, e coglierne il segreto che lo ha portato ad essere partecipe in modo privilegiato degli inizi della Redenzione. Forse per questo rimaniamo incuriositi di fronte a chi scrive di san Giuseppe attraverso la forma letteraria del romanzo: una libertà che permette di andare oltre il semplice dato evangelico, e nello stesso tempo di rendere la figura di san Giuseppe più vicina al quotidiano dell’uomo e del credente, senza la preoccupazione di approfondimenti teologici, con il rischio di dire troppo, o di cadute devozionali, con il pericolo di dire troppo poco e male”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si auspica dunque una “riscoperta” di san Giuseppe; forse non si tratta di fare cose straordinarie, ma di cominciare da se stessi e dal proprio contesto di vita, assumerlo come padre e patrono, conoscerlo ed amarlo di più per farsi accompagnare dalle sue mani esperte incontro alla sua sposa Madre della Chiesa e a suo figlio Redentore del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CENTRO STUDI SAN GIUSEPPE, Riscopriamo san Giuseppe, Roma 2008, LEM, pp. 151.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1794525685295362408?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1794525685295362408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1794525685295362408' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1794525685295362408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1794525685295362408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/06/riscopriamo-san-giuseppe.html' title='RISCOPRIAMO SAN GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SFdp6L7y2mI/AAAAAAAAAHA/l05mGziWCM8/s72-c/F.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6491049210521386694</id><published>2008-06-11T00:56:00.000-07:00</published><updated>2008-06-11T01:27:04.093-07:00</updated><title type='text'>S. GIUSEPPE E LA MADONNA DELL'ARCO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SE-MPRiDi5I/AAAAAAAAAG4/Evu5L94YBWk/s1600-h/arco.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210537487923121042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SE-MPRiDi5I/AAAAAAAAAG4/Evu5L94YBWk/s320/arco.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il santuario di san Giuseppe Vesuviano si trova giusto in mezzo a due importanti santuari mariani dell’area vesuviana: quello di Pompei a sud e quello della Madonna dell’Arco a nord. Lo Sposo di Maria è dunque comodamente raggiungibile – ad appena una decina di chilometri – dall’uno e dall’altro. Sarebbe auspicabile che i devoti di Maria non si dimenticassero del suo Sposo Giuseppe, sia generalmente nella preghiera che più propriamente nei pellegrinaggi. D’altra parte il legame storico con la Madonna di Pompei davvero è forte; ma anche quello con la Madonna dell’Arco non manca. Pensiamo che la storia comincia già nel 1450, quando in quella località di Santa Anastasìa, càpita che un’immagine di un’edicola mariana, colpita sul viso, comincia a sanguinare. La devozione verso tale immagine di Maria cresce a Napoli e in tutta la zona vesuviana, finché a cavallo del Cinquecento e del Seicento viene innalzato il Santuario, con l’intervento di S. Giovanni Leonardi e dei Domenicani che vi costruiscono accanto il loro convento. Solo nel 1948 viene però ampliato in tre navate e negli anni ’60 giunge all’attuale sistemazione.&lt;br /&gt;Dall’inizio del Novecento e poi almeno per una ventina d’anni, proprio un terziario domenicano della Madonna dell’Arco, si fa promotore della costruzione del nostro santuario di S. Giuseppe, a pochi chilometri di distanza, e diventa collaboratore di primo piano del fondatore don Giuseppe Ambrosio. Si tratta di mons. Antonio Sodano che con oratoria brillante ed entusiasta è puntuale nella predicazione in santuario e negli scritti sulla “Voce di san Giuseppe”. A lui si devono numerosi interventi memorabili che accompagnano “i primi tempi”: la posa della prima pietra, l’inaugurazione delle colonne, lo scoprimento della cupola, l’avvio dell’ospizio educativo, i viaggi di don Peppino, la realizzazione della facciata. Da vero innamorato di san Giuseppe, ne racconta le virtù e ne propone l’esempio, spesso con aggancio alle radici bibliche e alla sua provenienza dal santuario della sua Sposa alla Madonna dell’Arco, di cui redige il bollettino dal 1891 al 1924.&lt;br /&gt;Bisogna dire d’altronde che la devozione alla Vergine dell’Arco è ben radicata anche nella zona di S. Giuseppe Vesuviano, dove almeno da cinquant’anni è fiorente un’associazione, che attualmente ha sede all’ombra del santuario in via Montesanto 6, ne è presidente Vincenzo Saggese e conta 450 iscritti. Il “momento forte” è il grande pellegrinaggio a piedi che si tiene ogni anno il lunedì dell’Angelo. I “battenti” o “fujenti” – così chiamati perché corrono battendo a ritmo - in divisa (vestito bianco, fascia rossa alla vita e azzurra a tracollo) e in “paranze” (a squadre) guidano la processione, con banda musicale e mortaretti, bandiere e stendardi. Si intrecciano apertamente le espressioni ormai da lunga data di una religiosità popolare e di una festa tradizionale quanto mai sentite. Si parte dal santuario di san Giuseppe, con famiglie intere (dai bimbi ai nonni) e si confluisce a quello della Madonna dell’Arco con centinaia di altri gruppi, provenienti per lo più dal Napoletano e da ceto medio-basso; a conti fatti si arriva a circa 200.000 persone. Dunque la “Pasquetta” qui si caratterizza, oltre che per la scampagnata e la gita fuori città (di gusto prettamente mondano), per la ricorrenza di questa manifestazione di fede, di penitenza e di festa che unisce sacro e profano. Anche se si riscontra del fanatismo e qualche comportamento criticabile, non è invalidata la sostanza di questa devozione così carica di amore per la Madonna e di entusiasmo di popolo. I tanti “ex voto per grazia ricevuta”, come pure un’edicola eretta a Maria SS. dell’Arco nella piazza di S. Giuseppe davanti al Comune, suggellano il legame tra i due luoghi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6491049210521386694?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6491049210521386694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6491049210521386694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6491049210521386694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6491049210521386694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/06/s-giuseppe-e-la-madonna-dellarco.html' title='S. GIUSEPPE E LA MADONNA DELL&apos;ARCO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SE-MPRiDi5I/AAAAAAAAAG4/Evu5L94YBWk/s72-c/arco.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-2745502925093969607</id><published>2008-06-04T08:05:00.000-07:00</published><updated>2008-06-04T08:11:20.343-07:00</updated><title type='text'>LA VOCAZIONE GIUSEPPINA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SEav5c8xKyI/AAAAAAAAAGw/p7izgVsWfO8/s1600-h/aguascalientes2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208043420659034914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SEav5c8xKyI/AAAAAAAAAGw/p7izgVsWfO8/s320/aguascalientes2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Rispondere alla vocazione alla quale siamo chiamati è indubbiamente quanto di meglio possiamo fare. Quantomeno non ci troviamo nella situazione di chi vede la vita come un tunnel oscuro in cui non esiste via d’uscita o come un enigmatico labirinto senza direzione di percorso.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo la vocazione alla vita&lt;/strong&gt;: la chiamata a rispettarla, custodirla e difenderla in noi e negli altri. E’ il dono prezioso che ci ritroviamo tra le mani, senza che l’abbiamo voluto. Cercare il senso dell’esistenza e perseguirlo è il primo compito da affrontare. Non è proprio il caso di passare il tempo “alla giornata” e di sprecare così i nostri giorni come capita: la superficialità con la quale spesso andiamo avanti (o indietro?!) ci porta poi a raccogliere amare conseguenze in noi e attorno a noi. Tanti non ci pensano, rincorrono miraggi e rimangono vuoti. La nostra vita si arricchisce invece nella misura in cui la riempiamo di senso. Ci conviene dare una risposta seria al perché viviamo, proprio per non arrivare alla fine a dover vedere che l’abbiamo trascorsa inutilmente o addirittura dannosamente senza aver concluso nulla. E’ importante darsi un progetto e cercare di raggiungerlo, tanto più nell’età della giovinezza e delle scelte più importanti. Molti hanno fatto questa esperienza: la vita è bella – e piena di gioia – se vissuta nel servizio e nell’amore. Perché non provare?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo la vocazione cristiana&lt;/strong&gt;: Cristo Gesù è risorto, ed ora, vivo in mezzo a noi, ci chiama continuamente, ogni giorno, a seguirlo. Si è fatto “servo per amore” e ci chiama espressamente all’amore. Innanzitutto all’amore per Dio, dato che siamo figli immensamente amati dal Padre celeste, e all’amore per il prossimo, specialmente chi è maggiormente bisognoso. Lo scopo della vita, ci fa capire il Signore, sta esattamente nel vivere da figli di Dio e da fratelli tra noi, esprimendo nelle scelte e nei fatti dell’esistenza questa figliolanza e questa fraternità. Se siamo intelligenti, non abbiamo diritti da rivendicare e progetti nostri da far valere, ma semplicemente riconosciamo quello che siamo: creature nelle mani del Creatore. La chiave dell’esistenza sta nel rapporto di Gesù con il Padre: “Non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu” (Mc 14,36). Allora quello che importa nella vita è metterci nelle mani di Dio e fare la sua volontà, il più possibile, momento per momento, nell’attimo presente. Ci viene in aiuto anche san Leonardo Murialdo che ci dice: “siamo nelle mani di Dio, siamo in buone mani”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo la vocazione giuseppina&lt;/strong&gt;: lettori, amici, devoti, laici e religiosi, nel nome di san Giuseppe, troviamo nel nostro Patrono una chiamata ad una missione e ad un modello di vita. Sappiamo bene che siamo amici di san Giuseppe se non solo lo invochiamo, ma ci impegniamo ad imitare il suo stile e il suo esempio di santità. Davvero il nostro santo è straordinario nel seguire con fedeltà e ubbidienza a tutta prova la volontà di Dio che stravolge la sua vita! E’ una grazia per noi poter ricalcare almeno un po’ le sue virtù, nel lavoro, in famiglia, nella fede e nell’accoglienza del Signore. Noi poi, che siamo consacrati come Giuseppini del Murialdo, abbiamo un motivo in più per invocarlo come protettore della nostra scelta di vita religiosa. Ci aiuti lui a riscoprire la nostra vocazione giuseppina, in modo da essere più fedeli e trasparenti nell’identità e nell’servizio, in tutto ciò che siamo chiamati ad essere e a fare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;Angelo Catapano&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-2745502925093969607?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/2745502925093969607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=2745502925093969607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2745502925093969607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2745502925093969607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/06/la-vocazione-giuseppina.html' title='LA VOCAZIONE GIUSEPPINA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SEav5c8xKyI/AAAAAAAAAGw/p7izgVsWfO8/s72-c/aguascalientes2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-8787873582709558803</id><published>2008-05-26T03:57:00.000-07:00</published><updated>2008-05-26T03:59:35.394-07:00</updated><title type='text'>SAN GIUSEPPE E IL MARELLO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SDqYBvWYuLI/AAAAAAAAAGo/TuXrSUIC2Hg/s1600-h/taranto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204639475037681842" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SDqYBvWYuLI/AAAAAAAAAGo/TuXrSUIC2Hg/s320/taranto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel 1800, secolo in cui si svolge tutta la breve parabola della vita di San Giuseppe Marello, la devozione a San Giuseppe ebbe un forte incremento, testimoniato dalla diffusione delle pratiche devote in suo onore, delle chiese a lui dedicate, delle confraternite e delle famiglie religiose poste sotto la sua protezione, e infine dalla proclamazione pontificia del patrocinio di San Giuseppe su tutta la Chiesa.&lt;br /&gt;In questo clima di rinnovata devozione a San Giuseppe nasce e cresce il futuro Fondatore degli Oblati: al fonte battesimale riceve il nome del Santo Patriarca, nome già presente nella sua famiglia (il nonno paterno si chiamava Giuseppe e la nonna materna Giuseppina); fin dall’infanzia ne respira la devozione; nelle feste e ricorrenze a lui dedicate impara a conoscerlo e ad amarlo come il Santo più vicino a Gesù e a Maria.&lt;br /&gt;Tra i suoi propositi di seminarista leggiamo: "Nunc coepi, ora incomincio, mio Dio, mio Gesù, mia Madre (Maria), mio protettore Giuseppe, mio Angelo (custode)...".&lt;br /&gt;Il 19 marzo 1868, festa di San Giuseppe, inizia la recita dell’Ufficio Divino, in anticipo sull’obbligo canonico che cominciava con il Suddiaconato: egli lo riceverà dieci giorni dopo, il 28 dello stesso mese.&lt;br /&gt;Nel marzo del 1869 scrive all’amico don Giuseppe Riccio: "Venerdì è S. Giuseppe... Ci ricorderemo nel S. Sacrificio che tutti e due abbiam nome Giuseppe e che tutti e due domandiamo il patrocinio del nostro Grande Omonimo... O glorioso patriarca S. Giuseppe non ti scordar di noi che andiamo trascinando queste misere carni sulla dura terra d’esilio. Tu che dopo la Vergine benedetta primo stringesti al seno il Redentore Gesù, sii il nostro esemplare nel nostro ministero che, come il tuo, è ministero di relazione intima col Divin Verbo; Tu ci ammaestri, ci assisti, ci rendi degni membri della Sacra Famiglia."&lt;br /&gt;Il 17 marzo 1870, don Giuseppe Marello è a Roma col suo Vescovo per il Concilio Vaticano I e scrive allo stesso don Riccio: "All’antivigilia del nostro S. Patrono e in momenti in cui la devozione al Capo della Sacra Famiglia sta per toccare il suo più alto sviluppo grazie alle petizioni fatte dalla Cristianità ai Padri del Concilio Vaticano..., preghiamo tutti e due d’accordo nel giorno del nostro Grande Patriarca affinché cominciando ad esaltarlo noi nel nostro cuore ci rendiamo degni di vederlo esaltato prossimamente da tutta la Cristianità col titolo che gli si sta preparando di Patrono della Chiesa Universale... Viva S. Giuseppe coi suoi devoti."&lt;br /&gt;Nove mesi dopo (8 dicembre 1870), Pio IX proclamava San Giuseppe Patrono della Chiesa Universale.&lt;br /&gt;Il 25 ottobre 1872 stende il primo abbozzo di una Compagnia secolare di S. Giuseppe promotrice degli interessi di Gesù, da istituirsi presso la Chiesa del Gesù in Asti; e scrive: "Ognuno dei Compagni di S. Giuseppe prende le proprie ispirazioni dal suo Modello S. Giuseppe, che fu il primo sulla terra a curare gli interessi di Gesù, esso che ce lo custodì infante e lo protesse fanciullo e gli fu in luogo di padre nei primi trent’anni della sua vita qui in terra... O San Giuseppe, Custode di Gesù e nostro Protettore, accoglici come tuoi compagni nei ministeri che hai meritato di compiere sulla terra."&lt;br /&gt;Caduta l’idea della Compagnia secolare per la poca sensibilità dell’ambiente astigiano, don Marello, ispirato da Dio, punta più in alto e pensa a una Compagnia religiosa di San Giuseppe capace di far rivivere in Asti la vita consacrata maschile quasi totalmente scomparsa dalla città; e la centrerà tutta attorno alla figura e alla missione del Custode del Redentore: "A chi... desideri di seguire dappresso il divin Maestro coll’osservanza dei Consigli Evangelici, è aperta la Casa di S. Giuseppe, dove, ritirandosi col proposito di permanervi, nascostamente e silenziosamente operoso, nell’imitazione di quel gran Modello di vita povera e oscura, avrà modo di farsi vero discepolo di Gesù Cristo."&lt;br /&gt;La nuova famiglia religiosa nasce il 14 marzo 1878, nei locali dell’Opera Pia Michelerio di Asti, nella povertà più completa: unico ornamento della stanza dove i primi Oblati si radunano è un’immagine di San Giuseppe senza cornice.&lt;br /&gt;Un anno dopo, il Fondatore sceglie il 19 marzo, festa di San Giuseppe, come giorno della prima vestizione religiosa dei suoi primi Oblati.&lt;br /&gt;Nel 1883 il Fondatore deve affrontare un problema importante: alcuni dei suoi Oblati (allora tutti Fratelli laici) chiedono di intraprendere gli studi per diventare sacerdoti. Dopo una novena a San Giuseppe, il Marello accoglie la domanda, interpretandola come un invito della Provvidenza.&lt;br /&gt;Nel maggio del 1885, il primo di questi candidati, Vincenzo Baratta, giunge alle soglie del sacerdozio; ma non sarà facile ottenere da Mons. Ronco, vescovo di Asti, il consenso alla sua ordinazione. Mentre gli Oblati, a turno, implorano in preghiera l’aiuto di San Giuseppe, il difficile consenso è concesso e don Baratta diventa il primo sacerdote Oblato, dopo don Cortona.&lt;br /&gt;Fatto Vescovo di Acqui, Mons. Marello celebra il suo primo Pontificale tra i suoi Oblati, in Santa Chiara: sceglie, per questo, il giorno di San Giuseppe (19 marzo 1889).&lt;br /&gt;Il 16 settembre 1889, Mons. Marello accoglie con gioia e comunica con prontezza alla Diocesi l’Enciclica di Leone XIII sulla devozione a Maria Santissima e a San Giuseppe.&lt;br /&gt;Ottobre 1889: presso la portineria di Santa Chiara viene eretta un’edicola in onore di San Giuseppe, con la scritta "Ite ad Joseph" . Negli anni seguenti, la statua del Santo, opera dello scultore Minoia di Torino, viene portata in chiesa per tutto il mese di marzo.&lt;br /&gt;Nelle Prime Regole della Congregazione di San Giuseppe (1892), volute dal Fondatore e da lui personalmente riviste e corrette, al cap. I si legge: "Entrando uno a far parte della Congregazione di S. Giuseppe, dovrà rinunziare al mondo e a se stesso per consacrarsi interamente a Dio con l’osservanza dei suoi santi Comandamenti e con la pratica dei Consigli Evangelici, per imitare così S. Giuseppe che fu il primo modello della vita religiosa, avendo avuto egli continuamente sotto gli occhi quell’esemplare Divino, che l’Eterno Padre per sua misericordia volle mandare al mondo perché insegnasse la via del cielo. La congregazione ha per Patrono S. Giuseppe, perciò i suoi membri sono chiamati Oblati di San Giuseppe e si fanno studio speciale di onorarlo e di amarlo come padre, imitandone le virtù e propagandone la devozione."&lt;br /&gt;Il 29 giugno 1893 si inaugura solennemente la nuova Casa di Frinco d’Asti, la prima fuori di Santa Chiara. Sull’ingresso del castello viene posta una statua di San Giuseppe con la scritta: "Posuerunt me custodem: mi hanno posto come custode".&lt;br /&gt;L’anno 1895 è l’anno della morte del Fondatore, ma segna anche il culmine di una dolorosa vertenza con la Piccola Casa di Torino per la proprietà di Santa Chiara in Asti. Gli Oblati, a un certo punto, pensano di ritirarsi tutti a Frinco, portandosi dietro la statua di San Giuseppe della portineria, che allora stava in chiesa per il mese di marzo. Da Acqui il Fondatore li dissuade dal loro progetto e li assicura: San Giuseppe ci ha messi negli imbrogli, Egli ci sbroglierà. Gli Oblati, rassicurati, riportano la statua nella sua edicola e sicuri della grazia richiesta offrono anticipatamente al Santo un cuore d’argento in ringraziamento.&lt;br /&gt;4 marzo 1895: nell’ultima lettera indirizzata agli Oblati prima della sua morte (che avverrà il 30 maggio), Mons. Marello raccomanda ancora una volta: "State tutti di buon animo sotto il paterno manto di San Giuseppe, luogo di sicurissimo rifugio in tribulationibus et angustiis [nelle tribolazioni e nelle angustie]." &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-8787873582709558803?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/8787873582709558803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=8787873582709558803' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8787873582709558803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/8787873582709558803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/05/san-giuseppe-e-il-marello.html' title='SAN GIUSEPPE E IL MARELLO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SDqYBvWYuLI/AAAAAAAAAGo/TuXrSUIC2Hg/s72-c/taranto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-2258118714610736003</id><published>2008-05-04T07:34:00.000-07:00</published><updated>2008-05-04T07:44:02.941-07:00</updated><title type='text'>FAMIGLIA, LAVORO E QUOTIDIANITA' - Intervista all'arcivescovo mons. Beniamino Depalma</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SB3LephxmvI/AAAAAAAAAGg/-14obRaU7AA/s1600-h/ves.sant..JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196533272459451122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SB3LephxmvI/AAAAAAAAAGg/-14obRaU7AA/s320/ves.sant..JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In quanto Pastore della diocesi di Nola, quali priorità vede più urgenti per la Chiesa sul territorio? &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Tre le priorità che individuo per la mia gente: L’Annuncio, l’Ascolto e la Testimonianza. Sono tre atteggiamenti e tre esperienze che si richiamano reciprocamente e che manifestano lo stile di Dio e devono essere sperimentate per lo stile del suo Popolo.&lt;br /&gt;Bisogna riprendere ad annunciare “Gesù Cristo morto e risorto per noi”, l’antica formula della professione di fede che ha bisogno di non essere semplicemente ripetuta sulle nostre labbra quanto creduta profondamente. Dobbiamo riscoprire nelle nostre vite la capacità di incarnarci nella storia che viviamo, cogliere la scintilla di Dio nelle vicende che sperimentiamo, avvertire la compagnia di Dio nel mondo della sofferenza e del non senso, allargare i nostri orizzonti nel cogliere la realtà non solo nel ristretto mondo dell’empirico, vivere profondamente il clima del dono in cui, continuamente, le nostre vite sono impastate.&lt;br /&gt;Riprendere la capacità di ascoltare, uscire dal mondo delle parole per entrare nell’universo della comunicazione. Sentire Dio che parla, il mondo che parla non significa ascoltare. Si tratta piuttosto di saper cogliere lo spazio interiore per accogliere il messaggio, per scoprire le profondità, è questo che ci qualifica come comunità credente.&lt;br /&gt;Infine la testimonianza ossia la capacità di andare controcorrente per affermare la signoria di Dio e la dignità dell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che impressione ha avuto di S. Giuseppe Vesuviano nelle sue visite?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;S. Giuseppe Vesuviano è una comunità che risente fortemente degli stili di vita di una impostazione legata all’idea del commercio. È inutile sottolineare come la logica dell’interesse ha preso il sopravvento su quella della gratuità e del dono. Tuttavia andando oltre l’apparenza e leggendo nelle pieghe di quella storia che non va alle cronache dei giornali ma che si costruisce sull’esperienza dell’uomo comune, ecco che il volto di questa cittadina cambia. Vi sono tanti fermenti di una vita accogliente, che tende all’attenzione ai giovani, a coloro che si trovano in difficoltà, alla possibilità di uno spazio per gli stranieri. È vivace il tessuto solidale di questa comunità che, attrezzandosi anche in maniera originale e avvalendosi di un folto numero di volontari, riesce a far diventare storia di condivisione e di solidarietà anche il momento della difficoltà o dell’abbandono. Su questo campo molto ancora da compiere, ma certamente un cammino già proficuo quello attuato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Quale significato dare oggi al santuario e alla devozione verso san Giuseppe?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La presenza di un Santuario sul territorio è una grazia dello Spirito. È questo un luogo in cui è possibile un approccio diverso con l’esperienza di fede. È uno spazio in cui si dovrebbe trovare, con maggiore disponibilità, la possibilità di un’accoglienza all’ascolto; una maggiore tranquillità per la celebrazione del sacramento della riconciliazione; uno spazio idoneo per l’adorazione perpetua. Oggi un Santuario dovrebbe assicurare il servizio di un luogo in cui ritrovarsi e ritrovare Dio. Nello specifico lo stile di un santuario che si ispira alla figura di S. Giuseppe dovrebbe promuovere una riflessione su tre campi: la famiglia, il lavoro e il valore della quotidianità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Ha una "consegna" da lasciare ai nostri lettori?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Più che una consegna un invito: vivere bene il proprio battesimo, non tirandosi mai indietro di fronte alle sfide della vita, e avvertendo che la salvezza si è fatta carne ed è entrata nella storia, questa salvezza è Gesù Cristo, l’unico Signore, che in questa storia ci chiede di essere testimoni della sua gioia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-2258118714610736003?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/2258118714610736003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=2258118714610736003' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2258118714610736003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/2258118714610736003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/05/famiglia-lavoro-e-quotidianita.html' title='FAMIGLIA, LAVORO E QUOTIDIANITA&apos; - Intervista all&apos;arcivescovo mons. Beniamino Depalma'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SB3LephxmvI/AAAAAAAAAGg/-14obRaU7AA/s72-c/ves.sant..JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6478513863046286951</id><published>2008-04-23T11:56:00.000-07:00</published><updated>2008-04-23T12:06:34.432-07:00</updated><title type='text'>PATRIARCA PADRE PATRONO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SA-HvJhxmuI/AAAAAAAAAGY/V-TOE9WEPJk/s1600-h/5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192518139462654690" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SA-HvJhxmuI/AAAAAAAAAGY/V-TOE9WEPJk/s320/5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Giuseppe come Abramo. Come all’inizio della storia della salvezza troviamo Abramo, così all’inizio della nostra redenzione troviamo Giuseppe. Non a caso la liturgia della solennità di san Giuseppe, con il brano della lettera di Paolo ai Romani (4,13-22) abbina i nostri due personaggi. L’accostamento, a ben guardare, è quanto mai ricco di significato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ultimo Patriarca&lt;/strong&gt;: nel passato si usava di più tale titolo nei riguardi del nostro santo, che lo ricollega alla serie di tutti gli altri Patriarchi che l’hanno preceduto nell’antica alleanza, a cominciare da Abramo 1800 anni prima. Tutti e due chiamati in modo singolare da Dio in un’impensata e sconvolgente avventura, si trovano a dover lasciare i propri progetti e ogni sicurezza per affrontare un’incredibile missione. Si trovano a dover credere a promesse al confine tra i sogni e la realtà. Sono chiamati ad andare contro l’apparenza e a sperare contro ogni speranza; per uno la terra promessa che non si sa dove sia, per l’altro la terra dell’esilio e del nascondimento; per uno un patto nella carne e nel sangue, per l’altro un’alleanza nuova ed eterna; per uno un figlio che tarda a venire, per l’altro un figlio che non è proprio ma di Dio stesso; per uno Isacco da sacrificare su un monte, per l’altro Gesù che si sacrifica per la salvezza del mondo. Davvero, san Giuseppe Patriarca, in cui si compiono le antiche promesse, anello di congiunzione tra l’inizio e la fine di tutta una storia nell’attesa di Colui che deve venire.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Padre nella fede&lt;/strong&gt;: la fede eccezionale di Abramo si rispecchia in quella di Giuseppe - straordinario personaggio biblico o meglio evangelico - totalmente votato alla volontà di Dio, ad essere segno e strumento della stessa paternità divina, ad accogliere come autentico figlio Chi gli viene donato dal Cielo, a prendere nella propria casa Maria come Sposa con amore insuperabile, forte e casto; testimone della fede a Betlemme e a Gerusalemme, al momento che il Bimbo nasce, lo porta alla circoncisione e lo presenta al tempio; della fede che l’accompagna anche nel momento della persecuzione e della fuga in Egitto e che lo rende immagine nuova dell’antico esodo di Mosè e dei suoi padri nel deserto; la fede che gli fa vedere quello che gli altri non vedono nell’ordinarietà del lavoro e della vita a Nazaret; la fede che lo porta ad insegnare a quel figlio la legge e i comandamenti, la preghiera, l’amore e la giustizia; la fede che lo fa trasalire quando smarrisce Gesù a 12 anni e che lo fa rinascere al momento che lo ritrova. Davvero “Padre nella fede” san Giuseppe, superiore ai Padri del Vecchio Testamento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Patrono della Chiesa&lt;/strong&gt;: come la promessa divina ad Abramo riguarda la sua paternità verso una discendenza numerosa “come le stelle del cielo e i granelli della sabbia del mare”, popolo costituito dagli Ebrei di cui è capostipite e da tutti i cristiani che alla sua fede si rifanno, tanto più ciò si realizza in san Giuseppe. Capo della santa Famiglia a Nazaret, è chiamato ad esercitare la sua paternità sulla grande Famiglia di Dio nel tempo e nello spazio, che è la Chiesa. In lui vediamo quindi il “Padre della Chiesa”, un po’ come in Maria vediamo la “Madre della Chiesa”, di cui siamo costituiti figli. Sappiamo di trovare in lui il Patrono e il protettore di tutti i fedeli, come è stato solennemente dichiarato nel 1870. Il suo patrocinio è in realtà una vera e propria paternità che esercita nei nostri confronti. Come a suo tempo ha custodito e difeso Gesù, così oggi custodisce e difende dal Cielo i suoi “figli” nel mondo. Riconosciamoci allora come tali e impariamo a vedere in lui non solo il Patriarca e il Patrono, ma anche il Padre che ci assiste e ci guida, a cui ci possiamo rivolgere con affetto di figli e in cui troviamo il riflesso stesso del Padre celeste.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;Angelo Catapano&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6478513863046286951?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6478513863046286951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6478513863046286951' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6478513863046286951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6478513863046286951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/04/giuseppe-come-abramo.html' title='PATRIARCA PADRE PATRONO'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/SA-HvJhxmuI/AAAAAAAAAGY/V-TOE9WEPJk/s72-c/5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-847030880944619232</id><published>2008-03-25T12:14:00.000-07:00</published><updated>2008-03-25T12:17:49.588-07:00</updated><title type='text'>ABBA' PADRE!</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R-lPv_cNhMI/AAAAAAAAAGQ/7_HVvcl4Z3U/s1600-h/statua.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181760532168672450" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R-lPv_cNhMI/AAAAAAAAAGQ/7_HVvcl4Z3U/s320/statua.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Papà, abbà! E’ proprio questo il termine che Gesù ha usato sia nella sua preghiera che quando ci ha insegnato a pregare col “Padre nostro” che appunto dovrebbe essere meglio tradotto “Papà nostro”. Ci sorprende la familiarità e l’intimità di questa parola, ci sembra così eccessiva che pur sapendolo continuiamo a rivolgerci a Dio chiamandolo Padre piuttosto che Papà. La visione cristiana in effetti è rivoluzionaria: ci porta a scoprire nello stesso tempo l’identità di Dio e la nostra stessa identità. Superando tante idee di filosofie e religioni, qui siamo chiamati a capire essenzialmente chi è Dio e chi siamo noi. Dio è il Padre che ci ama immensamente, noi siamo i figli suoi infinitamente amati da Lui. Il carisma di san Leonardo Murialdo ci ha trasmesso la grandezza di questa realtà e ci ha condotto a intuire almeno un po’ – non senza gratitudine e stupore - le caratteristiche di questo amore di Dio, che è paterno e provvidente, gratuito ed infinito, attuale e personale, tenero e misericordioso. Alla ripresa dell’attività del nuovo anno, dopo l’estate, ci auguriamo che anche chi è lontano e non ha incontrato la vicinanza di questo amore di Dio, chi è forse nella paura di un Dio terribile che giudica e punisce, possa fare l’esperienza gioiosa della figliolanza nei suoi confronti e della fraternità nei riguardi del prossimo. Si tratta infatti di un rapporto da costruire con Lui e con gli altri.&lt;br /&gt;Lo stesso termine “abbà” ha usato mille e mille volte Gesù nei confronti di Giuseppe. Certamente lo chiamava papà, tale era ritenuto dalla gente, tale lo considerava anche Maria. Ci ricordiamo come è Giuseppe, proprio in qualità di padre, che dà il nome a Gesù, che lo presenta al tempio, che lo difende dai pericoli, che lo porta alla sinagoga, che gli insegna a pregare e a lavorare, che lo educa e lo fa entrare da adulto nella comunità civile e religiosa. Riflettiamo sul fatto che Gesù per tanti anni è stato sottomesso ai “suoi genitori”. Pensiamo a Maria che, nel ritrovare Gesù dodicenne al tempio, rimprovera il figlio con dolcezza: “perché ci hai fatto questo? Tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo!”. Sicuramente Giuseppe ha accolto Gesù come vero e proprio figlio, per quanto consapevole del dono singolare ricevuto dall’alto. Sicuramente Gesù si è rapportato con Giuseppe come al papà che il Cielo gli ha dato. C’è una speciale attrattiva che avvolge questo rapporto, come pure quello tra i due sposi, e rende unica al mondo quella Famiglia di Nazaret che vive comunemente tra gli uomini, ma che comune non è, dato che porta dentro Dio stesso. La famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria, modello di ogni famiglia, di ogni figlio, di ogni madre e di ogni padre: potremmo dire che nella loro casa - nella loro vita quotidiana umana e divina nello stesso tempo - troviamo “l’attrattiva del tempo moderno”.&lt;br /&gt;Ci si è sforzati di definire la paternità di Giuseppe nei confronti di Gesù. Certamente è una paternità autentica e reale, sebbene non fondata sulla generazione fisica. E’ chiaramente fondata piuttosto sulla volontà di Dio, sul libero riconoscimento del figlio da parte di Giuseppe, e soprattutto sul rapporto instauratosi tra padre e figlio in tanti anni di convivenza familiare, un intreccio di paternità e di figliolanza vissuto concretamente e alla luce del sole senza mezze misure. C’è chi ha chiamato Giuseppe padre putativo, verginale, davidico, nutrizio, legale, adottivo, chi l’ha indicato come custode e difensore. Ma è evidente che ogni definizione è imperfetta, dice qualcosa, ma non è esaustiva. Forse conviene recuperare la semplicità e la chiarezza del Vangelo, che senza mezzi termini lo presenta come padre. Gesù lo chiamava “abbà”, papà. Maria lo indicava come padre. Al massimo potremmo aggiungere che in san Giuseppe troviamo il “padre terreno” per distinguerlo dal “Padre celeste”, distinzione che Cristo stesso adopera poi nella sua vita pubblica. Se Gesù ha voluto essere chiamato “figlio di Giuseppe”, noi pure allora riconosciamolo come padre! Non andiamo a cercare aggettivi che alla fine non riescono a dare l’idea giusta di questa paternità che – proprio per il fatto di essere unica – non può essere definita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-847030880944619232?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/847030880944619232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=847030880944619232' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/847030880944619232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/847030880944619232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2008/03/abba-padre.html' title='ABBA&apos; PADRE!'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R-lPv_cNhMI/AAAAAAAAAGQ/7_HVvcl4Z3U/s72-c/statua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-5116024112667223608</id><published>2007-12-30T11:16:00.000-08:00</published><updated>2007-12-30T11:20:58.854-08:00</updated><title type='text'>IL PRESEPIO DI SAN GIUSEPPE a piazza San Pietro</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R3fvggdDO2I/AAAAAAAAAGI/mV1w8kJwN0U/s1600-h/presepio.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149848040668085090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R3fvggdDO2I/AAAAAAAAAGI/mV1w8kJwN0U/s320/presepio.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 20 dicembre 2007 (&lt;a href="http://www.zenit.org/" target="_blank"&gt;ZENIT.org&lt;/a&gt;).- Il presepio di San Pietro ricorda l'importanza del padre nella famiglia, afferma l'esperta d'arte cristiana Elizabeth Lev.&lt;br /&gt;Il presepe di quest'anno, che verrà svelato la Vigilia di Natale, offrirà un nuovo punto di vista, come ha sottolineato la settimana scorsa il Segretario di Stato vaticano. Più che una mangiatoia o una stalla, il presepe mostrerà la casa di San Giuseppe, riflettendo la storia della nascita di Cristo riportata nel Vangelo di San Matteo anziché il tipico brano di San Luca.&lt;br /&gt;Parlando a ZENIT, Elizabeth Lev ha affermato che “questo presepe non è tanto una rottura con la tradizione, quanto la presentazione di un nuovo aspetto del presepio, che rivela un nuovo lato”.&lt;br /&gt;“Cerca di rappresentare l'esperienza di Giuseppe, il suo sogno di ciò che accadrà sapendo che nascerà Gesù e che Maria è incinta. Non aveva alcuna idea del modo in cui sarebbe andata mentre si preparava ad assumere questo compito affidatogli da Dio attraverso il messaggio di un angelo. E' quindi ciò che immagina a casa sua nel suo contesto lavorativo prima che questo avvenga”.&lt;br /&gt;“Ciò pone Giuseppe e l'accettazione della sua chiamata nella storia”, ha aggiunto la Lev. “Giuseppe non è mai il protagonista del presepe, ma il suo ruolo è fondamentale. Non si tratta quindi di uno sconvolgimento della tradizione biblica, ma si mostra un aspetto diverso, guardando ad esso in una luce differente”.&lt;br /&gt;“Nelle rappresentazioni della natività c'è sempre una figura materna, ma questo presepe rimarca l'importanza della figura paterna, il fatto che il padre è fondamentale. Ricorda che il Bambino non è nato solo a una madre, fornendo una fonte di meditazione durante questo periodo in cui affrontiamo la battaglia contro il matrimonio e la famiglia”.&lt;br /&gt;“E' una buona via per la Chiesa di ricordarci, in modo non aggressivo e non politico, le basi della nostra comprensione della famiglia attraverso la Sacra Famiglia”.&lt;br /&gt;“E' un presepio molto vicino a Joseph Ratzinger, un presepio che insegna”, ha concluso. Quest'anno i personaggi vengono disposti in modo tale da farci pensare “a ciò che significa questa nascita importantissima, alle circostanze in cui Gesù è nato, ricordandoci anche il ruolo essenziale di Giuseppe”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-5116024112667223608?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/5116024112667223608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=5116024112667223608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5116024112667223608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/5116024112667223608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2007/12/il-presepio-di-san-giuseppe-piazza-san.html' title='IL PRESEPIO DI SAN GIUSEPPE a piazza San Pietro'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R3fvggdDO2I/AAAAAAAAAGI/mV1w8kJwN0U/s72-c/presepio.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4558089748228885209</id><published>2007-12-18T10:14:00.000-08:00</published><updated>2007-12-18T10:20:49.504-08:00</updated><title type='text'>SPOSA DI GIUSEPPE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R2gPawdDO1I/AAAAAAAAAGA/E_YlAPsfmWs/s1600-h/ambato.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145379526628555602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R2gPawdDO1I/AAAAAAAAAGA/E_YlAPsfmWs/s320/ambato.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quando siamo “stretti dalla tribolazione” e non ci mancano sofferenze e preoccupazioni, abbiamo motivi in più per implorare pace e salvezza, per ricorrere al soccorso celeste, a Maria che Cristo ci ha dato per Madre e al suo Sposo Giuseppe.&lt;br /&gt;Consideriamo la verità del matrimonio tra Maria e Giuseppe: vincolo d’amore evidentemente unico al mondo eppure quanto mai esemplare per tutti. Come è vero che gli sposi cristiani hanno tanto da imparare da quei due santi Sposi! L’amore forte e indissolubile l’uno per l’altra, il rispetto del progetto di Dio sulla coppia, l’aiuto vicendevole nella gioia e nel dolore, la sottomissione alla legge e ai comandamenti, la semplicità della vita quotidiana, la dedizione al proprio figlio (che è sempre dono del Cielo), la fedeltà a tutta prova, la laboriosità silenziosa e paziente. Se oggi assistiamo spesso alla crisi della famiglia, alle facili separazioni e ai divorzi, al disimpegno crescente nei riguardi del matrimonio, se anche l’incontro con altre razze, culture e religioni, minano la visione cristiana della vita e del legame coniugale, è ancor più necessario rifarsi al Vangelo e a quella splendida coppia di Giuseppe e Maria che ci viene presentata. Sarebbe dunque significativo se il riferimento ai Santi Sposi non mancasse nelle celebrazioni dei matrimoni e degli anniversari, come pure nelle catechesi per i fidanzati.&lt;br /&gt;Consideriamo l’importanza per noi di questo Sposalizio: ci vuol poco a capire che il primo che ha incontrato e amato Maria è proprio Giuseppe. Il modello perfetto di chi si è totalmente dedicato e consacrato a Lei è il suo Sposo. Chi desidera crescere nel rapporto con la Madre celeste può imparare da san Giuseppe più che da chiunque altro. Chi più di lui, per l’intera sua esistenza, le ha detto – con le parole e con i fatti – “sono tutto tuo”? “Totus tuus”, le ha dichiarato il papa Giovanni Paolo II già all’inizio del suo pontificato e ha rinnovato la sua consacrazione coinvolgendo i fedeli nell’Anno del Rosario. Preghiera bella e contemplativa, ripetitiva ma non stancante. Nel ridire 10, 50, 200 volte “Ave Maria”, non ci si stanca di esprimere alla Madre l’affetto filiale e l’invocazione fiduciosa, meditando il ciclo dei misteri di Cristo, nella gioia e nel dolore, nella luce e nella gloria. E’ una questione di amore, e allora l’incontro con chi si ama nel Rosario è desiderato e ricercato. E’ pure una questione di realismo, e allora si capisce che nel Rosario ci sono tante necessità da presentare, per noi, per i nostri cari, per la Chiesa e per il mondo intero. Viene allora a proposito l’invito di san Leonardo Murialdo ad essere “arcidevotissimi di Maria”.&lt;br /&gt;Consideriamo come gli Sposi non vanno divisi. Afferma il Signore stesso “non osi separare l’uomo ciò che Dio ha congiunto”! Questa indissolubilità vale anche per Maria e Giuseppe. Riflettiamo come sia sbagliato dimenticare lo Sposo e disgiungere l’omaggio mariano da quello di colui che per volontà di Dio le è stato posto accanto come marito e protettore. Se è chiaro che chi si fa amico di san Giuseppe non può non esserlo innanzitutto della sua Sposa, purtroppo spesso si trascura che il vero devoto di Maria deve esserlo anche del suo Sposo. Qualcosa si potrebbe fare. E’ auspicabile ad esempio che nelle preghiere eucaristiche (come nel primo canone) aggiungiamo dopo quello di Maria il ricordo di “san Giuseppe suo sposo”, che nel Rosario teniamo presente san Giuseppe nel legame con i misteri gaudiosi e nella preghiera “a te o beato Giuseppe” dopo il Salve Regina, che nelle litanie invochiamo Maria anche – e doverosamente - come “Sposa di Giuseppe”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Catapano&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4558089748228885209?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4558089748228885209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4558089748228885209' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4558089748228885209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4558089748228885209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2007/12/sposa-di-giuseppe.html' title='SPOSA DI GIUSEPPE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R2gPawdDO1I/AAAAAAAAAGA/E_YlAPsfmWs/s72-c/ambato.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6901133778036242093</id><published>2007-12-03T12:58:00.000-08:00</published><updated>2007-12-03T13:07:32.327-08:00</updated><title type='text'>COME IL TRAGITTO DI UNA STELLA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R1Rvtiuj_0I/AAAAAAAAAF4/JarF2XtPhvA/s1600-R/aguascalientes.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139855902943477570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R1Rvtiuj_0I/AAAAAAAAAF4/y0nq3DxKE9Y/s320/aguascalientes.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come dice la presentazione in copertina, coniugando l’esperienza del grande scrittore con le intuizioni del credente, Ferruccio Ulivi - ben conosciuto in letteratura italiana – si cala nell’anima di Giuseppe, il falegname di Nazareth. Si aggira nell’ambito della sua quotidianità. Racconta la sua storia d’uomo semplice e giusto, di santo non eroico, dalla giovinezza celibataria alle nozze con Maria, dalla nascita di Gesù fino allo spegnersi del suo soffio vitale. Libero ma rispettoso nei confronti dell’esegesi biblica, l’autore si stacca dagli stereotipi sulla mansuetudine e la taciturna pazienza del “vecchio padre putativo”. Fin dal suo affacciarsi all’orizzonte del romanzo, il giovane Giuseppe rivela un’umiltà che non esclude affatto la fierezza, le passioni e i sentimenti. Egli sa di discendere dalla stirpe regale di Davide e si sente chiamato ad una missione provvidenziale. Sogni simili ad apparizioni, in cui il messaggero s’identifica con l’antico re d’Israele, gli preannunciano un destino salvifico. Ma qual è, in concreto, il suo “carisma”? Anziché dissolversi, il mistero si infittisce nella convivenza, nutrita di intensi colloqui, con la moglie e il figlio.&lt;br /&gt;Eccone uno squarcio. Gli dice Gesù dodicenne, dopo il ritrovamento a Gerusalemme: “So che cosa pensi, padre. Lo so, e ne soffro anch’io. Ho avvertito il richiamo che mi hai lanciato nella tua solitudine. Il cuore mi balza verso di te. Ma non c’è tenerezza che basti, anche questo so. E comincio a capire anche un’altra cosa: che su questa terra sono venuto a portare, credo, il mio dono… Il tuo, il mio dolore, è anche il dolore di tutti. E non c’è rimedio. E bisogna mettere a rischio tutto, anche la vita, perché ci sia concesso uno spiraglio di felicità, che del resto non sarà mai perfetta. Vedi, sono queste le cose che ci ispira il Padre che è nei cieli. Di questo ho parlato coi dottori al Tempio. Non ti dispiaccia che ricordi quel giorno. L’abbandono che ho fatto di voi era il prezzo di una conoscenza che dovevo provare prima di tutto sulla mia pelle” (pp. 125-126). Gli dice Maria: “Ho pensato spesso, a lungo, al vincolo che ci unisce. E ti dico in coscienza che non sento di dovermi rimproverare qualcosa. Non siamo noi che scegliamo la strada da percorrere. C’è chi lo fa in vece nostra infinitamente meglio. L’uomo, o la donna, si domanda perché l’abbia fatto. Ma la risposta non ci compete; la coscienza deve seguire sicura, anche se ignora il cammino. Una mano è pronta a sostenerci nei punti facili e in quelli scabrosi. E’ come il tragitto di una stella. Le profondità del firmamento, o mio amato, non ci sgomentano. La confidenza tra noi è senza limiti, ma tutto è affidato alla stessa mano che regola il cammino degli astri” (pp. 145-146). Conclude Giuseppe: “Io sono un uomo umile, e ho capito soltanto questo: che ho un compito, un dovere preciso da assolvere. Qui è il mio banco di prova… Vedi, Maria, le tue parole per me sono sacre, e io accetto tutto da te senza tirarmi indietro” (pp. 147-148).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;FERRUCCIO ULIVI, Come il tragitto di una stella, Edizioni San Paolo, pp. 222&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6901133778036242093?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6901133778036242093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6901133778036242093' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6901133778036242093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6901133778036242093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2007/12/come-il-tragitto-di-una-stella.html' title='COME IL TRAGITTO DI UNA STELLA'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/R1Rvtiuj_0I/AAAAAAAAAF4/y0nq3DxKE9Y/s72-c/aguascalientes.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-1263050618267274993</id><published>2007-11-09T12:37:00.000-08:00</published><updated>2007-11-09T12:46:57.217-08:00</updated><title type='text'>AUGURI, GIUSEPPE!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RzTG_1RcIhI/AAAAAAAAAFw/gWkjGS0a4Qc/s1600-h/maril%C3%B9.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130944675416121874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RzTG_1RcIhI/AAAAAAAAAFw/gWkjGS0a4Qc/s320/maril%C3%B9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Auguri a tutti gli amici di san Giuseppe&lt;/strong&gt;: potenzialmente a tutti i cristiani, dato che la Chiesa lo ha proclamato suo Patrono universale. Come insegna la preghiera “A te o beato Giuseppe” di Leone XIII, ogni volta che la Chiesa si ritrova insidiata e nelle avversità, ha maggiore motivo di ricorrere al suo Protettore, perché la difenda dai pericoli, come un tempo difese “la vita minacciata del bambino Gesù”. In effetti la Famiglia di Nazaret è un po’ il prototipo in cui ha da rispecchiarsi ogni famiglia e particolarmente la famiglia di Dio nel mondo, ossia la comunità dei credenti, che è chiamata ad essere una famiglia, in cui ci si riconosce tutti figli di Dio, tutti fratelli e sorelle. Il ruolo che san Giuseppe ha esercitato nella Santa Famiglia è in qualche modo lo stesso che esercita oggi dal cielo su tutta la Chiesa. Il suo è un ruolo di tipo protettivo, di difensore: difende Cristo e la sua presenza oggi, difende noi che siamo la sua famiglia vivente nel mondo. Davanti al rischio dell’indifferenza religiosa e dell’incombente scristianizzazione, ecco che abbiamo chi ci difende. Auguri quindi perché come cristiani sappiamo affidarci alla sua protezione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Auguri a coloro che si chiamano Giuseppe&lt;/strong&gt;: sono davvero tanti! Si tratta infatti del nome più diffuso in Italia. Risulta essere l’onomastico di oltre un milione e mezzo di Giuseppe e di circa 800.000 donne nelle sue varianti al femminile. E’ un nome bellissimo, che nella sua etimologia ebraica ha in se stesso un significato augurale: “Dio accresca”! Auguri perché il Signore accresca la vostra famiglia di ogni bene, vi sia vicino e faccia crescere in voi i suoi doni, la fede, la speranza e l’amore, aggiunga ogni virtù e vi faccia portatori di pace ed unità. E’ un nome fortunato, verso cui risuona la parola biblica: “andate da Giuseppe”! Parola rivolta anticamente verso il viceré dell’Egitto e poi verso il nostro san Giuseppe, che è il più grande santo e colui al quale Dio stesso ha affidato i suoi tesori: Gesù e Maria. Davanti alla moda oggi in voga di mettere altri nomi a caso, per gusto di novità, per imitazione di personaggi mondani o per assonanza più o meno simpatica, è un nome che al momento del battesimo va salvaguardato, oltre che per amore alla tradizione di fede e di famiglia, proprio per il legame con il nostro santo e per la ricchezza del suo significato. Vi giungano dunque i migliori auguri!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Auguri direttamente a te, o Giuseppe di Nazaret&lt;/strong&gt;: sei padre, sposo, lavoratore, uomo giusto per eccellenza. Affidiamo alla tua speciale protezione il mondo dell’educazione e della famiglia, del lavoro e della giustizia, i padri e i figli di oggi, gli sposati e i consacrati. Cresca tra noi l’amore per il Signore e per il prossimo, per te e per la tua Sposa Maria. Mettiamo nelle tue mani questa terra con i suoi problemi, la missione specifica dei Giuseppini tra i giovani e il santuario a te dedicato. Ti affidiamo anche questo blog che porta il tuo nome e desidera farsi portavoce della tua voce. All’inizio del terzo millennio, attenti al mondo che cambia e alle sfide della nuova evangelizzazione, che tutti possiamo fare la nostra parte sul tuo esempio e con la tua intercessione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Angelo Catapano&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-1263050618267274993?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/1263050618267274993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=1263050618267274993' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1263050618267274993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/1263050618267274993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2007/11/auguri-giuseppe.html' title='AUGURI, GIUSEPPE!'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RzTG_1RcIhI/AAAAAAAAAFw/gWkjGS0a4Qc/s72-c/maril%C3%B9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6054796602862945206</id><published>2007-10-27T13:11:00.000-07:00</published><updated>2007-10-27T13:20:48.289-07:00</updated><title type='text'>GESU' LO CHIAMO' PADRE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RyOdO3kZQ8I/AAAAAAAAAFo/wPLG1TXysNE/s1600-h/25.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126113679638086594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RyOdO3kZQ8I/AAAAAAAAAFo/wPLG1TXysNE/s320/25.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ un testo del noto studioso giuseppino Tarcisio Stramare, degli Oblati di S. Giuseppe. Come dice il sottotitolo, si tratta di una vera e propria “rassegna storico-dottrinale su san Giuseppe”, consigliabile a chi desidera una presentazione sintetica e aggiornata, fondata teologicamente e complessiva nei riguardi del nostro santo. Nella prefazione l’autore afferma che san Giuseppe è l’emblema di una cultura “presunta”. E’ un santo che si pensa diffusamente di conoscere, ma che in realtà non si approfondisce né si studia granché. Il nostro testo cerca di colmare una lacuna e di offrire un quadro che presenti la figura di san Giuseppe nei suoi vari aspetti, a partire dal suo inserimento nella storia della salvezza e dalla narrazione dei Vangeli. Prosegue con un capitoletto sugli apocrifi e si sofferma sulla teologia: si segnalano i principali riferimenti al nostro santo nei vari secoli, nei Padri e nella Tradizione, come pure nei documenti dei Papi e del Magistero fino ad oggi. La “teologia giuseppina” non può non considerare gli elementi che caratterizzano san Giuseppe, come Sposo della Madre di Dio (e la natura di questo vero matrimonio), Padre di Gesù (e la sua autentica paternità), la sua Verginità, la partecipazione all’ordine dell’unione ipostatica e ai misteri di Cristo, la sua grandezza e santità, la sua presenza nella Chiesa, il suo patrocinio e la sua molteplice esemplarità.&lt;br /&gt;Nella seconda parte viene messo in evidenza come il nostro santo comunque sia amato e tuttora presente nel sentire della gente, nello sviluppo spazio-temporale del culto, dagli edifici legati al ricordo della Santa Famiglia in Palestina ed Egitto, alle chiese e ai santuari a lui dedicati in Italia e nel mondo, alle Cattedrali e alle basiliche costruite in suo onore nelle varie nazioni. Si passano poi a considerare i riconoscimenti liturgici che si sono succeduti nella storia, sia in Oriente che in Occidente: la festa di san Giuseppe, dello Sposalizio, del Patrocinio ed altre. Si prosegue con la rassegna dei “patronati”: l’elenco degli Istituti di vita consacrata maschile e femminile (ben 236), istituzioni, associazioni, confraternite, città, diocesi e nazioni che lo nominano patrono. Si dà una panoramica delle devozioni, pie pratiche, reliquie e apparizioni legate a san Giuseppe. Si segnalano i “Centri studi giuseppini” e le pubblicazioni che riguardano il nostro santo in Italia e all’estero: non manca la citazione anche della “Voce di san Giuseppe” (p. 176). Il sesto capitolo è dedicato all’arte e al folklore: san Giuseppe nell’arte figurativa, esposizioni e rappresentazioni, tradizioni e iniziative. A ragion veduta, dopo tutto il percorso effettuato, si conclude con l’affermazione: “san Giuseppe è un virgulto rigoglioso presso una fonte”, ulteriore riferimento biblico che suggella il titolo del libro: “Gesù lo chiamò padre”. Frase che si rifà direttamente alla fonte del Vangelo, quanto mai ricca di significato, di cui al termine del libro si riconosce maggiormente la portata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TARCISIO STRAMARE, Gesù lo chiamò padre, Libreria Editrice Vaticana, pp. 218&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-6054796602862945206?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/6054796602862945206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=6054796602862945206' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6054796602862945206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/6054796602862945206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2007/10/gesu-lo-chiamo-padre.html' title='GESU&apos; LO CHIAMO&apos; PADRE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RyOdO3kZQ8I/AAAAAAAAAFo/wPLG1TXysNE/s72-c/25.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-4905718678499930197</id><published>2007-09-28T09:09:00.000-07:00</published><updated>2007-09-28T09:25:04.288-07:00</updated><title type='text'>ASCOLTIAMO LA VOCE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Rv0qqxwKMyI/AAAAAAAAAFg/OGT5mtB2QEE/s1600-h/cop605.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115291666160956194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Rv0qqxwKMyI/AAAAAAAAAFg/OGT5mtB2QEE/s320/cop605.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non c’è più sordo di chi non vuol sentire! E’ un’espressione che la dice lunga sulla realtà in cui tante volte ci troviamo anche noi. In effetti siamo poco abituati ad ascoltare. Nell’inganno di un continuo carnevale, frastornati dal chiasso, badiamo più all’apparenza e a come ci presentiamo, che alla sostanza e all’autenticità con noi stessi.&lt;br /&gt;Se ascoltiamo la voce degli altri, ci accorgiamo che questo vale più del nostro correre, quando indaffarati nelle cose da fare passiamo sopra le relazioni con le persone. Anche quando stiamo insieme, spesso prevalgono il rumore, i nostri pensieri, i nostri tempi e le nostre musiche; ce la cantiamo e ce la suoniamo senza veramente essere aperti a chi ci è vicino. Non abbiamo tempo per vedere chi incontriamo e presi dai nostri progetti non ci accorgiamo di chi abbiamo davanti; non ci rendiamo conto delle situazioni, dei bisogni che ci sono, e in realtà perdiamo il nostro tempo. Da qui scaturiscono pure le incomprensioni e le rotture, le rivalità e le contese che rovinano la nostra vita. Marito e moglie, genitori e figli, parenti e vicini di casa, colleghi di lavoro, amici, rapporti che saltano, perché – diciamo la verità – non ascoltiamo, siamo pieni di noi stessi e dei nostri punti di vista, non siamo capaci di “farci uno” con l’altro, svuotando noi stessi, mettendoci nei suoi panni, imparando ad amare così, cominciando ad ascoltare. Che miracolo a questo punto: famiglie che si ricostruiscono, relazioni che vengono ricucite, rapporti che si ritrovano, affetti che riprendono vita.&lt;br /&gt;Se ascoltiamo la voce di Dio, e non ci “mettiamo la maschera” davanti ai nostri occhi, sentiamo dentro di noi “una voce” spesso soffocata dal tran tran di ogni giorno, dalle preoccupazioni materiali, dal frastuono esterno, la voce dello Spirito che abita in noi. E’ la voce della coscienza che ci dice ciò che è giusto. E’ la voce di Dio che ci parla, che ci indica la sua volontà, che ci richiama ai suoi comandamenti, principalmente all’amore per lui e per il prossimo. Era un vero e proprio ritornello per l’antico popolo di Dio: “Ascolta, Israele: il Signore tuo Dio è l’unico Signore, tu lo amerai con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze e con tutta l’anima”… Era un vero e proprio modo di affrontare la vita per san Leonardo Murialdo; a lui da giovane si attribuiscono queste parole: “Ascolta e comprendi le voci dell’universo, della tua terra, della gente, la voce dei sofferenti, dei poveri, degli oppressi; solo così imparerai a leggere nei segni dei tempi e a sentire il richiamo di Dio e delle anime”. La sua Parola deve essere allora il nostro pane quotidiano.&lt;br /&gt;Se ascoltiamo la voce di san Giuseppe, impariamo uno spirito particolare che ci aiuta a vivere in profondità ogni vicissitudine dell’esistenza. Maria, e anche Giuseppe, non badavano all’apparenza e non si fermavano alla superficialità delle cose: “le conservavano, meditandole nel proprio cuore”. E’ un vero e proprio “spirito mariano e giuseppino” quello di “vivere dentro”, con una spiccata attenzione all’interiorità, a capire le situazioni, vedendole con gli occhi della fede, leggendole con l’ottica lungimirante della speranza, vivendole con quell’amore che tutto crede, vince e sopporta. Ascolta dunque questa voce e non cestinarla! Arriva pure tramite un sito internet che puoi visitare: &lt;a href="http://www.murialdo.org/sangiuseppe"&gt;www.murialdo.org/sangiuseppe&lt;/a&gt; - abbiamo un indirizzo a cui puoi scriverci: &lt;a href="mailto:santsgv@murialdo.org"&gt;santsgv@murialdo.org&lt;/a&gt; - c’è un telefono e un fax: 0815297691.&lt;br /&gt;Dunque facci sentire anche tu la tua voce: inviaci messaggi e preghiere, testimonianze e richieste che possiamo presentare all’altare di san Giuseppe.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-4905718678499930197?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/4905718678499930197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=4905718678499930197' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4905718678499930197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/4905718678499930197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2007/09/ascoltiamo-la-voce.html' title='ASCOLTIAMO LA VOCE'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Rv0qqxwKMyI/AAAAAAAAAFg/OGT5mtB2QEE/s72-c/cop605.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-3947455293650775199</id><published>2007-09-21T08:00:00.000-07:00</published><updated>2007-09-21T08:07:51.427-07:00</updated><title type='text'>LA CATTEDRALE DI SAN GIUSEPPE A BUCAREST</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RvPeIxwKMxI/AAAAAAAAAFY/FX9yRg91dsw/s1600-h/SFAM.ROM.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5112674244371297042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RvPeIxwKMxI/AAAAAAAAAFY/FX9yRg91dsw/s320/SFAM.ROM.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;BUCAREST, 19set07 - Il prossimo 27 settembre potrebbe essere una data importante per salvare la cattedrale di San Giuseppe a Bucarest, monumento storico e architettonico. La cattedrale è in pericolo a causa della “costruzione illegale” vicina ad essa di un grattacielo di 20 piani, con altri 4 interrati. Il 27 settembre il Parlamento europeo con sede a Strasburgo si pronuncerà infatti sulla dichiarazione scritta “sulla necessità di adottare misure di tutela della cattedrale”, per la quale sono state già raccolte 371 firme tra i parlamentari europei. Ne mancano una ventina per farla passare. Nella dichiarazione si “condanna fermamente la costruzione illegale di detto grattacielo” e ci si impegna a trasmettere il documento alla Commissione, al Consiglio europeo, al governo romeno e alle istituzioni responsabili della tutela del patrimonio culturale europeo. Intanto, il 10 luglio scorso, la giustizia romena ha fermato i lavori del cantiere fino al termine della causa legale. “Siamo fiduciosi che la verità e il diritto vinceranno – afferma don Francio Ungureanu, dell’arcivescovado di Bucarest -. Ci stiamo difendendo da una grande ingiustizia perché il grattacielo è stato costruito violando la legge. In troppi hanno fatto finta di non vedere”. L’edificio, costruito in tempi record, è stato edificato fino all’ultimo piano, ma la cementificazione è arrivata a metà. “I nostri ingegneri ci hanno assicurato che si potrebbe smontare e ricostruire da un’altra parte - spiega don Ungureanu -. Nel frattempo continueremo la raccolta firme e altre iniziative di sensibilizzazione”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Sir – MANCINI)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23877837-3947455293650775199?l=sangiuseppe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/feeds/3947455293650775199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23877837&amp;postID=3947455293650775199' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/3947455293650775199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23877837/posts/default/3947455293650775199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sangiuseppe.blogspot.com/2007/09/la-cattedrale-di-san-giuseppe-bucarest.html' title='LA CATTEDRALE DI SAN GIUSEPPE A BUCAREST'/><author><name>angelo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14187674167327308988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/RvPeIxwKMxI/AAAAAAAAAFY/FX9yRg91dsw/s72-c/SFAM.ROM.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23877837.post-6259743956639588225</id><published>2007-09-14T09:23:00.001-07:00</published><updated>2007-09-14T09:35:47.362-07:00</updated><title type='text'>LA VIA DI GIUSEPPE - novena</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5XL0ZD39Cfk/Ruq344WpzWI/AAAAAAAAAFQ/rLKpXgC9qdg/s1600-h/viagiuseppe01+copia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110098915033206114" style="FLOAT: left; MARGIN:
